01/02/2011

Accordo Sky Italia e Fastweb: nasce Home Pack

Accordo Sky Italia e Fastweb: nasce Home Pack

La migliore offerta di televisione a pagamento, la migliore rete a banda larga per i servizi internet e di telefonia fissa, in un'unica proposta commerciale. Un conto unico, un call center dedicato, un prezzo più vantaggioso

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30/09/2010

terzigno discarica emergenza rifiuti vesuvio silvio berlusconi proteste domenico auricchio 29-09-2010 tg24 cronaca

terzigno discarica emergenza rifiuti vesuvio silvio berlusconi proteste domenico auricchio 29-09-2010 tg24 cronaca

Piergiorgio Manca, avvocato penalista, è stato gambizzato mentre usciva dal suo studio nel quartiere Parioli. E’ il difensore di un commercialista coinvolto nell’indagine sul maxi riciclaggio

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29/09/2010

Inchiesta Fastweb e Telecom Sparkle: indagati furono coperti da investigatori

Inchiesta Fastweb e Telecom Sparkle: indagati furono coperti da investigatori

Alcuni degli arrestati stanno collaborando con la procura di Roma. Nuovo filone dell'inchiesta sul maxiriciclaggio da 2 miliardi: nel mirino degli esponenti delle forze dell'ordine

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18/09/2010

Riciclaggio, l’ex senatore Di Girolamo patteggia 4 anni

Riciclaggio, l’ex senatore Di Girolamo patteggia 4 anni

L’esponente del Pdl, coinvolto nell’inchiesta Fastweb e Telecom Sparkle, ha concordato la pena: restituirà anche 4 milioni e 700 mila euro. In cella dal 3 marzo scorso, ha ottenuto gli arresti domiciliari

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08/07/2010

Riciclaggio: arrestato Cola, ex consulente Finmeccanica

Riciclaggio: arrestato Cola, ex consulente Finmeccanica

Il manager è stato fermato a Roma nell'ambito dell'inchiesta che coinvolge Fastweb e Telecom Italia Sparkle. E' accusato di riciclaggio in concorso con l'imprenditore Gennaro Mokbel, l'ex senatore Nicola Di Girolamo, Marco Iannilli e Marco Toseroni

 

 

I carabinieri del Ros hanno arrestato Lorenzo Cola, in passato consulente di Finmeccanica, nell'ambito dell'inchiesta sul maxi-riciclaggio che coinvolge Fastweb e Telecom Italia Sparkle. E' stato fermato mentre, secondo quanto si è appreso da fonti investigative, stava lasciando l'Italia per andare negli Stati Uniti. Cola è accusato di riciclaggio in concorso con l'imprenditore Gennaro Mokbel, uno dei presunti capi dell'associazione per delinquere sgominata dal Ros, l'ex senatore Nicola Di Girolamo, e altre due persone coinvolte nell'inchiesta, Marco Iannilli e Marco Toseroni.

I cinque indagati sono coinvolti in un nuovo fronte dell'inchiesta romana sul maxi-riciclaggio: oggetto delle indagini un investimento di 8,3 milioni di euro sborsati da Mokbel (e di presunta provenienza illecita) per l'acquisizione di quote di una società, la Digint, partecipata da Finmeccanica. Secondo l'accusa Mokbel avrebbe versato il denaro su conti esteri a Iannilli e Cola, attraverso bonifici fatti da Toseroni, acquisendo il 51% della Digint (il restante 49% è invece riconducibile a Finmeccanica). I carabinieri sono riusciti a ricostruire il flusso del denaro, partito da Singapore, transitato per San Marino su un conto di Iannilli e finito in Svizzera.


18/05/2010

L'Antitrust apre istruttoria su Telecom

L'Antitrust apre istruttoria su Telecom

La procedura è scattata dopo una denuncia dell'operatore concorrente. L'accusa: ha abusato della sua posizione dominante nei confronti di Fastweb per aggiudicarsi delle gare

 

MILANO - L'Antitrust ha deciso di avviare un'istruttoria nei confronti di Telecom Italia per verificare se abbia abusato della propria posizione dominante nei confronti degli operatori concorrenti. In particolare, l'Autorità dovrà verificare se la società abbia rifiutato (rendendoli invece disponibili alle proprie divisioni commerciali) informazioni e servizi all'ingrosso necessari ai competittor per poter predisporre offerte economiche e tecniche competitive alla clientela non residenziale. La procedura è stata decisa dopo una denuncia di Fastweb.

IL CASO - Secondo i fatti segnalati, Telecom Italia, sfruttando la sua natura di operatore verticalmente integrato, avrebbe cercato di escludere Fastweb dalla competizione per le gare Consip e Enel per l'affidamento dei servizi di telefonia fissa e connettività IP. In particolare, Telecom si sarebbe rifiutata di fornire le informazioni tecnico-economiche ritenute necessarie da Fastweb per la predisposizione delle proprie offerte. Le gare Consip ed Enel, oltre ad avere una particolare rilevanza in termini di valore complessivo (rispettivamente 1,3 miliardi e 240 milioni di euro come base d'asta), hanno un significativo valore strategico per gli operatori. L'aggiudicazione di forniture così consistenti e di lunga durata, infatti, consente ad un operatore alternativo di utilizzare gli investimenti infrastrutturali effettuati per la fornitura ai grandi clienti per espandere geograficamente la propria capacità concorrenziale, nonchè per raggiungere in tempi accelerati una soglia di clienti sufficiente a generare economie di scala necessarie per poter competere efficacemente con Telecom.

Redazione online


08/05/2010

Fibra ottica, ecco il progetto per la rete unica in Italia

Fibra ottica, ecco il progetto per la rete unica in Italia

Fastweb, Vodafone e Wind lanciano l'idea di una rete "unica, aperta ed efficiente" comune a tutti gli operatori che potranno offrire i propri servizi in regime di concorrenza

 

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Fastweb, Vodafone e Wind lanciano il progetto di una rete unica in fibra ottica per l'Italia, aperta agli altri operatori, da realizzare con il supporto di governo e autorità di controllo e l'apporto finanziario di investitori privati e pubblici, con la Cassa Depositi e Prestiti in posizione preminente. Una rete "unica, aperta ed efficiente" comune a tutti gli operatori che potranno offrire i propri servizi in regime di concorrenza.

Il progetto è stato presentato oggi in una conferenza stampa congiunta dai vertici dei tre gruppi,
Carsten Schloter (Fastweb), Paolo BertoluzzoGubitosi (Wind): per il passaggio dal rame alla fibra si prevede un investimento di 2,5 miliardi di euro in 5 anni, per collegare le 15 maggiori città italiane, con 10 milioni di abitanti, e un periodo di 9 anni per raggiungere il pareggio finanziario. Pronto anche un piano più ambizioso, collegare i 500 comuni più grandi d'Italia, con 30 milioni di abitanti complessivi, in un periodo di 5-10 anni, investimenti
(Vodafone) e Luigi per 8,5 miliardi e pareggio da raggiungere in 11 anni.
I tre operatori chiamano a gran voce Telecom a partecipare al piano, riconoscendole il ruolo che le compete: "Auspichiamo la partecipazione di Telecom - ha detto Gubitosi - con un ruolo importante, più grande di quello di ognuno di noi. Non ha senso per noi fare un progetto senza Telecom, ma neanche per loro farlo senza di noi. E' un piano che presenta vantaggi anche per Telecom".

Indispensabile
inoltre il supporto del Governo e delle autorità di controllo, l'Agcom e l'Antitrust. "Sarebbe difficile portare avanti il progetto se l'Agcom lo osteggiasse o il governo non lo volesse supportare. Al governo chiediamo di avviare un tavolo con operatori e istituzioni per la creazione
della società per la rete in fibra ottica". All'autorità Gubitosi chiede inoltre di evitare ulteriori vantaggi che accrescano la profittabilità della rete in rame all'operatore dominante Telecom. Aggiunge Schloter: "Immagino che se Governo e Agcom dovessero prendere la guida del progetto, gli altri player non possano negare il proprio apporto. Tutti gli operatori devono sedersi intorno a un tavolo nell'interesse comune dell'Italia".


