30/07/2009

Spagna, autobomba a Maiorca davanti alla caserma: due morti

Spagna, autobomba a Maiorca davanti alla caserma: due morti

 

Lo riferisce «el mundo». L'episodio all'indomani dell'attentato avvenuto a Burgos e attribuito ai ribelli separatisti dell'Eta

 

MADRID - Almeno due agenti della Guardia Civil sarebbero morti nell’esplosione avvenuta nei pressi della caserma della Guardia Civil di Palmanova, sull’isola di Maiorca: è quanto riferisce Radio Nacional de Espana, secondo la quale vi sarebbero anche dei feriti. Una macchina imbottita di esplosivo è saltata in aria nei pressi degli uffici della caserma, sita in un complesso che ospita anche un ufficio postale e la caserma dei vigili del fuoco.

ATTENTATI - Si tratta del secondo attentato in due giorni contro una "casa cuartel" (caserma e alloggi di servizio) della Guardia Civil. Martedì 55 persone sono rimaste ferite, nessuna in modo grave, per l'esplosione di un'autobomba presso una caserma della città di Burgos, nel nord della Spagna. Le forze di sicurezza avevano parlato di tre auto-bomba che l'organizzazione terroristica basca dell'Eta - che non ha rivendicato gli attentati, né ha preavvertito della presenza degli ordigni - sarebbe riuscita a far entrare dalla Francia.


In carcere il campione di surf «Ha simpatie terroriste»

In carcere il campione di surf «Ha simpatie terroriste»

 

SPAGNA. Iker Acero, 34 anni, è stato arrestato sulla costa basca per sospetti contatti con l’Eta

 

 

Iker Acero
Iker Acero

MADRID — L'onda lunga della giustizia ha colto di sorpresa il campione spagnolo di surf, Iker Acero. Di sorpresa e anche di buon'ora, ieri mattina, quando agenti dell'antiterrorismo gli hanno notificato, nella sua casa di Barrika sulla costa basca, un ordine di arresto e un'ingombrante accusa di connivenza con l'Eta. Niente a che vedere con l'attentato di poco prima a Burgos: pare che Iker fosse sotto osservazione da più di un anno perché sospettato, tra una prodezza e l'altra sopra i flutti, di alimentare online raccolte di fondi che sarebbero servite a finanziare l'organizzazione terroristica basca.

L'atleta, molto popolare, assieme al fratello Eneko, sulle spiagge spagnole del nord e ai campionati dei virtuosi della tavola, affianca alle imprese nautiche interessi internautici: è infatti il presidente della società proprietaria di un sito, Gaztesarea.net, tutto in lingua basca (ma il cui server sarebbe in Usa), attraverso il quale era possibile acquistare tagliandi da un euro per partecipare a riffe non proprio benefiche. L'ultima lotteria, per esempio, risulta essere stata promossa da Segi, l'organizzazione giovanile della sinistra indipendentista, fuori legge in Spagna dal 2002 e, da otto anni, classificata nell'inventario europeo dei gruppi terroristici. Sebbene sia ancora legale sul versante francese, Segi è stata condannata un paio d'anni fa per i suoi vincoli con l'Eta da una sentenza del Tribunale Supremo spagnolo.

Secondo gli inquirenti, il denaro raccolto era destinato ai detenuti di Askatasuna (che in basco significa «libertà» e forma parte dell'acronimo Eta), la cui lista elettorale era stata annullata dal Tribunale Costituzionale all'inizio della campagna per le amministrative nel Paese Basco in febbraio. Sempre per sospette collusioni con la banda armata.

