26/10/2011

Simoncelli, aperta la camera ardente. E Coriano adesso teme l'invasione

Simoncelli, aperta la camera ardente. E Coriano adesso teme l'invasione

 

Omaggio alla salma del pilota 24enne morto a Sepang. I funerali giovedì. E la Curia dice no a Vasco

Continua...


04/10/2011

Vasco Rossi travolto dall’effetto Streisand

Vasco Rossi travolto dall’effetto Streisand

Nonciclopedia, nota versione satirica di Wikipedia, chiude i battenti per timore della causa legale intentata dal Blasco. Ma la Rete non apprezza e si innesca il cosiddetto effetto Streisand, ridda di critiche su Twitter e Facebook e un'enorme pubblicità

Continua...


07/08/2010

A Torino il "Beautiful day" degli U2

A Torino il "Beautiful day" degli U2

Fan in delirio per l'attesa apertura del nuovo tour della band irlandese. Due ore e mezza di concerto per un totale di 23 brani classici che hanno fatto la storia del gruppo.

 

 

 

Gran concerto quello degli U2 a Torino per l'attesa apertura del nuovo tour 360ø 2010. Una festa d'agosto per 45.000 fan che per i loro beniamini irlandesi hanno anche rimandato le ferie (pochi i vip già invece numerosi per la lista nella tappa romana dell'8 ottobre, l'ultima del tour europeo che quest'anno apre e chiude proprio in Italia). Poi sarà la volta, l'anno prossimo, degli Stati Uniti.

Le danze si sono aperte, puntuali, alle 21:20, quando Bono è apparso sulla pedana del palco più "pesante" (180 tonnellate di acciaio) e mastodontico della storia del rock mondiale.

La serata, due ore e mezza, per un totale di 23 brani cantati da un Bono apparso in buone condizioni ha mantenuto le promesse riuscendo a coinvolgere al massimo il pubblico anche per via di un sapiente mix di brani classici della storia della band, dall'iniziale "Beautiful day" (dopo l'apertura vera con "Space Oddity" di David Bowie a "Magnificent", una bellissima versione di "Miss Sarajevo", cantata in italiano nella parte di Pavarotti, a brani nuovi. Inediti sono stati "North Star", melodica e romantica storia di pace e di amore, eseguita al buio e "Glastonbury", ballata scritta per il festival irlandese omonimo a cui la band non ha potuto partecipare in primavera. Bono stesso ha spiegato che si trattava di due inediti.

Tra i brani della serata anche "Until the End of the World", "Vertigo", "Mlk", una sorta di ninna nanna per Martin Luther King, (durante la quale scorrevano immagini sul grande cono circolare centrale di Aung San Suu Kyi, morta in Birmania), "One"; "Streets"; "Walk on", verso la fine è anche passato un video del vescovo Desmond Tutu, che chiede al mondo di lottare per la giustizia e la salute di tutti. Gran finale con "Moment of surrender" e "Rocket man" di Elton John.


15:13 Scritto in musica | Link permanente | Commenti (2) | Trackback (0) | Segnala | Tag: musica, torino, concerto, u2, bono, beautiful day, tour, fan | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook

05/08/2010

Jacko, in vendita la villa dove morì

Jacko, in vendita la villa dove morì

La sontuosa proprietà di Michael Jackson è stata messa sul mercato al prezzo di 28 milioni di dollari. I fan sono già mobilitati e qualcuno avrebbe già fatto un'offerta. La speranza è scovare qualche segreto sulla vita del King of Pop



 

 

In vendita la magione dove Michael Jackson trascorse gli ultimi giorni e ingerì la fatale overdose di farmaci. Lo rende noto Tmz, il portale specializzato nel gossip sui vip, secondo cui la proprietà è stata offerta al mercato a 28 milioni di dollari, dieci in meno di quando se la accaparrò Jacko.

La sontuosa proprietà, 1.600 metri quadrati e in stile francese, è costruita nella zona di Bel Air, a Los Angeles; e ha 7 stanze da letto, 7 posti d'auto in garage e 13 bagni. Dopo la morte del 're del pop', il proprietario aveva tentato di riaffittarla per 300mila dollari al mese, ma alla fine ha deciso di metterla in vendita. La residenza era già stata sul mercato nel 2008, offerta a 38 milioni di dollari, ma non aveva trovato alcun compratore ed era quindi stata affittata da Jacko che, all'epoca, faceva le prove per il tour mondiale che doveva cominciare a Londra, nel luglio 2009.

