22/07/2010

Manichini al posto degli agenti E i detenuti fuggono dal carcere

Manichini al posto degli agenti E i detenuti fuggono dal carcere

Pochi fondi, personale all'osso. Non funziona l'espediente adottato dalle guardie di un penitenziario argentino, «Abbiamo usato dei palloni al posto delle facce, ci siamo ispirati a Tom Hanks».

 

Una delle torri di guardia del carcere
Una delle torri di guardia del carcere

NEUQU ÈN (ARGENTINA) - Un taglio estremo dei fondi nelle carceri argentine ha permesso a due criminali una facile fuga: nessuno si è accorto, infatti, quando i prigionieri hanno scavalcato un muro di cinta del penitenziario e indisturbati sono fuggiti verso la libertà. Solo pochissime torri di guardia della prigione erano controllate da sorveglianti in carne ed ossa. Nelle altre c'erano dei pupazzi le cui sagome avrebbero dovuto trarre in inganno i malintenzionati.

IMBARAZZO - L'evasione è avvenuta sabato scorso. I due detenuti, Walter Pozo e Cesar Andres, che dovevano scontare una pena per rapina a mano armata, sono fuggiti senza problemi da un carcere situato nella parte occidentale dell'Argentina: si sono arrampicati su un muro, in tutta tranquillità hanno tagliato il filo spinato e si sono infine calati dall'altra parte riuscendo così a scappare. Anche perchè la torre di guardia più vicina era occupata, appunto, da un bambolotto che avrebbe dovuto fungere da guardia. La circostanza è stata confermata con non poco imbarazzo dalle autorità della provincia di Neuquén.

Il signor Wilson, il pallone che Tom Hanks in «Cast Away» ha trasformato nel proprio compagno di solitudine
Il signor Wilson, il pallone che Tom Hanks in «Cast Away» ha trasformato nel proprio compagno di solitudine

LA PALLA WILSON - «Abbiamo fabbricato il manichino usando semplicemente un pallone da calcio. Ci abbiamo dipinto una faccia e gli abbiamo messo un berretto da ufficiale del carcere. I detenuti vedevano l'ombra del bambolotto e dovevano credere di essere sorvegliati», ha spiegato uno dei veri agenti di polizia penitenziaria al quotidiano Rio Negro. Il secondino ha poi aggiunto: «Lo abbiamo chiamato Wilson, come il compagno di Tom Hanks nel film Cast Away». Insomma, un espediente degno del migliore blockbuster hollywoodiano.

TELECAMERE FUORI USO - Solo due delle 15 torri di guardia erano piantonate da personale in carne ed ossa. «In realtà ci sono anche una quarantina di telecamere di sorveglianza nel carcere, alcune per monitorare il muro. Ma il più delle volte non funzionano», ha sottolineato il capo della polizia locale, Juan Carlos Lepen. Già perchè molte telecamere e monitor di sicurezza sono difettosi e non possono essere riparati per mancanza di fondi. Drasticamente tagliato negli anni è stato pure il personale di sicurezza. Solo nella tarda serata di sabato è scattato l'allarme nell'Unità penale numero 11 della provincia di Neuquén, ma le ricerche si sono dimostrate vane: i detenuti evasi avevano oramai un largo vantaggio sui loro inseguitori.

Elmar Burchia


16/07/2010

Nozze nella Reggia proibita. Il trucco della star di X Factor

Nozze nella Reggia proibita. Il trucco della star di X Factor

Party nella residenza dei Borbone. La sovrintendente: ci vediamo in tribunale. «Promozione del disco». Ma era la copertura per la festa

 

 

Silvia Aprile (Olycom)
Silvia Aprile (Olycom)

CASERTA - Per Silvia Aprile sarà stato come il sogno di una notte di mezza estate. Un matrimonio con scherzetto ai danni però della soprintendenza di Caserta e Benevento. La cantante campana, che nel 2009 ha duettato a Sanremo con Pino Daniele ed ha partecipato a una edizione di X Factor, lo scorso 13 luglio è riuscita ad organizzare con un espediente il suo pranzo nuziale all’interno del palazzo reale. Un evento che le autorità competenti dicono di non aver mai autorizzato.

Il palazzo disegnato da Vanvitelli fu negato, una decina di anni fa, anche ai discendenti dei Borbone che pure avrebbero voluto festeggiare uno dei loro matrimoni in un palazzo reale che era stato, in passato, un bene di famiglia. Un veto è stato messo anche alla richiesta di un gruppo di ricchissimi uomini d’affari sovietici che in primavera si sarebbero messi in contatto con la soprintendenza. Volevano noleggiare a carissimo prezzo giardini e saloni per organizzare banchetti matrimoniali per coppie e invitati in trasferta dalla Russia. L’espediente di Silvia Aprile è stato quello di presentare la domanda per effettuare uno «showcase» per stampa e discografici di un suo nuovo cd il un giorno in cui la reggia sarebbe stata chiusa al pubblico. Un evento culturale organizzato in un monumento che è patrimonio dell’Unesco. Nella richiesta alla soprintendenza e all’Ept, e resa nota dal sindacato dei custodi, non si parla di banchetti nuziali, ma di cena di gala destinata a discografici, giornalisti, operatori tv e critici. Forse un po’ troppo per il nuovo cd singolo «Falando de amor».

«Siamo molto amareggiati — dice la soprintendente Paola Raffaella David — anche perché si è alzato un polverone inutile. Già il 5 luglio concedemmo l’utilizzo dello spazio alla Cassa Edile di Caserta per una visita guidata privata che si trasformò in un banchetto non autorizzato e che dovemmo interrompere. Ora c’è stata questa festa nuziale. In entrambi i casi passeremo alle vie legali, come è normale che si faccia e come avevamo già deciso di fare. Inoltre, mi pare ovvio che un luogo come la reggia non possa essere utilizzato per scopi di questo tipo. Nel caso dell’offerta degli imprenditori russi, abbiamo rinunciato a molti soldi, ma non sembra che possa essere messa in discussione la destinazione d’uso del sito». Evidentemente Davide e Silvia, che volevano la reggia per la loro festa, non sono neanche superstiziosi perché se si dice che «di Venere e di Marte, non ci si sposa e non si parte» hanno fatto stampare lo stesso le partecipazioni per «martedì 13 luglio, ore 16.30», con foto fatta con una delle fontane come sfondo e l’indirizzo del party, quello della Reggia di Caserta, appunto. E se la Cassa Edile di Caserta aveva impiantato buffet e tavoli sotto la fontana monumentale di Diana e Atteone, la cantante e il suo novello sposo avevano pensato all’elegante giardino, con relativo casino, voluto dalla Regina Maria Carolina d’Austria, che seguendo la moda in voga in Europa dei giardini di stile inglese ideati da William Kent se lo fece realizzare su misura con tanto di serre riscaldate. Canti, balli e festeggiamenti sarebbero durati fino all’alba generando il «fortissimo malumore» dei dipendenti che hanno fatto una denuncia inoltrata dai sindacati al ministero. All’incartamento hanno allegato una copia di un invito consegnato agli ospiti, con l’indicazione della Reggia quale luogo del ricevimento. Un giorno che, comunque vada, per Silvia e Davide sarà indimenticabile.

Biagio Coscia