31/07/2009

Sarà estradato negli Usa l'hacker britannico che violò il Pentagono

Sarà estradato negli Usa l'hacker britannico che violò il Pentagono

 

Soffre di autismo, voleva cercare le prove dell'esistenza degli ufo: rischia 75 anni. Nel 2001 e nel 2002 Gary McKinnon, 43 anni, penetrò nei sistemi di diverse agenzie governative americane

 

Gary McKinnon (reuters)
Gary McKinnon (reuters)

LONDRA (GRAN BRETAGNA) - Sarà estradato negli Stati Uniti, dopo una lunga battaglia legale, Gary McKinnon l'hacker britannico che violò nel 2001 e nel 2002 i sistemi informatici di alcune importanti agenzie governative statunitensi, dalla Nasa al Pentagono.

RESPINTA L'ULTIMA ISTANZA - E' stato infatti respinta dall’Alta Corte del Regno Unito l'ultima richiesta fatta da McKinnon, che soffre della sindrome di Asperger, una forma di autismo: quella di poter scontare un eventuale condanna negli Stati Uniti in Gran Bretagna. Sarà quindi giudicato negli Stati Uniti dove rischia, in teoria, una condanna fino a 75 anni. McKinnon, 43 anni, era stato arrestato nel 2002 ma nei suoi confronti la Gran Bretagna non aveva ritenuto di dover procedere. Era stato rilasciato, ma in libertà condizionata e tra le limitazioni gli era stato imposto il divieto di utilizzare computer collegati al web. Per i suoi avvocati l'hacker britannico è a rischio suicidio qualora venisse imprigionato negli Usa.

LA VICENDA - Tutto comincia all'indomani dell'11 settembre 2001 quando il ministero della Difesa statunitense registra la violazione di una serie di sistemi informatici, dal Pentagono alla Nasa, dal Dipartimento della Giustizia a quello delle Special Investigations dell’Air Force. Immediata la reazione dei servizi segreti che si mettono alla caccia dell'hacker autore del gesto. Del resto i danni ci sono e sono ingenti: una stima successiva li quantificherà in 800 milioni di dollari (oltre 560 milioni di euro). Parte una caccia informatica in tutto il mondo. Alla fine una e-mail spedita alla fidanzata incastra senza ombra di dubbio McKinnon, programmatore informatico disoccupato. Il quale poi spiegherà anche il perché del suo gesto: voleva trovare le prove dell'esistenza degli Uf, scovandone le presunte immagini negli archivi del Pentagono, della Nasa o di altre agenzie governative. Nulla di fatto ovviamente, ma gli americani non gli credono, sono inflessibili, e vogliono che sia estradato perchè l'hacker affronti un regolare processo negli Usa. Dove però potrebbe passare il resto della sua vita in carcere.


01/07/2009

Mafia, il boss Salvatore Miceli è stato estradato in Italia

Mafia, il boss Salvatore Miceli è stato estradato in Italia

 

È giunto da Caracas dove era stato arrestato dieci giorni fa. Lo ha reso noto il ministro degli interni venezuelano, Tareck El Aissami

 

Salvatore Miceli condotto in aeroporto per essere estradato in Italia (Reuters)
Salvatore Miceli condotto in aeroporto per essere estradato in Italia (Reuters)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CARACAS - Il boss mafioso Salvatore Miceli, inserito nell'elenco dei 30 latitanti più pericolosi d'Italia, arrestato dieci giorni fa in Venezuela, è stato estradato martedì in Italia. Lo ha reso noto il ministro degli interni venezuelano, Tareck El Aissami.

RE DEL NARCOTRAFFICO - Il boss è considerato un elemento di spicco del narcotraffico internazionale. Era ricercato dal 2001, in seguito a una condanna per associazione mafiosa e traffico internazionale di stupefacenti divenuta definitiva. L'indagine che ha portato all'individuazione e alla cattura di Miceli è stata coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo. Nel maggio del 2003 la polizia aveva arrestato, nell'ambito di un'operazione antidroga, anche la moglie di Miceli, Veronica Dudzinski, e i figli Ivano e Mario. Il boss di Salemi era stato inoltre intercettato nel 2000 con Pino Lipari, il «consiglior» di Bernardo Provenzano, che lo «investiva» ufficialmente per gestire un traffico internazionale di stupefacenti.