Secondo il sito - che offre anche una panoramica fotografica della lussuosa villa - i fan sono mobilitati e qualcuno ha già mostrato interesse (probabilmente nella speranza di scovarvi qualche "reliquia"), ma i proprietari hanno chiaramente detto che ogni potenziale acquirente sarà passato al microscopio, anche prima che varchi la soglia per una visita orientativa.


04/07/2010

Muore per meningite la bimba del cantante Niccolò Fabi

Muore per meningite la bimba del cantante Niccolò Fabi

DECEDUTA AL BAMBIN GESÚ DI ROMA. L'annuncio su Facebook: «Un dolore devastante che mi attanaglia la gola». La piccola aveva due anni.

 

ROMA — Per dare l’annuncio più doloroso ha scelto Facebook. Una lettera che è stato un colpo al cuore per i suoi fan: «Amici, vi sto per scrivere quello che non avrei mai voluto... Una sepsi meningococcica ha portato via nostra figlia Olivia, Lulùbella per chi l’ha conosciuta e amata».

L'annuncio su Facebook
L'annuncio su Facebook

Così Niccolò Fabi, il cantautore laureato in filologia romanza, ha scelto di comunicare la morte della sua bimba di due anni, deceduta l’altra notte all’ospedale Bambino Gesù per una meningite fulminante. Le avvisaglie di qualcosa di grave nella vita privata dell’artista c’erano state venerdì, quando Niccolò aveva fatto sapere che i suoi concerti del «Solo un uomo tour» (domani a Roma, poi a Napoli, Torino e Porto San Giorgio) erano stati annullati per «sopraggiunti problemi familiari».

Niccolò Fabi, 42 anni
Niccolò Fabi, 42 anni

Immediato l’abbraccio dei fan, che su Facebook hanno subito risposto con parole di affetto. «Il dolore devastante che mi attanaglia la gola — ha scritto ancora Fabi — è la conseguenza dell’esperienza più orrida, ingiusta e innaturale che un essere umano può vivere...». Una tragedia che lo terrà lontano dalle scene: «Inutile dirvi che fino a quando non saprò dare un senso costruttivo a questo incubo, il palcoscenico sarà l’ultimo posto in cui desidererò stare...». E poi l’arrivederci: «So di poter contare sulla vostra sensibilità che mai come adesso è l’unico strumento che merita di essere suonato... Un abbraccio che contiene tutto». Firmato: «Nicc».

Corriere della Sera


11/02/2010

«Non tagliate il fantabosco» Il web si mobilita per la Melevisione

«Non tagliate il fantabosco» Il web si mobilita per la Melevisione

 

Il caso. Viale Mazzini vorrebbe eliminare le trasmissioni per ragazzi da Rai Tre. I fan in rivolta

 

Non tagliate il fantabosco. I fan di Milo Cotogno e degli altri protagonisti della Melevisione si mobilitano su Facebook per chiedere alla Rai di non eliminare dal palinsesto pomeridiano di Raitre la programmazione per bambini. Qualcuno ricorda la spensieratezza dei pomeriggi passati davanti alla tv, altri, più duri, minacciano di non pagare più il canone Rai, che «spende milioni di euro per i cachet delle star di Sanremo e poi taglia la programmazione di qualità per i più piccoli». Molti stanno subissando di e-mail l'ufficio stampa della Rai e il centro di produzione di Torino, dove i programmi vengono realizzati.

A Viale Mazzini la scelta di eliminare le trasmissioni per ragazzi da Rai Tre, resa nota negli scorsi giorni,  è maturata in nome di una strategia aziendale che punta a trasferire sulla piattaforma digitale terrestre, dove la Rai ha già due canali dedicati al pubblico più giovane (RaiGulp! e Rai Yoyo), le trasmissioni destinate ai bambini e a valorizzare meglio la fascia pomeridiana della terza rete, che per quanto riguarda lo share è una delle  più deboli dell'intera programmazione. Di fatto, però,  il pomeriggio di Rai Tre è una sorta di isola nel palinsesto pomeridiano della Rai, ormai appannaggio di talk show e infotainment, più remunerativi in termini di ascolti e pubblicità.

Oltre alla Melevisione, saranno cancellati altri programmi storici, come il GTRagazzi e Trebisonda. Da Raitre spariranno anche Il Gran Concerto, trasmissione di musica destinata ai più piccoli,  e i programmi del week end come Il videogiornale del Fantabosco e Mamme in blog. Tutti programmi  made in Rai, realizzati al centro di produzione di Torino, specializzatosi in questi anni nel settore della televisione per l'infanzia. «La decisione mi è stata comunicata dall'azienda circa un mese fa» spiega Mussi Bollini, capostruttura di Rai Tre per i programmi di bambini e ragazzi. «Non  c'è nessuna certezza riguardo la ricollocazione dei programmi sul digitale terrestre: il pericolo è che la Rai disperda il lavoro di anni, in cui è riuscita a dare un'identità di qualità ai programmi per bambini, intesi come tali, e non come mini-divi che partecipano ad una gara di canto o di ballo» continua la Bollini, che in Rai si occupa di ragazzi da quasi 30 anni, contribuendo ad ideare trasmissioni di successo come Big! e Solletico. «Stiamo ricevendo tantissime e-mail di solidarietà da genitori e bambini, ma non so nemmeno a chi mandarle in Rai» conclude sconsolata.

L'azienda, dal canto suo, fa sapere che finanzierà con nuovi investimenti la tv per ragazzi e che il centro di produzione di Torino non è in pericolo, ma sarà coinvolto nelle nuove iniziative. «Di sicuro la Rai continuerà a fare programmi per l'infanzia, bisogna vedere se verranno mantenute le produzioni attuali, o nasceranno di nuove» dicono dall'ufficio stampa.  Il Lupo Lucio, insomma, con buona pace dei fan di Facebook, è a serio rischio estinzione.

Elvira Pollina


08/02/2010

"Voglio somigliare a Jessica Alba" L'alt dell'attrice: «Non farlo»

"Voglio somigliare a Jessica Alba" L'alt dell'attrice: «Non farlo»

 

Una 21enne cinese si sottoporrà a diversi ritocchi per tornare col suo ex, fan sfegatato della sex symbol, la diva alla ragazza: «chi ti ama veramente, lo fa a prescindere da qualunque cosa»

 

A sinistra Xiaoqing, a destra Jessica Alba
A sinistra Xiaoqing, a destra Jessica Alba

Essere Jessica Alba: una ragazza cinese vuole trasformarsi nell'attrice americana. Xiaoqing, 21 anni, porta una parrucca color biondo scuro. Cerca di imitare le movenze della Alba e acquista gli stessi capi indossati dalla sex symbol 29enne. Ora, con un intervento chirurgico importante vuole cambiare i lineamenti del viso. Non per una mania personale, ma per piacere finalmente al suo ex fidanzato. La star di Hollywood non ci sta e lancia un appello per dissuadere Xiaoqing.

EX RAGAZZO - L'imitazione è la forma più sincera di adulazione. Ma forse Xiaoqing è andata oltre. O meglio, il suo ex fidanzato: la 21enne ha detto infatti di essere a pezzi dopo la rottura avvenuta un mese fa con il ragazzo, un fan sfegatato dell'attrice che ha recitato ne I Fantastici Quattro e Silver SurferInto the Blue. Da Los Angeles è intervenuta ora Jessica Alba, rivolgendosi direttamente alla giovane: «Non farlo. Penso che non dovresti mai cambiare così te stessa. Se qualcuno ti ama veramente, ti amerà a prescindere da qualunque cosa». Xiaoqing, che lavora per una Internet company di Shangai, ha spiegato che nel corso della loro relazione durata un anno e mezzo, il suo ragazzo, che ha 28 anni, era ossessionato dalla Alba: ha riempito il loro appartamento di sue fotografie e poster, inoltre parlava continuamente dei lei, il suo idolo. Ciononostante, il ragazzo non l'avrebbe mai obbligata ad assomigliare all'attrice, ma non le ha mai nascosto che gli sarebbe piaciuto. L'ultimo regalo è stata una parrucca bionda. e

DESIDERIO - «Quando ho rotto con il mio ragazzo, ero molto triste», ha detto Xiaoqing quando si è presentata allo Shangai Time Plastic Surgery Hospital, l'ospedale che ha acconsentito ad aiutarla a realizzare il suo desiderio. «I miei amici... mi hanno consolato ma non ha funzionato, così mi hanno suggerito di ricorrere alla chirurgia per diventare come lei». Il direttore dell'ospedale, Jiang Shan - che interverrà "pro bono" sulla ragazza anche per dimostrare le sue abilità - ha spiegato che Xiaoqing avrà bisogno di diversi interventi per modificare occhi e naso. «Se vuole sembrare più bella di ciò che è adesso penso che potremmo aiutarla ad esaudire il suo desiderio - ha sottolineato - se invece vuole assomigliare completamente a Jessica Alba, credo che più di un intervento abbia bisogno di risolvere il suo problema psicologicamente».

MODA - Benchè molti blogger e coetanei si siano scatenati sui forum del Paese con commenti e critiche, la ragazza resta ferma sulla sua posizione: «Come membro della giovane generazione di questo Paese, posso scegliere di decidere cosa voglio nella vita», ha affermato Xiaoqing. Che dalle colonne dei media cinesi si rivolge al suo ex: «Se dopo l'intervento chirurgico non mi volesse ancora accettare, rinuncerò a lui», ha sottolineato. Assomigliare alle celebrità ricorrendo al ritocco è assai comune a molti ragazzi nella Cina d'oggi, ha spiegato l'ospedale. Il governo stima che centinaia di milioni di yuan vengano spesi ogni anno per interventi di chirurgia plastica.

Elmar Burchia


14/12/2009

Il governo: «Oscurare i siti pro-Tartaglia» In migliaia fan del Cavaliere senza saperlo

Il governo: «Oscurare i siti pro-Tartaglia» In migliaia fan del Cavaliere senza saperlo

 

Le reazioni sul web dopo il ferimento del premier. Ronchi e Maroni contro chi inneggia all'aggressore sul web. Il caso del falso gruppo su Facebook

 

Uno dei gruppi su Facebook creati dopo l'aggressione al premier
Uno dei gruppi su Facebook creati dopo l'aggressione al premier

MILANO - Il numero dei suoi "fan", sulla Rete, sfiora ormai i 50 mila. Il gruppo di Facebook dedicato a Massimo Tartaglia, l'uomo che ha ferito Silvio Berlusconi dopo il comizio di Milano, continua a crescere (anche se, come spesso avviene in questi casi, accanto ai sostenitori dell'aggressore non mancano le persone che si iscrivono solo per manifestare la propria disapprovazione). Tanto che il ministro per l'Interno, Roberto Maroni, sta valutando di «oscurare i siti Internet che incitano alla violenza». Il responsabile del Viminale, che parla di «apologia di reato» e «istigazione alla violenza» attraverso la Rete, potrebbe già portare nel Consiglio dei ministri di giovedì «delle misure che ci consentano di intervenire per porre fine a questo scempio». Anche il ministro per le Politiche europee, Andrea Ronchi, chiede al Viminale di bloccare le pagine «in cui si inneggia alla vigliacca aggressione subita dal presidente del Consiglio». E Gabriella Carlucci, parlamentare del Pdl, rilancia: «Internet e i social network stanno diventando, ogni giorno di più, canali e strumenti di diffusione di odio e veleno. È giunto il momento di eliminare definitivamente l'anonimato in rete».

IL CASO - Nel frattempo, sul popolare social network sono nati anche parecchi gruppi di sostegno al Cavaliere: da "In carcere Tartaglia" a "Ergastolo per Tartaglia" fino a "Solidarietà per la vile aggressione". Il più numeroso è «Sosteniamo Silvio Berlusconi contro i fan Massimo Tartaglia»: in poche ore avrebbe raccolto oltre 380 mila iscritti. Ma in questo caso si tratta di un falso: un gruppo già esistente, cioè, e al quale è stato cambiato nome (ci sono foto e riferimenti relativi a date precedenti). «Questo gruppo è un imbroglio - afferma una delle "iscritte" in bacheca. - Ieri si occupava di tutt'altro, ha cambiato nome per imbrogliare sul numero degli iscritti, guardate i vecchi post». Un altro denuncia: «Il gruppo era: "Aboliamo il Superenalotto e diamo i soldi ai terremotati dell'abruzzo". Vergogna». Altri navigatori sostengono invece che si trattasse di un gruppo di aste online e dedicato al made in Italy. «Alcuni amministratori hanno cambiato nome al gruppo senza informare gli iscritti - denuncia il senatore dell'Italia dei Valori al Senato, Stefano Pedica. - Capita così che chi abbia aderito a una causa si ritrovi, improvvisamente, membro a sostegno o contro Tartaglia». In effetti, sono migliaia i navigatori che si sono trovati iscritti al gruppo senza saperlo. Non certo il modo giusto per placare gli animi, sul web.

