30/07/2010

Fini: Berlusconi illiberale

Fini: Berlusconi illiberale

Dura replica a Berlusconi. Sono stato espulso dal partito che ho contribuito a fondare senza che potessi esprimermi. Io devo garantire tutti, non la maggioranza che mi ha eletto. Garantismo non vuol dire immunità.

 

 

"Si sente forte e chiaro?" esordisce così Fini alla conferenza stampa indetta per replicare alle decisioni prese giovedì dall'ufficio di presidenza del Pdl.
E lo fa in pochi minuti senza giri di parole: " Ieri sera in due ore senza possibilità di esprimere le mie ragioni sono stato espulso dal partito che ho contribuito a fondare 'per aver - così dice il documento diffuso ieri sera, ricorda Fini - costantemente formulato orientamenti e perfino proposte di legge'. Pensate che misfatto" afferma il presidente della Camera. 
Secondo la terza carica dello Stato, questa è "una concezione non propriamente liberale della democrazia che il presidente Berlusconi dimostra di avere".

Alla richiesta di fare un passo indietro rispetto alla sua carica istituzionale Fini replica: "Ovviamente non darò le dimissioni perché il presidente deve garantire il rispetto del Regolamento e la imparziale conduzione dell'attività della Camera, non deve certo garantire la sola maggioranza che lo ha eletto. E aggiunge: "Sostenerlo dimostra una logica aziendale modello amministratore delegato in un consiglio di amministrazione che non ha nulla a che vedere con le istituzioni democratiche".


"Ringrazio i tantissimi cittadini che in queste ore mi hanno manifestato solidarietà e mi hanno invitato a continuare nel nome di principi come l'amor di patria,  l'unità nazionale, la giustizia sociale, la legalità intesa nel senso più pieno del termine: cioè lotta al crimine come meritoriamente sta facendo il governo. Ma anche etica pubblica, senso dello Stato, rispetto delle regole".


Infine: "Continuo la mia battaglia per onorare il patto con i nostri milioni di elettori onesti, grati alla magistratura e alle Forze dell'ordine, che non capiscono perché nel nostro partito il garantismo significhi troppo spesso protesa di immunità".


16/10/2009

Napolitano: «Rispettare pluralismo tv Distinguere democrazia da dispotismo»

Napolitano: «Rispettare pluralismo tv Distinguere democrazia da dispotismo»

 

Vilipendio, il quirinale auspica l'abolizione. «Libertà d'espressione richiede analisi in sede europea, i giornalisti non sottovalutino responsabilità del lavoro»

 

Napolitano (Lapresse)
Napolitano (Lapresse)

ROMA - Rispettare l'insostituibile valore del pluralismo nella stampa e nella tv, in particolare quella pubblica. È l'invito lanciato dal presidente Giorgio Napolitano, in occasione della Giornata dell'informazione celebrata al Quirinale con promotori e vincitori dei premi giornalistici che hanno ottenuto l'adesione della presidenza della Repubblica. Il capo dello Stato ribadisce «il carattere discriminante che l'esistenza di una stampa e di una informazione pluralistiche e libere assume, per distinguere la democrazia dal dispotismo».

TEMPI DIFFICILI - Napolitano ha sottolineato che la libertà d'espressione e il suo uso richiedono analisi e proposte in sede europea, invitando i giornalisti a non sottovalutare i limiti e le responsabilità del proprio lavoro. Il presidente spiega che «i giornalisti vivono oggi tempi difficili in Italia e nel mondo occidentale, per effetto di accelerate trasformazioni tecnologiche, di ricadute della crisi finanziaria economica globale e di processi più a lungo termine di ristrutturazione del potere economico anche in campo editoriale».

VILIPENDIO - Il capo dello Stato ha parlato anche del reato di vilipendio, auspicandone l'abolizione. Napolitano ha invitato chiunque abbia titolo per esercitare l'iniziativa legislativa a proporre l'abrogazione dell'art. 278 del Codice penale. Il presidente fa questa «postilla telegrafica», come la definisce, alla fine del suo discorso per la cerimonia al Quirinale per la Giornata nazionale dell'informazione. «Giudichino i cittadini che cosa è libertà di critica e che cosa non lo è nei confronti delle istituzioni - ha concluso -, che dovrebbero essere tenute fuori dalla mischia politica e mediatica». Il riferimento al vilipendio è di stretta attualità dopo che la Procura di Roma ha aperto un fascicolo a carico del leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, e del direttore di Libero Maurizio Belpietro. Il presidente della Repubblica ha ricordato che il vilipendio «non è stato toccato dalla riforma dei reati di opinione di pochi anni fa».

SENSO DELLA MISURA - Infine Napolitano ha invocato «senso della misura», per se stesso e in maniera implicita anche per gli altri attori della politica e delle istituzioni. «A conclusione di una settimana incredibilmente densa, che mi ha visto impegnato in più occasioni di intervento pubblico - ha detto -, non mi soffermo, anche per senso della misura, su temi generali di carattere politico-istituzionale».