13/03/2012

Provincia, il consigliere Zaccai tenta il suicidio. Ma lui nega: «Solo un grosso equivoco»

Provincia, il consigliere Zaccai tenta il suicidio. Ma lui nega: «Solo un grosso equivoco»

IL GIALLO. Pier Paolo Zaccai aveva annunciato alla sorella l'intenzione di togliersi la vita: la donna ha avvisato il 113. Nel 2010 era stato coinvolto in festino con trans e cocaina

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02/05/2011

Il cadavere di Osama : la foto beffa

Il cadavere di Osama : la foto beffa

IL FALSO. La tv pachistana che l'ha diffusa, dopo le polemiche su diversi siti, ammette l'errore.

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27/09/2010

Il mistero degli UFO

Il mistero degli UFO

Ex ufficiali statunitensi terranno una conferenza stampa per chiarire se tutto è vero e per anni hanno solo ingannato tutti con false notizie.

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22/09/2010

Napoli, traffico di droga a Scampia arrestati otto poliziotti

Napoli, traffico di droga a Scampia arrestati otto poliziotti

Sono agenti della squadra di Polizia giudiziaria di Secondigliano. Queste le accuse: falso, peculato e cessione di stupefacenti

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07/06/2010

Compra un falso Louis Vuitton in spiaggia, mille euro di multa

Compra un falso Louis Vuitton in spiaggia, mille euro di multa

A Jesolo. La prima infrazione stagionale per l'acquisto di merce contraffatta colpisce una turista austriaca. Il Comune: tolleranza zero

 

Ambulanti in spiaggia (archivio)

 

JESOLO (Venezia) – E’ costato caro un borsello taroccato di Louis Vuitton acquistato da una turista austriaca in vacanza a Jesolo: una sanzione amministrativa di 1000 euro. La prima infrazione dell’estate per l’acquisto di merce contraffatta è stata inflitta alle 11 sulla spiaggia di largo Augustus, vicino a piazza Mazzini. Gli agenti della polizia locale hanno atteso che la donna concludesse l’acquisto sotto l’ombrellone, del valore di 7 euro, poi sono entrati in azione. La vittima, una sessantacinquenne austriaca, ha replicato di non sapere che si trattava di un illecito, poi, visto il verbale, è andata in escandescenza Il venditore, la cui identità non è ancora nota perché privo di documenti, dovrebbe essere di origine senegalese. «I turisti pensano di fare un piacere a questi venditori ed invece, così facendo, aiutano solo le organizzazioni criminali che li sfruttano - ha commentato l’assessore comunale alla Sicurezza, Andrea Boccato (Lega) -. Continueremo per tutta l’estate con la tolleranza zero contro il commercio abusivo».

Mauro Zanutto


06/06/2010

Di Pietro: mai fatto uso privato dei soldi del partito

Di Pietro: mai fatto uso privato dei soldi del partito

La lettera - «Per vedere riaffermata la realtà dei fatti non mi è rimasto che ricorrere alla giustizia». «Dalla laurea agli appartamenti In queste carte la mia verità»

 

Caro Direttore, il Corriere della Sera di ieri, con un articolo in prima pagina a firma Marco Imarisio, ha adombrato il sospetto di miei «silenzi ed ambiguità» riguardo la mia storia personale. Vorrei rispondere ai rilievi mossi, documentando punto per punto. Mi scuso, innanzitutto e preliminarmente, per la pignoleria e per la montagna di carte processuali a cui faccio riferimento e che le invio.

Ma — mi creda — ad un persona come me — invisa a molti e con pochi strumenti di informazione a disposizione — non rimaneva e non rimane altra scelta che ricorrere alla Giustizia per vedere riaffermata, nero su bianco, la verità rispetto alle mille menzogne che sono state scritte sul mio conto in tutti questi anni. E veniamo al merito dell’articolo:

1. Non sono stato affatto convocato dai magistrati di Firenze con «tanto di apposito decreto di notifica».

2. Non è affatto vero che io mi sia laureato in modo anomalo. Mi sono iscritto all’Università di Milano nell’anno 1974 e mi sono laureato nel 1978, rispettando appieno il piano di studio all’epoca previsto da quell’Università per la laurea in legge. Sono certo che anche Lei e il dottor Imarisio avete rispettato il piano di studio e vi siete laureati senza andare fuori corso. E’ semmai anomalo il comportamento di quegli studenti che sforano il piano di studio e vanno «fuori corso», non di chi lo rispetta e si laurea nei tempi previsti. Lo stesso giornalista, peraltro, riferisce che «l’istituto di presidenza della facoltà confermò a suo tempo che tutto era in regola». Il mio certificato di laurea e il mio libretto degli esami sono già stati pubblicati una miriade di volte e, comunque, invio anche a lei un’ulteriore copia. Le invio anche copia della causa per danni da me notificata al Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, per aver sostenuto nella trasmissione "Porta a Porta" del 10 aprile 2008 che la mia laurea fosse falsa. Causa, ad oggi, ferma alla Camera dei Deputati, a seguito della sua ric h i e s t a d i insindacabilità ex art. 68 Cost.

3. Le accuse del Gico di Firenze circa miei presunti favori ricevuti da Pacini Battaglia, da Antonio D’Adamo e da Giancarlo Gorrini sono state tutte smontate dai giudici di Brescia che, dopo due accurate e meticolose inchieste, hanno sentenziato che «i fatti non sussistono ». Al riguardo, Le invio copia della sentenza numero 3940/96 del 18 febbraio 1999 (riguardante la vicenda D’Adamo-Pacini) e della sentenza n.ro 189/96 del 29 marzo 1996 (riguardante la vicenda Gorrini);

4. Non è vero che io abbia mai avuto a che fare con i Servizi segreti, né italiani, né stranieri. Sul punto si sono espressi, già diverse volte, i magistrati (ai quali mi sono rivolto per tutelare la mia onorabilità) che hanno riconosciuto che io non ho mai avuto alcun rapporto con strutture di tal tipo. Allego al riguardo, e in via esemplificativa, la sentenza del 17 marzo 1997 del Tribunale di Milano con cui è stato condannato in primo grado l’allora senatore Erminio Boso per aver sostenuto una panzana del genere. Allego anche la richiesta di rinvio a giudizio della Procura della Repubblica di Torino n.ro 5981/98 del 26 ottobre 1999 che ha rinviato a giudizio Bettino Craxi sempre per aver falsamente sostenuto che io fossi un agente dei Servizi segreti (il processo poi non si è svolto perché Craxi nel frattempo è deceduto). Se si ha l’onestà intellettuale di valutare le cose in buona fede, (come sono certo farà Il Corriere della Sera) tali sospetti non possono essere alimentati strumentalizzando la mia relazione all’Autorità giudiziaria circa la presenza del latitante Francesco Pazienza alle Seychelles, né la mia partecipazione alla cena natalizia del 1992, svoltasi presso il Reparto dei Carabinieri di Roma, su invito del Comandante col. Vitaliano, cena a cui partecipò anche il questore Bruno Contrada, allora dirigente del Sisde. Comunque, e proprio al fine di non essere accusato di reticenza, le allego l’atto di citazione (con annessi 18 documenti allegati) che ho proposto nei confronti di Mario Di Domenico per le false dichiarazioni dallo stesso rilasciate circa l’asserito mio coinvolgimento nella vicenda Contrada e di cui proprio "Il Corriere della Sera", tempo addietro, ha dato notizia con grande risalto (atto di citazione che, come potrà constatare, non ha riguardato né "Il Corriere della Sera", né il giornalista Cavallaro, proprio perché ho ritenuto e ritengo legittimo e doveroso il vostro mestiere). Allego anche l’atto di citazione che ho proposto nei confronti di Francesco Pazienza ed altri, in relazione alle elucubrazioni montate in ordine alla mia segnalazione all’Autorità giudiziaria sulla sua permanenza da latitante nello stesso posto in cui io e la mia futura moglie ci trovavamo in vacanza. Anche in questo caso, sarebbe stato anomalo il mio silenzio su quanto avevo visto e sentito circa il rifugio di Pazienza e non la pronta relazione al mio Capo Ufficio, una volta rientrato in Italia. Peraltro faccio presente che la legge impone a tutti i pubblici ufficiali di segnalare all’Autorità giudiziaria fatti e circostanze penalmente rilevanti ed io ero all’epoca magistrato!

