21/08/2011

Controesodo: traffico da«bollino rosso»

Controesodo: traffico da«bollino rosso»

Particolarmente trafficate le direttrici da sud a nord, verso i grandi centri urbani. Rallentamenti sulla A14 Bologna-Taranto. Una terza corsia aperta sulla A1. Otto feriti sulla A22

Continua...


16/10/2010

Crociera per nudisti nell'Adriatico

Crociera per nudisti nell'Adriatico

Partenza il 27 agosto, prezzi intorno ai 580 euro. Vestiti obbligatori solo a cena

Continua...


04/10/2010

Nubifragio in Liguria, torrenti straripati Mamma con bimbo salvata dalle acque

Nubifragio in Liguria, torrenti straripati Mamma con bimbo salvata dalle acque

MALTEMPO AL CENTRO-NORD. La situazione più critica tra Genova e Savona. Alcune abitazioni sono state evacuate per sicurezza

Continua...


24/07/2010

Trombe d'aria e nubifragi su tutto il nord

Trombe d'aria e nubifragi su tutto il nord

Una vittima in valtellina. trombe d'aria nel Bresciano. brusco calo delle temperature. Violento temporale a Milano, bloccato Medvedev. Danni in tutta la Lombardia e in Friuli. Finisce l'ondata di caldo


 

 

MILANO - Brusco calo delle temperature nel nord Italia, che ha dovuto affrontare però diverse situazioni di emergenza, con trombe d'aria e nubifragi. A Milano venerdì sera c'è stato un breve ma violento temporale: allagamenti di scantinati e strade e diversi alberi abbattuti hanno impegnato i vigili del fuoco. La situazione ha colpito anche Dmitri Medvedev: il presidente russo, dopo il vertice con Berlusconi, aveva raggiunto Linate per poi partire in elicottero alla volta di Cervinia per qualche giorno di relax. Ma la pioggia torrenziale non ha consentito il decollo del velivolo, costringendo il leader russo a optare per un viaggio in auto fino alla rinomata località alpina in Val D'Aosta.

SONDRIO - In Valtellina il maltempo si è tradotto in tragedia: un uomo di 63 anni è morto per un improvviso temporale. Armando Marchetti stava tagliando un albero vicino a casa a Faedo (Sondrio), quando è scivolato sul terreno reso viscido dalla pioggia precipitando in un dirupo. Un volo di trenta metri che è stato fatale: probabilmente ha battuto con violenza la testa contro i sassi. I vigili del fuoco hanno collaborato fino a tarda sera con i volontari del soccorso alpino per recuperare il corpo dell'uomo, conosciuto a Sondrio perché contitolare di un negozio di abbigliamento sportivo.

CREMONA - Una tromba d'aria ha causato gravi danni in provincia di Cremona. All'aeroporto del Migliaro, alle porte della città, un monomotore si è ribaltato contro un hangar. Altri sette aerei sono stati danneggiati in varie parti e i tetti di due hangar sono stati scoperchiati. Impegnativo l'interventio su un Cessna 172 Skyhawk che si è ribaltato. Il maltempo ha causato gravi danni anche nelle campagne attorno a Cremona, tra i comuni di Casalbuttano, Castelverde, Sesto, Paderno e Annicco. Il bilancio è pesante: colture distrutte e danni per centinaia di migliaia di euro, raccolti di mais a rischio, tetti scoperchiati, piante cadute, case allagate e seri disagi alla circolazione stradale e ferroviaria. Il paese più colpito è stato Casalbuttano. «Sembrava il finimondo», racconta un testimone. L'azienda agricola più danneggiata è stata la Cascina Casella, dove la tromba d'aria ha fatto volar via lastre di eternit dalla copertura di una stalla e numerose tegole dagli edifici. Una pianta caduta sui binari ha costretto un treno a fermarsi in aperta campagna, a due passi dal passaggio a livello e un altro ad aspettare in stazione, provocando ritardi sulla linea Cremona-Treviglio.

