02/04/2012
Disoccupazione, dramma tra i giovani: uno su tre non riesce a trovare lavoro
Disoccupazione, dramma tra i giovani: uno su tre non riesce a trovare lavoroI dati Istat: nel quarto trimestre del 2011 la media nazionale è salita al 9,6%. I dati Istat riferiti al mese di febbraio (+0,2%). Se si considerano i 15-24enni sale al 31,9% (+0,9 punti)
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26/02/2012
Stipendi italiani: metà di quelli tedeschi. Anche in Grecia e Cipro sono più alti
Stipendi italiani: metà di quelli tedeschi. Anche in Grecia e Cipro sono più altiLE CIFRE DI EUROSTAT. I dati sui redditi lordi: solo Malta, Portogallo, Slovenia e Slovacchia hanno buste paga più magre
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14/06/2010
Istat: lavoro, retribuzioni in aumento
Istat: lavoro, retribuzioni in aumentoEurostat: ad aprile in italia produzione industriale a +1%. Nel primo trimestre +3,6%, rispetto a 12 mesi fa crescono più dell'inflazione
ROMA - Le retribuzioni di fatto sono cresciute nel primo trimestre del 2010 del 3,6% sul primo trimestre del 2009 e dello 0,7% sul trimestre precedente. Lo comunica l'Istat ricordando che nel primo trimestre di quest'anno il tasso di inflazione Nic è stato pari all'1,3%.
INDICI SETTORIALI - L'Istat afferma che l'indicatore sulle retribuzioni di fatto si riferisce a unità di lavoro equivalenti a tempo pieno (Ula) e al netto della Cig. E riguarda gran parte del settore privato, ad eccezione dell'agricoltura e del comparto pubblico. L'aumento su base annua delle retribuzioni di fatto è dovuto - spiega l'Istat - al +4,1% registrato nell'industria e al 3,2% segnato nei servizi. All'interno del settore industriale le retribuzioni hanno registrato un incremento tendenziale particolarmente marcato nel comparto delle estrazioni di minerali da cave e miniere (+15%) a causa, principalmente dell'erogazione di consistenti incentivi all'esodo in alcune grandi aziende. All'opposto, la variazione tendenziale negativa registrata nel settore della fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata (-2,5%) è dovuta alla riduzione, rispetto a un anno prima, della stessa componente degli incentivi all'esodo. Per quanto riguarda il terziario, la crescita su base annua più elevata si è verificata nel comparto delle attività finanziarie e assicurative (+5,8%). Inoltre, fa sapere sempre l'Istat, gli oneri sociali per unità di lavoro equivalenti a tempo pieno hanno registrato un aumento tendenziale nel primo trimestre 2010 pari al 3,4%, mentre su base mensile la crescita è stata dello 0,5%. Quanto ai costi del lavoro, per Ula, il rialzo è stato del 3,6% sul primo trimestre 2009 e dello 0,7% sul trimestre precedente.
PRODUZIONE INDUSTRIALE - Intanto l'Eurostat informa che in aprile la produzione industriale è aumentata dello 0,8% nell'Eurozona e dello 0,5% nella Ue dopo +1,5% e 1,4% in marzo; rispetto ad aprile 2009 +9,5% e +7,8%. In Italia il dato migliore tra i grandi paesi, +1% dopo il +0,2% in marzo, Germania +0,8% dopo +3,1%, Francia -0,4% dopo +1,4%; Spagna -0,3% dopo +2,3%.
Redazione online
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17/12/2009
Istat, la disoccupazione sale all'8,2%
Istat, la disoccupazione sale all'8,2%
Confindustria: l'Italia tornerà ai livelli pre-crisi solo nel 2013. Nel terzo trimestre il numero degli occupati è diminuito di 508 mila unità rispetto allo stesso periodo del 2008
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| (foto d'archivio) |
MILANO - Il tasso di disoccupazione ha raggiunto a ottobre l'8,2%: si tratta del dato peggiore da aprile 2004. Lo rileva l'Istat, che ha corretto al rialzo il dato diffuso nelle scorse settimane (8%). Il numero di disoccupati nel mese è salito a 2.039.000.
CALO - Nel terzo trimestre 2009 l'occupazione è diminuita di 508.000 unità rispetto allo stesso periodo del 2008 (-2,2%), mentre è calata di 120.000 rispetto al secondo trimestre del 2009. L'Istat precisa che è il calo peggiore dal '92, anno di inizio delle serie storiche, e che 386.000 posti sono stati persi nell'industria. Cala ovviamente il tasso di occupazione dal 59% al 57,5%. Si tratta del «quinto consecutivo arretramento tendenziale». L'Istat rileva un'ulteriore caduta dell'occupazione autonoma, dei dipendenti a termine e dei collaboratori, cui si aggiunge una significativa flessione dei dipendenti a tempo indeterminato.
