01/12/2010

Conto alla rovescia su Facebook per uccidere la ex: arrestato

Conto alla rovescia su Facebook per uccidere la ex: arrestato

A modena. Il giovane aveva minacciato di agire nel giorno del compleanno della ragazza

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01/09/2010

Amore finito? Arriva dagli Usa la perfetta copia gonfiabile dell'ex

Amore finito? Arriva dagli Usa la perfetta copia gonfiabile dell'ex

Nel paese di Del Piero boom per gli hot toys con cui vengono clonati gli ex partner. Costano fino a 18 mila dollari, arrivano dopo un anno e mezzo

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29/07/2010

Loreto, spara contro la sua ex e la famiglia di lei

Loreto, spara contro la sua ex e la famiglia di lei

La sparatoria è avvenuta nel piccolo paese in provincia di Ancona. L’uomo ha fatto fuoco sulla sua ex, ferendola. E uccidendo la madre e la sorella di lei. Dopo una breve fuga l’assassino si è consegnato alle forze dell’ordine

 

 

Silvana Mannino, 30 anni, una delle due vittime della sparatoria di Loreto, condivideva un appartamento di via De Gasperi 26, in località Grotte, con la sorella Vincenza, 28 anni, rimasta ferita. L'altra donna uccisa nella mattanza è la loro madre, Rita Pulvirenti. Una strage, probabilmente a sfondo passionale, avvenuta sotto gli occhi dei figli di Vincenza Mannino, di 3 e 7 anni, che si erano nascosti sotto il letto e che da lì hanno assistito all'uccisione di zia e nonna e al ferimento della madre.

A fare fuoco, con una pistola calibro 22 l'ex fidanzato di Vincenza, Claudio Alberto Sopranzi, 59 anni, un siciliano residente a Sirolo (Ancona). Dopo il delitto, l'uomo si è allontanato a bordo di una bicicletta, che è stata ritrovata dagli investigatori poco distante. Dopo un tentativo di fuga durato poche ore, l'uomo si è consegnto alle forze dell'ordine.


Stando a quanto si è appreso, Sopranzi aveva avuto una relazione sentimentale con la giovane sopravvissuta, Vincenza Mannino, e non accettava che fosse finita. Cosi', avrebbe cercato la vendetta sparando contro di lei e i suoi familiari.


La tragedia si è consumata in un ambiente di immigrati di origine siciliana, da tempo residenti nelle Marche come operai.


Silvana Mannino era separata dal marito, Graziano Strano, rimasto in Sicilia, e madre di due ragazzi, Gaetano, 14 anni, e Salvatore, di solo un anno e mezzo. Le testimonianze sono discordanti, ma sembra che almeno uno dei due minori fosse in casa al momento della sparatoria. Le Mannino, e la loro madre Rita, condividevano una villetta rossa a due piani, in un blocco di villette a schiera nuove in frazione Grotte, quasi al confine fra Loreto e Porto Recanati.


Alcuni vicini hanno raccontato ai giornalisti che in quella casa si sentiva spesso litigare ("prima o poi si ammazzano" commentava qualcuno) ma non è chiaro se Sopranzi, che vari condomini dicono di non conoscere, abbia vissuto anche lui fra quelle mura, o semplicemente andasse a trovare la fidanzata, ormai ex.


08/02/2010

"Voglio somigliare a Jessica Alba" L'alt dell'attrice: «Non farlo»

"Voglio somigliare a Jessica Alba" L'alt dell'attrice: «Non farlo»

 

Una 21enne cinese si sottoporrà a diversi ritocchi per tornare col suo ex, fan sfegatato della sex symbol, la diva alla ragazza: «chi ti ama veramente, lo fa a prescindere da qualunque cosa»

 

A sinistra Xiaoqing, a destra Jessica Alba
A sinistra Xiaoqing, a destra Jessica Alba

Essere Jessica Alba: una ragazza cinese vuole trasformarsi nell'attrice americana. Xiaoqing, 21 anni, porta una parrucca color biondo scuro. Cerca di imitare le movenze della Alba e acquista gli stessi capi indossati dalla sex symbol 29enne. Ora, con un intervento chirurgico importante vuole cambiare i lineamenti del viso. Non per una mania personale, ma per piacere finalmente al suo ex fidanzato. La star di Hollywood non ci sta e lancia un appello per dissuadere Xiaoqing.

EX RAGAZZO - L'imitazione è la forma più sincera di adulazione. Ma forse Xiaoqing è andata oltre. O meglio, il suo ex fidanzato: la 21enne ha detto infatti di essere a pezzi dopo la rottura avvenuta un mese fa con il ragazzo, un fan sfegatato dell'attrice che ha recitato ne I Fantastici Quattro e Silver SurferInto the Blue. Da Los Angeles è intervenuta ora Jessica Alba, rivolgendosi direttamente alla giovane: «Non farlo. Penso che non dovresti mai cambiare così te stessa. Se qualcuno ti ama veramente, ti amerà a prescindere da qualunque cosa». Xiaoqing, che lavora per una Internet company di Shangai, ha spiegato che nel corso della loro relazione durata un anno e mezzo, il suo ragazzo, che ha 28 anni, era ossessionato dalla Alba: ha riempito il loro appartamento di sue fotografie e poster, inoltre parlava continuamente dei lei, il suo idolo. Ciononostante, il ragazzo non l'avrebbe mai obbligata ad assomigliare all'attrice, ma non le ha mai nascosto che gli sarebbe piaciuto. L'ultimo regalo è stata una parrucca bionda. e

DESIDERIO - «Quando ho rotto con il mio ragazzo, ero molto triste», ha detto Xiaoqing quando si è presentata allo Shangai Time Plastic Surgery Hospital, l'ospedale che ha acconsentito ad aiutarla a realizzare il suo desiderio. «I miei amici... mi hanno consolato ma non ha funzionato, così mi hanno suggerito di ricorrere alla chirurgia per diventare come lei». Il direttore dell'ospedale, Jiang Shan - che interverrà "pro bono" sulla ragazza anche per dimostrare le sue abilità - ha spiegato che Xiaoqing avrà bisogno di diversi interventi per modificare occhi e naso. «Se vuole sembrare più bella di ciò che è adesso penso che potremmo aiutarla ad esaudire il suo desiderio - ha sottolineato - se invece vuole assomigliare completamente a Jessica Alba, credo che più di un intervento abbia bisogno di risolvere il suo problema psicologicamente».