06/03/2010

Inchiesta riciclaggio: nella gioielleria di Mokbel 4 milioni di diamanti

Inchiesta riciclaggio: nella gioielleria di Mokbel 4 milioni di diamanti

 

Il progetto prevedeva l'apertura di una catena di negozi per il traffico illegale. La compravendita delle pietre era uno dei canali usati dal gruppo criminale guidato dall'imprenditore romano

 

Gennaro Mokbel (Proto)
Gennaro Mokbel (Proto)

ROMA - Un tesoro di diamanti trovato a Roma, nell'ambito dell'inchiesta sul riciclaggio. La compravendita di queste pietre era infatti uno dei canali usati - insieme ad opere d'arte, dipinti e sculture - per il riciclaggio da parte del gruppo criminale di Gennaro Mokbel, l'imprenditore romano arrestato nei giorni scorsi e ritenuto l'uomo chiave dell'inchiesta - denominata "Broker" - avviata dalla procura di Roma. Nell'ambito dell'inchiesta sono state sequestrate due gioiellerie, in una delle quali i carabinieri del Ros hanno fatto un maxisequestro di diamanti per un valore stimato di circa 4 milioni di euro. I diamanti, per oltre 150 carati, sono stati rinvenuti insieme ad altri preziosi ed a denaro contante per alcune migliaia di euro. Le indagini del Ros avevano infatti accertato come gli ingentissimi capitali illegali riciclati all’estero dal sodalizio, venissero recuperati attraverso istituti di credito svizzeri, lussemburghesi e sammarinesi per essere reinvestiti nel settore dei diamanti. Le pietre preziose, in particolare - si spiega in una nota - venivano estratte in Uganda, lavorate in laboratori dell’estremo Oriente e commercializzate nella Capitale attraverso una serie di gioiellerie controllate, con la completa reintegrazione dei cespiti nel circuito economico legale.

IL PROGETTO PER RICICLARE IL DENARO - Il progetto di Mokbel era quello di aprire una catena di gioiellerie, canale ideale per riciclare il denaro sporco. Nell'ordinanza del gip si parla di diamanti - chiamati "serci" dagli arrestati nelle conversazioni intercettate - da comprare per poi rivendere. C'è in particolare una dialogo intercettato in cui Marco Toseroni, uno degli arrestati, spiega a due persone, Silvio Fanella e Giorgia Ricci, come sta operando a livello internazionale per iniziare il commercio dei diamanti: «ma te spiego pure per fare questo... allora io ho fatto fare dai giapponesi (identificati in Mr Lee e Iwasawa Takeshi) due società cinesi ... "cinese uno" e "cinese due". Sono cinesi... non riconducibili...con questi qui, ho fatto contratti di ... consignment agreement... come i contratti di conto vendita, per cui loro ... noi mettiamo ... non gli interessa a loro il carico di diamanti.., cioè non possono prendere così... nessuno gli chiede il bilancio prima ...». Si evince, rileva il gip, che si tratta di un sistema anche per far transitare diamanti anziché soldi: «Noi c'abbiamo una società di... c'avemo 13 milioni di diamanti... dobbiamo trovare una gemma di pari valore ovvero più gemme di pari valore ad Hong Kong... a quel punto non paghiamo un ca... circolano i diamanti».

