20/09/2010

Svezia, l’estrema destra per la prima volta in Parlamento

Svezia, l’estrema destra per la prima volta in Parlamento

Alle elezioni i conservatori ottengono un risultato storico e si confermano alla guida del governo. Ma la novità è il partito xenofobo Sd, che supera la soglia di sbarramento del 4%

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01/08/2010

Jörg Haider aveva nascosto 45 milioni

Jörg Haider aveva nascosto 45 milioni

Società segrete e conti bancari del leader dell'estrema destra austriaca morto nel 2008 in un incidente d’auto

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VIENNA - Jörg Haider, leader dell’estrema destra austriaca morto nel 2008 in un incidente d’auto, aveva accumulato 45 milioni di euro in Liechtenstein: lo riferisce la rivista Profil, che sarà in edicola domani, citando fonti giudiziarie.

Un gruppo di ricercatori austriaci, svizzeri e tedeschi ha fatto questa scoperta esaminando alcuni conti bancari nel quadro di due procedure, una sulle condizioni di acquisto della banca austriaca Hypo Group Alpe Adria da parte della banca pubblica tedesca Bayern-Lb nel 2007, l’altra sulla privatizzazione della società immobiliare austriaca Buwog nel 2004.

Gli esperti si sarebbero imbattuti in una dozzina di società registrate in Liechtenstein e legate a Haider. Cinque milioni di euro sarebbero ancora depositati sui conti di queste società. La vedova del defunto governatore della Carinzia ha detto di non sapere nulla di questi fondi.


04/04/2010

Tensione in Sud Africa, ucciso leader di estrema destra. I suoi: «Vendetta»

Tensione in Sud Africa, ucciso leader di estrema destra. I suoi: «Vendetta»

Appello alla calma del presidente zuma, Terre'blanche massacrato per motivi economici. Per il suo movimento, però, si tratta di un delitto politico.

 

I poliziotti sul luogo del delitto
I poliziotti sul luogo del delitto

JOHANNESBURG - L'uccisione del leader di estrema destra Eugene Terre'blanche, massacrato a bastonate nella sua azienda agricola. La promessa di vendetta dei militanti del movimento di resistenza Afrikaner. E l'appello alla calma lanciato dal presidente Jacob Zuma. Sale la tensione in Sud Africa a poco più di due mesi dall'inizio dei mondiali di calcio. Tutto è cominciato con l'assassionio di Terre'blanche, personaggio politico che nei primi anni '90 si oppose alla fine dell'apartheid. L'uomo è stato picchiato a morte nella sua fattoria. Ma non si tratterebbe di un delitto politico: la polizia ha spiegato di aver arrestato due operai neri. Pare che la causa dell'omicidio sia lo stipendio non pagato.

LA REAZIONE
- Il Movimento di resistenza Afrikaner respinge però questa ipotesi e lega invece l'uccisione al canto di un brano dell'era dell'apartheid, nel cui testo si dice "uccidi il Boer". «Invitiamo i nostri militanti a restare calmi, per il momento», ha affermato il segretario generale del Movimento di reistenza Afrikaner, Andre Visagie, che ha convocato una riunione dei vertici per il primo maggio per decidere «azioni specifiche».

CHI ERA
- Terre'blanche, che si descriveva come il Boer, è stato la voce dell'opposizione più estrema alla fine del governo dei bianchi, ma ha vissuto in una relativa oscurità dalla sua uscita dal carcere nel 2004, dopo aver scontato la condanna per aver picchiato un nero quasi fino ad ucciderlo. Il suo partito - la cui bandiera assomiglia alla svastika nazista - si è ripreso due anni fa e ha dato il via al tentativo di costruire un fronte unito tra i partiti di estrema destra, senza in realtà riscuotere un grande seguito. La polizia ha detto che i presunti killer hanno 16 e 21 anni ed entrambi lavoravano per Terre'blanche. «Pare che l'abbiano attaccato perché non erano stato pagati per il loro lavoro», ha detto un portavoce. Qualunque sia il motivo, l'omicidio è un ulteriore colpo ai timori di tensioni nel paese. Il presidente Jacob Zuma, salito al potere l'anno scorso, ha assicurato agli afrikaner che non hanno niente da temere dal suo governo, aggiungendo che tutti i sudafricani devono vivere insieme.

 

Redazione online


02/08/2009

Israele, chiesta l'incriminazione del ministro Lieberman

Israele, chiesta l'incriminazione del ministro Lieberman

 

Le accuse al leader del partito di estrema destra «Israel Beitenu». La polizia: «Ci sono prove sufficienti di corruzione e riciclaggio di denaro»

 

Il ministro Avigdor Lieberman (Afp)
Il ministro Avigdor Lieberman (Afp)

GERUSALEMME - Corruzione e riciclaggio di denaro: sono queste le ipotesi di reato per le quali la polizia israeliana ha raccomandato al procuratore generale dello Stato l'incriminazione del ministro degli Esteri Avigdor Lieberman, leader del partito di estrema destra Israel Beitenu. Secondo quanto ha riferito la radio pubblica, la polizia ritiene che vi siano prove sufficienti per incriminare Lieberman. La raccomandazione sarà inoltrata presso l'ufficio del procuratore generale Menahem Mazuz. Sarà lui a decidere se incriminare il ministro, che in questo caso dovrà rassegnare le dimissioni dalla carica di governo.

REAZIONE - Immediata la replica di Lieberman, che si è detto vittima di una persecuzione, sostenendo che le accuse a lui mosse non hanno alcuna base. «Per 13 anni - ha detto il ministro degli Esteri in una nota - la polizia ha condotto una campagna persecutoria contro di me. Man mano che la mia forza politica e quella di Yisrael Beiteinu aumenta, si intensifica la campagna di persecuzione»

SOCIETA' FITTIZIE - Secondo le accuse, Lieberman avrebbe creato una serie di società, alcune delle quali fittizie, per riciclare denaro arrivato da due uomini d'affari, un austriaco e un russo, in cambio di favori loro accordati tra il 2001 e il 2004. Inoltre, il ministro degli Esteri avrebbe cercato in tre occasioni di ostacolare un'indagine di polizia, cambiando il nome di società da lui create a Cipro, dopo che venne a sapere delle loro inchieste.