5. Non è vero che io abbia fatto un uso privato dei soldi del partito. Su questa questione, sono già intervenuti ben tre provvedimenti del giudice penale che ha archiviato tutte e tre le volte altrettanti esposti del denunciante Di Domenico per assoluta infondatezza dell’accusa. Allego al riguardo il decreto di archiviazione n.ro 4620/07 - GIP Imperiali di Roma del 14 marzo 2008, il decreto di archiviazione n.ro 15233/09 - GIP Silvestri di Roma del 26 maggio 2009 ed il decreto di archiviazione n.ro 860/09 - GIP Marzagalli di Busto Arsizio del 12 ottobre 2009.

6. Non è vero che io abbia mai fatto—con riferimento alle proprietà immobiliari di mia proprietà— una commistione tra patrimonio mio personale e patrimonio del partito Italia dei Valori. Allego, al riguardo, la sentenza del Tribunale di Monza n.ro 760/10 del 2 marzo 2010 che condanna il quotidiano Il Giornale, il direttore dell’epoca Mario Giordano e il giornalista Chiocci a risarcirmi, con 60.000 euro, il danno per le falsità e le diffamazioni pubblicate il giorno 4 agosto 2008 con un dossier intitolato: "Di Pietro ha investito 4 milioni di euro in case, ecco il suo patrimonio".

7. Non è vero che io abbia fatto un "uso non associativo" dei soldi del partito, come pure da taluni sostenuto. Allego, al riguardo, la memoria esplicativa (con annessi 65 documenti allegati) che ho consegnato alla Procura della Repubblica di Milano (PM dottor Fusco). Dalla disamina dei documenti in questione si evince in modo evidente — sempre se si ragiona in buona fede — che i soldi del partito sono sempre finiti nelle casse del partito.

8. Non è vero che io abbia acquistato case tramite "prestanome", nel senso dispregiativo del termine, o che abbia acquistato "immobili proibiti per legge ai parlamentari in carica", come pure si afferma nell’articolo (credo in buona fede a seguito di una martellante campagna denigratoria, svolta da altre testate giornalistiche). Allego, al riguardo, l’atto di citazione promosso nei confronti del quotidiano "Il Giornale" che, per primo, ha sostenuto tale falsità, con annessi 18 documenti allegati, dai quali si evince in maniera incontrovertibile che non è affatto vero che io abbia acquistato un immobile "proibito per legge", né che io abbia intestato ad altri l’immobile acquistato.

Spero, caro Direttore, che la documentazione inviata e le spiegazioni fornite possano essere sufficienti per rivedere «i dubbi e le ambiguità» che "Il Corriere della Sera" ha nei miei confronti. Nel caso dovessero permanere ulteriori perplessità, non si faccia scrupolo, me li chieda o me li faccia chiedere.

Antonio Di Pietro
(Leader di Italia dei valori)



03/06/2010

Falso Viagra nocivo venduto online

Falso Viagra nocivo venduto online

Contraffatti anche altri marchi, come Cialis e Levitra. Scoperto un traffico illecito. Emilia-Romagna e Lombardia le regioni con più «clienti». Le finte pastiglie contengono sostanze pericolose per la salute

 

MILANO - Cialis, Viagra e Levitra «taroccati», prodotti in cantine dell'est Europa e dell'India e comunque in laboratori clandestini, acquistati attraverso «farmacie online» ma pericolosi per la salute. È quanto è emerso dall'inchiesta condotta dal Pm di Catania Angelo Busacca e dal reparto analisi del comando tutela salute dei Carabinieri, con l'ausilio di vari Nas sul territorio. L'operazione è scattata giovedì mattina: sono state effettuate quaranta perquisizioni e sono state disposte quattro ordinanze di custodia cautelare.

DIFFUSI ANCHE GRAZIE AL TAM-TAM DEI SOCIAL-NETWORK - In tutti i casi i prodotti sequestrati nell'indagine e sottoposti ad analisi scientifiche hanno mostrato pericolosità per chi li assume. In particolare per quanto riguarda le sostanze tipicamente contraffatte come il Cialis, Viagra e Levitra, è stata accertata nelle pseudo composizioni chimiche la presenza anche di Solfato di calcio, cioè gesso. Un altro elemento messo in luce dall'inchiesta è che anche attraverso le cosiddette amicizie dei social network (come Facebook, Msn ed altri), si riescono a camuffare cessioni di prodotti illeciti. In molti casi gli acquirenti erano giovani e anche adolescenti, una fascia d'età che non giustifica l'uso di certi prodotti, nonchè donne. Le Regioni in cui sono risultati - dall'indagine - i maggiori acquisti online sono l'Emilia-Romagna e la Lombardia.

