01/07/2011

Arrestato per schiamazzi, muore I familiari: picchiato dalla polizia

Arrestato per schiamazzi, muore I familiari: picchiato dalla polizia

In via varsavia. trovati medicinali per il cuore. Attesi in procura due testimoni. Gli agenti: malore dopo il fermo. La figlia: «E' stato un pestaggio, c'è il video». I medici: «Niente ematomi»

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10/02/2011

Ragazzo aggredito dal branco in viale Monza, quattro arresti

Ragazzo aggredito dal branco in viale Monza, quattro arresti

Migliorano le condizioni della vittima: operato, guarirà in tre mesi. I componenti della gang hanno tra i 20 e i 25 anni. L'aggressione sabato scorso, bottino 5 euro

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08/02/2011

Branco scatenato in viale Monza: picchiato per 5 euro, in ospedale 16enne

Branco scatenato in viale Monza: picchiato per 5 euro, in ospedale 16enne

Nelle ultime settimane un'escalation di pestaggi del sabato sera. La vittima operata per fratture alla mandibola. Il padre: questa città non ha più rispetto per nulla

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20/01/2011

Cassazione: i parenti delle vittime della strage di Nassiriya vanno risarciti

Cassazione: i parenti delle vittime della strage di Nassiriya vanno risarciti

Annullata in sede civile la sentenza di assoluzione dei generali lops e stano. Accolto dalla Suprema Corte il ricorso dei familiari

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09/10/2010

Federico Aldrovandi, risarcimento di 2 milioni alla famiglia

Federico Aldrovandi, risarcimento di 2 milioni alla famiglia

In cambio, i familiari non si costituiranno parte civile nei procedimenti ancora aperti sulla vicenda. La madre: "Un passo importante, ma nostro figlio non ce lo restituirà mai nessuno"

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30/08/2010

Francia: italiano morto in carcere, l'autopsia rinviata a martedì

Francia: italiano morto in carcere, l'autopsia rinviata a martedì

Lo si è appreso da fonti diplomatiche italiane a Nizza. Lunedì mattina come previsto in precedenza i familiari di Franceschi si erano presentati alla camera mortuaria

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16/08/2010

Inghilterra: assegno sociale di 200 euro a settimana per la sorella di Beckham

Inghilterra: assegno sociale di 200 euro a settimana per la sorella di Beckham

Meno di quanto il fratello guadagna in due secondi. Lynne è in attesa di divorzio e di affidamento dei suoi tre figli. David «sconcertato e sconvolto»

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02/08/2010

Strage di Bologna, l'appello di Napolitano «Le istituzioni colmino le lacune»

Strage di Bologna, l'appello di Napolitano «Le istituzioni colmino le lacune»

Fini: «libertà e legalità contro ogni fanatismo politico». Il Capo dello Stato: «La vita di inermi cittadini fu spezzata da ciechi disegni terroristici ed eversivi»

 

Soccorritori al lavoro nella stazione di Bologna dopo la strage del 2 agosto 1980
Soccorritori al lavoro nella stazione di Bologna dopo la strage del 2 agosto 1980

BOLOGNA - «Si colmino le lacune e le ambiguità sulle trame» che portarono alla strage di Bologna. È l'appello lanciato dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nella lettera inviata al presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime. «Sono decorsi trent'anni da quel terribile 2 agosto 1980 - ricorda il Capo dello Stato - quando il devastante attentato alla stazione centrale di Bologna provocò ottantacinque morti e oltre duecento feriti. A essi e ai loro famigliari va il mio pensiero commosso e partecipe. La vita di inermi cittadini fu quel giorno spezzata dalla violenza di ciechi disegni terroristici ed eversivi. La definizione delle loro matrici così come la individuazione dei loro ispiratori hanno dato luogo a una tormentata vicenda di investigazioni e processi non ancora esaurita. La trasmissione della memoria di quel tragico fatto e di tutti quelli che in quegli anni hanno insanguinato l'Italia non costituisce solo un doveroso omaggio alle vittime di allora, ma impegna anche i magistrati e tutte le istituzioni a contribuire con ogni ulteriore possibile sforzo a colmare persistenti lacune e ambiguità sulle trame e le complicità sottese a quel terribile episodio».

CONFRONTO E TOLLERANZA
- «È un tale sforzo - prosegue Napolitano - il modo migliore di corrispondere alle attese di tutta la nazione e all'ansia di giustizia di chi è sopravvissuto tra penose sofferenze e dei famigliari delle vittime. Altrettanto essenziale è adoprarsi per diffondere sempre di più nel Paese una cultura del confronto democratico e della tolleranza tale da prevenire il ripetersi di analoghi rigurgiti di violenza. Con questi sentimenti, esprimo a lei, signor presidente, e a tutti i famigliari di chi ha perso la vita in quella orribile strage, la mia affettuosa vicinanza, interpretando i sentimenti di solidarietà dell'intero Paese».