Quando, nella pagina web, è stato pubblicato il numero del biglietto vincitore, gli inquirenti hanno deciso di non attendere oltre e il giudice Fernando Andreu, de la Audiencia Nacional ha inviato agenti in borghese della Guardia Civil a casa di Iker Acero. Oltre al surfista, è stato arrestato il responsabile del sito, Alberto Martinez Gutierrez, ad Artziniega, 55 chilometri da Vittoria, il capoluogo della provincia, mentre il campione assisteva alla perquisizione della sede della società. Il sito è stato bloccato per possibile «uso fraudolento» e i due titolari compariranno già domani davanti al giudice istruttore per rispondere di «collaborazione con l'Eta». Per il giorno successivo, sabato, gli indipendentisti del «Movimiento Pro-Amnistia» hanno annunciato una mobilitazione in difesa dei detenuti e delle loro famiglie.

Iker Acero non è il primo campione basco che si compromette con la causa e le strategie dell'Eta e dei suoi satelliti. Il mondo sportivo è spesso un terreno fertile per gli indipendentisti che riescono a far leva sullo spirito di bandiera (basca) degli atleti locali. Negli anni della Transizione, non esitò a dimostrarlo, dentro e fuori dal campo, uno storico portiere della nazionale, José Angel Iribar, che indossava alla rovescia i calzettoni per nascondere la bandiera spagnola ricamata all'altezza del polpaccio. A 35 anni, nel 1978, fu tra i fondatori di Herri Batasuna, il partito dichiarato definitivamente illegale dal giudice Baltasar Garzon nel 2003, per i suoi legami con l'Eta di cui era considerato il braccio politico. Negli anni '80 il portiere Iribar si ritirò dal terreno di gioco e dalla formazione politica. Ma altri suoi giovani colleghi e conterranei hanno rifiutato di rispondere alle convocazioni del commissario tecnico della nazionale a Madrid e di intonare l'inno d'inizio partita.

Elisabetta Rosaspina


19/06/2009

Autobomba esplode a Bilbao, ucciso il capo dell'antiterrorismo

Autobomba esplode a Bilbao, ucciso il capo dell'antiterrorismo

 

Lo scoppio è avvenuto all'interno di un parcheggio. La sua vettura è stata fatta slatare in aria con una «bomba lapa». Sospetti concentrati sull'Eta

 

La colonna di fumo sollevata dall'esplosione (da Twitter)
La colonna di fumo sollevata dall'esplosione (da Twitter)

BILBAO - Un ordigno piazzato sotto un'automobile è esploso a Bilbao, nei Paesi baschi spagnoli, causando una vittima, un agente delle forze di sicurezza. L’attentato è avvenuto alle 9.05 in un parcheggio fra il quartiere di La Pena e la località di Arrigorriaga. La deflagrazione - che secondo le prime informazioni è stata provocata da una "bomba lapa", ovvero un ordigno che si attacca come una ventosa sotto i veicoli e che può essere comandato anche a distanza o attivato mediante sensori di movimento - ha comportato il divampare di un incendio che si è esteso a diversi altri veicoli. I vigili del fuoco sono al lavoro per cercare di domare le fiamme.

LA VITTIMA - La vittima dell'attentato è Eduardo Antonio Puelles Garcia: era ispettore capo dei servizi d'informazione del nucleo antiterrorista della polizia nazionale, aveva 49 anni. E' la prima vittima dell'anno dell'Eta, nonostante sia già il quinto attentato del 2009. L'ultima vittima risale al 3 dicembre 2008, quando fu assassinato per la strada l'imprenditore basco di 71 anni Ignacio Uria Mendizabal, la cui azienda collabora alla costruzione della Y basca, una linea ferroviaria veloce contestata dall'Eta. All'alba del 22 settembre, un'auto bomba esplode davanti al Patronato Militare Virgen del Puerto de Santoña uccidendo un militare e ferendone altri sei. Il 14 maggio 2008, morì un guardia civil, Juan Manuel Piñuel, per l'esplosione di un autobomba davanti alla caserma di Legutiano.

