17/02/2012

Cieca per l'Inps, ma fa shopping e guarda le vetrine

Cieca per l'Inps, ma fa shopping e guarda le vetrine

Scoperta e denunciata a Pinerolo una donna di 66 anni. In oltre 8 anni ha riscosso 235mila euro in assegni d'invalidità e indennità di accompagnamento. La Guardia di finanza l’ha filmata mentre faceva la spesa, attraversava la strada e firmava un verbale

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01/02/2012

Falsi invalidi: 32 arresti a Napoli

Falsi invalidi: 32 arresti a Napoli

Prendevano pensioni di indennità e accompagnamento dai 700 ai mille euro al mese, senza averne reale bisogno. Le accuse, per quello che sembra un gruppo organizzato, vanno dalla truffa aggravata ai danni dello Stato alla falsificazione.

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23/12/2011

Pescara, smascherati cinque falsi ciechi.

Pescara, smascherati cinque falsi ciechi.

Sono stati denunciati per truffa aggravata ai danni dello Stato. Risultavano non vedenti ma si districavano con disinvoltura nel traffico e prendevano gli autobus riconoscendo il mezzo a cui erano interessati.

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15/10/2011

Pensione di invalidità perché è cieca. Ma in realtà fa la parrucchiera

Pensione di invalidità perché è cieca. Ma in realtà fa la parrucchiera

IL CASO A RAVENNA. La signora incastrata da alcuni video: non solo lavora ma va in bicicletta, attraversa la strada, legge il giornale

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18/05/2010

Tremonti: «Taglio del 5% dello stipendio dei parlamentari? E' solo l'aperitivo»

Tremonti: «Taglio del 5% dello stipendio dei parlamentari? E' solo l'aperitivo»

Il ministro dell'Economia sulla manovra: «Dovranno preoccuparsi solo i falsi invalidi e gli evasori», «rispetteremo gli impegni presi con la ue sui conti pubblici, ma non aumenteremo le tasse»


 

Giulio Tremonti (Eidon)
Giulio Tremonti (Eidon)

MILANO - «È ora di ridurre effettivamente il peso della mano pubblica»: così, il ministro dell'Economia Giulio Tremonti ha parlato a Bruxelles in riferimento alla manovra di bilancio a cui il Tesoro sta lavorando. Il ministro - nel corso della conferenza stampa seguita alla riunione dell'Ecofin - non è entrato nel dettaglio delle misure a cui si sta lavorando, limitandosi a dire, «dovranno preoccuparsi solo i falsi invalidi e gli evasori».

CORREZIONE DEL SISTEMA - La manovra che l'Italia si accinge a varare «deve essere una correzione non solo dei conti, ma del sistema» ha aggiunto Tremonti. «Se si costruisce bene una correzione, c'è anche una cifra etica», sostiene Tremonti, ribadendo l'impegno dell'Italia a «ridurre il debito pubblico perchè rappresenta un fattore di distorsione, ma noi non vorremmo che gli altri continuassero con gli antichi vizi di debito privato».

«RISPETTEREMO IMPEGNI UE» - «L'Italia ha ricevuto nel dicembre scorso indicazioni dalla Ue per la correzione dei propri conti pubblici. Noi intendiamo rispettare quegli impegni e quei numeri. Non c'è stato chiesto nient'altro». Esistono in Italia «margini di taglio della spesa pubblica tanto ampi da poter intervenire senza creare effetti distorsivi» sull'economia ha aggiunto il ministro dell'economia. «L'area della spesa pubblica è talmente ampia - ha sottolineato Tremonti - che può essere ridotta senza produrre un effetto recessivo».

PENSIONI - Poi Tremonti si è soffermato sul tema delle pensioni, una delle voci a cui potrebbe ricorrere il governo per migliorare i conti pubblici: «Se lei mi chiede (risponde a un giornalista in conferenza stampa ndr) se stiamo stravolgendo il sistema pensionistico le dico di no, perchè funziona bene. Abbiamo il sistema previdenziale più stabile d'Europa».

GLI STIPENDI DEI POLITICI - Il ministro dell'Economia si è anche detto d'accordo a una decurtazione dello stipendio per i parlamentari: «Ho sentito parlare di tagli agli stipendi dei parlamentari dell'ordine del 5%. Mi viene da sorridere. Per me è solo un aperitivo».

