02/08/2010

C'erano una volta le amichevoli. In rissa anche il match del Brescia

C'erano una volta le amichevoli. In rissa anche il match del Brescia

CALCIO D'ESTATA. Tensione e provocazioni nella partita con i greci del Larissa. E alcuni tifosi intervengono in campo

 

Tensione tra un giocatore della squadra greca e un tifoso
Tensione tra un giocatore della squadra greca e un tifoso

BRESCIA - L'estate dei nervi tesi. E delle botte. Un'altra amichevole finisce in rissa. Stavolta tocca ai giocatori di Brescia e Larissa terminare il match nel peggiore dei modi. Forse non si è arrivati ai livelli di Cagliari-Bastia o di Catania-Iraklis (i clamorosi casi degli ultimi giorni), ma nemmeno i minuti finali della partita giocata dalle rondinelle e dalla squadra greca sono stati uno spettacolo edificante. Un «tutti contro tutti» in piena regola, in cui sono stati coinvolti anche alcuni tifosi del Brescia che al termine della gara hanno scavalcato le recinzioni dello stadio 'Grilli' di Storo per cercare di raggiungere i giocatori della squadra del Larissa.

GLI EPISODI
- Oggetto della rabbia dei tifosi, ma anche di alcuni dei giocatori del Brescia - che hanno ceduto alle provocazioni degli ellenici - sono stati il numero 4 Dabizas (campione d'Europa 2004) e il numero 8 Puri. Rei rispettivamente di aver innescato la scintilla e di aver fatto incendiare definitivamente gli animi. Al 20' della ripresa Dabizas si rende protagonista di un brutto fallo su Hetemaj. Risultato: Dabizas espulso e primo accenno di parapiglia con il gioco che riprende soltanto 5 minuti dopo. Fallo dopo fallo, i greci arrivano a pareggiare il gol di Caracciolo al 37' con Puri. Il quale pensa bene di girarsi verso la tribuna e di rivolgersi al pubblico con il dito portato alla bocca per zittirlo. Un gesto che fa irritare notevolmente i tifosi. Al 39' Taddei riporta in vantaggio il Brescia e per i greci c'è ancora il tempo di contare il secondo espulso: al 45' cartellino rosso per Romeu, autore di una bruttissima entrata su Taddei. L'arbitro Sguizzato fischia la fine della gara e a quel punto si vede Dabizas, il primo espulso del match che siede in panchina, alzarsi e puntare dritto verso Budel che al momento della sua cacciata dal campo lo aveva colpito.

TIFOSI IN CAMPO
- Così si accende una vera e propria rissa ed entrano in scena alcuni tifosi del Brescia. Sono dieci-dodici quelli che riescono a scavalcare la recinzione, un paio di loro entrano in campo e cercano il contatto con i giocatori del Larissa che a loro volta reagiscono. Gli staff, i dirigenti e alcuni addetti al campo intervengono per placare gli animi e placcare qualcuno. Man mano la situazione torna alla normalità e le squadre rientrano negli spogliatoi. In casa Brescia si cerca di minimizzare. Così l'allenatore Iachini: «Da un certo lato sono contento che sia stata una partita vera, ma loro si sono evidentemente innervositi e sono passati alle maniere forti nel momento in cui noi siamo prima passati in vantaggio e poi ci siamo creati altre opportunità per segnare. Siccome poi non è la prima volta che succedono cose così, si vede che fa parte del loro modo di fare». Così Andrea Caracciolo: «Probabilmente ci tenevano moltissimo a vincere ed erano particolarmente caldi. Hanno giocato come se si fosse trattato della finale di Champions league. Comunque non è successo niente».

Redazione online


29/09/2009

Scorrettezze e calcioni in campo, la squadra norvegese senza fair play

Scorrettezze e calcioni in campo, la squadra norvegese senza fair play

 

Odd Grenland sotto accusa: prima un gol segnato con il portiere a terra, poi il colpo proibito a un avversario

 

OSLO (NORVEGIA) - Sul web gli amanti del bel calcio l'hanno già definita «la squadra più anti-sportiva della storia norvegese». Non a torto, visto che l'Odd Grenland, team che milita nella Tippeligaen, la massima serie del campionato scandinavo, negli ultimi tempi ha dimostrato davvero poco fair play. Non bastava infatti il "goal infame" realizzato qualche settimana fa dall'attaccante Peter Kovacs durante i quarti di finale di Coppa di Norvegia contro il Sk Brann di Bergen. In quell'occasione, infatti, l'attaccante del team della città di Skien, dopo che il portiere della squadra avversaria si era accasciato a terra, aveva portato via il pallone a quest'ultimo e incurante dell’infortunio dell’estremo difensore, aveva messo la sfera in rete.

 




CALCIONE - Ma il suo compagno di squadra, Kenneth Dokken, la scorsa settimana ha fatto anche di peggio. Durante la semifinale di Coppa di Norvegia sul campo dell'Aalesund, match terminato 1-0 per la squadra di casa, il calciatore dell'Odd Grenland, mentre la palla era molto lontana, ha rifilato un calcione all'avversario Johan Ameng, stendendolo a terra

 




COLPO DI KARATE - In un primo momento il fallaccio è sfuggito alla vista dell'arbitro e a nulla sono valse le proteste di Ameng. Meno male che le telecamere sono riuscite a immortalare quello che la stampa norvegese ha definito "il colpo di karate di Dokken". Alla fine, grazie alle immagini televisive, la federazione norvegese ha deciso di dare una dura lezione al calciatore della squadra scandinava. Oltre ad essere criticato severamente in diverse trasmissioni televisive, Dokken è stato squalificato per sei giornate.

Francesco Tortora