09/02/2011

Napoli, auto esplode in centro: ferito vigile Scoppiate bombole di metano e acetilene Panico e caos. Denunciato il proprietario

Napoli, auto esplode in centro: ferito vigile Scoppiate bombole di metano e acetilene Panico e caos. Denunciato il proprietario

La macchina, un Voyager della Chrysler con targa svizzera in uso a un meccanico di Ischia che è stato denunciato per trasporto di materiale pericoloso. «Mi servono per lavoro», ha detto

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25/12/2010

Razzo indiano esplode in diretta

Razzo indiano esplode in diretta

LE IMMAGINI TRASMESSE IN TV. Dopo il decollo da una base della città di Chennai. Trasportava un satellite per le telecomunicazioni

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01/09/2010

Esplode un motore in volo, passeggeri filmano dal finestrino

Esplode un motore in volo, passeggeri filmano dal finestrino

Le telecamere dei viaggiatori riprendono le immagini dell'incidente che ha costretto un Boeing 747-400 della Qantas diretto a Sidney ad un atterraggio d'emergenza a San Francisco. Nessun ferito tra i 230 passeggeri.

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19/08/2010

India: esplode la batteria di un cellulare, muore un giovane allevatore

India: esplode la batteria di un cellulare, muore un giovane allevatore

L’episodio conta dei precedenti, ma sarebbe il primo che si è verificato quando il cellulare non era in carica, negli altri casi problemi dovuto all'uso di ricambi non originali


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29/07/2010

Afghanistan, esplode una bomba: morti 2 militari italiani

Afghanistan, esplode una bomba: morti 2 militari italiani

Mauro Gigli e Pierdavide De Cillis sono rimasti uccisi nei pressi di Herat per lo scoppio improvviso di un ordigno. Le salme rientreranno in Italia venerdì. Ferita, invece, il capitano Federica Luciani

 

 

Erano specialisti del Genio i due militari italiani morti il 28 luglio in Afghanistan. Il 1° Maresciallo Mauro Gigli e il Caporal Maggiore Capo Pierdavide De Cillis erano impegnati in operazioni di  disinnesco di un ordigno nei pressi di Herat. Facevano parte di un team Iedd  (Improvised Explosive Device Disposal), specializzato nella rimozione di ordigni esplosivi improvvisati, intervenuto intorno alle 20.00 ora locale per il disinnesco di una bomba rudimentale segnalata dalla polizia afghana. Dopo aver verificato la presenza dell'ordigno, i due genieri avevano proceduto alla sua neutralizzazione ma, nel perlustrare la zona  circostante per accertare l'eventuale presenza di altri ordigni, sono stati investiti da una forte esplosione, che ne ha causato la  morte. Nell'esplosione ha riportato lievi escoriazioni il Capitano Federica Luciani del 2° Reggimento Genio Pontieri di Piacenza e si è registrato il ferimento lieve di un civile afghano.

La Russa: i prossimi due mesi saranno i più pericolosi -
"Questo e il prossimo saranno i mesi più pericolosi" in Afghanistan perché "l'estate normalmente è il periodo con il maggior numero di attentati". Questo quanto afferma il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, nell'intervista rilasciata al Corriere della Sera
Secondo quanto riferito dal ministro sulle circostanze che hanno provocato la morte dei due italiani, non risultano "particolari errori",. "Il report che ho ricevuto - dice - parla dei rischi connessi ad azioni così articolate". E la bomba che ha ucciso i due artificieri potrebbe anche "essere stata una trappola. Avevamo a che fare con Ied, quelle bombe chiamate Improvised explosive device. Una di queste era stata messa in condizioni di non nuocere. Pochi minuti dopo ne è esplosa un'altra che non avevamo ancora individuato. Forse è stata azionata con un telecomando, forse no".
"I nostri artificieri - aggiunge La Russa - sono considerati dei maestri" e "azioni terroristiche come questa tendono a colpire le opinioni pubbliche straniere più che i meccanismi in campo". Per questo la missione italiana continua in modo da arrivare "a fine 2013" a mettere gli afghani "in grado di occuparsi di tante attività, sminamento compreso".

Il rientro delle salme dei due militari uccisi -
L'arrivo a Ciampino delle salme dei due militari italiani uccisi il 28 luglio ad Herat, Mauro Gigli e Pierdavide De Cillis, è previsto per venerdì mattina alle 9. Successivamente i corpi saranno trasferiti nell'istituto di medicina legale del Policlinico militare del Celio e la camera ardente sarà aperta al pubblico nel pomeriggio, non prima delle 16. Infine, il rito funebre ufficiale si terra' alle 18.30 nella basilica di Santa Maria degli Angeli

Il giorno dopo 'ennesima tragedia che ha colpito il contingente italiano gli uomini della Brigata alpina Taurinense sono ancora sotto choc, mentre il generale Claudio Berto e gli ufficiali a lui vicini studiano quanto è successo per capire se vi siano stati errori di procedura. "Ma i codici applicati in queste circostanze - ha assicurato il maggiore Renna - sono molto collaudati e non credo che vi saranno variazioni".


