25/04/2010
Hawking: «Gli alieni? Esistono, ma sarebbe molto meglio evitarli»
Hawking: «Gli alieni? Esistono, ma sarebbe molto meglio evitarli»La posizione dello scienziato in un documentario. L'astrofisico britannico: «Il contatto con la vita extraterrestre potrebbe essere disastroso»
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| Stephen Hawking |
Gli alieni? Certo che esistono, è quasi sicuro. Parola di Stephen Hawking, l'astrofisico britannico famoso per le sue tesi spesso anticonformiste. Lo scienziato però avverte: l'umanità non deve in nessun caso entrare in contatto con loro - ciò potrebbe essere devastante. La star della fisica presenta in un nuovo documentario tv i suoi pensieri sull'universo e le forme di vita extraterrestri.
RAZIONALE - In un universo con cento miliardi di galassie, ciascuna contenente centinaia di milioni di stelle, è improbabile che la Terra sia l'unico luogo dove si sia evoluta la vita. È ciò che sostiene Stephen Hawking, 68 anni, matematico e fisico con un quoziente intellettivo di 160, fino all'anno scorso titolare a Cambridge della cattedra lucasiana di Matematica e Fisica, carica ricoperta anche da Isaac Newton. Hawking, che soffre di atrofia muscolare progressiva - costretto a vivere su una sedia a rotelle e a comunicare con un sintetizzatore vocale - è uno dei cosmologi più noti. Ebbene, da ricercatore qual è ha spiegato che «per il mio cervello matematico i numeri da soli fanno pensare che è perfettamente razionale l'esistenza di alieni», riporta il Sunday Times. Le teorie del ricercatore verranno presentate in una serie di documentari che dai prossimi giorni andranno in onda sull'emittente britannica Discovery Channel.
RISORSE DELLA TERRA - La vita extraterrestre, spiega lo studioso, è concepibile nei modi come la conosciamo - dal microbo al bipede intelligente. Le forme più probabili di vita potrebbero essere microrganismi e animali semplici; in fin dei conti, queste specie avrebbero dominato anche la Terra per milioni di anni. Ciò nonostante, Hawking mette in guardia l'umanità dal possibile incontro con forme di vita intelligente: «Il contatto con la vita aliena potrebbe essere disastroso per la razza umana». Il motivo? Gli alieni potrebbero tentare di sfruttare la nostra Terra per le sue risorse, per poi proseguire. Lo scienziato paragona tale situazione con la quella della scoperta dell'America nel 1492: «Quando Colombo sbarcò in America, le cose non sono più andate così bene per gli indigeni». Hawking ha in mente degli alieni-nomadi che, dopo aver esaurito tutte le risorse del proprio pianeta, vanno a caccia attraverso le galassie di altri pianeti da sfruttare. Oltretutto, immagina l'esperto: «Questi esseri potrebbero sottomettere e colonizzare i pianeti a bordo di navi giganti». E sottolinea: «Basta guardare a noi stessi per vedere come potrebbe svilupparsi la vita intelligente in qualcosa che non vorremmo incontrare».
PRUDENZA - Già in precedenza l'astrofisico aveva messo in guardia dagli incontri ravvicinati con gli altri inquilini dello spazio. «Se mai vi dovesse capitare di incontrare un alieno, state attenti: potreste essere contagiati da un virus contro il quale non possedete alcun anticorpo», aveva sostenuto Hawking in occasione delle celebrazioni per il cinquantesimo della Nasa.
Elmar Burchia
17:49 Scritto in FANTASCIENZA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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07/01/2010
Nexus One gli eredi di Philip Dick contro Google
Nexus One gli eredi di Philip Dick contro Google
Nel romanzo da cui fu tratto blade runner aveva coniato il termine «Nexus 6». Il nome del nuovo telefonino viola le leggi sul copyright, secondo la figlia del noto scrittore di fantascienza
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| Il Nexus One in una foto pubblicata dal sito Usa Engadget |
Non è piaciuto agli eredi di Philip Dick il nome del nuovo superfonino di Google. Secondo Isa Dick Hackett, figlia del noto scrittore di fantascienza, Nexus One è un esplicito riferimento agli androidi Nexus 6 di cui parla il romanzo «Il cacciatore di android», libro del 1968 da cui è stata tratta la pellicola-cult Blade Runner.
VIOLAZIONE - «Si tratta di una chiara violazione delle leggi sul copyright», ha dichiarato Isa Dick Hacket, annunciando di aver già spedito a Google una lettera ufficiale in cui chiede di smettere di utilizzare il nome. «Google prima fa quello che vuole e poi si preoccupa delle conseguenze», ha spiegato Isa Dick Hackett a Wired , sottolineando che «si tratta di una questione di principio», dal momento che non ha ricevuto nemmeno una telefonata informale da parte di BigG.
DUBBI - Secondo gli eredi di Dick, la scelta del nome non lascia adito a dubbi. Nexus One monta infatti un sistema operativo Android, riferimento fin troppo esplicito ai personaggi del romanzo. Eppure, diversi esperti di proprietà intellettuale si dicono perplessi. Innanzitutto, il termine Nexus non è protetto da copyright: «Un personaggio di un libro non diventa automaticamente un marchio registrato», ha spiegato l'avvocato Marc Reiner al Wall Street Journal. C'è poi anche un altro problema: a differenza di nomi come Topolino o Indiana Jones, il termine Nexus viene correntemente usato in inglese con il significato di «rete», «connessione». Google potrebbe far leva su questa accezione per difendersi dagli eredi di Dick.
PRECEDENTI - Ci sono molti altri precedenti di nomi presi in prestito da romanzi per il lancio nuovo gadget elettronico. È il caso per esempio di Droid, il nuovo cellulare di Motorola, il cui nome deriva dalla saga Star Wars di George Lucas. Droid è da tempo un marchio registrato e il distributore statunitense ha presentato una legittima richiesta per l'utilizzo, ricevendo una risposta entusiasta da parte di Lucas: «Siamo davvero onorati che abbiate scelto il nome Droid». Anche a Google, forse, sarebbe bastata una cordiale telefonata agli eredi di Philip Dick per evitare ulteriori grane legali.
Nicola Bruno
15:21 Scritto in HI-TECH | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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23/12/2009
Prove di teletrasporto alla Star Trek
Prove di teletrasporto alla Star Trek
SCIENZA E FANTASCIENZA. Al Politecnico della California si tenterà di «spostare» sferette di silicio
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Nei fantascientifici esperimenti di teletrasporto che Star Trek ci ha già fatto conoscere nella dimensione fantastica ora gli scienziati tentano il colpo grosso. Finora avevano compiuto la prodezza di teletrasportare le caratteristiche di un atomo da un luogo all’altro. Adesso cercheranno di fare altrettanto con qualcosa di più consistente: delle sferette di silicio. L’impresa è ardua ma già è sulla carta preparata dai ricercatori del Caltech americano, il politecnico della California. Il tutto è stato ufficializzato sui Proceedings of the National Academy of Sciences statunitense.
LASER- Il temerario della meccanica quantistica su cui si basa l’esperimento è Darrik Chang il quale propone di utilizzare fasci di luce laser già predisposti nella loro caratteristiche per essere teletrasportati, proiettandoli su sferette di silicio del diametro di cento nanometri (milionesimi di millimetro) equivalenti a un centesimo del capello umano. In questo modo il fascio di luce compie due operazioni: isola le sferette facendole levitare, eliminando tutti i disturbi ambientali circostanti che potrebbero «impedire» il viaggio, in secondo luogo trasmette le sue proprietà di teletrasporto alle sferette stesse realizzando l’operazione. Se riesce siamo passati dal teletrasporto di singoli atomi al teletrasporto di sferette con 10 milioni di atomi, quindi un oggetto che si avvicina al mondo reale. In altre parole, l’esperimento mira a rendere evidenti a livello di un sistema meccanico di dimensioni vicine a quelle normali i comportamenti strani previsti dalla meccanica quantistica che Einstein bollava come spettrali azioni a distanza. Aspettiamo e vediamo se l’artificio funziona.
Giovanni Caprara
12:31 Scritto in SCIENZE | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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26/01/2009
DA FANTASCIENZA A REALTA', COSI' TRA 30 ANNI
DA FANTASCIENZA A REALTA', COSI' TRA 30 ANNI
ROMA - La scienza corre alla velocità della luce e trasforma in realtà ciò che per anni è stato un sogno fantascientifico: dagli occhiali a raggi X per vedere oltre muri spessi al mantello dell'invisibilità, sono i gadget dei 'supereroi' che, secondo la classifica stilata dal britannico New Scientist, potranno divenire realtà da qui a trent'anni.