BRESCIA - In provincia di Brescia i vigili del fuoco sono stati impegnati per i danni provocati da diverse trombe d'aria. Una in particolare ha colpito un condominio in via Casazza e ha reso necessaria l'allontanamento dallo stabile di 45 famiglie. Il vento ha danneggiato pesantemente il tetto e divelto i pannelli che lo coprono per diverse decine di metri. Le famiglie si trovano in parte in un albergo in città e in parte da parenti. Nei pressi dell'edificio, la forza del vento ha anche sradicato un albero che si è abbattuto su un'auto parcheggiata pochi minuti prima dal proprietario. Danneggiati tetti nella zona di Castegnato; allagamenti in diverse zone della provincia.

MANTOVA - Una tromba d'aria ha colpito anche la zona dell'alto Mantovano e alcuni Comuni attorno alla città. Non ci sono feriti, ma i danni sono notevoli. A Volta Mantovana, Roverbella e alcune frazioni di Marmirolo alcune case sono state scoperchiate dalla furia del vento. Decine gli interventi dei vigili del fuoco anche per alberi sradicati e pali dell'illuminazione divelti. Allagamenti in alcune zone dell'alto Mantovano, colpito anche da una violenta grandinata.

UDINE - Problemi anche in Friuli, con violente tempeste di vento in una vasta zona, dalle colline alla bassa pianura al confine con il Veneto. Il vento ha scoperchiato decine di capannoni industriali e ha causato la caduta di rami e tronchi di alberi in una ventina di Comuni, con disagi alla circolazione. Decine di squadre dei vigili del fuoco e circa 200 volontari della Protezione civile sono al lavoro per fronteggiare oltre 200 segnalazioni di danni. I Comuni più colpiti sono Pavia di Udine, Santa Maria La Longa, Gonars, Corno di Rosazzo, San Giovanni al Natisone, Chiopris, Manzano, Pasian di Prato, Palmanova, Muzzana, Castions di Strada, Azzano decimo, Codroipo, Polcenigo, Rivignano, Forgaria e Lestizza. L'assessore regionale alla Protezione civile, Riccardo Riccardi, ha parlato di «danni significativi a strade, capannoni e abitazioni». L'area più colpita - ha riferito - è quella fra Pavia di Udine e Santa Maria La Longa, dove è stata chiusa al traffico la strada regionale 352 Udine-Palmanova a causa di alberi che, divelti dal vento, hanno ostruito la carreggiata. In alcuni punti la caduta degli alberi ha danneggiato il manto stradale.

TEMPERATURE - L'anticlone africano che ha fatto salire le temperature oltre la media stagionale continuerà ad interessare il centro-sud almeno fino a sabato, ma domenica è previsto un rientro nei valori stagionali in tutto il Paese. La Protezione civile ha emesso un'allerta meteo per il nord, per le precipitazioni, anche molto intense, accompagnate da fulmini, raffiche di vento e possibili grandinate. Bel tempo invece al centro-sud, con un rialzo delle temperature soprattutto al sud e sulle isole. Sabato mattina il maltempo si sposta sul nord est e potrebbe interessare anche le regioni centrali adriatiche, ma con fenomeni più attenuati, mentre sul nord-ovest il Fohn riporterà il bel tempo. Quanto alle temperature, sabato è prevista una prima diminuzione, fino a 5-6 gradi, su gran parte del Paese, con l'eccezione della Sicilia, mentre un calo più marcato anche di 7-9 gradi, in particolare al centro-sud, è previsto per domenica, quando dovrebbe finire l'ondata di caldo.

Redazione online


31/12/2009

Da Ramazzotti alla Gamberale Alle Maldive sotto l'acquazzone

Da Ramazzotti alla Gamberale Alle Maldive sotto l'acquazzone

 

Capodanno. Piove da giorni. Sulle isole anche molti politici

 

Tutti a pregare i monsoni di nord est. Quelli che, almeno da novembre e aprile, dovrebbero soffiare sulle Maldive e portare il paradisiaco clima da cartolina: cielo terso, bassa umidità e abbronzatura garantita. Piove alle Maldive, e solo da qualche ora le precipitazioni hanno deciso di dar tregua ai turisti che (per il momento) hanno lasciato in valigia costumi e parei. La temperatura è comunque alta, ma le nuvole non sgomberano il campo. A volte capita. Magra consolazione, ma è successo anche a Tom Cruise e Katie Holmes: nel novembre di due anni fa, per la coppia hollywoodiana in luna di miele alle Maldive, non c'è stato scampo. Maltempo, pioggia e venti da tempesta tropicale, con l'inevitabile decisione di abbandonare l'atollo e ripiegare in una crociera nel rompighiaccio dell'attore.

