13/08/2010

Bollate, preso uno dei due evasi

Bollate, preso uno dei due evasi

È stato trovato in un appartamento in viale fulvio testi. Pasquale Pagana aveva lasciato una lettera di scuse. Aveva già compiuto una rapina tentandone un'altra

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03/08/2010

Australia, lo strano caso dell'italiano arrestato che vuole restare in carcere

Australia, lo strano caso dell'italiano arrestato che vuole restare in carcere

Si chiama Croce Scarpello e ha 31 anni. La stampa lo ha soprannominato «L'uomo dei misteri». Dopo aver rubato un’auto di sorveglianza, ha cominciato a girare a zonzo sulla pista dello scalo di Melbourne

 

Un'immagine dell'aeroporto di Melbourne (dal web)
Un'immagine dell'aeroporto di Melbourne (dal web)

MELBOURNE (AUSTRALIA) - Lo scorso 24 luglio ha eluso il sistema di sicurezza dell'aeroporto di Melbourne e, dopo aver rubato due tute della Virgin Airlines e un’auto di sorveglianza, ha cominciato a girare a zonzo sulla pista dello scalo. In questi giorni i media australiani s'interrogano sul misterioso caso di Croce Scarpello, trentunenne italiano, che a causa della sua bizzarra impresa è stato arrestato dalla polizia locale e rischia di rimanere a lungo in galera. Il suo caso è stato rimandato al 9 settembre e, se nulla cambia, l'italiano dovrà aspettare più di un mese prima di ritrovare la libertà.

VOLONTÀ DI RIMANERE IN CARCERE - In realtà Scarpello non sta facendo nulla per agevolare la sua posizione. Attraverso un interprete ha rivelato che non vuole contattare nessun familiare in Italia e che vorrebbe aspettare il referto dello psicologo per capire quale siano le sue reali condizioni di salute: «Attendo il giudizio dello psicologo per capire se sto bene - ha dichiarato Scarpello agli inquirenti -. Per quel che mi riguarda io sto benissimo». Ai magistrati che hanno definito la sua condotta «più che insolita», Scarpello ha ribadito che intende rimanere in carcere e aspettare che «la legge faccia il suo corso».

L’ESPERIENZA AUSTRALIANA - «L'uomo dei misteri», come è stato ribattezzato dalla stampa australiana, sarebbe arrivato all'aeroporto di Melbourne con un volo partito da Sydney. Nelle tasche aveva appena 87 euro e presentava diverse ferite alle mani e alle braccia. Per riuscire a raggiungere la pista dell'aeroporto, Scarpello avrebbe scavalcato un recinto di filo spinato. Non si sa se abbia precedenti né se sia affetto da qualche disturbo mentale. Rachel Dransfield, l'avvocato che difende Scarpello, ha dichiarato che il suo assistito è arrivato per la prima volta in Australia nel novembre scorso alla ricerca di lavoro. Tuttavia sarebbe rimasto nel paese dell'Oceania appena un giorno e poi sarebbe subito ripartito per l'Italia «sopraffatto dalle barriere linguistiche e culturali».

NOTIZIE DALL’INTERPOL - Il pubblico ministero Matthew Sinnett è sicuro che Scarpello non sia una minaccia per la sicurezza nazionale e si è messo in contatto da giorni con l'Interpol di Roma per aver notizie dell'arrestato: «Come al solito laggiù sono molto lenti» ha spiegato con una punta di disprezzo Sinnett, sottolineando come dall'Italia non sia arrivata ancora nessuna notizia del connazionale. Per adesso l'italiano dovrà rimanere in carcere fino a quando non sarà pronta la perizia psichiatrica. Il magistrato Felicity Broughton ha fortemente criticato questa decisione sostenendo che la custodia cautelare è illegale perché rischia di diventare interminabile. Secondo la legge australiana - ha spiegato il magistrato - un uomo senza precedenti dovrebbe essere scarcerato fino a che la sua pericolosità non sia provata da una perizia psichiatrica.

