04/01/2012
Juncker: «Europa sull'orlo della recessione». Inflazione annuale ai massimi dal 2008: 2,8%
Juncker: «Europa sull'orlo della recessione». Inflazione annuale ai massimi dal 2008: 2,8%«Nessuno lascia la moneta unica, la Grecia non sta pensando di tornare alla dracma». L'allarme del presidente dell'Eurogruppo: agire in modo adeguato al rallentamento economico. A dicembre i prezzi dei beni al consumo stabili rispetto a novembre (3,3%). A incidere soprattutto l'aumento dei carburanti
11:52 Scritto in ECONOMIA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: economia, euro, crisi, europa, eurolandia, junker, crisi economica, aumenti, recessione, governo, europarlamento, riforme | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
19/09/2011
La Merkel: «Se crolla l'euro, crolla l'Europa»
La Merkel: «Se crolla l'euro, crolla l'Europa»LA CRISI. Il cancelliere Angela Merkel all'indomani della sconfitta elettorale del suo partito a Berlino
15:22 Scritto in ECONOMIA, ESTERI | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: esteri, economia, crisi, eurolandia, angela merkel, europa, euro | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
14/09/2011
Queste le tasse più odiate il canone Rai è in testa alla lista. L'euro a dieci anni dalla sua nascita
Queste le tasse più odiate il canone Rai è in testa alla lista. L'euro a dieci anni dalla sua nascitaStudio dell'Anci: giudizio positivo sull'Ici. Per il Nord Est «imposte doverose». In un decennio di moneta unica cosa è cambiato nelle tasche degli italiani?
09:32 Scritto in ECONOMIA, FISCO, TASSE | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: economia, fisco, tasse, crisi, famiglie, euro, eurolandia, studio, anci, cittadini, imposte | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
11/03/2010
Bce: «Correzione dei conti entro il 2011»
Bce: «Correzione dei conti entro il 2011»
L'ISTITUTI DI FRANCOFORTE: Le banche sostengano famiglie e imprese. «Eurolandia deve spingersi ben oltre il requisito minimo fissato nel patto di stabilità e crescita allo 0,5% del Pil»
| Jean-Claude Trichet (Afp) |
MILANO - «La riforma della spesa va posta in primo piano». Lo scrive la Bce nel Bollettino mensile, facendo il punto sull'evoluzione dei conti pubblici nell'Eurozona. Il processo di risanamento delle finanze pubbliche, ribadisce l'istituto di Francoforte, «dovrebbe iniziare al più tardi nel 2011 e spingersi ben oltre il requisito minimo di correzione annua fissato nel patto di stabilità e crescita allo 0,5% del Pil». Secondo la Banca centrale europea, servono «interventi risoluti, in particolare da parte delle economie con alti livelli di disavanzo e debito» e che ciascun paese deve definire «le strategie di uscita dalle misure di stimolo e le strategie di riequilibrio dei conti pubblici per il prossimo futuro». Per la Bce infatti visto «il brusco deterioramento del rapporto spesa pubblica/Pil, e la già elevata pressione fiscale, la riforma della spesa dovrà avere un ruolo di primo piano». Si accrescerà così la probabilità di ridurre il disavanzo, si creeranno i presupposti per affrontare le pressioni previste sulla spesa derivanti dall'invecchiamento della popolazione e, nel tempo, si contribuirà a moderare l'onere fiscale e a sostenere la crescita potenziale.
«LA RIPRESA PROCEDE IN MANIERA DISCONTINUA» - La ripresa economica dell'Eurozona, assicura la Bce, va avanti, anche se appare destinata a procedere in maniera «discontinua», e con ritmi di crescita «modesti» in un contesto «caratterizzato da perdurante incertezza». Nel frattempo, l’istituto di Francoforte si attende che l’inflazione resti contenuta e in questo contesto «l’attuale livello dei tassi continua ad essere adeguato». La scorsa settimana, nella riunione di inizio mese, il Consiglio direttivo della Bce ha confermato il principale riferimento sul costo del danaro di Eurolandia all'1%, minimo storico. Allo stesso tempo ha invece deciso di proseguire con una graduale rimozione delle misure supplementari espansive volte a contrastare la crisi, che fanno leva su liquidità concesse alle banche a condizioni particolarmente favorevoli. La Banca centrale avverte che seguiterà a erogare alle banche liquidità abbondanti, ma allo stesso tempo vuole evitare «distorsioni connesse al mantenimento di misure non convenzionali oltre il necessario».
APPELLO ALLE BANCHE - Nel Bollettino mensile, la Bce lancia poi un appello agli istituti di credito a fare un ulteriore sforzo per fornire credito a famiglie e imprese e per farlo dovranno ripatrimonializzarsi. «Negli ultimi mesi - scrive l'Eurotower - le banche hanno proceduto nel ridimensionamento dei propri bilanci complessivi, ma dovranno dimostrarsi capaci di gestire questo adeguamento assicurando al tempo stesso la disponibilità di credito al settore non finanziario», appunto: le famiglie e le imprese. Secondo la Banca centrale europea, le banche «per raccogliere la sfida dovrebbero sfruttare il miglioramento delle condizioni di finanziamento e rafforzare ulteriormente le proprie basi patrimoniali, beneficiando appieno, laddove necessario, delle misure di sostegno pubblico a favore della ricapitalizzazione».