SU TWITTER - La notizia dell'aggressione è ovviamente rimbalzata anche su Twitter. Sul sito di microblogging si susseguono, minuto dopo minuto, i commenti e le reazioni provenienti da tutto il mondo. Una ragazza spagnola prova a "ironizzare", affermando che hanno fatto «una faccia nuova» al premier. Un altro navigatore si chiede, in inglese: «Ma cosa ha fatto il povero Berlusconi per meritarsi tutto questo?».

Germano Antonucci


27/10/2009

Concerto su YouTube, folla web per la "rivoluzione U2"

Concerto su YouTube, folla web per la "rivoluzione U2"

 

Settantamila commenti in due ore. In milioni davanti agli schermi per la prima esibizione di una grande band trasmessa live su Internet

 

Un frame del concerto degli U2 su YouTube
Un frame del concerto degli U2 su YouTube

Centomila persone in carne ossa e milioni davanti agli schermi di un computer (collegati da sedici paesi, tutti i continenti). Una vera e propria folla web ha seguito il concerto degli U2 trasmesso live su Internet dal Rose Bowl di Pasadena. «One stage, one band» («un palco una banda») le scritte che campeggiavano sulla pagina YouTube dedicata all'esibizione del gruppo irlandese. Un evento senza precedenti che ha preso il via alle 20 e trenta locali di domenica sera; un'attesa di mezz'ora sulle note delle canzoni più famose della band irlandese e con la diretta del pubblico riunito allo stadio, dove è stato montato un palco dalle forme quasi aliene, enormi colonne curve che danno vita allo scheletro di una capanna futuristica. Un palco ispirato alla torre di controllo dell'aeroporto di Los Angeles, così, come ha detto Bono, leader del gruppo, da poter dare l'idea al pubblico di essere parte della band e dare una visione a 360 gradi dello spettacolo che non a caso si chiama «360 Tour» e di cui la tappa in California è la penultima.

CREATO UN PRECEDENTE - Quello di Bono & co. è senza dubbio un precedente importante. E la band è riuscita come sempre a coinvolgere il pubblico, questa volta davvero oceanico, che nel frattempo in Rete commentava, interagiva, si connetteva, condivideva. Settantamila commenti in due ore: un'enormità, e poco importa se la voce di Bono non era perfetta, se l'acustica non era quella della Disney Hall o se il concerto è durato poco più di due ore, gli U2 come hanno fatto sempre, hanno dato il meglio dal vivo con una generosità e un impegno che ricorda le band di altri tempi. Tempi in cui non ci si sarebbe mai sognati di aprire le porte di un concerto, gratis, a tutto il mondo.

 

Il video del concerto

 


25/10/2009

Carrie Fisher a teatro, come in confessionale: anni di droga anche per colpa di Liz Taylor

Carrie Fisher a teatro, come in confessionale: anni di droga anche per colpa di Liz Taylor

 

L’attrice e scrittrice, celebre per il personaggio della principessa Leila. «La mia vita distrutta dalla saga di Star Wars»


NEW YORK - Lo show inizia con la storia—vera—di un amico gay (Gregory Stevens, consulente del Partito Repubblicano) morto di overdose nel suo letto nel 2005. «Come si è accorta che era morto?», chiede una spettatrice quando Carrie Fisher incoraggia la platea a farle delle domande. «Hai mai visto un cadavere?» risponde lei, «sono blu e gialli: i colori internazionali della morte. E poi sono pessimi conversatori».