Le Maldive
Le Maldive

I turisti di Capodanno, per ora, tengono botta e neppure si demoralizzano. Il Ministro della Difesa Ignazio La Russa non perde il buonumore dopo dieci ore di volo, sei di fuso orario e un cielo plumbeo peggio che in città. «Sperare sempre nel bel tempo è da provinciali», minimizza La Russa. Dopo una gita a bordo del Doni, la tipica imbarcazione maldiviana, con gli amici Sergio e Gabriella Dompè, ieri la serata per il ministro è proseguita con musica, karaoke e canzoni da piano-bar. E stasera cena e brindisi in spiaggia con la famiglia. «Perché comunque fa caldo e attendiamo un miglioramento». Nello stesso atollo di Lhaviyani, sull'isola di Madhiriguraidhoo, c'è anche Stefania Craxi, che neppure sembra essersi accorta del maltempo. «Scusate, ma a queste cose non faccio troppo caso. Ho le mie letture, i miei quaderni, sono qui per riflettere e riposarmi», spiega la sottosegretaria di stato agli Esteri. Al Palm Beach Resort & Spa, un paradiso terrestre da raggiungere con l'idrovolante, tra lingue di sabbia bianchissime, paesaggi corallini e hundoli, tipici dondoli maldiviani, è stato avvistato anche il vicepresidente della Camera dei Deputati per il Pdl Maurizio Lupi. L'emiciclo parlamentare è completato dal Presidente del Senato Renato Schifani, che ha lasciato a casa tutti i telefoni per godersi la pace maldiviana.

I 26 atolli che hanno retto anche all'urto dello tsunami rimangono il simbolo della vacanza mare e sole (e spesso amore), meta prediletta di chi cerca natura e privacy, come Penelope Cruz e il fidanzato Xavier Bardem e la coppia formata da Naomi Campbell e il milionario russo Vladislav Doronin, che lo scorso anno ha festeggiato proprio alle Maldive il Capodanno. Neanche Eros Ramazzotti, affezionato degli atolli del Pacifico, ha rinunciato al suo Capodanno al sole e ha regalato alla fidanzata Marica una vacanza in un resort di Iru Fushi. «È arrivato ieri, non abbiamo avuto notizie. Piove? Ci rimarrà malissimo!», dicono gli amici milanesi. Sposa bagnata e dunque fortunata, la scrittrice Chiara Gamberale, in viaggio di nozze alle Maldive assediate dalle nubi, mentre è sfuggito in tempo alla variabilità equatoriale il direttore tecnico dell'internazionale Marco Branca, da ieri ad Abu Ahbi con Mourinho al seguito dell'Inter. Non c'è da disperarsi: il Capodanno a trenta gradi è comunque assicurato, ma per il ritorno del sereno forse ci sarà ancora da attendere. «Le Maldive sono nella fascia equatoriale e anche d'inverno il bel tempo è tutt'altro che scontato — spiega il colonnello Mario Giuliacci —. A causa del fenomeno del madden-julian-oscillation, a intervalli di trenta-sessanta giorni si possono creare delle cellule temporalesche che spostandosi dall'Oceano indiano al Pacifico possono far piovere anche per tre o quattro giorni-4 giorni. Non resta che pregare i monsoni».

Michela Proietti


18/06/2009

Il bacio della medusa

Il bacio della medusa

 

Anteprima da «io donna». Si avvicinano fluttuando. Più numerose di prima. E nessuna costa è immune. Ma stavolta è attesa una parente molto sgradita. Che arriva da Gibilterra

 

Medusa Aequorea
Medusa Aequorea

Torneremo a fare il bagno con costumoni ascellari, quelli che lasciano scoperti solo polpacci e braccia dal gomito in giù? Forse proprio grazie a loro i nostri nonni (che andavano comunque al mare molto meno di noi) non facevano tanto caso alle meduse che oggi guadagnano sempre più spesso l’onore della prima pagina. L’allarme è generalizzato e in parte giustificato.