LA LETTERA DI FINI
- Anche il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha inviato un messaggio al presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime e al Commissario straordinario di Bologna, Annamaria Cancellieri. «Ritengo che il ricordo di quella tremenda giornata, vivido nelle nostre menti e nei nostri cuori - è uno dei passaggi della lettera - debba contribuire a riaffermare i valori di libertà e di legalità che sono alla base della nostra democrazia, contro ogni forma di fanatismo politico, di odio ideologico e di violenza terroristica». «In occasione del trentesimo anniversario della strage alla stazione di Bologna - prosegue Fini - desidero unirmi idealmente a voi, oggi riuniti per commemorare le ottantacinque vittime innocenti che persero la vita in quella immane tragedia, rinnovando la solidarietà mia personale e dell'intera Camera dei deputati ai loro familiari, così duramente segnati nei propri affetti». «Il barbaro attentato del 2 agosto 1980 che sconvolse la città di Bologna violando il suo animo generoso, costituisce una delle pagine più terribili della storia del nostro Paese ed uno degli esempi più efferati - rileva - di un disumano disegno destabilizzante, che con la sua criminale azione terroristica si abbattè sull'Italia e su Bologna, producendo tanti lutti e tante indicibili sofferenze». «Formulo l'auspicio - dice ancora Fini - che venga finalmente accertata, in tutti i suoi aspetti, la verità sulla strage, facendo piena luce su una trama terroristica che ha tentato di scardinare il nostro sistema democratico e rendendo un doveroso servigio alla città, agli italiani e al nostro Paese. Rivolgo ai familiari delle vittime, alle autorità e a tutti i presenti alla commemorazione i sentimenti della mia più profonda vicinanza».


20/05/2010

Ostia, rimprovera un'alunna, maestra aggredita dai parenti

Ostia, rimprovera un'alunna, maestra aggredita dai parenti

La madre, due figli e il fratello sono stati arrestati. La ragazza aveva insultato una compagna di classe

 

ROMA - Un semplice rimprovero verbale da parte di una professoressa nei confronti di un'alunna, di una scuola media di Ostia, ha scatenato l'ira della madre che, probabilmente avvisata al cellulare dalla figlia, ha atteso la docente all'uscita da scuola e l'ha aggredita. L'arrivo poi dei Carabinieri, chiamati dalla Scuola, ha ulteriormente infiammato gli animi: la mamma (40 anni), aiutata da un'altra figlia (20 anni), ha insultato, minacciato e strattonato i militari rifiutando di placarsi. In caserma, dove le due donne sono state portate in stato di arresto, sono poi giunti altri due familiari: un altro figlio (18 anni) e un fratello (38 anni, pregiudicato) della madre dell'alunna rimproverata. Anche questi ultimi intervenuti, pretendendo spiegazioni sul fermo delle parenti, hanno cominciato a urlare e insultare i Carabinieri.

L'ARRESTO - Alla fine tutti e quattro i parenti, tutti romani, residenti dalle parti di piazza Gasparri, sono stati arrestati e si trovano ora ristretti presso Rebibbia le donne e Regina Coeli gli uomini. All'origine del rimprovero della professoressa pare ci sia stato un comportamento offensivo da parte dell'alunna nei confronti di una compagna di classe. (Fonte: Agi)


15/01/2010

Rimane chiusa otto giorni in ascensore Disidratata e sotto choc, ma sta bene

Rimane chiusa otto giorni in ascensore Disidratata e sotto choc, ma sta bene

 

A Sitges, località balneare vicino a Barcellona. Tragedia sfiorata per una spagnola, bloccata nella villetta dove vive da sola. Nessuno ha sentito le sue grida

 

MADRID - Per otto giorni una donna di 35 anni è rimasta chiusa, senz'acqua né cibo, nell’ascensore della sua casa, a causa di un black out elettrico. È accaduto a Sitges, graziosa località balneare vicino a Barcellona, in Catalogna. Durante le feste d’inizio d’anno, prima dell’Epifania, che in Spagna è importante quanto il Natale in Italia, la donna è rimasta bloccata nell’ascensore all’interno della villetta nel quartiere di Les Boutigues, in cui abita da sola. Nessuno ha sentito le sue grida d’aiuto, nessuno ha notato la sua scomparsa, complice anche il periodo festivo. Soltanto dopo otto giorni, i suoi famigliari, che vivono a Madrid, si sono preoccupati del fatto che non rispondesse al telefono e non si facesse più viva.

SOTTO CHOC - Hanno avvertito la Guardia Civil della cittadina e gli agenti si sono presentati all’indirizzo della donna con i vigili del fuoco. Forzata la porta, hanno udito subito i lamenti della prigioniera, intrappolata nell’ascensore, fermo tra i due piani. È bastato riattivare l’interruttore dell’energia elettrica perché l’ascensore si rimettesse in moto: cosciente, sebbene disidratata, debolissima e disorientata, la prigioniera non era ancora in pericolo di vita, ma è stata comunque trasportata subito all’ospedale di Viladecans per essere curata e per riprendersi dallo stato di choc. La donna non è ancora in grado di raccontare come abbia vissuto quegli otto giorni, e altrettante notti, da incubo, ma gli agenti hanno verificato che anche il campanello d’allarme era fuori uso.

 

Elisabetta Rosaspina