21/12/2011
Aerei: le compagnie non-Ue devono pagare per le emissioni di CO2
Aerei: le compagnie non-Ue devono pagare per le emissioni di CO2La decisione della Corte europea di giustizia di Lussemburgo. Dal 1° gennaio. Si apre una guerra commerciale-politica con gli Usa e la Cina
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02/12/2011
L'eurodeputato Nigel Farage: "La Germania della Merkel vi sta distruggendo"
L'eurodeputato Nigel Farage: "La Germania della Merkel vi sta distruggendo"L’allarme dell’eurodeputato inglese anti Ue: "Siamo succubi delle decisioni di Barroso e Van Rompuy, persone non elette"
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22/10/2011
Crisi, pre-summit tra Merkel e Sarkozy. Tremonti lancia Eurosud
Crisi, pre-summit tra Merkel e Sarkozy. Tremonti lancia EurosudGrecia, le banche europee dovranno aumentare il contributo. Dopo il vertice Ecofin ci sarà un Eurogruppo poi domenica tocca a capi di Stato e do governo. Ma prima si vedranno i 2 leader per trovare un'intesa franco-tedesca. Tremonti, ipotizzata a Barroso una revisione dell'uso dei fondi strutturali europei. Il ministro dell'Economia ha presentato un programma straordinario per lo sviluppo del Mezzogiorno
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11/11/2010
Fondi Ue per Elton John a Napoli Indagine sul maxi compenso
Fondi Ue per Elton John a Napoli Indagine sul maxi compensoIl concerto alla festa di Piedigrotta. Il caso sollevato dal leghista Borghezio. Al cantante 750 mila euro. Bruxelles: iniziativa effimera
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05/05/2009
Pellicce di foca, l'Europa dice basta
Pellicce di foca, l'Europa dice basta
Consentita solo la commercializzazione di prodotti provenienti dagli Inuit. Il parlamento di Strasburgo approva le norme che ora varranno in tutti i 27 Paesi dell'Unione
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| Una foca con il suo cucciolo: la Ue dice stop alla commercializzazione delle loro pelli (Ap) |
STRASBURGO (Francia) - A larghissima maggioranza (550 voti favorevoli, 49 contrari e 41 astensioni), il Parlamento europeo ha approvato oggi, a Strasburgo, un regolamento che vieta la vendita nell’Ue di prodotti derivati dalle foche. Saranno ammesse eccezioni solo per gli animali uccisi nel contesto della caccia tradizionale degli esquimesi (inuit) o svolta ai fini della gestione sostenibile delle risorse marine, oppure se i prodotti derivati costituiscono «souvenir» di viaggio.
UGUALE PER TUTTI - Il nuovo regolamento, sul quale c’è già stato un compromesso con il Consiglio Ue che garantisce ora la sua rapida adozione formale ed entrata in vigore, mira a superare con una norma unica europea la frammentazione del mercato causata dalle diverse leggi nazionali, rispondendo allo stesso tempo alle preoccupazioni dei cittadini sul benessere delle foche. Da anni, le immagini cruente delle battute di caccia sulla banchisa in cui i cuccioli di foche vengono massacrati a bastonate, commuovono le opinioni pubbliche e motivano le campagne delle associazioni animaliste e delle ong ambientaliste.
LE NUOVE REGOLE - Con le nuove norme verrà vietata su tutto il mercato Ue la commercializzazione di prodotti ottenuti da animali che possono aver provato «dolore, angoscia, paura e altre forme di sofferenza». Il regolamento si applicherà nove mesi e venti giorni dopo la sua pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale. In base al testo di compromesso con il Consiglio Ue, l’introduzione sul mercato comunitario di prodotti derivati dalle foche sarà autorizzate solo quando «provengono dalla caccia tradizionalmente praticata dagli Inuit e da altre comunità indigene e contribuiscono alla loro sussistenza». Inoltre, l’importazione di prodotti derivati dalle foche è autorizzata quando «è di natura occasionale ed è costituita esclusivamente da merci destinate all’uso personale dei viaggiatori o dei loro familiari». La vendita sul mercato Ue sarà anche autorizzata «unicamente su basi non lucrative» per gli articoli provenienti da sottoprodotti della caccia regolamentata dalla legislazione nazionale e »praticata al solo scopo di garantire una gestione sostenibile delle risorse marine». In entrambi i casi, il tipo e la quantità di questi prodotti non dovranno essere tali da far ritenere che l’importazione e la vendita possa avere finalità commerciali.
L'IMPORT IN ITALIA - Le foche sono cacciate dentro e fuori l’Ue per ricavarne prodotti e articoli, quali carne, olio, grasso, organi, pelli per pellicceria e articoli derivati, inclusi i prodotti più vari come le capsule Omega 3 o abiti che incorporano pelli e pellicce lavorate di foca. Nell’Ue le foche sono uccise e scuoiate in Svezia, Finlandia e Regno Unito (Scozia) per ricavarne prodotti o a fini di disinfestazione. Nei paesi terzi la caccia è praticata soprattutto in Canada, Groenlandia, Namibia, Norvegia e Russia. La Danimarca e l’Italia sono di gran lunga i due più grandi importatori di pelli da pellicceria gregge di foca destinate alla trasformazione o vendita sul mercato comunitario. La Danimarca le importa direttamente dal Canada e dalla Groenlandia, mentre l’Italia da Russia, Finlandia e Scozia.
ATTUAZIONE E SANZIONI - Entro nove mesi dall’ entrata in vigore del regolamento, gli Stati membri dovranno stabilire le sanzioni da applicare in caso di violazione delle sue disposizioni, e prendere tutti i provvedimenti necessari per la loro applicazione. Le sanzioni dovranno essere «effettive, proporzionate e dissuasive» e andranno notificate alla Commissione europea. Inoltre, due anni dopo l’entrata in vigore, e successivamente ogni quattro anni, gli Stati membri dovranno trasmettere alla Commissione una relazione in cui illustrano le azioni intraprese per attuare il regolamento. La Commissione presenterà un rapporto al Parlamento europeo e al Consiglio Ue sull’applicazione del regolamento entro i dodici mesi che seguono la fine di ogni periodo.
18:23 Scritto in NATURA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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26/02/2009
La città di Eu pensa di cambiare il nome Su Internet nessuno la trova
La città di Eu pensa di cambiare il nome Su Internet nessuno la trova
La cittadina normanna ha visto crollare il numero dei turisti. I motori di ricerca elencano decine di pagine che fanno riferimento all'Unione europea
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| Una vista di Eu |
EU (FRANCIA) - Da quando Internet è diventato d'uso comune, qualsiasi città turistica ha tratto benefici dal web. L'eccezione che conferma la regola si chiama Eu, storica ed elegante cittadina della Normandia, residenza reale dal 1830 al 1848, borgo amato e visitato da illustri personaggi come Giovanna D'Arco, Gugliemo il Conquistatore e Riccardo Cuor di Leone. Negli ultimi anni però la città normanna, che conta circa 8000 abitanti, ha visto crollare il turismo per colpa di Internet. Infatti gli internauti che intendono avere informazioni su Eu attraverso il web difficilmente troveranno quello che cercano: dopo aver digitato il nome del paesino su qualsiasi motore di ricerca essi troveranno solo pagine che fanno riferimento all'Unione Europea (Ue) oppure al verbo avere (in francese la parola "eu" indica il participio passato del verbo avere, il nostro "avuto"). Altri siti francesi esclusivamente dedicati al turismo come Voyages-Sncf.com non riconoscono nemmeno il nome della città normanna. Per mettersi al passo con i tempi e rivitalizzare il turismo Marie-Françoise Gaouyer, sindaco della città, ha avanzato una proposta: cambiare il nome del paese aggiungendoci una sillaba o una parola.
REFERENDUM - Non sarebbe il primo caso di città che cambia nome per questione pratiche. L'anno scorso ad esempio i cittadini di Vantoux, in Francia, decisero di cambiare il loro nome perché "Vantoux" nella lingua transalpina significa "vandali". Alla fine optarono per "Vantouseins"(cittadini di Vantoux). Negli Usa recentemente la città di Olema, in onore di Barak Obama, ha deciso di sostituire due delle lettere presenti nel proprio nome per identificarlo con quello del Presidente. L'energica prima cittadina di Eu è decisa a seguire la stessa strada. Assicura che cambiar nome non sarà affatto una tragedia e ha già in mente diverse opzioni. La prima è quella di "Mairie de la Ville d'Eu” e che la Gaouyer ha già detto di preferire. Ma non disdegna altri nomi come "Eu-le-Château" oppure "Eu-en-Normandie". Secondo il sindaco saranno i cittadini attraverso un referendum a decidere il nome definitivo: «Dobbiamo adattarci alla modernità, soprattutto in un mondo dove Internet è essenziale» ha dichiarato la prima cittadina al quotidiano locale ParisNormandie.