Redazione online


26/02/2010

Prima notte in carcere per Scaglia

Prima notte in carcere per Scaglia

 

L'INCHIESTA SUL RICICLAGGIO. L'ex ad di Fastweb è arrivato a mezzanotte a Ciampino, dove è stato prelevato dalla Guardia di Finanza

 

Silvio Scaglia (Ansa)
Silvio Scaglia (Ansa)

Prima notte in carcere per Silvio Scaglia. L'ex amministratore delegato della società telefonica Fastweb, coinvolto nell'inchiesta su un presunto maxi riciclaggio di circa 2 miliardi di euro, è arrivato all'aeroporto romano di Ciampino a mezzanotte e mezza con un volo privato proveniente dalle Antille ed è stato prelevato direttamente sotto bordo dell'aereo dalla Guardia di Finanza, Scaglia è stato fatto uscire da un varco secondario dello scalo, lontano dai numerosi cameraman e giornalisti che lo attendevano nel settore dell'aviazione generale. «Si è costituito alla Guardia di Finanza» ha riferito il legale di Silvio Scaglia, Gildo Ursini. Dallo scalo romano l'ex ad di Fastweb è stato trasferito nel carcere di Rebibbia. Il manager ha passato la sua prima notte in una cella da solo. Scaglia potrebbe essere interrogato tra venerdì e sabato, o addirittura lunedì. Sono ripresi intanto in mattinata, presso il Tribunale di Roma, gli interrogatori di garanzia delle persone arrestate nell’ambito dell’inchiesta.

«MAI FATTE OPERAZIONI ILLECITE» - «So bene di dover andare in carcere. Ma voglio chiarire tutto ai magistrati. Non ho mai fatto operazioni illecite durante la mia gestione di Fastweb. Già tre anni fa avevo dato tutte le spiegazioni ai pm», ha ribadito Scaglia prima di partire per il rientro in Italia, parlando al telefono con il suo avvocato Gildo Ursini.

CASO DI GIROLAMO - Nella maxi inchiesta su frode fiscale e riciclaggio che ha travolto Fastweb e Telecom Sparkle è coinvolto anche il senatore pdl Nicola Di Girolamo: su di lui persa l'accusa di un'elezione appoggiata dai boss della 'ndrangheta. Il politico sott'accusa rischia di perdere il posto a Palazzo Madama e il presidente del Senato Renato Schifani ha annunciato che mercoledì prossimo l'Aula voterà sulla decadenza dalla carica di Di Girolamo. «Noi abbiamo detto per primi, dopo le politiche del 2006 - ha sottolineato il sottosegretario Paolo Bonaiuti - che nelle elezioni degli italiani all'estero è avvenuto di tutto e di più: le schede, per esempio. Bene ha fatto perciò il Presidente Schifani a chiedere che il Senato si pronunci subito sulla regolarità dell'elezione del Senatore Di Girolamo».

Foto di Hitler e Mussolini ritrovate nella casa di Mokbel (da un'immagine del Tg5)
Foto di Hitler e Mussolini ritrovate nella casa di Mokbel (da un'immagine del Tg5)

MOKBEL - Un primo «tesoretto» dell'organizzazione responsabile del maxi riciclaggio facente capo a Gennaro Mokbel è stato sequestrato a Roma dai carabinieri del Ros. Si tratta di migliaia di dipinti, serigrafie, sculture di artisti famosi frutto, secondo gli inquirenti, del riciclaggio.

Sigilli al magazzino dove è stato trovato il «tesoretto» (Proto)
Sigilli al magazzino dove è stato trovato il «tesoretto» (Proto)

«UN PRIMO TESORETTO» - L'operazione del Ros è scattata nelle prime ore di questa mattina, in via Bevagna 5, nel quartiere Collina Fleming, dove i carabinieri hanno trovato il magazzino all'interno del quale era custodito quello che si ritiene sia solo «un primo tesoretto» dell'organizzazione capeggiata da Mokbel e responsabile, secondo l'accusa, del riciclaggio di ingentissimi capitali illegali. Si tratta, spiegano gli investigatori, di migliaia di dipinti, serigrafie, litografie e decine di sculture: opere d'arte nelle quali la presunta associazione per delinquere reimpiegava parte degli enormi cespiti illegalmente acquisiti. Sono opere di importanti artisti contemporanei e moderni tra cui spiccano i nomi di De Chirico, Capogrossi, Tamburri, Schifano, Borghese, Palma, Clerici e Messina. Le opere d'arte sono ora all'esame degli specialisti del Comando Tutela patrimonio culturale dell'Arma. (fonte Ansa)

BORSA - Le indagini intanto continuano ad appesantire i titoli delle due società telefoniche in Borsa. A metà seduta ancora giù Telecom, che perde l'1,7% il giorno dopo il cda che ha approvato alcuni dati preliminari, rinviando l'esame del bilancio e il piano al mese prossimo. Fastweb che cedeva il 5,5% recupera e ora è sul -0,8%. Dalla chiusura del 22 febbraio a oggi il titolo ha perso circa il 19%. Male anche Telecom Italia che perde lo 0,57% a 1,06 euro.