Le vittime -
Abitava a Villar Perosa il primo maresciallo Mauro Gigli, 41 anni, del 32/o reggimento genio di Torino. Sposato e con due figli piccoli, era originario della Sardegna ma viveva da anni in Piemonte. Recentemente intervistato dal Tg1 (il video è online qui) Gigli parlava del suo lavoro, proponendo il racconto di chi ogni giorno rischia la vita per la sicurezza dell'Afghanistan: "Il momento più delicato - spiegava il maresciallo a proposito del disinnesco degli Ied  - è quando c'è l'approccio manuale da parte dell'operatore, che deve affrontare l'ordigno. Ogni intervento è a sé, e ogni intervento, dall'attivazione fino alla conclusione, è un susseguirsi di tensione e di adrenalina".

Il caporalmaggiore
Pierdavide De Cillis era originario di Bisceglie, aveva 33 anni. De Cillis era sposato, aveva un figlio. La moglie è in attesa di un secondo bambino.
Bisceglie piange un altro militare morto in un attentato subito da una missione italiana: qualche anno fa Carlo De Trizio, maresciallo aiutante dei carabinieri, perse la vita in un  attentato in Iraq nell'aprile del 2006 a Nassiriya.

Con i due militari uccisi oggi, sale a 29 il numero dei militari italiani morti in Afghanistan dall'inizio della missione, nel 2004. Di questi la maggioranza è rimasta vittima di attentati, altri invece sono morti in incidenti, alcuni anche per malore.
L'ultimo attacco mortale era avvenuto lo scorso 17 maggio, quando persero la vita il sergente Massimiliano Ramadù e il caporalmaggiore Luigi Pascazio.


12/01/2010

Teheran: ucciso fisico nucleare Il regime accusa gli Usa e Israele

Teheran: ucciso fisico nucleare Il regime accusa gli Usa e Israele

 

La vittima è Massud ali-Mohammadi, professore all'università della capitale iraniana. L'uomo è stato assassinato facendo esplodere una motobomba controllata a distanza

 

Teheran (Ansa)
Teheran (Ansa)

TEHERAN (IRAN) - Insolito delitto in Iran. Una bomba ha ucciso un professore universitario a Teheran. Lo ha reso noto la tv di stato iraniana.

LA VITTIMA - Il docente è Massud Ali-Mohammadi, era un fisico nucleare ed è stato ucciso vicino alla sua abitazione nella capitale da una motobomba controllata a distanza. L'esplosione avrebbe provocato anche due feriti, secondo un portavoce del ministero della Sanità. Il docente è stato vittima di «elementi antirivoluzionari e delle potenze arroganti», afferma l'agenzia filogovernativa Fars. Il professore universitario è stato descritto da Press Tv, tv di stato iraniana in lingua inglese e primo organo di informazione a dare la notizia della sua uccisione, come uno «strenuo sostenitore» della rivoluzione islamica del 1979 che rovesciò il regime dello shah e instaurò il regime degli ayatollah. Un'altra televisione di stato, Irib, ha successivamente accusato «elementi anti-rivoluzionari» dell'omicidio dell'uomo: «Massoud Ali-Mohammadi, rivoluzionario e impegnato professore dell'università di Teheran, è stato ucciso questa mattina, con un atto terroristico, da membri anti-rivoluzionari delle potenze arroganti». L'Iran, solitamente, si riferisce alle potenze occidentali proprio con il termine «arroganza globale».

AUTOPSIA - Il procuratore di Teheran, Abbas Jafari-Dolatabadi ha detto che il corpo della vittima è stato portato all'istituto di Medicina legale per l'autopsia, ma non ha indicato quale pista le indagini stiano seguendo per ora e ha sottolineato che nessun arresto è stato ancora effettuato. Il vice procuratore, Fakhreddin Jafarzadeh, ha precisato che l'esplosione è avvenuta mentre Ali-Mohammadi usciva a bordo della sua auto dal parcheggio di casa sua, a Pol-e-Rumi, vicino al quartiere di Qeitarieh. L'ordigno, ha aggiunto, era stato piazzato su una moto ed è stato probabilmente azionato a distanza.

LE ACCUSE - Le prime rituali accuse del regime contro le potenze occidentali si sono poi trasformate successivamente in qualcosa di più circostanziato a carico di Israele e Usa. Teheran punta il dito contro «agenti sionisti e americani» per l'attentato , si legge sul sito web della tv di stato.