Redazione online
10:45 Scritto in ECONOMIA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: economia, bce, istituto, banche, sostegno, famiglie, imprese, eurolandia, conti, pil, stabilità, crescita, trichet | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
14/10/2009
Ue, conti «insostenibili» per 5 Paesi C'è anche Italia: necessario risanamento
Ue, conti «insostenibili» per 5 Paesi C'è anche Italia: necessario risanamento
Situazione dei conti pubblici grave anche in Francia, Ungheria, Polonia e Portogallo, a determinare «l'insostenibilità» sono le «condizioni di partenza» delle finanze pubbliche
![]() |
| Il presidente della Commissione Ue Josè Manuel Barroso (Afp) |
BRUXELLES (BELGIO) - La situazione dei conti pubblici sul lungo termine in Italia - così come in Francia, Ungheria, Polonia e Portogallo - è «insostenibile» anche senza considerare eventuali incrementi della spesa per le pensioni. È quanto rileva la Commissione europea in una comunicazione sulla sostenibilità dei conti pubblici. È quindi «indispensabile»che l'Italia, una volta avviata sulla strada della ripresa, proceda a una «rapida» azione di risanamento per «garantire una stabile riduzione del suo molto alto livello di indebitamento», destinato a raggiungere nel 2010 il 116%, un tetto mai toccato dalla nascita dell'euro.
POLITICHE FISCALI - Per Francia, Italia, Ungheria, Polonia e Portogallo, si legge ancora nel documento di Bruxelles, il costo derivante dall'invecchiamento della popolazione sul lungo termine non è previsto essere «particolarmente alto». Ma a determinare la «insostenibilità» della politiche fiscali di questi Paesi, rileva la Commissione, sono le «condizioni di partenza» dei loro conti. In tutti e cinque, si legga ancora nel documento, «la crisi e il sostegno alla ripresa stanno conducendo a un incremento molto veloce» del rapporto debito-Pil, «compensando rapidamente i progressi raggiunti negli ultimi anni» sul fronte del risanamento dei conti.
SERVE PIU' QUALITA' - «Poiché le risorse pubbliche sono scarse - scrive ancora Bruxelles nel rapporto - è indispensabile un aumento nella qualità delle finanze pubbliche». Ad esempio, spiega la Commissione, «modernizzare i servizi pubblici e ridurre la spesa non produttiva aiuta ad arginare l'aumento del debito, libera risorse per investire in aree che danno slancio alla crescita, come l'istruzione, la ricerca e l'innovazione, e ad altri obiettivi (sociali, ambientali, sanità), e rafforza gli incentivi per l'innalzamento della capacità produttiva dell'economia». D'altro canto, si legge ancora nel rapporto, «il consolidamento di bilancio attraverso il prelievo di entrate aggiuntive dovrebbe tener conto degli effetti di incentivo, di efficienza e di concorrenza, ed esser concentrato sulle misure con i minori effetti distorsivi, in particolare sulla partecipazione al mercato del lavoro e sull'accumulo di capitale, e contribuire a soddisfare altri obiettivi, ed esempio le tasse verdi».
17:24 Scritto in ECONOMIA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: allarme, conti pubblici, insostenibili, paesi, eurolandia, europa, situazione, grave, francia, ungheria, polonia, portogallo, finanze | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
02/02/2009
Londra potrebbe entrare nell'area euro
Londra potrebbe entrare nell'area euro
Lo ha detto il commissario Ue agli Affari economici Almunia: «Esiste un'alta probabilità che ciò accada nel lungo periodo». «La possibilità che la Spagna o altri paesi lascino l'euro è pari a zero»
![]() |
| Joaquin Almunia |
NESSUNO LASCIA L'EUROZONA - Il responsabile europeo dell'economia ha invece escluso in modo assoluto che alcuni dei paesi membri lascino in futuro l'Eurozona: «Nessuno può pensare che la soluzione dei suoi problemi sia fuori dall'euro. La possibilità che la Spagna o altri paesi lascino la moneta è pari a zero».
LE TRE ECCEZIONI - Attualmente fanno parte dell'area euro sedici Stati. Dei 27 paesi membri dell'Unione europea, undici utilizzano dunque una moneta propria. Fra questi, la Danimarca e il Regno Unito sono in possesso di una deroga al Trattato di Maastricht e quindi non sono obbligati a entrare nell'euro. In Svezia c'è stato un referendum sull'adozione della moneta unica nel settembre 2003: gli elettori hanno votato contro in un clima di tensione, per l'uccisione del ministro degli Esteri Anna Lindh. È stata dunque rinviata la decisione di ingresso nell'Eurozona. I rimanenti otto membri dell'Ue hanno l'obbligo di aderire all'euro una volta soddisfatte le condizioni necessarie.
18:49 Scritto in ECONOMIA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: euro, gran bretagna, eurolandia, area euro, londra | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook







