04/11/2009
General Motors terrà Opel Chrysler, Marchionne svela il piano
General Motors terrà Opel Chrysler, Marchionne svela il piano
La replica di berlino: «Inaccettabile». Dopo mesi di tira e molla il consiglio di amministrazione ha deciso di «conservare» il controllo della filiale europea
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| (Reuters) |
MILANO - Il consiglio di amministrazione di General Motors ha deciso di tenere Opel piuttosto che vendere la quota di maggioranza a Magna. Lo comunica la casa automobilistica in una nota.
IL CDA - Dopo mesi di tira e molla il consiglio di amministrazione della General Motors ha deciso di «conservare» il controllo della filiale europea Opel/Vauxhal cancellando ogni piano di vendita. In un comunicato Detroit ha spiegato il cambio di scelta «grazie al miglior clima imprenditoriale degli ultimi mesi e all'importanza di Opel/Vauxhall nella strategia globale di Gm», che pertanto ha deciso «avviare un piano di ristrutturazione coscienzioso». Non è escluso che sulla svolta abbia pesato anche l'avvio dell'istruttoria da parte della Ue sugli aiuti di Stato che la Germania avrebbe concesso nel passaggio.
LA REPLICA - Duro il commento del governo di Berlino. Secondo il ministro tedesco dell’Economia Rainer Bruederle, il comportamento di Gm sul dossier della controllata tedesca Opel è «inaccettabile». La decisione di General Motors mette fine a mesi di trattative che avevano visto il governo tedesco approvare un aiuto finanziario di 4,5 miliardi per sostenere il piano di Magna a settembre. «Un simile comportamento per i lavoratori otto settimane prima di Natale non è assolutamente accettabile», ha commentato l’esponente liberale Bruederle, secondo il quale Opel dovrà ora rimborsare il prestito ponte di 1,5 miliardi di euro: «Riprenderemo i soldi dei nostri contribuenti», ha promesso il ministro.
IL PIANO DI MARCHIONNE - Ormai è questione di poche ore: oggi con la presentazione ad Auburn Hills del piano industriale di Fiat per Chrysler l'ad del Lingotto, Sergio Marchionne, nero su bianco illustrerà la sua strategia per il rilancio, nei prossimi cinque anni, della casa automobilistica americana. All'evento che avrà inizio alle 11, ora di Detroit, nel quartier generale di Chrysler, parteciperanno circa 300 persone, tra analisti finanziari e dell'industria dell'auto, rappresentanti dei sindacati, amministratori pubblici e giornalisti. Ad ascoltare il piano Marchionne anche John Elkann, nella doppia veste di vicepresidente della Fiat e di presidente di Exor, che del Lingotto è azionista di riferimento. Nel corso della presentazione, la cui durata è stimata in sette ore, Marchionne illustrerà per tappe i cinque anni che dovrebbero portare al completo risanamento del gruppo Usa. Secondo le indiscrezioni degli ultimi giorni il marchio Jeep dovrebbe restare l'unico globale, mentre la prima vettura Fiat ad essere prodotta oltreocaeno dovrebbe essere la 500 che dovrebbe essere realizzata in Messico e destinate al mercato Usa e Sudamericano.
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03/11/2008
La Commissione Ue: «L'Italia è in recessione, ci resterà anche nel 2009»
La Commissione Ue: «L'Italia è in recessione, ci resterà anche nel 2009»Ulteriore perdita di competitivita'. una leggera ripresa ci sara' solo a partire dal 2010. «Esistono rischi di un impatto significativo della crisi finanziaria sull'economia reale»
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| Il presidente della Commissione europea Manuel Barroso |
RECESSIONE - Nella seconda metà del 2008 l'Italia «è entrata in una recessione tecnica» che le farà chiudere l'anno con una crescita zero. La stagnazione durerà anche nel 2009, mentre una leggera ripresa è prevista nel 2010 con un Pil allo 0,6%» spiega la Commissione Ue. «Nonostante il livello di indebitamento relativamente basso del settore privato in Italia, esistono rischi di un impatto significativo della crisi finanziaria sull'economia reale»: sostiene ancora la Commissione Ue, per la quale «il maggior rischio è legato alla fiducia dei consumatori» che dovrebbe rimanere «a livelli molto bassi o ancora peggiori», con i consumi privati «più contenuti del previsto».
DIFFICOLTA' PER L'ITALIA - «L'accentuato rallentamento dell'economia italiana - spiega la Commissione Ue - risale già alla metà del 2007, ben prima dell'impatto della crisi dei mercati sull'economia europea». La crescita è tornata col segno meno nel secondo trimestre del 2008, e «per la seconda metà dell'anno più indicatori, in particolare quelli sulla produzione industriale e sulla fiducia delle imprese, mostrano come il Paese sia entrato in una recessione tecnica». I servizi del commissario Joaquin Almunia spiegano dunque che «è solo grazie al rimbalzo del primo trimestre 2008, dovuto in gran parte a un effetto statistico dopo il risultato fortemente negativo dell'ultimo trimestre 2007, che l'attività economica nel 2008 è attesa essere piatta. Questo implica anche un impulso negativo di crescita per il 2009». Per Bruxelles sul banco degli imputati ci sono soprattutto «gli sviluppi negativi sul fronte della domanda interna». «Sotto l'impatto dell'aumento dei prezzi, le famiglie hanno tagliato i loro consumì. Comunque - spiega la Commisione Ue - dal 2009 »un'inflazione più bassa e alcuni ulteriori incrementi salariali sosterranno i redditi a disposizione», e questo porterà ad una «leggera e graduale ripresa dei consumi privati nel 2009 e 2010».
DATI - Secondo le stime diffuse dall'Ue: l'inflazione italiana crescerà quest'anno del 3,6%. Nel 2009 è previsto un rallentamento al 2%, mentre nel 2010 Bruxelles stima un +2,1%.
Nel 2008 nell'Eurozona la sola Irlanda è in recessione (nella Ue Estonia -1,3%, Lettonia -0,8%) ed è dell'Italia la palma della peggiore prestazione: crescita piatta. La Germania cresce dell'1,7%, la Francia dello 0,9%, la Spagna dell'1,3%. Il Regno Unito cresce dello 0,9%. La Commissione Ue taglia di conseguenza drasticamente le stime sul Pil di Eurolandia che - secondo le nuove previsioni - nel 2009 si attesterà allo 0,1%, «vicino alla stagnazione», contro la precedente previsione dell'1,5%. Nel 2010 è prevista una leggera ripresa allo 0,9%. L'Ue-27 crescerà dello 0,2% nel 2009 e dell'1,1% nel 2011.
DISOCCUPAZIONE - Il tasso di disoccupazione nell'Eurozona è destinato a salire di oltre l'1% nel 2010 prevede ancora la Commissione Europa. A causa della recessione - sostiene l'organismo - il tasso di disoccupazione salirà dal 7,6% di quest'anno all'8,4% nel 2009, per poi arrivare all'8,7% nel 2010.
ALMUNIA - «Abbiamo bisogno di un'azione coordinata a livello europeo per sostenere l'economia in modo simile a ciò che abbiamo fatto per il settore finanziario». è questo il commento del Commissario Ue agli Affari economici Joaquin Almunia alle previsioni d'autunno della commissione europea. Per il Commissario europeo per gli Affari economici il differenziale tra gli spread dei titoli degli Stati membri della zona euro «è motivo di grande preoccupazione» e «necessita di un’azione adeguata». Il Commissario ha però aggiunto: «Non penso mai all’Emu (Unione monetaria Europea, ndr) in termini di divisione».
12:25 Scritto in ECONOMIA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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