CONFINDUSTRIA - Anche la Confindustria lancia l'allarme lavoro. «Sono stati bruciati 470 mila posti di lavoro - si legge nel rapporto del Centro Studi - mentre altri 195 mila sono a rischio». Quella che si profila per i prossimi anni, afferma Confindustria, rimane una ripresa «lenta e faticosa, in salita e ostacolata da venti contrari». Secondo le previsioni, l'Italia registrerà nel 2010 un Pil del 1,1% che si rafforzerà nel 2011 con un 1,3% riportando il Pil ai livelli del 2005. «La ripresa - dicono gli economisti di Viale dell'Astronomia- sarà sospinta da politiche economiche di straordinaria portata espansiva, tali da aver rinsaldato la fiducia di famiglie, imprese e mercati finanziari. I quali restano però esposti a turbolenze, come dimostrano le vicende di Dubai e della Grecia». «Il recupero del Pil perduto avverrà con tempistiche diverse tra diversi paesi. Tenuto conto dei tassi di crescita potenziali, all’Italia saranno necessari quattro anni, fino al 2013 per tornare ai livelli pre-crisi dopo una perdita che nel biennio di recessione ha riportato l’economia italiana indietro di quasi otto anni». Dalle rilevazioni del Csc emerge che «sono lunghi anche i tempi di recupero per Giappone (tre anni e nove mesi) e Spagna (tre anni e mezzo). La Germania impiegherà due anni e mezzo mentre la Francia già nella seconda metà del 2011 avrà pienamente compensato le perdite accumulate. Gli Stati Uniti saranno i più rapidi: solo un anno».
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15/12/2009
Reddito procapite: anche nel 2008 la Spagna è davanti all'Italia
Reddito procapite: anche nel 2008 la Spagna è davanti all'Italia
I dati di Eurostat. Iberici a quota 103, italiani a 102. Il paese più ricco è il Lussemburgo, Romania e Bulgaria i più poveri
La Spagna resta davanti all'Italia, almeno in termini di ricchezza procapite. Anche nel 2008 la pensisola iberica ha superato la nostra. Rispetto ad una media europea indicata al 100%, gli spagnoli sono infatti a quota 103, contro il 102 degli italiani. Nel 2007 erano rispettivamente a 105 e a 103 e nel 2006 a 105 e 104. E’ quanto emerge dai dati di Eurostat, l’ufficio statistico delle comunità europee.
LUSSEMBURGO IL PIU' RICCO, ROMANIA E BULGARIA I PIU' POVERI - Nel 2008 il paese più ricco in termini di potere d’acquisto è stato il Lussemburgo, con il 276%, seguito dall’Irlanda, con il 135%, e dall’Olanda, con il 134%. Austria, Danimarca, Finlandia, Germania, Regno Unito e Belgio si sono attestati tra il 15% e il 25% al di sopra della media europea. La Francia è stata al 108%, mentre Cipro, Grecia e Slovenia sono state tra lo 0% e il 10% al di sotto della media Ue. Il pil pro-capite è risultato tra il 20 e il 30% inferiore per la Repubblica ceca, Malta, il Portogallo e la Slovacchia, mentre l’Estonia, l’Ungheria, la Lituania, la Lettonia e la Polonia sono tra il 30% e il 50% al di sotto della media. I più poveri sono risultati Romania e Bulgaria, tra il 50% e il 60% al si sotto della media.
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30/10/2009
Disoccupazione in Europa, è record Ai massimi dal gennaio del 1999
Disoccupazione in Europa, è record Ai massimi dal gennaio del 1999
In Italia l'inflazione torna a crescere: a ottobre il tasso annuo è salito dello 0,3%. Ancora in crescita il tasso nell'Eurozona: +9,7 a settembre. Strauss-Kahn: «Salirà ancora per un anno»
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| (Fotogramma) |
MILANO - Cresce ancora il tasso di disoccupazione nei Paesi dell'area dell'euro: in settembre è stato del 9,7% contro il 9,6% di agosto e il 7,7% di un anno fa. Lo rende noto Eurostat, sottolineando che si tratta del tasso più elevato dal gennaio del 1999. Nell'Ue-27 il tasso è stato del 9,2% contro il 9,1% di agosto e il 7,1% di un anno fa. In questo caso di tratta del tasso più elevato dal gennaio 2000. Secondo le stime Eurostat, in settembre i disoccupati nell'Ue erano 22,123 milioni di cui 15,324 milioni nella zona dell'euro.