La specie più fastidiosa è la Pelagia noctiluca, appena dieci centimetri di gelatina punteggiata di porpora: i suoi tentacoli, sottili come capelli, sono quelli che fanno male. Una scossa, una fiammata improvvisa fra una bracciata e l’altra. E si esce dal mare doloranti, con la pelle rossa come se fosse stata sferzata da un frustino. Una pelagia da sola non può fare molti danni, ma questa specie si muove in banchi di migliaia, anche milioni di esemplari: così un’intera marina può diventare all’improvviso impraticabile come la più infida delle paludi. Non importa che sia la spiaggia della Versilia, di Capri o la costiera del Gargano. Le meduse sono molto democratiche: colpiscono a Ladispoli come a Porto Cervo. E veniamo al dunque: da dove sono sbucate? Ci sono sempre state o sono frutto di un drammatico sconvolgimento degli equilibri ecologici? E soprattutto continueranno ad aumentare?

Le meduse ci sono sempre state: lo dicono pescatori e scienziati. Antonio Di Natale, biologo marino, ricorda che negli anni Sessanta capitava di non potere fare il bagno a Taormina per la grande quantità di meduse fino sulla spiaggia. Forse queste invasioni si sono accentuate per le conseguenze dei cambiamenti climatici, ma ne sappiamo ancora troppo poco per trarre conclusioni. Lo pensano anche Ferdinando Boero dell’università del Salento, uno dei maggiori esperti in materia (ha appena lanciato la campagna “Occhio alla medusa”: i bagnanti possono contribuire a compilare una mappa di quelle presenti nel Mediterraneo segnalandole a boero@unisalento. it), e Bruno Massa dell’università di Palermo, convinti che questi animali abbiano vita più facile e si riproducano meglio grazie alla diminuzione dei pesci. Le meduse e i pesci, allo stadio larvale e giovanile, mangiano lo stesso cibo, il plancton: se i pesci diminuiscono, le meduse (che non disdegnano anche uova e larve di pesci) ne hanno una maggiore quantità a disposizione.

Pelagia noctiluca

Pelagia noctiluca


Cotylorhiza tubercolata

Cotylorhiza tubercolata

Non solo acqua. Parenti dei coralli, le meduse sono fatte al novanta per cento di acqua. Ne esistono migliaia di specie diverse, non tutte urticanti, alcune possono superare i due metri di diametro con il loro ombrello e avere tentacoli di parecchi metri. Nel Mediterraneo, in particolare in Italia, le specie più diffuse sono la Rhizostoma pulmo (non punge), con un bordo viola scuro ben visibile e il diametro di 30-60 cm; la Cotylorhiza tubercolata giallastra (è bellissima e non fa niente), a forma di disco; le poco urticanti Aequorea e Aurelia aurita, che raggiunge i 30 cm di diametro e infine la Pelagia noctiluca, piccola (meno di 10 cm di diametro) e “bruciante”, un po’ rosa e luminescente di notte.

Un caso a parte è la Caravella portoghese Physalia physalis, seguita dai ricercatori dell’università di Lecce e ormai arrivata anche nel Mediterraneo centrale. Non è una vera medusa, ma un animale composto da diversi “individui”: uno assume la forma di una vescica piena di gas e galleggia in superficie; gli altri sono trasformati in tentacoli, lunghi fino a vari metri e pericolosi. La quantità del veleno che riescono a inoculare è fortemente urticante. Del tutto innocua, invece, la Velella, piccolo organismo viola scuro, erroneamente confusa con le meduse, che forma banchi molto estesi.

