20/02/2012
Un Milan aggressivo avvisa la Juventus. Borini trascina la Roma contro il Parma. Allegri: "Avessero tolto il gol alla Juve..."
Un Milan aggressivo avvisa la Juventus. Borini trascina la Roma contro il Parma. Allegri: "Avessero tolto il gol alla Juve..."VENTIQUATTRESIMA GIORNATA. Muntari, Emanuelson, Robinho: tre gol al Cesena la squadra di Allegri ora ha la testa a sabato sera. Il mister rossonero: se non fosse stato convalidato mi sarei divertito. Il Palermo travolge la Lazio
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06/05/2011
Vespa all'attacco: «Zittito da Santoro»
Vespa all'attacco: «Zittito da Santoro»«Risponderemo in tv lunedì prossimo». «Su "Porta a Porta" dati Auditel errati, ma non mi ha fatto intervenire a Annozero»
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08/04/2011
La Consulta e il pacchetto sicurezza «Illegittimi i super poteri dei sindaci»
La Consulta e il pacchetto sicurezza «Illegittimi i super poteri dei sindaci»Insorge il ministro Maroni: «Dai giudici un errore, rimedieremo». Bocciata la norma che consente di adottare ordinanze come quelle anti-lucciole o anti accattonaggio. Maroni: «Questione formale, rimedieremo con una legge»
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19/07/2010
Reparto chiuso, manca l'ambulanza una neonata muore in Calabria
Reparto chiuso, manca l'ambulanza una neonata muore in CalabriaLa Commissione parlamentare sugli errori sanitari ha avviato un’indagine. Odissea dall'esito tragico tra gli ospedali di Trebisacce, Rossano e Cosenza
COSENZA - Una neonata nata all’ospedale di Rossano è deceduta mentre stava per essere trasferita in elisoccorso alla neonatologia dell’Annunziata di Cosenza. Forse poteva essere salvata. Ora, su questo episodio dai contorni ancora confusi, la Commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori sanitari e i disavanzi sanitari regionali ha avviato un’indagine. Aperto un fascicolo anche dalla Procura di Rossano. L’episodio è avvenuto il 13 luglio scorso. La madre della piccola, alla fine del settimo mese di gravidanza, aveva iniziato ad accusare dolori addominali che non sono cessati neanche dopo l’intervento della guardia medica che le aveva praticato un’iniezione antidolorifica. Accompagnata dal marito e dal cognato, la donna si era recata presso il vicino pronto soccorso dell’ospedale di Trebisacce (Cosenza) dove era stata visitata ma, essendo chiuso il reparto di ostetricia e ginecologia, le fu consigliato il trasferimento presso il presidio di Rossano, dove i tre sono giunti in auto perché l’ambulanza del 118 era impegnata in un altro soccorso. All’ospedale di Rossano alla donna era stato diagnosticato un distacco della placenta e i sanitari avevano deciso di intervenire con un cesareo.
LA MORTE DELLA NEONATA DOPO IL PARTO CESAREO - Appena nata la bimba era stata intubata ma le sue condizioni erano rimaste gravi e la neonata era stata preparata per il trasferimento all’Annunziata di Cosenza, dove è giunta con l’elisoccorso ma quando ormai per lei non c’era più nulla da fare. In considerazione di quanto avvenuto, la Commissione ha chiesto al presidente della Regione Calabria con deleghe alla Sanità, Giuseppe Scopelliti, «una relazione volta a far conoscere ogni dato utile a seguito del predetto episodio - si legge nella lettera inviata dal Presidente Leoluca Orlando - anche in ordine ad iniziative sanzionatorie e/o cautelari in riferimento a specifiche responsabilità individuali o a disfunzioni organizzative». «Da parte della Commissione che presiedo - ha concluso Orlando - non posso che esprimere vicinanza e solidarietà alla mamma della piccola e ai suoi famigliari: ci troviamo, purtroppo, davanti ad un ennesimo triste episodio che ha come protagonista un neonato e che dimostra come in Calabria sia particolarmente delicata e necessaria di attenzione la questione dei punti nascita, daremo il nostro contributo per far luce sulla vicenda».