FMI - I dati non certo confortanti vengono confermati anche da Dominique Strauss-Kahn, direttore generale del Fondo monetario internazionale. Che, intervenendo al Festival internazionale del Lavoro a Rocca di Papa ha spiegato: «Abbiamo davanti a noi ancora 12 mesi di crescita della disoccupazione». «Ci sono buone notizie ma la crisi non è finita. Dobbiamo iniziare a parlare di una strategia di uscita ma non è ancora il momento di implementarla», ha aggiunto il numero uno del Fondo Monetario internazionale. Secondo Strauss-Kahn l'attivazione di una «exit-strategy dovrà venire solo dopo che si è toccato un picco dell'aumento della disoccupazione».
I DATI - Tornando ai dati sulla disoccupazione, va sottolineato che in rapporto ad agosto, in settembre il numero dei disoccupati è cresciuto di 286 mila unità nell'Ue-27 e di 184 mila in Eurolandia. Rispetto ad un anno fa, invece, l'aumento è stato di 5,011 milioni nell'Ue e di 3,204 milioni nella zona dell'euro. Tra gli Stati membri, il tasso più basso di disoccupazione è quello registrato nei Paesi Bassi (3,6%) e in Austria (4,8%), mentre quello più alto è ancora quello della Lettonia (19,7%) e della Spagna (19,3%). Per l'Italia (che ha dati trimestrali) Eurostat riporta il dato a giugno pari al 7,4%. Su base annua, tutti i Paesi Ue hanno visto un aumento della disoccupazione. Il tasso più basso di crescita è stato rilevato in Germania (dal 7,1% al 7,6%) e in Italia (dal 6,8% al 7,4% tra i due trimestri del 2008 e del 2009); i più significativi aumenti sono invece quelli di Lettonia (da 8,1% a 19,7%) e dell'Estonia (dal 4,1% al 13,3%). Per quanto riguarda i giovani, il tasso di disoccupazione di coloro che hanno meno di 25 anni, è stato in settembre del 20,1% nella zona dell'euro e del 20,2% nell'Unione europea. Un anno fa era stato invece rispettivamente del 15,7% e del 15,8%.
INFLAZIONE IN ITALIA - Nel nostro Paese torna a crescere anche l'inflazione. A ottobre, rileva l'Istat nella stima provvisoria, il tasso annuo è salito dello 0,3% (a settembre +0,2%), mentre i prezzi, su base mensile, sono cresciuti dello 0,1%, mentre a settembre erano in calo dello 0,2%.
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31/08/2009
Inflazione: risale in agosto, +0,2%
Inflazione: risale in agosto, +0,2%
I dati preliminari dell'Istat. Da un anno per la prima volta in crescita. Eurostat: nei sedici Paesi dell'euro ancora negativa, -0,2%
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| (Liverani) |
ROMA - Dopo un anno in Italia risale l'inflazione. Secondo i dati preliminari dell'Istat, in agosto di è registrato un aumento dei prezzi dello 0,4% rispetto al mese precedente, portando l'inflazione tendenziale su agosto 2008 a +0,2%. L'inflazione acquisita per il 2009, ovvero quella che si avrebbe se si continuasse a registrare lo stello livello rilevato ad agosto, è pari al +0,9%. Aumentano in maniera rilevante i prezzi dei carburanti. La benzina in agosto è aumenta dell’1,8% rispetto a luglio, mentre per il gasolio c’è stata una crescita del 3%. I beni alimentari hanno segnato una diminuzione su base mensile dello 0,1%. Lunedì 31 agosto però ci sono stati nuovi ribassi su benzina e diesel. Dopo il movimento venerdì di Total, Esso ha diminuito di 0,5 centesimi la benzina e di 0,6 centesimi il diesel. Q8 ha tagliato di 1,5 centesimi la benzina e di 1 centesimo il diesel. Interventi sulla sola benzina invece per Shell e Tamoil: -0,5 centesimi. Lo riporta Quotidianoenergia.it.
ZONA EURO - Dati diversi nei sedici Paesi che hanno adottato l'euro come moneta unica. Secondo l'Eurostat, infatti, ad agosto l'inflazione è stata pari a -0,2%, il livello più basso dalla nascita dell'euro. In luglio l'indice dei prezzi al consumo nell'Eurozona era stato pari a -0,7%.
CONSUMATORI - Le associazione dei consumatori Adusbef e Federconsumatori in un comunicato congiunto invitano il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, di passare «dalle parole ai fatti, mettendo le mani al portafoglio». Secondo i due rispettivi presidenti, Elio Lannutti e Rosario Trefiletti, «alla luce dei dati Istat sui consumi di giugno, del pessimo andamento economico, delle disastrose previsioni sul Pil, a cui si aggiungono le pesantissime ricadute per l'aumento di cassa integrazione e licenziamenti (che produrranno minori entrate di 580 euro annui a famiglia, ed addirittura di circa 980 euro annui per le famiglie a reddito fisso), è indispensabile intervenire con una manovra concreta a sostegno delle famiglie».
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