LE IPOTESI - Il corpo di Puelles Garcia è stato trovato all'interno della vettura saltata in aria e per questo la polizia, quando ancora non era chiara l'identità della vittima, aveva iniziato a lavorare su due ipotesi: che si trattasse di un agente dei servizi di sicurezza o di un terrorista dilaniato dall'esplosione accidentale dell'ordigno che stava innescando. Con il passare dei minuti si è però accertato che si trattava proprio di un membro della polizia e considerato il ruolo da lui ricoperto è più che plausibile che si sia trattato di un attentato mirato. .

SOSPETTI SULL'ETA - Non ci sono state rivendicazioni e non viene detto ufficialmente, al momento, che dietro l'attentato ci siano i separatisti baschi, autori in passato di diverse azioni terroristiche. E' però questa l'ipotesi più accreditata anceh dai media spagnoli. Qualora si trattasse di un attentato dell'Eta è il primo dal cambio di governo nel paese basco, con l'insediamento del lehendakari, il nuovo presidente locale, il socialista Patxi Lopez. Quest'ultimo ha sospeso tutti i suoi impegni e si è diretto verso il luogo dell'attentato. Quello di Lopez è stato il primo governo basco ad escludere il partito nazionalista. Gli indipendentisti baschi dell'Eta lo hanno più volte minacciato. Il presidente del governo José Zapatero, che si trova a Bruxelles, è in contatto costante don Lopez per avere aggiornamenti sui dettagli dell'attentato.


01/02/2009

«L'età non sarà più una malattia»

«L'età non sarà più una malattia»

 

Il Premio Nobel Montagnier: mezz'ora di jogging, papaya e succo di melograno. Su tumori e patologie degenerative dovute alla vecchiaia si interverrà prima che si manifestino»

 

 

Il premio Nobel per la medicina Luc Montagnier
MILANO — Facciamo un viaggio nel tempo. Anno 2050. Una visita medica. «Buongiorno dottore. Ho ottant'anni, sono appena andato in pensione dal mio secondo lavoro, faccio sempre tutti i check-up al centro di medicina preventiva del mio quartiere, ma l'ultimo l'ho fatto, su suo consiglio, in un centro benessere sul Lago di Garda. Mi hanno fatto una serie di esami. Avevo paura che mi prelevassero chissà quanto sangue. Invece no, solo qualche goccia e un po' di saliva. E mi hanno consegnato una serie completa di immagini del mio corpo in tre dimensioni». Comincia così la visita. A sceneggiarla, nel suo ultimo libro («La scienza ci guarirà: vincere le battaglie della vita con la prevenzione »), è Luc Montagnier, immunologo e virologo, premio Nobel per la medicina 2008, scopritore del retrovirus causa dell'Aids (Sida per lui che è francese).

PREVENZIONE - Domani a Roma presenterà il libro e la sua filosofia scientifica. Montagnier anticipa le sue idee al Corriere della Sera. Crede fermamente nella prevenzione. È la sua formula di lunga vita in bellezza e buona salute: quei 120 anni di vita media scritti nei geni da raggiungere senza disabilità né handicap. Come prosegue la visita del 2050? «Intanto quel medico è sorridente, non guarda l'orologio — risponde, con una vena critica verso la medicina odierna —. Esamina al computer gli esiti di laboratorio grazie all'intranet che collega tra loro i centri di medicina preventiva. Usa avanzati software e completa i dati con un nuovo apparecchio che permette di misurare le infezioni latenti». E dopo? «Il medico traccia il bilancio: buono. Niente pressione alta, niente tracce di tumori, niente dolori articolari, ma lo stress ossidativo non è totalmente compensato e vi è qualche indizio di minimo passaggio batterico nel sangue. Perché? Il dialogo è approfondito. Anche una moderata depressione psicologica può ripercuotersi sul sistema immunitario e favorire i nanobatteri in circolo nel sangue. Gli stessi nanobatteri identificati come origine del morbo di Alzheimer. Sono di origine intestinale, quindi occorre intervenire sull'alimentazione allo scopo di modificare la flora batterica».
In realtà l'ottantenne non avrebbe nulla per la medicina odierna. Nulla. Ecco la prevenzione. Quale allora la «cura» per combattere lo stress ossidativo e mantenere alta la soglia di «buona salute» psicofisica? La prescrizione anti-aging di Montagnier: «Limitare il jogging a mezz'ora ogni mattina, diminuire l'attività svolta in palestra, aumentare l'assunzione di farmaci o complementi alimentari antiossidanti. Al succo di melograno del Caucaso, che regola la pressione sanguigna, aggiungerei polvere di estratto di papaya fermentata. Tenere impegnato il cervello. Tornare a studiare anche a ottant'anni. Non diventare mai pensionati alla lettera». Nel 2050 non si parlerà più di infarto, emorragie cerebrali, maculopatie. Rischio di Alzheimer ridotto del 50%. Il «tagliando » superato porterà l'ottantenne a quota cento senza problemi.