VISTA DA SUPEREROI. Non siamo ancora alla visione a raggi X ma nel 2006 la compagnia britannica Cambridge Consultants ha creato un sistema a raggi ultravioletti in grado di rilevare persone in movimento dietro un muro.
MANTELLO DELL'INVISIBILITA'. Il trucco consiste nel bloccare le onde elettromagnetiche sprigionate dal corpo che si vuole nascondere. Molti prototipi di 'mantelli di Harry Potter' sono stati inventati, ma ancora non si è arrivati al migliore, anche se, un anno fa, scienziati della University of California, Berkeley, hanno creato un 'mantello' che, 'indossato', blocca le onde elettromagnetiche del corpo che lo indossa.
L'APPARECCHIO PORTATILE DI DR BONES McCOY DA STAR TREK. Sarà uno scanner che, visualizzata la lesione, con un flash la curerà. Lo scanner portatile sarà basato sulle onde acustiche, già oggi gli ultrasuoni sono alla base di molti dispositivi medici. Lawrence Crum dell'Università di Washington a Seattle ha inventato un primo prototipo in grado di curare arterie.
I GUANTI DELL'UOMO RAGNO. Per arrampicarsi ovunque. Anche qui é già una gara di invenzioni di materiali 'appiccicosi' che si ispirano alla pelle delle zampe geco.
GADGET CHE FUNZIONANO SENZA BATTERIA. Dai cellulari ai pacemaker, la scienza lavora alla creazione di dispositivi che ottengono l'energia per funzionare dall'ambiente esterno o dal corpo umano.
'ALI' PER VOLARE. Si chiama 'jet pack', o zaino-jet e, grazie ad una propulsione a getto, è un primo prototipo di dispositivo per volare; non ci credete? E' tutto vero, anzi è già stato usato da James Bond nel film Thunderball.
VACANZE STELLARI LOW COST. Ci stanno pensando la Virgin Galactic e la XCOR Aerospace, che stanno sviluppando 'astronavi' a basso costo per traghettare improvvidi turisti sullo spazio.
BRANCHIE ARTIFICIALI. Per nuotare nelle profondità marine senza bombole: a inventarle sta pensando la nipponica Fuji Systems di Tokio.
TRADUTTORE SIMULTANEO. Ispirato alla serie "Guida galattica per gli autostoppisti", capace di tradurre in tempo reale come faceva il pesce di Babele che permetteva di comprendere tutti gli idiomi della Galassia.
TV CHE TRASMETTONO ODORI. La nuova frontiera del cinema e dei videogiochi, schermi che oltre alle immagini trasmettono odori, addirittura per questo gadget il primo prototipo risale agli anni 90. Quando 30 anni fa uscirono i primi telefonini, chi avrebbe creduto che oggi un abitante su due del pianeta ne averbbe posseduto uno? Con la scienza anche questi nuovi sogni diverranno realtà.
20:51 Scritto in FANTASCIENZA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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28/12/2008
I misteri di Point Pleasant
I misteri di Point PleasantSe qualcuno, la sera di Natale, non aveva meglio da fare che guardare la televisione e in particolare Raidue, si sarà imbattuto in una storia a mio giudizio formidabile e carica di mistero. Bisogna dire grazie a Voyager, trasmissione veramente interessante e ben fatta, per averci introdotto nel ricordo dei fatti clamorosi di Point Pleasant, paesino della West Virginia che da quel giorno divenne famoso per gli avvistamenti del cosiddetto "uomo falena" e per episodi strani e tragici che hanno tenuto banco per tredici anni. La cronistoria è particolarmente complicata, ma sul sito www.marcopirola.com è riassunta in maniera perfetta. Pertanto, ve la ripropongo prendendola direttamente da esso.
Point Pleasant, West Virginia, 15 novembre 1966.
Una coppia di ragazzi, Roger e Linda Scarberry con Steve e May Mallette, fece un giro in maccchina quella sera. Secondo il racconto dell'unica donna che ne volle parlare, passarono nei pressi di una fabbrica di TNT ormai in disuso dalla seconda guerra mondiale. All'interno di quella struttura
di cemento, notarono due luci rosse molto intense. Incuriositi si fermarono e scesero dalla vettura. Sempre secondo la loro testimonianza, scrutando più da vicino, compresero che quelle due luci non erano altro che gli occhi rossi di un enorme animale “dalla forma di un uomo, ma più grosso, fra i sei e mezzo e sette di piedi di altezza, con grandi ali ripiegate sulla schiena”. Si trattava di Mothman, l'uomo falena. Terrorizzati fuggirono senza voltarsi verso la macchina e una volta risaliti si diressero a tutta velocità verso il centro della cittadina. Ma la loro storia non finiva li. A detta dei ragazzi, quella strana creatura volante li seguì per diversi metri fino al punto in cui le luci della città lo fecero sparire nel nulla. Impauriti ed increduli i quattro ragazzi raccontarono l'accaduto allo sceriffo Millard
Halstead, che qualche tempo dopo testimoniò:
"Conosco questi ragazzi da quando sono nati. Non si sono mai messi nei guai e quella notte erano davvero spaventati. Li ho presi sul serio."
Una cronista della zona, raccontando i fatti appena accaduti, ribattezzò lo strano volatile come Mothman (uomo falena). Nei mesi successivi questa strana creatura apparve a molti altri abitanti della zona e dei paesi limitrofi, attirando l'attenzione di media e studiosi. In molti cercarono di dare spiegazioni scientifiche e razionali. Alcuni pensarono si trattasse di un barbagianni un po' troppo cresciuto. Altri pensarono che la fantasia e la noia di quel gruppo di ragazzi fosse la principale causa di tutto il clamore. Fatto sta che gli avvistamenti di Mothman si susseguirono senza sosta.Alcuni mesi dopo la cittadina di Point Pleasant fu letteralmente invasa da uomini in nero. Men In Balck. Federali? Agenti della Cia? Testimoni li descrissero come persone incredibili, che non sapevano nemmeno cosa volesse significare il gesto di stringersi la mano. Persone di carnagione molto chiara, serie e ben vestite. Oltre a questo, scienziati e giornalisti dell'epoca venivano tempestati di telefonate anonime, spesso minacciati e spiati. Chiunque si occupasse di Mothman (l'uomo falena) veniva "perseguitato" dai Men In Black. Ma perché tutto questo? Se fu solo una storiella da niente, come mai tutto questo movimento e clamore? La cosa peggiore però fu il susseguirsi di incredibili vicende catastrofiche nella località del West Virginia. Decine di persone morirono negli anni seguenti l'avvistamento di Mothman. Un ponte crollò, due aerei si schiantarono nella zona e un uragano distrusse vite e case. Testimoni giurarono di aver visto l'uomo falena ogni volta che una di queste catastrofi colpiva la città.
Riflessioni e conclusioni
Il primo ragionamento che può essere fatto è anche il più scontato: possibile che sia un fenomeno di allucinazione collettiva? La risposta più sensata, a mio avviso, è un deciso "no, non è possibile". Numerosi autori hanno studiato il fenomeno degli avvistamenti di Mothman, traendone interpretazioni molto diverse. Autori come John Keel e A. B. Colvin considerano gli avvistamenti reali, e cercano di darne spiegazione. Keel, nel suo celebre romanzo-inchiesta The Mothman Prophecies (1976) sviluppa una articolata teoria del complotto che si propone di spiegare Mothman mettendolo in relazione con altri misteri come Ufo, Men in Black, poltergeist, avvistamenti di Bigfoot (esseri enormi, assimilati o equiparati allo Yeti), e infine con il crollo del Silver Bridge. Colvin sostiene che Mothman è una creatura soprannaturale con l'incarico di aiutare l'umanità in momenti critici e che la stessa creatura è nota come Thunderbird presso i nativi americani e come Garuda in Asia. Criptozoologi come Mark A. Hall hanno sostenuto che il Mothman sia in effetti un esemplare di una misteriosa specie animale riconducibile agli uccelli giganti del Pleistocene.
Gli scettici (molti dei quali hanno contribuito ai numeri di marzo e aprile 2002 della rivista Skeptical Inquirer) ritengono che i testimoni si siano semplicemente sbagliati, scambiando per una creatura misteriosa un gufo, probabilmente di una specie di grandi dimensioni come il grande gufo cornuto (il più grande presente negli Stati Uniti). Stranamente anche il CSICOP (il "Comitato americano per l'indagine scientifica delle affermazioni sul paranormale") appoggia la strana teoria secondo la quale le persone abbiano scambiato un piccolo gufo per il gigantesco essere. E questo sebbene gli avvistamenti siano stati segnalati da più persone e in momenti diversi e tutti i dettagli, compresi quelli relativi alle enormi dimensioni dell'entità coincidono. Comunque lo si rigiri, questo dossier rimane uno dei più critici tra quelli riconducibili ad avvistamenti e contatti misteriosi e, soprattutto, ancora da risolvere in maniera chiara. Mi permetto di aggiungere un dettaglio secondo me non trascurabile: la vicenda dell'uomo-falena mi ha subito riportato a quella dell'avvistamento di figure alate da parte di un marinaio della corazzata Caio Duilio nel mare di Taranto durante la Seconda Guerra mondiale. Come spesso si verifica in altre tipologie di avvistamento, ventun anni prima, da tutt'altra parte del mondo, s'era dunque registrato qualcosa di simile. E non solo lì: i personaggi con le ali, infatti, sono una delle categorie con le quali nell'ufologia vengono censite entità che si vuole appartengano a realtà extraterrestri.