Fonte: Corriere della Sera
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28/06/2010
Fifa, il muro di gomma: di arbitraggi non si parla
Fifa, il muro di gomma: di arbitraggi non si parlaLa federazione internazionale ha scelto di non rispondere alle domande sugli errori arbitrali nella conferenza stampa odierna. E, anzi, ha criticato la diffusione delle immagini direttamente dagli schermi degli stadi: "Non vogliamo che accada più"
Il muro di gomma: dopo le feroci polemiche seguite agli errori arbitrali di Germania-Inghilterra e Argentina-Messico, la Fifa non solo rifiuta l'apertura di una discussione sulle scelleratezze dei direttori di gara al Mondiale e sul mancato ricorso all'aiuto delle immagini, ma anzi critica la diffusione di quest'ultime sui maxi schermi dello stadio di Johannesburg durante Argentina-Messico, quando hanno evidenziato il gol in fuorigioco segnato da Tevez. "E' sbagliato trasmettere le immagini sui maxischermi. E' un giorno come un altro, non commentiamo le decisioni arbitrali", sono state le parole di un portavoce, Nicolas Maingot, nella conferenza stampa quotidiana a Johannesburg, davanti alle domande dei cronisti.
Eppure, ieri gli arbitri hanno fatto molto discutere: il gol fantasma di Lampard, il gol di Tevez in evidente fuorigioco che il pubblico del Soccer City Stadium di Johannesburg ha potuto rivedere sul maxischermo: tutti si sono accorti dell'irregolarità. Maingot ha stigmatizzato la decisione di trasmettere le immagini. "E' stato un errore, vogliamo assicurarci che non succeda più", ha detto. Non vedo, non sento, non parlo, perché questo è il diktat di Blatter quando si parla di aiuti tecnologici: in casa Fifa, alle critiche e alle polemiche si risponde così. Non rispondendo.
Il gol fantasma sulla stampa straniera
THE SUN - "Frank per niente" e "Sei un arbitro inutile"
MARCA - La goleada dello scandalo
MUNDO DEPORTIVO - "La vendetta del '66"
L'EQUIPE - I francesi sono convinti: "Non ne avevano bisogno"
BILD - La Bild celebra Muller e aggiunge: "La vendetta di Wembley"
MAIL ONLINE - "Almeno splende ancora il sole! La Germania schianta l'Inghilterra (con un GRANDE aiuto del guardalinee uruguaiano)
SUNDAY TIMES - "Il calcio fermo agli anni bui"
MIRROR - "L'Inghilterra si schianta", ma il commento è onesto: "La Germania ha meritato la vittoria"
20:01 Scritto in SPORT | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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26/03/2010
Platini: «La Juve ha sbagliato a dimenticare il passato»
Platini: «La Juve ha sbagliato a dimenticare il passato»
L'intervista alla "gazzetta dello sport". Il presidente Uefa: «Ha ambizioni da grande, ma manca la qualità. Squadra meno forte del 2006»
| Michel Platini |
«La Juventus ha sbagliato a dimenticare il passato». Michel Platini, presidente Uefa ed indimenticato fuoriclasse bianconero, analizza la crisi della squadra torinese in un'intervista alla Gazzetta dello Sport. «Comincia tutto dalla B - afferma. - La Juve ha giustamente accettato il verdetto, poi è risalita in fretta. S'è illusa e oggi soffre: ha ambizioni da grande, ma manca la qualità. È ripartita con una squadra meno forte del 2006».
MANCA LA QUALITA' - E il futuro? «Conoscendo la famiglia, credo attendano la fine della stagione, ormai andata male, per ricominciare daccapo». Platini spiega anche quali possono essere a suo avviso le ragioni di questo momento buio. «La Juve di Giraudo, Moggi e Bettega ha fatto fuori il passato - spiega. - A Tardelli, Brio, Gentile, a chi ha fatto la storia piacerebbe tornare. Invece chi dimentica il passato ha poco futuro».
Redazione online
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24/03/2010
«All'Isola dei Famosi mi hanno rotto la schiena e non mi hanno curato»
«All'Isola dei Famosi mi hanno rotto la schiena e non mi hanno curato»
Intervista di Luca Ward a "Sorrisi e Canzoni". La casa di Produzione smentisce. L'attore racconta che, dopo il lancio dall'elicottero sbagliato sul fondale basso, è stato assistito poco e male
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| Luca Ward e Simona ventura (La Pressse) |
MILANO - L'attore Luca Ward racconta, a "Tv Sorrisi e Canzoni", il suo esordio fantozziano all'Isola dei Famosi, e scoppia il caso. Lo hanno lanciato dall'elicottero, sul fondale troppo basso: qualche distratto non aveva tenuto conto della bassa marea. Il precedente era appunto il tuffo del ragionier Fantozzi, che si esibiva tentando una posa plastica in una piscina "tragicamente" vuota. Paolo Villaggio a quel punto simulava poi sul fondo qualche bracciata, prima di perdere i sensi. Tutt'altro stile, rispetto all'Isola dei Famosi. Qui, secondo Ward, c'era poco da ridere: «Ho rischiato di rimanere paralizzato a causa del tuffo dall'elicottero nella prima puntata dell'Isola. È stato un incidente, ma dovuto alla leggerezza di chi ha organizzato l'operazione: non è stata considerata la bassa marea. Sono molto arrabbiato. Queste cose si organizzano con esperti di sicurezza in mare».
