19/08/2010

Casoria, ucciso un edicolante. Forse una vendetta

Casoria, ucciso un edicolante. Forse una vendetta

Antonio Coppola, 40 anni, è stato ammazzato con tre colpi di pistola in faccia. Il movente potrebbe essere una lite avvenuta il giorno prima, quando la vittima aveva rimproverato alcuni uomini per un furto di uva

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13/12/2009

Berlusconi colpito al volto dopo il comizio a Milano

Berlusconi colpito al volto dopo il comizio a Milano

 

L'aggressore, Massimo Tartaglia, un 42enne con problemi psichici, è stato subito bloccato. Il premier è all'ospedale San Raffaele con una prognosi di 20 giorni.

 

 

 

MILANO - Silvio Berlusconi è stato colpito al viso da un uomo che teneva tra le mani una statuetta subito dopo il suo comizio in piazza Duomo, a Milano, in occasione della cerimonia di avvio del tesseramento al Pdl. Il premier è stato raggiunto al volto da una statuetta usata come oggetto contundente attorno alle 18,20, mentre si attardava nel salutare i fan che lo avevano raggiunto alla base del palco. Tra questi si era però infiltrato anche un individuo che, arrivato fino a ridosso del luogo in cui era parcheggiata l'auto del presidente del consiglio, è riuscito ad eludere la sorveglianza e a mettere in atto il suo proposito. Già durante il comizio Berlusconi era stato contestato da un gruppo di persone che si trovavano sul lato destro del palco (GUARDA). L'autore dell'aggressione non faceva tuttavia parte di quel gruppo e da quanto è stato possibile accertare ha agito da solo.

L'ARRESTO - Berlusconi ha subito accusato il colpo, si è accasciato con il labbro sanguinante ed è stato fatto sedere all'interno dell'automobile dagli uomini della sua scorta, mentre altri agenti di polizia riuscivano a fermare l'autore dell'aggressione e a sottrarlo alla folla che avrebbe voluto linciarlo. L'oggetto sferrato contro il premier sarebbe una riproduzione in miniatura del Duomo, di quelle vendute in tutti i negozietti di souvenir presenti in diversi punti della piazza. Una prima ricostruzione dell'accaduto l'ha fatta Doriano Riparbelli, responsabile organizzativo del coordinamento regionale del Pdl: «Un simpatizzante ha chiesto a Berlusconi di poterlo fotografare, poi ha tirato fuori il portafogli per dargli il biglietto da visita - ha riferito Riparbelli -. Berlusconi si è spostato per stringere la mano di altri simpatizzanti e a quel punto il contestatore lo ha colpito con una statuetta». Secondo il coordinatore regionale del partito, il premier «ha fatto come se stesse per svenire, poi si è tirato su, lo ha guardato negli occhi, è risalito in macchina, ha cercato di uscire dall'auto per parlare al contestatore e chiedergli la ragione del gesto. A quel punto la scorta ha trattenuto Berlusconi dall'uscire, è stato soccorso subito dal suo medico personale ed è stato portato al San Raffaele».

«SALVATO DAL LINCIAGGIO» - Un testimone, interpellato da SkyTg24, ha raccontato che la persona che ha aggredito il capo del Pdl «non sembrava normale». «L'aggressore - ha poi spiegato Ignazio La Russa che si trovava vicino al capo del governo - l'abbiamo preso immediatamente, grazie alla polizia che l'ha letteralmente sottratto al linciaggio della folla. Se non ci fossero stati loro ne sarebbero rimasti soltanto pezzetti». L'uomo si chiama Massimo Tartaglia, classe 1967, residente nell'hinterland milanese, e non risulta avere precedenti penali. Per lui è stato formalizzato l'arresto con l'accusa di lesioni personali aggravate dalla qualità della persona offesa e dalla premeditazione perché in tasca gli è stata trovata anche una bomboletta di spray al peperoncino. Secondo quanto riferito dalla Digos, non risulterebbe associato a movimenti antagonisti. Risulta invece che da dieci anni è in cura al Policlinico di Milano per disturbi mentali. In Rete sono subito comparsi gruppi che inneggiano a lui per il gesto compiuto: «Santo subito», «Sposami» sono alcuni degli incitamenti apparsi su Facebook. Intanto il padre dell'uomo, Alessandro Tartaglia, raggiunto dai cronisti nell'abitazione di Cesano Boscone ha spiegato: «Votiamo Pd, ma non abbiamo mai incitato all'odio verso il premier. Se avessimo immaginato cosa voleva fare Massimo, lo avremmo fermato».