Francesco Tortora


10/07/2010

Rapallo, non paga l'hotel Condannato Gheddafi jr Deve pagare 392mila euro

Rapallo, non paga l'hotel Condannato Gheddafi jr Deve pagare 392mila euro

Il terzogenito di Gheddafi, al Saadi, aveva soggiornato per circa quaranta giorni nel lussuoso Excelsior Palace di Rapallo, tra la fine del 2007 e l'inizio del 2008. Ma non ha mai pagato il conto

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Chiavari - "Anche i ricchi piangono": è il titolo di una vecchia sopa opera che fa venire in mente l'epilogo della vicenda che ha coinvolto uno dei figli di Gheddafi, Al Saadi, condannato a pagare 392mila euro a un lussuoso albergo della Liguria il cui conto lui non aveva mai saldato. Ora, è chiaro che il rampollo del leader libico non si metterà a piangere, però dovrà (o almeno dovrebbe, in base alla sentenza del tribunale di Chiavari) mettere mano al portafoglio.

L'albergo di Rapallo Il terzogenito del colonnello Gheddafi, il calciatore mancato al Saadi, è stato condannato dal Tribunale di Chiavari (Genova) a pagare 392 mila euro a uno degli alberghi più lussuosi della Liguria, l’Excelsior Palace di Rapallo, in cui aveva soggiornato per una quarantina di giorni tra la fine del 2007 e l’inizio del 2008. Al momento di andarsene firmò una accettazione ma nessuno poi saldò il conto. Sulla notizia, anticipata oggi dal Corriere della Sera, nessun commento da parte del direttore dell’albergo, che ha trattato con estrema cautela la vicenda cercando diverse strade per ottenere il saldo prima di ricorrere ai giudici.

La sentenza La conclusione della vicenda è arrivata ieri con la sentenza depositata dal giudice Andrea Del Nevo, che obbliga il figlio del leader libico a pagare anche 5.000 euro di spese legali.

Si allenava con la Samp All’epoca del soggiorno, il figlio di Gheddafi si era stabilito per alcuni mesi in Riviera per allenarsi con la Sampdoria. Il curioso tesseramento del giocatore Al Saadi per la squadra della famiglia Garrone produsse soltanto qualche allenamento e qualche calcio al pallone senza pretese. Gheddafi junior, che oggi ha 37 anni, si faceva però notare in Riviera per il grande Suv nero con cui si muoveva sempre accompagnato da guardie del corpo e assistenti e per le feste all’Excelsior, rigorosamente a base di piatti prelibati come aragoste e champagne.

Redazione online


16/11/2009

Morto suicida stalker di Pescara Dopo gli spari all'ex, la fuga a Foggia

Morto suicida stalker di Pescara Dopo gli spari all'ex, la fuga a Foggia


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08/11/2009

Stalking, evade dai domiciliari e spara all'ex convivente. La donna è grave

Stalking, evade dai domiciliari e spara all'ex convivente. La donna è grave

 

È successo a montesilvano. Un uomo di 47 anni ha colpito la donna al volto e il suo fidanzato a un fianco

 

PESCARA - È caccia a Michele Lambiase, un uomo di 47 anni che ha sparato all'ex convivente e al suo fidanzato in un parcheggio di Montesilvano (Pescara). L'uomo era stato arrestato venerdì scorso per stalking dai carabinieri di Silvi (Teramo) e condannato ai domiciliari nella sua abitazione a Foggia, ma sabato sera è evaso a si è recato in Abruzzo per pedinare la coppia travestendosi con una parrucca bionda. Appena giunto nel parcheggio l'uomo ha aperto la portiera ed esploso due colpi che hanno ferito la donna, 33 anni, al volto e l'uomo, 34, al fianco. Si è poi dato alla fuga.

GRAVE - L'uomo ferito ha avuto la forza di accendere la macchina e fuggire verso la stazione dei carabinieri di Montesilvano: quando è giunto ha solo avuto la forza di gridare che erano stati feriti per poi svenire. Portati in ospedale i due sono stati operati: la donna è in prognosi riservata ed è considerata grave. All'uomo, il cui proiettile è entrato nel fianco sinistro per uscire dalla spalla destra, è stato tolto un rene.