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| Luca Ward con stampelle (da Sorrisi e canzoni) |
DAL TUFFO ALLE VIE LEGALI - L'attore racconta la sua verità sull'incidente che l'ha indotto a ritirarsi dal reality e, ora, a scegliere di prendere le vie legali. «Ho fratture vertebrali, l'osso sacro e il coccige rotto: stampelle e un busto da portare giorno e notte. Non riesco a vestirmi da solo, nè prendere in braccio i miei figli. Non posso guidare, nè stare seduto in posizione eretta. Simona Ventura non mi ha chiamato e non ho ricevuto telefonate dalla Magnolia. Anzi, all'inizio pensavano che stessi recitando. Nessuno della produzione mi ha chiamato per chiedermi come sto. Questo silenzio da parte della Magnolia mi sorprende e mi spaventa». Ward annuncia quindi l'intenzione di passare a vie legali: «Non era inizialmente nelle mie intenzioni, ma a questo punto ho chiesto al mio avvocato di contattare la società di produzione e di valutare la strada più opportuna per tutelarmi».
LA CASA DI PRODUZIONE SMENTISCE TOTALMENTE - L'altra campana suona in modo diverso: Magnolia, la casa che produce l'Isola dei Famosi, smentisce Luca Ward. «Contrariamente a quanto dichiara nell'intervista rilasciata a Tv Sorrisi e Canzoni - afferma Magnolia in una nota - Luca Ward è stato costantemente assistito dalla produzione dell'Isola dei Famosi, immediatamente dopo la prima puntata e successivamente al suo ritiro». Magnolia precisa che «l'attore è stato accompagnato all'ospedale di Managua e sottoposto ad accertamenti medici, che hanno escluso la presenza di fratture. Al suo rientro in Italia Ward ha parlato con il Produttore esecutivo del programma ed è stato sottoposto, a cura di Magnolia, ad un'ulteriore visita neurologica ed ortopedica presso il Centro Diagnostico di Milano. Successivamente - prosegue la nota - la produzione si è costantemente tenuta in contatto con l'agente di Ward, che ha avanzato richieste economiche da parte dell'attore. Visto il contenuto diffamatorio dell'intervista rilasciata a Tv Sorrisi e Canzoni - conclude la nota - Magnolia ha dato incarico ai propri legali di procedere a tutela della propria reputazione».
Redazione online
12:42 Scritto in SPETTACOLO | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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26/01/2010
Obama: «Le mie riforme passeranno»
Obama: «Le mie riforme passeranno»
Intervista alla Abc alla vigilia del messaggio sullo stato dell’unione. «Meglio un buonissimo presidente da un solo mandato che non un mediocre presidente da due mandati»
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| Obama con la maglia dei LA Lakers con il suo nome (Epa) |
WASHINGTON - In un’intervista alla televisione Abc alla vigilia del tradizionale, e per lui cruciale, messaggio sullo stato dell’unione, Obama ha sorpreso l’America. Ha affermato che preferisce essere «un buonissimo presidente da un solo mandato che non un mediocre presidente da due mandati». Una velata critica al predecessore George Bush, ma anche una presa di coscienza che il suo primo anno alla Casa Bianca non è stato un trionfo, e che se non vi ponesse riparo in fretta rischierebbe di non venire rieletto nel 2012.
UNO O DUE ERRORI AL GIORNO - «Errori? Ne ho commessi uno o due al giorno» ha risposto con accento scherzoso Obama a Dianne Sawyer, la direttrice del telegiornale. Ma ha aggiunto di non essere scoraggiato dalla caduta della sua popolarità nei sondaggi né dalla protesta popolare contro alcuni dei suoi progetti. E ha manifestato fiducia nel passaggio delle sue riforme al Congresso, quella della sanità inclusa.