Redazione online


26/05/2010

Prende la pensione da cieco ma legge il giornale: arrestato

Prende la pensione da cieco ma legge il giornale: arrestato

Napoli, fisioterapista del Vecchio Policlinico era riuscito ad accumulare 100mila euro con la pensione di invalidità al 100%. L’uomo prendeva tranquillamente il bus e spingeva il carrozzino del figlio tra il traffico.

 

 

 

Leggeva il giornale, inseguiva l’autobus, spingeva carrozzini. Attività normalissime per qualsiasi essere umano dotato di tutte le facoltà fisiche e mentali. Meno per chi è titolare di invalidità al 100% perché completamente cieco. Mario Graziano è stato così pedinato dagli agenti della squadra mobile di Napoli, sorpreso nello svolgere delle comuni attività giornaliere, nonostante la sua presunta cecità.

Fisioterapista del Vecchio Policlinico, Graziano aveva così trovato il modo di assentarsi da lavoro, svolgendo seconde attività. In più il “furbo e fannullone”, secondo il comunicato della procura, era riuscito a mettere da parte 100mila euro con la pensione di invalidità.


30/04/2010

Peculato e falso, 11 poliziotti arrestati dai colleghi

Peculato e falso, 11 poliziotti arrestati dai colleghi

Napoli, gli agenti “antiscippo” redassero un verbale falso del sequestro di un camion di generi alimentari. Secondo l'accusa, trattennero per loro una parte del carico

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Anomalie e irregolarità nei verbali di arresto di cinque rapinatori. Per questo undici agenti della sezione “Falchi” (poliziotti antiscippo) sono stati arrestati dai loro stessi colleghi con l'accusa di peculato e abuso d'ufficio. Gli indagati hanno ricevuto un'ordinanza di custodia cautelare.

I poliziotti sono stati condotti nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. "Le indagini - si legge in una nota della Questura - sono state avviate d'iniziativa da parte di quest'ufficio che, a seguito di un controllo sui verbali redatti dagli operanti, aveva rilevato delle anomalie che lasciavano trasparire la non regolarità di un intervento che aveva consentito l'arresto in flagranza di reato di cinque rapinatori". "A seguito delle risultanze d' indagine - conclude la nota - la locale Procura della Repubblica ha richiesto l'emissione di provvedimenti restrittivi al giudice che ha approvato nella sua completezza il quadro probatorio e le responsabilità accertate".


08/04/2010

Cucchi, i medici legali: «Poteva essere salvato»

Cucchi, i medici legali: «Poteva essere salvato»

Non è morto per disidratazione, ma perchè, pur in condizioni cliniche difficili, non è stato curato

 

Stefano Cucchi
Stefano Cucchi

ROMA - Fa ancora discutere la morte di Stefano Cucchi il geometra di 31 anni morto dopo 6 giorni dall'arresto, il 22 ottobre scorso all'Ospedale Sandro Pertini. «La vita di Cucchi si sarebbe potuta salvare. Se fosse stata posta in essere un'idonea terapia si sarebbe potuto scongiurarne la morte». Così Paolo Arbarello, direttore dell'istituto di Medicina legale dell'università La Sapienza nel corso di una conferenza stampa in cui ha illustrato le conclusioni di una consulenza elaborata da un pool di esperti da lui guidati per far luce sulla morte di Stefano Cucchi, il detenuto morto il ottobre scorso al Sandro Pertini. «Stefano Cucchi non è morto per disidratazione. La sera prima del decesso aveva assunto tre bicchieri d'acqua ed erano stati fatti dei prelievi di urina da cui è emersa una corretta funzionalità renale».

LA MORTE - Stefano Cucchi non è morto per disidratazione, ma perchè, pur in condizioni cliniche estremamente difficili, non è stato curato. A questa conclusione è giunto il professor Paolo Arbarello, responsabile dell'istituto di medicina legale e a capo di una equipe medica nominata dal pm che conduce l'inchiesta sulla morte di Cucchi. Il fascicolo di 145 pagine è stato consegnato mercoledì ai magistrati.

Redazione online