TASSE - «Non aumenteremo le tasse e non ci saranno interventi sui più deboli»: ha aggiunto ancora Tremonti. «Non metteremo le mani in tasca ai cittadini - ha sottolineato il ministro dell'Economia - ma ridurremo la spesa pubblica lì dove è meno produttiva e dove non ha un effetto recessivo».

Redazione online


05/03/2010

Napoli: falsi ciechi

Napoli: falsi ciechi

 

Truffatori restituiscono all'Inps i soldi dell'imbroglio

 

NAPOLI - Stanno restituendo i soldi all’Inps. E lo fanno presentandosi in Procura, assieme al proprio avvocato, depositando buste di quattrini ritenuti proventi della grande truffa delle pensioni di invalidità.

Finti ciechi, finti accompagnatori di invalidi, soldi cash: tremila, quattromila euro alla volta, tante scuse e la speranza di un patteggiamento che allontani una volta e per sempre (almeno su questo versante) i riflettori dai vicoli del Pallonetto di Santa Lucia. Dopo gli arresti e le confessioni della prima ora, anche il parziale risarcimento del danno, reso possibile da un espediente concepito ad hoc dalla Procura di Napoli: che ha acceso un conto corrente presso l’Inps, dove veicolare i depositi degli indagati che arrivano in questi giorni nella torre blindata del Centro direzionale.

Un sistema rapido, voluto dal capo del pool mani pulite Francesco Greco, dal pm Giuseppe Noviello, che consente di recuperare parte di una truffa che, secondo i calcoli, avrebbe causato un buco di un milione di euro alle casse dello Stato. Intanto, la Procura di Giovandomenico Lepore ha messo a segno una nuova mossa per chiudere il cerchio attorno agli indagati: sono stati firmati, infatti, i decreti di giudizio immediato a carico di 64 imputati. Si va, dunque, verso un processo sprint.

Niente fase preliminare, né camera di consiglio del gup, di fronte a prove video che risultano schiaccianti (sedicenti ciechi che guidano l’auto), in un’inchiesta rafforzata nelle ultime settimane da dichiarazioni di reo-confessi, ma anche da diverse intercettazioni telefoniche e ambientali. Chiara la strategia della Procura: fissare il giudizio immediato per i beneficiari della truffa delle pensioni per finti invalidi e tenere aperta l’inchiesta per le «menti», per i presunti organizzatori dell’affaire.

In cella, restano tre esponenti dello stesso nucleo familiare: il consigliere della Municipalità di Chiaia Salvatore Alajo, suo padre Luigi, sua moglie Alexandra Danaro (difesa quest’ultima dai penalisti Arturo Frojo e Giuseppe Ricciulli, si dice estranea alle accuse articolate dalla Procura), in un’inchiesta che sta scavando da mesi in uffici e palazzi istituzionali. Indagano i carabinieri del comandante provinciale Mario Cinque, in una vicenda che vede impegnati gli uomini del capitano Federico Scarabello e del luogotenente Tommaso Fiorentino. Sott’accusa, come presunti organizzatori della truffa, anche la 58enne Assunta Nardi, madre di Salvatore e moglie di Luigi Alajo (che resta ai domiciliari per problemi di salute), mentre è in cella il presunto braccio destro del consigliere circoscrizionale, il 53enne Ciro Giardulli.

Oltre settanta indagati, le ipotesi di associazione per delinquere, truffa e falso, in una vicenda investigativa che ora sta battendo nuove piste, nuovi livelli di responsabilità: si cercano talpe interne agli organi istituzionali, oltre al Comune e agli uffici circoscrizionali, anche nelle Poste e nell’Inps, ma anche possibili collusioni con gli ambienti medici e sanitari.

C’è l’ipotesi che centinaia di certificati siano stati falsificati, poi travasati in attestati con tanto di bollo (falso) del Comune, per finire all’Inps, l’ultimo stadio della truffa che consentiva di spillare pensioni (da 400 a 1200 euro mensili), senza contare poi gli arretrati che sarebbero finiti nelle tasche degli organizzatori. C’è un livello tutto da scoprire, come sembrano suggerire lettere, bigliettini e chiacchiere intercettate in queste settimane durante i colloqui di Salvatore Alajo. Che, disperato, avrebbe lanciato un ultimatum ad ex soci in vena di collaborazione: «Mi sto facendo la galera, ma se parlo io succede uno scandalo mai visto, una cosa che rimarrà per mesi sui giornali».

Leandro Del Gaudio