CONTRARI - Tuttavia non sarà facile convincere i residenti. Sono tanti quelli che si dichiarano contrari alla proposta del sindaco: «Internet o altro, io ho sempre chiamato la mia città Eu e certo non cambio adesso» taglia corto il sessantaduenne Jack Lavoine. Più pratico Jean-Claude Andréoni che a chi gli contesta il fatto che la città è poco conosciuta, controbatte: «Se proprio i turisti vogliono conoscerla, si dirà Eu la città che confina con Tréport. Oppure con Dieppe. Cosi va sicuramente meglio. Ma non cambieremo certo nome a causa di Internet». Sebbene ci vorranno almeno quattro anni prima che Eu abbia un nuovo nome (il consiglio comunale dovrà prima indire il referendum, poi dopo che questo sarà stato approvato ci vorrà anche una legge del Parlamento) il referendum sembra inevitabile. «Per trovare su un motore di ricerca la città di Eu bisogna almeno visualizzare una decina di pagine» afferma Jacques Richard, direttore dell'ente del turismo Otsi (Office de Tourisme et de syndicats d'initative). «Oggi sempre più persone organizzano le loro vacanze usando internet. Se non trovano immediatamente la città di Eu, probabilmente decidono di passare le vacanze altrove» conclude il direttore
08:44 Scritto in TURISMO | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: città, sconosciuta, internet, eu, nome, cambiare nome, città normanna, normandia, francia, turismo | OKNOtizie |
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03/11/2008
La Commissione Ue: «L'Italia è in recessione, ci resterà anche nel 2009»
La Commissione Ue: «L'Italia è in recessione, ci resterà anche nel 2009»Ulteriore perdita di competitivita'. una leggera ripresa ci sara' solo a partire dal 2010. «Esistono rischi di un impatto significativo della crisi finanziaria sull'economia reale»
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| Il presidente della Commissione europea Manuel Barroso |
RECESSIONE - Nella seconda metà del 2008 l'Italia «è entrata in una recessione tecnica» che le farà chiudere l'anno con una crescita zero. La stagnazione durerà anche nel 2009, mentre una leggera ripresa è prevista nel 2010 con un Pil allo 0,6%» spiega la Commissione Ue. «Nonostante il livello di indebitamento relativamente basso del settore privato in Italia, esistono rischi di un impatto significativo della crisi finanziaria sull'economia reale»: sostiene ancora la Commissione Ue, per la quale «il maggior rischio è legato alla fiducia dei consumatori» che dovrebbe rimanere «a livelli molto bassi o ancora peggiori», con i consumi privati «più contenuti del previsto».
DIFFICOLTA' PER L'ITALIA - «L'accentuato rallentamento dell'economia italiana - spiega la Commissione Ue - risale già alla metà del 2007, ben prima dell'impatto della crisi dei mercati sull'economia europea». La crescita è tornata col segno meno nel secondo trimestre del 2008, e «per la seconda metà dell'anno più indicatori, in particolare quelli sulla produzione industriale e sulla fiducia delle imprese, mostrano come il Paese sia entrato in una recessione tecnica». I servizi del commissario Joaquin Almunia spiegano dunque che «è solo grazie al rimbalzo del primo trimestre 2008, dovuto in gran parte a un effetto statistico dopo il risultato fortemente negativo dell'ultimo trimestre 2007, che l'attività economica nel 2008 è attesa essere piatta. Questo implica anche un impulso negativo di crescita per il 2009». Per Bruxelles sul banco degli imputati ci sono soprattutto «gli sviluppi negativi sul fronte della domanda interna». «Sotto l'impatto dell'aumento dei prezzi, le famiglie hanno tagliato i loro consumì. Comunque - spiega la Commisione Ue - dal 2009 »un'inflazione più bassa e alcuni ulteriori incrementi salariali sosterranno i redditi a disposizione», e questo porterà ad una «leggera e graduale ripresa dei consumi privati nel 2009 e 2010».
DATI - Secondo le stime diffuse dall'Ue: l'inflazione italiana crescerà quest'anno del 3,6%. Nel 2009 è previsto un rallentamento al 2%, mentre nel 2010 Bruxelles stima un +2,1%.
Nel 2008 nell'Eurozona la sola Irlanda è in recessione (nella Ue Estonia -1,3%, Lettonia -0,8%) ed è dell'Italia la palma della peggiore prestazione: crescita piatta. La Germania cresce dell'1,7%, la Francia dello 0,9%, la Spagna dell'1,3%. Il Regno Unito cresce dello 0,9%. La Commissione Ue taglia di conseguenza drasticamente le stime sul Pil di Eurolandia che - secondo le nuove previsioni - nel 2009 si attesterà allo 0,1%, «vicino alla stagnazione», contro la precedente previsione dell'1,5%. Nel 2010 è prevista una leggera ripresa allo 0,9%. L'Ue-27 crescerà dello 0,2% nel 2009 e dell'1,1% nel 2011.
DISOCCUPAZIONE - Il tasso di disoccupazione nell'Eurozona è destinato a salire di oltre l'1% nel 2010 prevede ancora la Commissione Europa. A causa della recessione - sostiene l'organismo - il tasso di disoccupazione salirà dal 7,6% di quest'anno all'8,4% nel 2009, per poi arrivare all'8,7% nel 2010.
ALMUNIA - «Abbiamo bisogno di un'azione coordinata a livello europeo per sostenere l'economia in modo simile a ciò che abbiamo fatto per il settore finanziario». è questo il commento del Commissario Ue agli Affari economici Joaquin Almunia alle previsioni d'autunno della commissione europea. Per il Commissario europeo per gli Affari economici il differenziale tra gli spread dei titoli degli Stati membri della zona euro «è motivo di grande preoccupazione» e «necessita di un’azione adeguata». Il Commissario ha però aggiunto: «Non penso mai all’Emu (Unione monetaria Europea, ndr) in termini di divisione».
12:25 Scritto in ECONOMIA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: economia, recessione, unione, europea, eu, commissione eu, commissione europea | OKNOtizie |
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