Rhizostoma pulmo

Rhizostoma pulmo

Nemiche al bagno. Banchi enormi di meduse e affini sono già stati avvistati nel Mediterraneo: sappiamo che si sposteranno secondo il capriccio delle correnti e dei venti, ma fare previsioni per il futuro più immediato è difficile. I banchi più grossi, come quello lungo dieci chilometri avvistato poche settimane fra la Liguria e la Corsica, sono formati da innocenti velelle. I più pericolosi, costituiti da pelagie, compaiono di solito in alto mare, molto lontano dalle coste. Il loro destino dipende dalle correnti marine e dai venti: potrebbero restare in alto mare o essere ammassati in pochi giorni sotto costa da una tempesta. Tutte le rive del Tirreno, dell’Adriatico e delle isole sono a rischio. La grande Caravella portoghese viene invece da Gibilterra: le coste più occidentali d’Italia, della Sicilia e della Sardegna (e anche Malta) sono o saranno raggiunte per prime. Molti di noi vorrebbero che il mare fosse solo un vascone d’acqua salata, possibilmente pulita. Non è così: il mare è un ecosistema vivo, pieno di organismi che garantiscono anche la nostra sopravvivenza. Le meduse fanno parte di questo equilibrio: dobbiamo accettarlo. Anzi, per riconciliarci con le “nemiche” dei nostri bagni, vale la pena di visitare gli acquari di Genova o di Cattolica, che ne ospitano moltissime specie, tutte bellissime. Da guardare e non toccare.

 

Physalia PhysaliS

Physalia PhysaliS

Aurelia aurita

Aurelia aurita

Rimedi in sei mosse.
Come reagire al tocco della medusa?
- Non farsi prendere dal panico. Se ci si trova in acque fonde o si è impegnati in un’immersione subacquea, guadagnare con calma la riva o un’imbarcazione.
- Sdraiarsi all’ombra, coprendosi per non sentire freddo. Se il malessere si accentua, ricorrere al Pronto soccorso balneare o al medico più vicino.
- Con una carta di credito, o una tessera sanitaria, raschiare la pelle per togliere i frammenti di tentacoli.
- Non usare acqua dolce per lavare la pelle ustionata. l
- Non passare disinfettanti sulla ferita, in particolare tintura di iodio. No anche ad aceto di vino o ammoniaca.
- Usare solo su consiglio medico le pomate antistaminiche che diminuiscono gonfiore, rossore e bruciore.

Francesco Petretti


23:13 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: mare, estate, meduse, gibilterra, fluttuare, sgradita | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook

16/06/2009

Gli stabilimenti e il canone scomparso

Gli stabilimenti e il canone scomparso

 

Per la concessione possono bastare 4mila euro, come lo stagionale di una cabina di lusso. Ogni anno il Demanio riscuote solo un terzo degli affitti Versilia e Liguria, spiagge costose ma solo per i bagnanti

 

Stabilimenti balneari lungo la spiaggia di Riccione (Ansa)
Stabilimenti balneari lungo la spiaggia di Riccione (Ansa)

Il Twiga, stabilimento balneare extralusso in Versilia, affitta ogni cabina a 4 mila euro a sta­gione, più o meno la stessa cifra che fino al 2007 versava allo Stato come canone di concessione per un intero anno. E molto meno del prez­zo di mercato di un monolocale nel­la stessa zona. L’albergo Marinella di Nervi, 12 stanze da oltre 100 euro a notte con suggestivo affaccio sul mare della Liguria, paga di conces­sione poche centinaia di euro al me­se. E anche in questo caso il prezzo è decisamente di favore. Ancora, lo stabilimento le Dune di Ostia, sul li­torale romano, per quasi 30 mila metri quadrati di arenile presi d’as­salto dai turisti nella bella stagione, corrisponde al Demanio poco più di 30 mila euro all’anno. E l’elenco è lunghissimo: sono oltre 24 mila le concessioni demaniali marittime as­segnate e censite in Italia. Ma forse sono più di 28 mila. Nessuno lo sa con certezza, perché non esiste una banca dati unica. Dovrebbe essere comunque un tesoretto. Invece ren­de poco allo Stato, ma in compenso fa diventare ricchi i fortunati titola­ri. Secondo una stima della società pubblica Patrimonio dello Stato, gli stabilimenti versano per le conces­sioni appena il 5% del fatturato del­le proprie attività, mentre per una normale attività commerciale, se­condo le associazioni di categoria, l’affitto del locale incide fino al 35-40% del giro d’affari.