SERVIZIO SANITARIO - E il servizio sanitario? L'utopia di Montagnier: «Tutto gratis se sul libretto sanitario risultano effettuati i controlli periodici e riduzione d'imposta del 20%... Perché una popolazione anziana in buona salute e senza handicap è un guadagno per la sanità. Così dovrebbe funzionare nel 2050». La medicina si trasforma. Via via le cure tradizionali saranno sempre più dedicate a emergenze, interventi dovuti a traumi, incidenti, intossicazioni. Tumori, malattie cardiovascolari, tutte le patologie degenerative legate all'età si eviteranno o si correggeranno prima del loro manifestarsi. Un vaccino per l'immortalità? «L'eternità non ci interessa, ma restare in buona salute per almeno 120-150 anni sì». Un consiglio alle donne per restare sempre giovani? «Niente fumo né alcol e mantenere sempre nella norma gli ormoni, anche dopo la menopausa ». E a tutti? «Le infiammazioni vanno "spente": favoriscono tumori e invecchiamento cellulare». Lo stile di vita giusto? «Quello anti-aging: dieta, attività fisica, allenamento cerebrale. Meditazione e spiritualità sono potenti elisir di giovinezza. Niente stress: invecchia e ammala». Montagnier parla di medicina «à la carte», come i menù. «Disegnata sui geni di ognuno di noi». E i geni risentono dell'ambiente. «Certo. Le mutazioni arrivano anche dall'inquinamento. I pesticidi, lo smog, l'inquinamento elettromagnetico. Città come Milano, Parigi, New York sono ricche di elettromagnetismo: cavi elettrici, antenne... Tutto questo prima non c'era. Stiamo studiando la sua azione sul Dna, non solo umano. Anche virus e batteri sembrano risentirne in peggio per noi». Infine l'Aids. Novità? «Un vaccino terapeutico potrebbe essere pronto tra 4 anni. E stiamo studiando chi non si infetta proprio. In Italia, vicino a Catania, esistono persone con queste caratteristiche. Hanno i geni dei Normanni, dei Vichinghi».

 


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03/11/2008

Andreotti, malore in diretta «I contrattempi dell'età»

Andreotti, malore in diretta «I contrattempi dell'età»

Il black out Trasmissione sospesa. Poi il senatore riappare e scherza. Non risponde alla Perego. In serata rassicura: sto bene . Dopo la pubblicità la battuta: «Sono contento perché mi avete messo non tra due ladroni ma tra due bellissime ragazze»

 

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ROMA — «Eccomi qua, certo che sto bene, cosa credeva?». Giulio Andreotti risponde con voce squillante da casa. Sono passati pochi minuti da quel vuoto improvviso che lo ha visto ammutolire durante «Questa domenica », contenitore tv di Canale 5, nel quale era ospite ieri. Ma che è successo? «Cosa vuole, sono i contrattempi dell'età: lo sa che il 14 gennaio compio 90 anni?».