Ai repubblicani, l’intervista è sembrata altresì una ammissione che alle elezioni parlamentari di novembre i democratici potrebbero perdere la maggioranza al Congresso. Ma nel momento sinora più difficile della sua presidenza l’intervista ha in realtà permesso a Obama di annunciare che nel secondo anno la sua leadership sarà molto più forte.
DISOCCUPAZIONE E DEFICIT - Obama ha indicato che intende concentrarsi sulla lotta alla disoccupazione, ancora al 10 per cento, e sulla riduzione del deficit di bilancio dello stato, oltre 1.400 miliardi di dollari. E ha anticipato vari punti del messaggio sullo stato dell’unione di mercoledì sera, giovedì mattina in Italia. Dopo avere mosso guerra alle banche, proponendo una tassa sulla loro esposizione e chiedendo che sia loro vietato di giocare in borsa, Obama vuole andare al soccorso del ceto medio e delle famiglie travagliate dalla crisi, e impostare il ritorno al pareggio del bilancio.
Dalle sue dichiarazioni e da quelle della Casa Bianca, tra le altre misure il presidente lancerebbe un secondo pacchetto di stimoli all’economia, si dice di 175 miliardi di dollari; concederebbe sgravi fiscali alle piccole e medie imprese che facessero nuove assunzioni, nonché alle famiglie con un reddito inferiore agli 85 mila dollari annui; e congelerebbe parte della spesa pubblica per il prossimo triennio, un provvedimento che ha già suscitato le critiche dei liberal.
ECONOMIA IN RIPRESA - L’economia americana è in ripresa, lo scorso trimestre il prodotto interno lordo sarebbe salito di oltre il 4 per cento. Ma non avrebbe creato più posti di lavoro, cosa che per l’elettorato ha invece la precedenza assoluta su tutto.
Nell’intervista, il presidente ha anche garantito che non aumenterà le tasse «perché danneggerebbe l’economia» e ha respinto la richiesta, fatta da numerosi parlamentari di entrambi i partiti, di sostituire il ministro del Tesoro Timothy Geithner, il governatore della Riserva federale Ben Bernanke e il consigliere economico della Casa Bianca Larry Summers, lo ex “drem team” economico. Questa trojka, legata a Wall Street, è considerata responsabile del grave ritardo della regolamentazione dei mercati e del prolungamento della crisi. «Parto del presupposto che restino in carica» ha dichiarato Obama «sono un team solido e preparato su cui continuo a fare affidamento».
Ennio Caretto
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08/01/2010
Sicurezza, Obama: La mia amministrazione ha fallito
Sicurezza, Obama: La mia amministrazione ha fallito
Il presidente degli Stati Uniti è intervenuto tornando nuovamente sul fallito attentato di Natale a Detroit: "Avevamo tutti i mezzi per evitare quanto è successo"
Obama, presentando alla Casa Bianca il rapporto sull'attentato terroristico del giorno di Natale, ha detto che il suo governo "ha fallito nel prevenire il tentativo di attentato" e ordinato una serie di nuove misure di sicurezza. Obama, come aveva già indicato in precedenza, ha ammesso che i servizi americani avevano tutti gli elementi a disposizione per capire il pericolo, ma "non hanno agito in maniera efficace" per impedire a un sospetto terrorista di salire a bordo di un volo diretto in Usa: "Non è stato un fallimento di un solo individuo o una sola agenzia ma di tutto il sistema".
07:23 Scritto in ESTERI | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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29/12/2009
Cultura generale, prova d'esame di fine anno
Cultura generale, prova d'esame di fine anno
Abbiamo letto le risposte delle matricole ai test di ammissione degli atenei e intervistato i docenti. I risultati, sorprendenti: errori di sintassi, ignoranza delle nozioni elementari. De Gasperi? Economista. Matteotti? Ucciso dalle Br. Tu quanto ne sai?

L’Italia è una repubblica. Questo, lo sanno tutti. Chi sia Alcide De Gasperi, invece no: più della metà sostiene convintamente l’ipotesi che sia stato uno statista, ma molti altri lo scambierebbero per un economista o uno scienziato. La domanda non è stata rivolta a uno sparuto gruppo di scolaretti di provincia, ma a diverse decine di studenti al loro primo anno di lettere di una nota università italiana.
Chi crede che il dato costituisca un’eccezione si sbaglia. “I giovani che arrivano all'università sono in condizione di semianalfabeti” ha tuonato qualche giorno fa il rettore dell’ateneo di Bologna, il più antico d’Europa, ed è notizia recente che la facoltà di medicina di Torino ha deciso di istituire un corso di lingua italiana con l’obiettivo di “alfabetizzare” le matricole, (secondo il Centro europeo dell’Educazione, un laureato su cinque riesce appena a raggiungere la soglia minima di decifrazione di un testo).