Così, nonostante gli adeguamen­ti ai canoni introdotti con la Finan­ziaria del 2007, il piatto, cioè le cas­se pubbliche, piange. Secondo i dati dell’Agenzia del Demanio nel 2008 su 280 milioni da riscuotere, lo Sta­to è riuscito a incassarne appena 103 milioni. Poco più di un terzo. E gli altri dove sono finiti? Sono rima­sti nelle tasche dei titolari delle con­cessioni. E risulta difficile riuscire a farglieli tirare fuori. Anche per il 2009 le previsioni sono nere: il De­manio teme di non riuscire a incas­sare nemmeno la metà di quanto dovrebbe. E proprio domani Mauri­zio Prato, direttore del Demanio, an­drà al Senato per sollecitare inter­venti legislativi per mettere ordine. Le competenze infatti sono fram­mentate, in alcuni casi la gestione delle concessioni è delegata alle Re­gioni, in altri ai Comuni. A volte nei piccoli centri i funzionari gestisco­no in maniera discrezionale tutto ciò che riguarda le concessioni. E manca un coordinamento centrale. Risultato: ci sono stabilimenti che non pagano la concessione e fanno finta di niente, «tanto nessuno con­trolla». Altri che hanno deciso di continuare a pagare il vecchio cano­ne perché ritengono gli aumenti in­giusti e hanno deciso di farsi lo sconto da soli. Altri ancora invece hanno presentato ricorsi in varie se­di contro gli aumenti. E per adesso fanno orecchie da mercante alle ri­chieste del Demanio. Poi ci sono an­che quelli che pagano la concessio­ne, ma molti poi la fanno fruttare più del dovuto con qualche piccola furbizia: utilizzano senza specifiche autorizzazioni arenili e spiagge an­che come discoteche, centri sporti­vi, addirittura come beauty farm a cinque stelle, facendo decollare gli incassi. E come accertato dai con­trolli a campione della Guardia di Fi­nanza, gli stabilimenti balneari so­no spesso terreno fertile per lavoro nero o comunque irregolare e eva­sione fiscale. E se il fatturato com­plessivo dichiarato è stimato intor­no ai 2 miliardi, secondo l’Agenzia delle entrate ci sarebbe almeno un altro miliardo di giro d’affari som­merso.

I ministri che negli anni hanno cercato di regolamentare e mettere a frutto il patrimonio balneare, e cioè prima Vincenzo Visco per il centrosinistra e poi Giulio Tremon­ti per il centrodestra, hanno dovuto fare i conti con la lobby dei titolari degli stabilimenti balneari, che per anni è riuscita a respingere qualsia­si tentativo di nuova regolamenta­zione del settore. Solo nel 2007 gli stabilimenti hanno finito per accet­tare, obtorto collo, gli adeguamenti dei canoni. Ma il settore resta una jungla. Ci sono Comuni, come Ro­ma, dove le concessioni sono state rilasciate anche per una durata di 25 anni. E senza aprire i bandi a nuovi operatori: vengono passate di padre in figlio, come se fossero beni di famiglia, anziché patrimo­nio pubblico. Addirittura c’è un mercato: le concessioni non posso­no essere vendute, ma i titolari ce­dono direttamente le società a cui è intestata l’autorizzazione. Un modo per aggirare, legalmente, la legge. Ma in forte odore di speculazione. A Fregene, alle porte della Capitale, un imprenditore che pagava 1400 euro al mese per uno stabilimento che in un solo in week end incassa migliaia di euro ha ceduto l’attività per 2 milioni di euro. E casi analo­ghi sono stati segnalati in Roma­gna, Toscana e Abruzzo.

Inoltre, le spiagge per legge do­vrebbero essere classificate per fa­sce qualitative e i canoni parametra­ti con importi più alti per i lidi mi­gliori e più bassi per gli altri. Secon­do le stime delle Capitanerie di por­to, nelle fasce più basse rientrereb­bero meno del 25% delle spiagge. E invece oltre il 90% è finito fra i lidi per i quali i canoni sono minimi. Po­co importa poi se i clienti arrivino a pagare per un ombrellone e due sdraio anche 30 euro al giorno in questi stabilimenti che sarebbero «popolari», ma hanno prezzi da ca­pogiro. «È una vergogna naziona­le», dice Angelo Bonelli, ex capo­gruppo dei Verdi alla Camera che da anni raccoglie e studia il proble­ma delle concessioni demaniali ma­rittime. E aggiunge: «Non c’è esem­pio in Europa e nel mondo di una gestione colabrodo del patrimonio marittimo come in Italia che ha por­tato inoltre a un processo di priva­tizzazione delle spiagge. Di fronte a canoni per le concessioni così ridi­coli anche di 300 euro al mese con fatturati milionari, vediamo da un lato lo Stato che perde centinaia e centinaia di milioni di euro, e dal­l’altro che il godimento delle spiag­ge da parte dei cittadini si trasfor­ma in un problema sociale, per l’im­posizione illegale del pagamento di un biglietto per l’ingresso». E del re­sto c’è anche una controprova dello spreco di denaro pubblico. A Aci Ca­stello, in Sicilia, il Demanio ha pre­so direttamente in gestione lo stabi­limento del Lido dei Ciclopi, confi­scato alla mafia: nel 2008 l’incasso ha superato i 640 mila euro, con ol­tre 130 mila euro di utili. Il busi­ness, per chi lo sa sfruttare, vale.