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17/10/2008
La Berlitz aliena
La Berlitz aliena

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14/10/2008
«Oggi sbarcano gli alieni»: la profezia fa il giro del web
«Oggi sbarcano gli alieni»: la profezia fa il giro del webSecondo la «medium» Goodchild, gli extraterrestri si presenteranno «senza intenzioni bellicose», discussioni e parodie sulla previsione
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| La «medium»Blossom Goodchild |
«FEDERAZIONE DELLA LUCE» - «14 october 2008 aliens»: digitando queste semplici parole su un qualsiasi motore di ricerca compaiono milioni di pagine. Dapprima la buona notizia: gli alieni si presenteranno quest'oggi, martedì, sul nostro pianeta, senza nessuna intenzione bellicosa. «Veniamo per aiutare il vostro pianeta»; «Non veniamo per conquistarlo»; «Non veniamo per distruggere»; «Veniamo per portarvi speranza». Questo - si tiene conto delle virgolette - avrebbero detto gli stessi alieni della «Federazione della Luce» tramite «Blossom Goodchild». L'australiana, emigrata dalla Gran Bretagna, una sorta di sensitiva che fino ad oggi ha operato perlopiù come «chaneller», ovvero come persona in contatto con le altre dimensioni, ha ricevuto il messaggio nell'agosto scorso. Da allora è diventata una sorta di addetta stampa ufficiosa degli affettuosi ET. Esseri viventi di natura extraterrestre le avrebbero indicato la data del 14 ottobre 2008 come momento di congiunzione tra la razza umana e quella aliena. A detta della sensitiva, una grossa astronave apparirà nei cieli dell'emisfero sud del pianeta per 72 ore, portando il messaggio di pace. Ovviamente si tratta delle solite sciocchezze, a detta dei più. «Questa è invece la prova finale», sostengono alcuni ufologi e simpatizzanti della materia.
AVVISTAMENTI - Due sono tuttavia gli aspetti insoliti della profezia: fino all'ultimo Goodchild si dice sicura che l'evento extrasensoriale ed extraterrestre ci sarà. Inoltre, la notizia ha avuto talmente tanta eco sul web che dal 6 ottobre scorso la cara australiana è raggiungibile solo per «vie telepatiche», qualunque cosa ciò voglia dire. Troppe le mail, le telefonate e le domande. Come se non bastasse nelle ultime settimane si sono improvvisamente moltiplicati gli avvistamenti (presunti) di navi spaziali e oggetti non identificati nei cieli di mezzo mondo. Che, naturalmente non hanno tardato a circolare nella vasta rete del web. C'è chi il 4 ottobre scorso ha visto degli UFO triangolari nei cieli di Filadelfia: puntini bianchi ripresi da una videocamera amatoriale sopra le teste del pubblico che assisteva al concerto di Bruce Springsteen per il candidato democratico alla Casa Bianca Barack Obama. E, a quanto pare sembra, anche il punto d'atterraggio della navicella spaziale sia già stato fissato: nella tranquilla e piovosa regione del Galles a nord dell'Inghilterra. Dal 17 settembre scorso si sono infatti concentrate le attività «sospette» attorno alla cittadina di Wrexham. Ma gli stessi alieni avrebbero comunicato a Goodchild che l'atterraggio avverrà nell'«emisfero australe».
SCETTICI - Ma sono molti gli ufologi che non credono alla profezia: Stephen Yulish, per esempio, si dice sicuro che il 14 ottobre nessun UFO atterrerà sul nostro pianeta. Sulla pagina «Ufo Digest», l'ufologo dà sfogo a tutto il suo scetticismo. «Sì, gli UFO esistono, ma sono cattivi», è la sua teoria. Altri critici, al contrario, argomentano in maniera più realistica e scientifica. E sono migliaia i contributi, le domande e i forum italiani che partecipano all'inconsueta ma accattivante discussione.
MESSAGGIO - «Veniamo a comunicarvi che il giorno 14 ottobre 2008 un'astronave di grandi dimensioni sarà visibile nei vostri cieli, nella porzione sud del vostro emisfero e sarà compresa nel campo visivo di molti dei vostri stati. È stato deciso che resteremo all'interno della vostra atmosfera per un periodo di almeno tre giorni e durante questo periodo di tempo ci sarà molta agitazione sul vostro pianeta, i vostri governanti e le alte sfere di potere del vostro pianeta cercheranno di invadere lo spazio atmosferico che circonda la nostra astronave, le misure di sicurezza che abbiamo adottato a questo scopo sono necessarie dal momento che avrà probabilmente luogo una specie di commedia ad opera dei vostri stessi governanti volta a negare la nostra azione pacifica», recita il fantomatico messaggio ricevuto da «Blossom Goodchild».
PARODIE - Molti utenti di YouTube, non poteva essere altrimenti, l'hanno presa con ironia pubblicando in anticipo il video (magistralmente elaborato al computer) dell'arrivo della grossa navicella a Shanghai in Cina, quasi fosse reale. Altri vanno sostenendo che persino le Nazioni Unite si sarebbero riunite nei giorni scorsi in una seduta straordinaria (e segreta) per discutere della vicenda. C'è anche chi corre ai ripari: il noto allibratore inglese Rupert Adams del gruppo di «William Hill» ha cessato di accettare scommesse sulla venuta degli alieni in seguito ad una improvvisa valanga di puntate. Nella rete l'attesa si fa febbrile. Comunque vada gli scettici hanno già preparato una divertente parodia musicale e animata dell'evento.
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07/10/2008
Dubai: un grattacielo alto mille metri
Dubai: un grattacielo alto mille metriIl Nakheel Harbour & Tower supererebbe il Burj Dubai, attualmente in fase di costruzione. Presentato il progetto negli Emirati arabi
DUBAI - Si innalzerà per oltre mille metri il nuovo grattacielo negli Emirati Arabi - e supererà così un altro edificio in città. L'emirato del Dubai vuole toccare il cielo: le autorità della capitale hanno annunciato il progetto per la costruzione dell'edificio più alto al mondo. Lo skyline della città sarà presto sovrastato dalla mole di una torre alta un chilometro. Il nuovo grattacielo Nakheel Harbour & Tower supererebbe così in altezza il Burj Dubai - attualmente in fase di costruzione. «Sento un nodo alla gola ogni volta», ha detto il capo della società edile di Stato Nakheel, Chris O'Donnell, alla presentazione dei piani. Il complesso (che coprirà un'area di 270 ettari) nascerà tra le due isole a forma di palma (Palm Jumeirah) sulla costa dell'emirato, il primo di una serie di arcipelaghi artificiali super-lusso costruiti dalla stessa Nakheel.
DESIGN ISLAMICO - Il grattacielo dei record dovrebbe essere composto da quattro torri singole, ciascuna collegata in diverse parti tra loro. Nakheel non ha però voluto rivelare l'atezza esatta che l'edifcio raggiungerà una volta ultimato, come neppure i costi. La gigantesca torre, una vera e propria città tra le nuvole con 200 piani, sarà il centro del nuovo quartiere di Dubai, nel quale sorgeranno un porto interno (il primo al mondo) e altri 40 grattacieli di non meno di 90 piani. I primi lavori alle fondamenta sono già cominciati, ha dichiarato O'Donnell. Nakheel Harbour and Tower avrà 19 mila unità residenziali per almeno 55 mila persone. È stimato che saranno 30 mila i lavoratori che si occuperanno della costruzione. Il complesso disporrà inoltre di 250 mila metri quadrati d'hotel (3.500 stanze) e uno spazio di 950 mila metri quadrati per negozi. E poi ponti, giardini, laghetti artificiali e parcheggi per 10 mila auto. Il design sarà d'ispirazione islamica, ha spiegato O'Donnell: un mix tra i giardini di Alhambra di Granada in Spagna, il porto d'Alessandria in Egitto, la passeggiata di Tangeri in Marocco e i ponti di Isfahan in Iran.
DUE VOLTE IL TRAMONTO - Nella torre ci saranno 150 ascensori. E come se non bastasse, hanno comunicato i progettisti, il visitatore potrà assistere - nella sua corsa dal piano terra fino in cima - due volte al tramonto in una sola serata. Dopo aver assistito al tramonto del sole a terra, si sale velocissimi con l'ascensore sino cima per vederlo sparire di nuovo oltre l'orizzonte.
I PIÙ ALTI - In ogni caso, superati i mille metri, sovrasterebbe altre torri - in fase progettazione - come il Burj Dubai di quasi 200 metri (sarà alto 807 metri); il Chigaco Spire (609 metri); il China 117 Tower di Tianjin (570 metri); le Abraj Albait Towers alla Mecca (595 metri) e il Freedom Tower che sarà costruito a New York (541 metri). Per avere un'idea il Nakheel Harbour and Tower di Dubai sarà alto otto volte il Pirellone di Milano, o quattro volte l'Empire State Building di New York. Il tempo previsto per la realizzazione dell'opera è di circa dieci anni.
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08/08/2008
IL MONDO FINIRA' A SETTEMBRE
IL MONDO FINIRA' A SETTEMBRENei romanzi di fantascienza la fine della Terra arriva sempre dallo spazio, ma per molti tedeschi a causare la rovina del pianeta potrebbero essere tra breve gli scienziati del Cern, il Centro europeo di ricerche nucleari di Ginevra. L’allarme riguarda il più grande esperimento mai tentato prima, che sta per essere eseguito entro la fine del mese in una nuova gigantesca macchina, il “Large Hadron Collider” (Lhc), un enorme anello di 27 chilometri di circonferenza costato oltre tre miliardi di euro, situato a 60 metri di profondità sotto l’aeroporto di Ginevra fino alle pendici del massiccio francese del Giura. I diecimila scienziati di vari Paesi che lavorano al Cern si apprestano a sparare all’interno dell’Lhc pacchetti di protoni che viaggiano in un ambiente posto a 271 gradi sotto zero, con una velocità pari al 99,999991 per cento di quella della luce, che si sposta a circa 300 mila chilometri al secondo. Dall’impatto di questi protoni con altri situati in quattro punti dell’anello, gli studiosi sperano di ottenere informazioni su ciò che avvenne 13,7 miliardi di anni fa, nell’attimo zero in cui il Big Bang con la sua gigantesca esplosione diede origine al nostro universo. Ma a turbare i sonni dei tedeschi è arrivata la grande stampa popolare, che ha rilanciato con enorme risalto l’ipotesi di un eminente scienziato di Tubinga, Otto Rössler, secondo il quale, in seguito all’esperimento di Ginevra, potrebbero formarsi dei buchi neri, che con un effetto a palla di neve potrebbero estendersi ed inghiottire entro pochi mesi l’intero pianeta.
Ormai in tutta la Germania non si parla d’altro, molta gente sembra già in preda al panico sulla prossima fine del mondo prodotta dai nuovi “apprendisti stregoni” e su blog e media è tutta una gara a chi dipinge gli scenari più foschi. La sindrome ha raggiunto una tale ampiezza che venti tra i massimi fisici nucleari tedeschi sono intervenuti con un documento dal titolo “La Terra non sarà inghiottita dai buchi neri”, per contestare la tesi del loro collega Rössler, anche se ammettono che non si può escludere la possibilità della loro formazione.
Il presidente del Comitato tedesco per la Fisica delle particelle, Peter Mättig, ha spiegato che, nel caso in cui si formassero, «i buchi neri sarebbero ben diversi da quelli esistenti nello spazio». Anche il suo collega Siegfried Bethke, direttore del “Max-Planck-Institut” di Monaco di Baviera, ha precisato che gli eventuali buchi neri creati a Ginevra «sono così minuscoli da non riuscire in pratica a sviluppare alcuna forza di attrazione e scompaiono sotto forma di radiazione in una frazione di secondo». Ma è proprio questo ciò che contesta il professor Rössler, secondo il quale con i ripetuti esperimenti che stanno per iniziare al Cern, «si produrranno un milione di buchi neri all’anno, uno dei quali riuscirebbe forse a non dissolversi, girando attraverso la Terra per collidere e inghiottire di tanto in tanto una particella, un nucleo atomico o un quark. Resta da vedere quanto ci vorrà fino a che questo piccolo buco nero sarà cresciuto abbastanza per mangiarsi il mondo intero».