Tutto avviene alle 18.20. La lunga intervista, forse troppo lunga, volge al termine. Paola Perego chiede: «Senatore, quale futuro si augura per i nostri bambini? ». Andreotti curvo leggermente in avanti, fissa il vuoto, la testa rivolta di sbieco verso l'alto, il sorriso paralizzato in un ghigno di sofferenza. La Perego ripete la domanda. Silenzio. Lei si sporge in avanti: «Presidente». Silenzio. «Presidente». Parte la pubblicità. Dopo gli spot ecco la Perego con Andreotti: «C'è stata un'interruzione un po' brusca. Chiaramente per via della pubblicità: chiacchierando ce n'eravamo dimenticati». Standing ovation. Andreotti scherza: «Sono contento perché mi avete messo non tra due ladroni ma tra due bellissime ragazze».

Un lieve malore, un black-out, un'assenza. Forse solo un calo di pressione, anche se qualcuno in quel momento ha temuto qualcosa di più serio. Andreotti non si sottrae agli sforzi. Stasera è atteso al «Processo» di Biscardi. A «Venerabile Italia» non parteciperà, ma solo per evitare l'imbarazzante vicinanza con Licio Gelli. E dire che durante «Questa domenica», Andreotti era stato brillante come sempre. Eccolo giovanissimo insieme ad Anna Magnani: «Mia moglie mi diede uno strattone. Ma non è che lei fosse molto attraente ». Commenta il premio «Er mejo fico der bigoncio». Parla della passione per il «gin rummy ». Della pigrizia («ma certi che facevano sport tutti i giorni non ci sono più»). Poi la politica. Craxi: «Lo stimolai ad avvisare Gheddafi dell'attacco aereo degli americani nell'86. Era la cosa più imbecille da pensare, l'attacco ». Bossi: «Ce l'ha sempre con Roma, c'ha un po' scocciato». Veltroni: «Bravo, un comunista che si è imborghesito». Se stesso: «Non sono un angioletto, ma vere mascalzonate non ne ho mai fatte». La Perego ci prova: «Ci suggerisce un nuovo Andreotti? ». Lui, imperturbabile: «Me la rifaccia tra 5 anni».
Poi la suspence. E il «divo Giulio » che si riprende la scena.
 

 


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16/10/2008

Ha 24 anni ma è come se ne avesse sei L'asilo ha deciso di lasciarla a casa

Ha 24 anni ma è come se ne avesse sei L'asilo ha deciso di lasciarla a casa

Il caso di una ragazza con problemi di sviluppo nella provincia di Nuoro. La giovane trovava sollievo nello stare in compagnia con i bambini più piccoli, ma ora non è più possibile

 

 

NUORO - Ventiquattro anni all'anagrafe ma il corpo e la mente di una bambina di sei, che non le consente di vedere, sentire, parlare. È la storia di una giovane nuorese che da due anni aveva trovato un'importante ragione di vita nello stare con i bambini e gli insegnanti in una scuola materna privata cittadina. Quest'anno invece la scuola che accettava di ospitarla, nonostante la sua età, ha opposto un garbato ma deciso diniego a causa, ufficialmente, del gran numero di iscrizioni.

L'ESCLUSIONE - Così da quindici giorni il suo umore è cambiato e anche quello dei suoi genitori poiché ogni mattina la sua aspettativa di uscire di casa e andare a scuola resta delusa. La ragazza ha un insegnante pagato dai genitori e avrebbe solo voluto trascorrere alcune ore della giornata a sentire gli altri giocare e parlare. Ha solo bisogno di un po' di spazio e di molta compagnia ma nessuna scuola sinora ha accettato di ospitarla trincerandosi dietro al fatto che l'obbligo scolastico per lei non esiste più. Unica eccezione la disponibilità all'accoglienza da parte del sindaco di Ollolai, Efisio Arbau, ma i chilometri di distanza sono troppi. L'assessorato ai Servizi Sociali del Comune di Nuoro ha offerto come soluzione la permanenza in un Centro diurno per adulti specializzato per accogliere i disabli, inaccettabile poiché al di là della sua data di nascita la giovane è fisicamente solo una bambina che riconosce i bambini come suoi simili.


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