Paolo Foschi


30/05/2009

Contro il caro-mare, coupon per il gelato e vasche idromassaggio

Contro il caro-mare, coupon per il gelato e vasche idromassaggio

 

FEDERCONSUMATORI: 68 euro il costo di una giornata in spiaggia per una famiglia. Le novità attira-turisti. Vacanze più brevi

 

 

ROMA - Al mare no. Crisi o non crisi non si rinuncia. Almeno su questo contano gli stabilimenti balneari che in questi giorni scrutano il cielo, incrociano le dita e aspettano le prenotazioni per la stagione. Ma l’inquietudine c’è. Tiene a freno i rincari e sviluppa la fantasia per accaparrarsi un turismo sempre più «fast» e sempre più orientato a minore ostentazione e maggiore relax. Non è che i prezzi siano proprio popolari. In un rapido giro d’orizzonte per due lettini e un ombrellone si va dai 12,75 euro dei Bagni Adolfo di Riccione, ai 28 dello stabilimento Mastino a Fregene, ai 43 di Fonte Lina a Capri. Dai 12 del Copacabana a Taormina ai 25 di Santa Margherita Ligure, ai 30 di A la plage di Portorotondo. La Riviera Romagnola pubblicizza spiagge per famiglie a costi contenuti: 15 euro a Cattolica, 14 a Rimini, 16,50 ai lidi Ravennati. E al Beach di Lignano Sabbiadoro 16 euro. La Federconsumatori ha calcolato in media il costo di 68 euro per una giornata al mare per una coppia con due bambini. 22 euro medi per l’abbonamento giornaliero con ombrellone, sdraio e lettino, 3 euro di parcheggio, 10,80 per l’acqua, 15,20 per 4 panini, 8 per 4 gelati confezionati, 5 per due caffè freddi. più il costo di carburante.

Se questo nucleo familiare passerà quattro domeniche in spiaggia in un mese spenderà 272 euro, con un piccolo aumento rispetto all’anno scorso. In netto calo, invece, i prezzi dei «pacchetti» stagionali: si va dagli 825 ai 1.200 euro, un calo tra il 5 e il 6%. Diminuisce un po’ il prezzo degli ombrelloni: fino al 4% in meno. Aumenti, invece, per le cabine, sia per il giornaliero (+1,5/1,7%) sia per il mensile (con picchi del 2%). Invariato l’accesso agli stabilimenti, con tariffe che oscillano tra i 5,50 e gli 8,50 euro. C’è chi si arrangia e modifica le proprie abitudini. E la prima vittima della crisi è la sedia a sdraio che prima si accompagnava al lettino. Ora, spesso, basta un lettino per tutti. Sempre più diffuse le happy hour: sconti pomeridiani che il Garante dei prezzi e il sindacato balneari hanno fissato in una riduzione del 50%. E le offerte sinergiche: gelaterie che offrono coupon per le spiagge e viceversa.