«No, non ero nuda a letto con lui», replica ad un altro, «non lo sono da 15 anni e da 20 non vado in giro sbracciata». Il pubblico esplode in un boato di applausi e risate. La magia si ripete ogni notte al Roundabout Theatre (un tempo sede della leggendaria discoteca Studio 54) dove fino al prossimo 3 gennaio la 53enne attrice, sceneggiatrice e scrittrice americana porta in scena Whishful Drinking, ispirato all’omonimo memoir: uno degli show più caldi della nuova stagione teatrale newyorchese. Sono due ore di confessionale a metà fra cabaret, commedia stand-up e sit-com, durante le quali la Fisher, sola sul palco che fa il verso a Guerre Stellari, mette in piazza gli innumerevoli scandali e gossip di un’esistenza da sempre alla mercé dei tabloid. «La mia vita è stata rovinata da Star Wars, dai miei genitori, dalla fama, dalla droga, da Hollywood e da Paul Simon» scherza, presentandosi a piedi scalzi, gli occhi attorniati da stelline argentee. È molto appesantita da quando, nel lontano 1977, appena 19enne, conquistò il mondo nei panni della provocante principessa Leila nel classico di fantascienza di George Lucas. Anche in Italia divenne un trionfo senza precedenti di merchandising. C’erano e ci sono tuttora bamboline di plastica, candele, statuette da giardino e sexy doll gonfiabili. Trent’anni più tardi, Carrie è ancora inseguita dall’ombra troppo ingombrante di quel successo.

Ma oggi ci ride sopra, con un’onestà ben più devastante di quella che aveva sfoderato in Cartoline dall’Inferno, il romanzo semi-autobiografico, ispiratore di un film di Mike Nichols sul difficile rapporto tra una madre, attrice in declino ed alcolizzata (Shirley MacLaine) e la figlia, anch’essa attrice con problemi di tossicodipendenza (Meryl Streep). In Whishful Drinking niente e nessuno sono off-limit. E così si ride quando Carrie rammenta di aver avuto solo due anni quando il padre (il cantante Eddie Fisher, famosissimo negli anni 50) divorziò dalla madre (l’attrice Debbie Reynolds, l’ex «fidanzatina d’America ») per sposare Elizabeth Taylor. «I miei erano il Brad Pitt e la Jennifer Aniston dei loro tempi, solo più pazzi e disfunzionali », ironizza, «Liz Taylor era Angelina Jolie e io sono il tragico prodotto dell’incestuosità hollywoodiana. Ecco cosa succede quando due celebrità si riproducono». Molte delle sue storie sono surreali, come la terapia antidroga che ricevette da Cary Grant o il divieto di indossare il reggiseno impostole da Lucas «perché», le spiegò il regista, «nello spazio non esistono indumenti intimi». Carrie non risparmia frecciate ai suoi due ex mariti: Paul Simon («l’ho sposato perché è un cantante nano ebreo come mio padre») e Bryan Lourd, noto agente hollywoodiano e padre della sua unica figlia (oggi 17enne), che la lasciò per un uomo. «Ho il potere magico di rendere gay o calvi tutti i miei amanti», se la ride.

Prima del debutto a Broadway, l’attrice ha inviato il copione a tutte le persone citate nello show, offrendosi di tagliare le parti che avessero trovato offensive. «Non volevo mettere in imbarazzo nessuno», spiega, «non sono una velenosa arpia, anche se lo sembro». Ma non tutti apprezzano la sua onestà senza peli sulla lingua e infatti i critici teatrali si sono spaccati in due, con le testate più prestigiose a suo favore. Il New York Times lo definisce «un’esperienza estremamente ilare»; Usa Today «pieno di vitalità e gioia di vivere» mentre per Variety è addirittura «delizioso». Ma il New York Post lo boccia senza appello come «il bordello pacchiano e da quattro soldi di una travestita logorroica che non sa chiudere il becco». «È come un orrendo incidente d’auto», gli fa eco l’influente blogger Steve on Broadway «è impossibile distogliere lo sguardo». Alla recita del 21 ottobre, giorno del suo compleanno, una coppia abbandona il teatro dopo l’intervallo «perché ne abbiamo abbastanza del narcisistico autocompiacimento di un’ex drogata convinta che i suoi casini interessino a qualcuno».

Gli attacchi più feroci sono venuti dagli ex fan di Star Wars che sulla blogosfera le rimproverano di aver tradito principessa Leila, ingrassando troppo. «Scusatemi tanto se dopo Guerre Stellari non ho mangiato solo lattuga e semi di girasole», ribatte lei dal sito carriefisher. com, «se proprio insistete smetterò di nutrirmi e di prendere gli psicofarmaci per il mio disturbo bipolare, così potrete venire tutti a trovarmi in manicomio. Dove mi troverete ultra magra nel mio bikini metallico, proprio come allora».

Alessandra Farkas