Un’ipotesi che ricorda quella prospettata da Kurt Vonnegut in un suo famoso libro, “Ghiaccio Nove”, in cui uno scienziato inventa un sistema per trasformare l’acqua in ghiaccio. Ma la sua scoperta finisce nelle mani sbagliate. E quando un piccolo campione di “ghiaccio nove” finisce in un fiume, innesca una reazione a catena che fa ghiacciare, una particella dopo l’altra, tutta l’acqua del pianeta.
Il professor Hermann Nicolai, direttore a Potsdam del “Max-Planck-Institut” di Fisica gravitazionale, ritiene che non ci si sia motivo di preoccupazione e ha accusato Rössler di incompetenza, sostenendo che le sue affermazioni catastrofiche sono basate su un “fondamentale fraintendimento della teoria di Einstein”. Il professor Bethke ha invece pesantemente attaccato il collega di Tubinga, spiegando che «a diffondere il panico è gente che ha evidentemente letto troppi libri di fantascienza». Rössler ha replicato a stretto giro di posta che, se il buco nero che si verrà a creare non rimane stabile, secondo i suoi calcoli «si estenderà fino a inghiottire il pianeta nel giro di 50 mesi». Quanto alle modalità della fine del mondo, «il peso della Terra si comprimerebbe fino ad arrivare a un centimetro di diametro».
Da Ginevra il portavoce del Cern, James Gillies, ha replicato che «l’esperimento è sicuro», ma secondo il professor Mättig il clima di isteria è ormai così diffuso in Germania che «non si può eliminare nemmeno con le argomentazioni scientifiche».
Non è la prima volta che scatta l’allarme contro l’esperimento del Cern. Nella primavera scorsa, alle Hawaii, Walter L.Wagner e Luis Sancho hanno presentato un ricorso in tribunale contro il super acceleratore sostenendo che gli esperimenti immaginati «potrebbero creare un buco nero capace di mangiarsi la Terra e forse l’intero Universo». La Federal District Court di Honolulu ha avviato il 21 marzo il procedimento ma ha poi rinunciato anche perché non ha competenza per fermare il Cern.
Va detto che Wagner ha un passato da fisico all’Università di California, anche se poi si è laureato in legge. Nel 1999 aveva intentato causa a una macchina americana dei Bookhaven National Laboratory impegnata in ricerche analoghe ma a energia più bassa. Di Luis Sancho invece si sa poco: vive in Spagna, forse a Barcellona, e studia la teoria del tempo.
Di certo gli esperimenti del Cern continuano a scatenare le ipotesi più disparate, e ad alimentare la creatività degli autori di fiction: molti ricorderanno “Angeli e demoni” di Dan Brown, il cui inizio è ambientato proprio al Cern di Ginevra, dove uno scienziato ha creato in gran segreto una certa quantità di antimateria. Il contenitore speciale che la mantiene stabile viene trafugato dalla setta degli “Illuminati” e piazzato sotto le fondamenta della Basilica di San Pietro, in Vaticano, perché esploda annichilendo tutto ciò che lo circonda e ponga fine all’esistenza della Chiesa cattolica. Speriamo che la realtà, per una volta, non superi la fantasia.
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21/05/2008
CACCIA A JOHN TITOR
CACCIA A JOHN TITORRoberto Giacobbo (presentatore di Voyager ai confini della scienza) è tornato sulle tracce di John Titor, l’enigmatico viaggiatore del tempo che ha stupito il mondo di internet, per scoprire cosa c’è di vero in questa incredibile storia. E’ possibile che un uomo del futuro venga a trovarci, lasci dei messaggi e riparta poi senza lasciare alcuna traccia? Se tutto ciò fosse vero, lui, John Titor, il soldato americano del futuro, nato nel 1998, oggi dovrebbe avere 10 anni: dove si trova allora la sua famiglia? Dov’è il bambino? E soprattutto: conosce già il suo speciale futuro?
Le telecamere di Voyager si sono recate in Florida, negli Stati Uniti, per indagare su un caso ai confini della conoscenza. Scarica l'intervista completa fatta da utenti che sono rimasti allibiti quando all'improvviso all'interno di un forum John Titor ha risposto ad alcune delle domande che gli utenti gli hanno rivolto.
PER VEDERE IL FILMATO IN INGLESE O ALTRI FILAMTI RIGUARDANTI JOHN TITOR COPIARE ED INCOLLARE QUESTO LINK .
http://www.youtube.com/watch?v=S3MwJleG2Dg&feature=related
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