11/10/2009

Esplode edificio a Roma, tre feriti gravi

Esplode edificio a Roma, tre feriti gravi

 

Edificio distrutto nella periferia della Capitale. Una fuga di gas la causa. Cinquanta persone evacuate

 

Le immagini della casa (Mario Proto)
Le immagini della casa (Mario Proto)

ROMA – Dramma nella notte a Roma. Tre persone sono rimaste gravemente ferite nel crollo di una palazzina provocato, intorno all’una, dall’esplosione di una bombo­la di gas. L’edificio, in via di Grottarossa 91, periferia nord della capitale, è andato interamente distrutto. Detriti, inferriate, pezzi di infissi sono stati scagliati a centinaia di metri di distanza. Sfiorata la strage. Dei tre i feriti, trasporta­ti d’urgenza all’ospedale Sant’Andrea, poco lontano dal luogo del disastro, uno è gravissimo: si tratta di un uomo di 40 anni che sarebbe in pericolo di vita.

I SOCCORSI - Sul posto sono in­tervenute dieci squadre dei vigili del fuoco che hanno impiegato ore a spegnere l’incendio sprigionatosi dopo l’esplosione. Il 40enne che ha riportato ustioni di secondo grado su viso e corpo, dopo le pri­me medicazioni, è stato trasferito all’ospedale Sant’Eugenio, al centro grandi ustionati. Lo scoppio ha causato pesanti danni anche alle abitazioni degli edifici vicini e a numerosi veicoli parcheggiati nella strada. Inagibili due palazzi, 50 persone sono state evacuate. Dal terzo piano, dove la bombola del gas è esplosa, l’esplosione ha aperto il pavimento dell’ap­partamento e ha distrutto i­nizialmente quello sottostante: altri crolli e incendi hanno poi devastato la palazzina, di cui restano intatte solo le strutture portanti.

ESPLOSIONI - Roma non ricordava un’ esplosione così drammatica dal 10 maggio scorso, quando in via Maestrini saltò in aria un'altra palazzina, nella zo­na di Spinaceto-Casal Brunori, periferia Sud. Allora un’altra fuga di gas nell'appartamento di un’anziana che aveva appena perso il figlio causò la morte di tre perso­ne. Una trentina furono gli sfollati. Come sei mesi fa, l’esplosio­ne di ieri notte ha coperto l'asfalto di vetri, pezzi di ce­mento e schegge di suppellettili. Ingenti i danni anche ai palazzi vicini, con fori provocati dai tramezzi sparati come proiettili dall’apparta­mento distrutto.


 


13/08/2009

iPhone esplode tra le mani di un ragazzino

iPhone esplode tra le mani di un ragazzino

 

Secondo caso in Francia dopo quello della scorsa settimana in Inghilterra. L'apparecchio ha prima cominciato a emettere un rumore e poi lo schermo è andato in mille pezzi

 

Un iPhone

MILANO – «Avevo fatto solo una telefonata nel corso della giornata, la batteria era stata caricata il giorno precedente, non era surriscaldato e non è caduto»: queste le dichiarazioni di una ragazzina residente ad Aix-en-Provence e protagonista, insieme al fratello, dell’esplosione del proprio iPhone.

LA CRONACA - Erano entrambi sul terrazzo, chiacchieravano, quando a un certo punto lo schermo dell’iPhone ha iniziato a incrinarsi, emettendo strani suoni. Improvvisamente il display si è riempito di crepe e un granello di vetro è entrato nell’occhio del malcapitato teenager che lo aveva impugnato, incuriosito dalle reazioni dell’oggetto. Tempestivo l’intervento della madre (per altro medico), Marie-Dominique Kolega, che ha pulito l’occhio del figlio utilizzando una soluzione fisiologica e ha poi subito contattato il colosso di Cupertino denunciando l’accaduto. Per il momento Apple nega ogni responsabilità, ma la signora Klega pare intenzionata a fare chiarezza. Anche perché Apple ha dei precedenti.

LE ALTRE ESPLOSIONI – Non si tratta del primo incidente che capita a un prodotto della mela morsicata. Recentemente Ken Stanborough, un 47enne di Liverpool, ha visto improvvisamente l’iPod della figlioletta undicenne diventare sempre più caldo per poi iniziare a fumare e, improvvisamente, scoppiare. «Fortunatamente, resomi conto dell’anomale reazioni del player digitale, ho avuto la prontezza di buttarlo lontano da me», ha dichiarato Stanborough al Times. Ma lo spavento è stato grande e l’incidente avrebbe potuto avere conseguenze molto gravi. L’inglese ha contattato subito Apple e, dopo essere stato rimbalzato da un dipartimento all’altro, si è sentito rispondere che l’azienda declinava ogni responsabilità, ma in cambio di un rigoroso silenzio avrebbe offerto un risarcimento.