Pochi stabilimenti quest’anno hanno tentato l’azzardo dell’aumento dei prezzi. In media circa 50 centesimi. «Noi no. Anzi alcuni prezzi li abbiamo anche abbassati — assicurano a La Plage di Porto Rotondo — perché l’anno scorso non è andata benissimo. Fortunatamente quest’anno le prenotazioni invece promettono bene». «Bisogna inventarsi qualcosa di nuovo — spiega Massimo Secchiati responsabile della spiaggia Green Beach di Jesolo — perché lo scorso anno abbiamo notato un aumento delle presenze giornaliere di circa il 12 %. Un dato che sembrerebbe positivo, in realtà mostra che se prima si faceva il mese di vacanza, divenuto poi la settimana, ora ci si orienta sulla giornata». Qui la «ventata di novità» accalappia-bagnanti ha dato vita a vasche idromassaggi in spiaggia, ombrelloni sull’erba, animazione per i piccoli e sport per ragazzi. C’è chi può contare sui vip come il Papeete Beach di Milano Marittima o il Twiga di Forte dei Marmi dove la stagione è già iniziata a marzo con l’apertura della discoteca frequentata da starlette e calciatori. E al Beach Arena di Lignano Sabbiadoro si preparano per l’evento di luglio, il concerto di Giusy Ferreri. Ma gli altri?

Persino a Capri si comincia a vedere un calo di presenze. «La gente accorcia il periodo di vacanza. Sta 3 o 4 giorni e poi va via» spiegano alla spiaggia Fonte Lina. E al Copacabana di Taormina ammettono: «I tempi sono quelli che sono. Se ci chiamano per informazioni già ci fa piacere».

Virginia Piccolillo


22/04/2009

L'estate sarà meno costosa al cellulare

L'estate sarà meno costosa al cellulare

 

Le nuove tariffe entreranno in vigore dal primo luglio 2009. Approvato nuovo regolamento che riduce del 60% i costi per l'uso del cellulare in un altro Paese europeo

 

MILANO - L'Europarlamento di Strasburgo ha approvato mercoledì a larga maggioranza il nuovo regolamento che mette un tetto al costo degli sms e delle chiamate in roaming nei Paesi dell'Unione. Telefonare o inviare sms da un altro Paese europeo può infatti rivelarsi molto costoso: la Commissione europea cita l'esempio di un cittadino tedesco che si è visto chiedere 39,000 euro dal proprio operatore per aver scaricato un episodio di una serie tv mentre si trovava in Francia. Attualmente il costo di un sms inviato da un altro Paese dell'Ue è circa dieci volte superiore a quello nazionale mentre il costo in media per una chiamata dall'estero è di 0,46 euro al minuto.

EURO TARIFFE - Dal primo luglio 2009, gli operatori potranno addebitare un massimo di 11 centesimi (Iva esclusa) per un sms, rispetto agli attuali 28 cent di media. La tariffa massima per le chiamate in roaming invece, passerà dal 1 luglio a 43 centesimi al minuto, per poi scendere a 39 cent nel 2010 e infine a 35 cent dal 2011. Le chiamate ricevute invece, avranno un costo massimo di 19 cent al minuto dal 1 luglio prossimo, che verrà ridotto a 15 cent dal 1 luglio 2010 e poi a 11 cent dal 2011. Entro il 1 luglio 2010, inoltre, il fornitore del paese di origine non potrà addebitare ai propri clienti alcun costo per la ricezione di un messaggio vocale in roaming, escludendo altri costi, come quelli addebitati per l’ascolto dei messaggi.

INTERNET MOBILE- Per quanto riguarda l'Internet via cellulare, ovvero la trasmissione di dati - come il download di una canzone o l' invio di e-mail dal cellulare - le tariffe «wholesale» (all’ingrosso) non potranno superare l'euro per megabyte a partire dal 11 luglio 2009 (rispetto a 1, 68 euro attuali), fino a scendere a 50 centesimi dal 2011. E’ stato inserito nella nuova legge anche il principio della tariffazione delle chiamate al secondo, dopo i primi 30 secondi di conversazione: non si pagherà più il primo minuto di conversazione anche se la chiamata è più breve, ma l'addebbito scatterà alla risposta e poi per ogni secondo successivo. Secondo il nuovo regolamento, infine, quando un cliente entra in un altro stato membro dell’Ue, l'operatore del paese di origine deve fornirgli tutte le informazioni sulle tariffe di roaming (Iva inclusa) che gli verranno addebitate per le chiamate ricevute o effettuate e per gli sms nel paese in cui si trova. Queste informazioni dovranno essere fornite «automaticamente mediante un servizio messaggi, senza indebito ritardo e gratuitamente».