MODA - Benchè molti blogger e coetanei si siano scatenati sui forum del Paese con commenti e critiche, la ragazza resta ferma sulla sua posizione: «Come membro della giovane generazione di questo Paese, posso scegliere di decidere cosa voglio nella vita», ha affermato Xiaoqing. Che dalle colonne dei media cinesi si rivolge al suo ex: «Se dopo l'intervento chirurgico non mi volesse ancora accettare, rinuncerò a lui», ha sottolineato. Assomigliare alle celebrità ricorrendo al ritocco è assai comune a molti ragazzi nella Cina d'oggi, ha spiegato l'ospedale. Il governo stima che centinaia di milioni di yuan vengano spesi ogni anno per interventi di chirurgia plastica.

Elmar Burchia


01/09/2009

Veltroni fa il commissario antimafia ma chiude gli occhi sul vero "delitto"

Veltroni fa il commissario antimafia ma chiude gli occhi sul vero "delitto"

 

L’ex sindaco di Roma, in campo per lo scioglimento del Comune di Fondi, si dimentica dei guai ben peggiori di un paese campano. Guidato dal Pd


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C’è consiglio comunale e consiglio comunale. Per Walter Veltroni, disoccupato della politica diventato professionista dell’antimafia, quello «mafioso» è solo quello di Fondi, a guida centrodestra, di cui da settimane chiede lo scioglimento «per l’evidente intreccio tra poteri criminali e politica». Un attivismo senza precedenti per la legalità, che ovviamente sta a sinistra e mai a destra. Mai una parola su un altro comune poco distante, a guida Pd, che vanta il non invidiabile record di esser stato il primo consiglio comunale ad essere stato sciolto dall’attuale governo, per conclamate infiltrazioni camorristiche. Parliamo di Castello di Cisterna, 7mila anime in provincia di Napoli. Pochi chilometri quadrati ma con un fitto grumo d’interessi edilizi su cui hanno messo le mani le due potenti cosche locali: Rega e Ianuale. A guidare la giunta, prima del ciclone del 3 luglio, erano il sindaco dello Sdi, Aniello Rega, e il suo vice del Pd, Clemente Sorrentino. La Commissione d’accesso antimafia non aveva perso tempo per insediarsi dopo le elezioni comunali vinte dal centrosinistra nel maggio del 2006. Pochi mesi dopo arriva la richiesta di scioglimento approvata dal governo poche settimane fa.
«Una decisione politica, questo non è un comune condizionato dalla camorra. Aspettiamo le motivazioni del decreto, poi agiremo anche con ricorsi e, se serve, azioni legali con richieste di risarcimenti», sostiene Sorrentino. Non la pensa così il deputato del Pdl Amedeo Laboccetta, componente della Commissione antimafia, che per mesi ha chiesto di mandare a casa il sindaco e i suoi consiglieri «colpevoli» di non aver saputo respingere le richieste della camorra.
Le dettagliate interrogazioni del deputato riguardavano, ad esempio, l’informativa antimafia del prefetto, ignorata, che invitava il sindaco a revocare le autorizzazioni a favore del ristorante della moglie del boss Giovanni Rega; la direzione dei lavori, da parte del vicesindaco, per la costruzione di una sopraelevazione del palazzo della madre del boss Ianuale; o le spese del matrimonio di un assessore pagate con danaro pubblico da un ex consigliere regionale inquisito per mafia. Al centro del lavoro dei commissari ci sono in particolare le presunte connivenze tra alcuni esponenti della maggioranza e i parenti di due boss della malavita su atti amministrativi e interessi edilizi.
I commissari hanno spulciato i documenti su appalti pubblici, concessioni edilizie e politiche ambientali. Setacciati gli atti sugli affidamenti diretti dall’ente a varie ditte. «Le conclusioni della commissione di accesso agli atti amministrativi e quelle di vari organismi di polizia andavano nella stessa direzione - afferma Laboccetta - quella delle infiltrazioni mafiose nel comune». Ma per il centrosinistra locale, quello del deputato Pdl era «sciacallaggio politico». A giugno, nonostante il lavoro della Commissione, il sindaco Rega non ha esitato ad avviare i preparativi per candidarsi alle provinciali di Napoli. La marcia indietro è arrivata probabilmente con le voci di un imminente scioglimento della giunta. Che l’amministrazione di Rega navigasse in acque poco limpide lo si era capito anche da un’altra inchiesta, che ha coinvolto l’assessore Giosafatte Nocerino, che nel 2004, quando era nella Margherita, si fece pagare, questa è l’ipotesi della procura di Napoli, il pranzo nuziale con 20mila euro provenienti dai fondi della Regione. I soldi li avrebbe ricevuti dall’ex consigliere regionale Roberto Conte, ex Margherita poi Pd, arrestato nel 2008 e condannato il 4 giugno per concorso esterno in associazione mafiosa. Non c’è solo Fondi. Qualcuno lo faccia presente al commissario Veltroni.