Una nuova conferma arriva ora dai dati letti in esclusiva da Sky.it e forniti da una delle più qualificate realtà editoriali, Giunti Os, specializzata da decenni in strumenti psicodiagnostici, compresi i test di ammissione degli studenti nelle università italiane considerate di “elite”.
La realtà non è delle più confortanti. Perché, se si può sorvolare sul fatto che solo uno studente su quattro sappia che il filosofo Herbert Marcuse fosse nato in Germania e non in Francia (e poi dicono che tutti i professori sono comunisti), non si può derubricare a errore di distrazione la presunta correttezza di un’espressione come “nessun’amico”, sottoscritta nei test di ammissione da più di uno studente su cinque. Roba che, fino a qualche decennio fa, avrebbe fatto tirare le orecchie a qualsiasi scolaretto delle elementari (“un al maschile non si apostrofa mai” recitava la petulante cantilena delle maestre di un tempo).
Le cose non vanno meglio neppure con il lessico: per alcuni studenti “ingerenza” significa capacità di ingerire, mentre “remissivo” è sinonimo di lento, recente o attento. Qualcuno, così, è già corso ai ripari: su Facebook è disponibile un’applicazione, in grado di “testare il tuo italiano” (per accedere, bisogna essere iscritti al social network).
Buio fitto anche per ciò che riguarda le nozioni di storia. Per quattro studenti su cinque che intendono accedere alle migliori università italiane, il povero Quintino Sella non è lo storico ministro delle finanze di molti dei primi governi unitari, impegnato (già allora!) nello sforzo titanico del pareggio di bilancio, ma un generale garibaldino ucciso durante la battaglia del Volturno, uno dei carbonari fucilati dagli austriaci a Belfiore o un pensatore anarchico.
D’accordo, ci può anche stare: Quintino Sella non è Cavour. Appare invece meno comprensibile come solo uno studente su sei sappia che Achille Occhietto sia stato l’ultimo segretario del Pci, e lo confonda con Massimo D’Alema o addirittura con Enrico Berlinguer, scomparso ormai un quarto di secolo fa. Per Filippo Andreatta, ordinario di scienze politiche nell’università di Bologna, le responsabilità di queste lacune non sono però tutte dell’istruzione: “è un fallimento sociale generalizzato che non riguarda solo la scuola secondaria, ma anche la famiglia e alcune sane abitudini quali la lettura di libri e quotidiani. Ormai da diversi anni, abbiamo allargato la base sociale di chi si iscrive negli Atenei e, ovviamente, anche il numero dei laureati. Questo è un bene e una necessità assoluta; il male, invece, è che non riusciamo a valorizzare la preparazione eccellente da quella di base”.
Tempo fa, Andreatta ha fatto parte della commissione che doveva verificare la preparazione degli ammessi alla laurea magistrale in scienze internazionali e diplomatiche della facoltà “Roberto Ruffilli” con sede a Forlì. Gli studenti erano tutti in possesso di una laurea triennale, eppure il risultato è “stato che buona parte dei candidati riscontravano carenze di tre tipi: nozioni apprese sui libri di scuola, conoscenza del sistema politico italiano, lettura dei giornali”. Qualche esempio? “Molti non sapevano quale ruolo avesse avuto l’Italia nella seconda guerra mondiale e quali fossero i confini della Turchia”. Per altri, Giacomo Matteotti era stato ucciso dalle Brigate rosse e “nessuno aveva una conoscenza dettagliata dell’evoluzione politica della Repubblica”.
Il problema però non riguarda solo le discipline di aera umanistica: secondo Daniele Checchi, docente di economia del lavoro e preside della facoltà di scienze politiche della Statale di Milano, “in Italia il livello di competenze matematiche e la conoscenza della lingua inglese è tra le più basse d’Europa”. Per Giovanni Valotti, direttore della scuola universitaria della Bocconi, le difficoltà invece sono altre: “se devo rintracciare una differenza rispetto a dieci anni fa, non la riscontro nel livello di preparazione, che da noi per fortuna è rimasto piuttosto alto, ma nel grado di maturità. Gli studenti che si iscrivono al primo anno di università sono più inconsapevoli di quanto lo fossero in passato”. Bamboccioni? “Direi proprio di si”. Le matricole sono avvisate.
17:47 Scritto in UNIVERSITA' | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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