QUESTIONE DI REPUTAZIONE – I due recenti episodi gettano un’ombra sull’azienda di Cupertino che, secondo una fonte di Seattle, avrebbe già al suo attivo una quindicina di incidenti simili (uno per l’iPhone e gli altri per l’iPod) che finora è riuscita, più o meno velatamente, a tacere. Un giornalista americano ha infatti ottenuto un dossier di 800 pagine della Consumer Product Safety Commission statunitense dal quale risulterebbe che le batterie di litio nasconderebbero un problema. E se agli ultimi due «scoppi» dovessero seguirne altri, per gli uffici legali della mela si preannuncerebbe un agosto molto caldo. Quasi esplosivo.


03/08/2009

Chiedono risarcimento per iPod esploso La Apple: «Solo in cambio del silenzio»

Chiedono risarcimento per iPod esploso La Apple: «Solo in cambio del silenzio»

 

Lo rivela il «times». Il caso raccontato dal britannico Ken Stanbourough: «Volevamo soltanto riavere i nostri soldi»

 

Ken Stanbourough e sua figlia Elle (Emmevi)
Ken Stanbourough e sua figlia Elle (Emmevi)

MILANO - Quando il mese scorso Ken Stanbourough, padre di famiglia inglese 47enne, ha notato che il lettore musicale iPod Touch della figlia Ellie emetteva uno strano sibilo e si surriscaldava in modo insolito, ha fatto appena in tempo a lanciarlo in giardino prima che il dispositivo esplodesse a mezz'aria. E di sicuro non immaginava che, una volta rivoltosi al produttore per il risarcimento, avrebbe ricevuto come risposta una richiesta alquanto insolita.

SILENZIO PER FAVORE - Come riferisce il quotidiano inglese The Times, di fronte al reclamo di Stanbourough la casa di Cupertino avrebbe replicato chiedendo una sorta di "patto del silenzio", ovvero una firma su un documento che più o meno recitava «vi risarciamo completamente se vi impegnate a non diffondere la notizia». Inoltre, riferisce ancora il giornale, con il documento Apple si riservava la capacità di intraprendere azioni legali contro i danneggiati nel caso in cui i termini dell'accordo fossero stati svelati.

LA LETTERA - Con la sua lettera Apple avrebbe insomma tentato di mantenere il tutto - l'accaduto e i successivi accordi - nei termini del confidenziale, chiaramente per proteggere la propria reputazione, minacciando di fatto una rivalsa nel caso in cui il risarcimento offerto fosse stato accettato e il silenzio violato. Il papà di Ellie, che ha definito la proposta di accordo come "inquietante", si è rifiutato di firmare il documento, considerandolo come una condanna a vita. «Cosa succederebbe se accettassimo e innavertitamente, un domani, ci sfuggisse di parlarne con qualcuno?». Niente da fare, quindi, per Stanbourough, che tiene a sottolineare come la sua richiesta riguardasse solamente il rimborso del prezzo di acquisto dell'iPod: «Volevavo riavere solo i nostri soldi», ha detto l'uomo.

Alessandra Carboni


27/05/2012

Belgio, esplode un palazzo a Liegi: nove le vittime Ci sono dei dispersi

Belgio, esplode un palazzo a Liegi: nove le vittime Ci sono dei dispersi

 

Il bilancio è ancora provvisorio del terribile incidente avvenuto all'alba di ieri probabilmente per una fuga di gas. Risultano ancora dei dispersi

Il palazzo a Liegi completamente distrutto dall'esplosione (Ap/Lapresse)


Bruxelles - Una tremenda esplosione in una palazzina a Liegi, nell'est del Belgio, ha provocato la morte di almeno 9 persone. E’ quanto emerge da un primo bilancio, ancora provvisorio, del terribile incidente avvenuto ieri all’alba, con ogni probabilità a causa di una fuga di gas. I soccorritori continuano le ricerche delle vittime, poiché ancora risultano diversi dispersi.


Nel primo pomeriggio di ieri i pompieri erano riusciti a estrarre dalle macerie del palazzo di sei piani un’adolescente di 13 anni praticamente indenne, secondo quanto riferito dalla polizia locale. Ma successivamente sono stati trovati alcuni corpi senza vita. Nel tardo pomeriggio le ricerche hanno dovuto essere sospese a causa del rischio di nuovi crolli, in particolare di un edificio vicino a quello colpito dalla fuga di gas.


A causa della violenza dell’esplosione sono andati in frantumi i vetri degli edifici in un’area di 100 metri, danneggiando le auto e gli arredi urbani nel quartiere storico di Liegi.