IL RICOVERO - Berlusconi ha iniziato a sanguinare copiosamente dal labbro. E' stato trasportato all'ospedale San Raffaele, alla periferia est della città, vicino agli studi Mediaset, per essere visitato e medicato, ma prima di ripartire dalla piazza ha voluto mostrarsi nuovamente ai suoi sostenitori nel tentativo di rassicurarli sulle sue condizioni. Il primo bollettino dell'ospedale parlava di perdita copiosa di sangue con lesione lacero-contusa interna ed esterna e due denti lesi, di cui uno superiore fratturato. Il primario del reparto di anestesia e rianimazione , Alberto Zangrillo, medico di fiducia del premier che si trovava in piazza al momento dell'aggressione, ha poi spiegato che la prognosi è di 20 giorni in quanto la tac ha evidenziato anche una frattura del setto nasale, oltre ad una ferita lacero-contusa che ha richiesto punti di sutura al labbro inferiore. «È molto scosso, abbattuto e dispiaciuto», ha detto il primario.

«NON MI FERMERANNO» - «Sto bene, sto bene» ha detto Silvio Berlusconi mentre veniva portato fuori dal pronto soccorso del San Raffaele per essere trasferito in una stanza di ospedale. Il premier è stato trasferito in corsia steso in barella, in maniche di camicia, con una borsa del ghiaccio sul volto. Mentre veniva portato fuori dal pronto soccorso ha stretto la mano a uno del suo staff, che lo ha raggiunto in ospedale ed è a lui che ha precisato di sentirsi bene. Poi il premier ha ricevuto la visita di diversi amici e esponenti politici e a loro ha detto di essere «amareggiato» per «questa campagna di odio». «Questo - ha spiegato - è il frutto di chi ha voluto seminare zizzania. Quasi me l'aspettavo...». Berlusconi, che ha chiesto invano ai medici di dimetterlo subito e di permettergli di tornare nella residenza di Arcore, a tutti ha ripetuto di essere stato nei giorni scorsi nel mirino di una campagna di veleni. «Tutti dovrebbero capire che non è possibile oltraggiare un presidente del Consiglio, questa è la difesa delle istituzioni». Al di là dell'amarezza, il Cavaliere ha sottolineato di non voler minimamente farsi impressionare dall'episodio. «Sono ancora qui e non mi fermeranno».

 

Alessandro Sala


06/10/2009

Torino, picchiato sul bus da un ragazzino Pensionato muore due giorni dopo

Torino, picchiato sul bus da un ragazzino Pensionato muore due giorni dopo

 

Una volta in ospedale è stato colpito da un ictus e non si è più ripreso, Ercole Ferraro era intervenuto perché il giovane voleva salire sul mezzo con la bici: si è preso due pugni sul volto

 

TORINO - Sabato è stato picchiato su un autobus da un ragazzino, due giorni dopo è morto all'ospedale Giovanni Bosco di Torino. Ernesto Ferrero, 76 anni, è deceduto per emorragia cerebrale dopo essere stato malmenato sabato scorso su un autobus della linea 75 da un ragazzotto a cui aveva detto che sul bus le biciclette non si potevano portare.

LA DINAMICA - Ferrero, ex tranviere, era intervenuto per aiutare l'autista, una donna, che, alla vista del giovane che saliva con la bicicletta, aveva soltanto detto che avrebbe chiesto ai suoi superiori se era possibile farlo e che nel frattempo il passeggero sarebbe dovuto scendere. Una banale affermazione che ha scatenato il giovane con insulti e imprecazioni nei confronti della giovane autista. Un comportamento che ha indotto Ferrero, su quel mezzo dopo essere andato a trovare un amico, ad intervenire per difendere la collega. Parole pacate, dettate dall'esperienza di chi ha già vissuto in passato mille casi di questo tipo, ma che non hanno calmato il giovane. Anzi. Dalle ricostruzione fatta dagli agenti della squadra mobile diretta da Sergio Molino, il giovane, magro, con un'età inferiore ai 18 anni, capelli castani e altezza di un metro e 65, ha invece sferrato due pugni al volto dell'ex tranviere ed è scappato, lasciando la bicicletta, peraltro da donna, sul bus.

L'ICTUS - Ernesto Ferrero ha barcollato ed è poi caduto su un sedile. Lì per lì era cosciente, lucido, ha fatto anche qualche battuta agli agenti che sono intervenuti per prestargli soccorso. Poi è stato trasportato in ospedale, dove lo ha raggiunto anche il figlio, un medico neurologo dell'ospedale di Orbassano, ma all' improvviso è stato colto da un ictus ed è andato in coma. Difficile dire se ci sia un nesso tra i pugni ed il grave malore che lo ha poi portato alla morte. I sanitari non si sbilanciano. Solo l'autopsia potrà stabilirlo con certezza. Nel frattempo la squadra mobile di Torino sta setacciando la città alla caccia del ragazzo del bus. In mano ci sono le descrizioni dei testimoni presenti sul bus ma anche i fotogrammi delle telecamere presenti sul mezzo pubblico. «Lo stavo aspettando - ha raccontato la moglie Rosanna parlando di quel maledetto sabato pomeriggio - era andato a trovare un vecchio collega. Non lo vedevo arrivare e così mi ero iniziato a preoccupare. Poi mio figlio medico è stato avvisato dai colleghi e così ho saputo che qualcuno lo aveva picchiato. Non riesco proprio a dare una spiegazione di quello che è accaduto».