Redazione online


25/02/2010

Indagine sulle coperture politiche In una telefonata citato Fini

Indagine sulle coperture politiche In una telefonata citato Fini

 

Verifiche sull'autorizzazione all'arresto del senatore del Pdl Nicola Di Girolamo negata nel 2008

 

Il senatore Nicola Di Girolamo (Fotogramma)
Il senatore Nicola Di Girolamo (Fotogramma)

ROMA - Quindici interrogatori. Molti silenzi. Prime ammissioni. E adesso c’è un nuovo filone nella maxi inchiesta sulla colossale truffa ai danni dello Stato che vede implicati i vertici di Fastweb e Telecom Sparkle, pezzi di istituzioni e pezzi della 'ndrangheta decisi a scendere in politica facendo eleggere il proprio candidato, il senatore del Pdl Nicola Di Girolamo. È il filone delle coperture politico-istituzionali. I magistrati sono a caccia della verità sulla mancata autorizzazione all’arresto di Di Girolamo del giugno 2008 e sul «no» alla sua decadenza da senatore per assenza dei requisiti: non era residente all’estero come aveva dichiarato e dunque non era eleggibile. Secondo la procura esponenti politici e sostenitori di destra, o di una componente di Alleanza nazionale, avrebbero «protetto» Di Girolamo.

In questo clima si riascoltano con attenzione telefonate intercettate. E ne spuntano alcune con riferimenti a nomi di politici: l’ex leader di An, e ora presidente della Camera, Gianfranco Fini; il ministro per lo Sviluppo Economico Claudio Scajola, il sindaco di Roma, Gianni Alemanno e il senatore Pdl Aldo Scarabosio. Il nome di Fini viene speso in una telefonata del 16 aprile del 2008. Cominciano a giungere le prime notizie relative all’elezione di Nicola Di Girolamo. Il boss della ’ndrangheta Franco Pugliese parla con il neo-senatore. Poi chiama Gennaro Mokbel, il dominus dell’operazione, e si lamenta di non essere stato informato della vittoria: «Ho perso la voce pe ste c... e votazion... e voi non mi chiamate manco».. Mokbel si giustifica. E aggiunge che Di Girolamo sarebbe stato chiamato dal leader di An: «Mo’ ha chiamato Fini... stamattina...». Il nome di Scajola viene fatto da Gianluigi Ferretti (uno degli «istigatori» della falsa residenza di Di Girolamo). A Di Girolamo, riassume il gip, propone «un pranzo o una cena con il senatore Scarabosio che, essendo amico di Scajola, probabile futuro presidente del Senato, gli potrebbe essere molto utile per i futuri rapporti parlamentari».

È Mokbel, invece, in una telefonata con Paolo Colosimo a fare il nome di Alemanno: «C’ho la stanza mia che ce stanno tre dei suoi qua dentro che stanno a fa’ delle telefonate... di Gianni ... di Alemanno». Tra gli ex An la notizia dei sospetti dei magistrati suscita sorpresa. Il relatore del provvedimento che avrebbe fatto decadere Di Girolamo da senatore era Andrea Augello. Ma se l’aula avesse approvato la sua relazione Di Girolamo sarebbe fuori dal Senato. Venne votata invece una mozione «garantista» che rinviava il voto a dopo che le indagini della magistratura si fossero chiuse. Ma ci sono anche altri versanti delicati nell’inchiesta. Ci sono riferimenti a uomini del Sisde. Come un certo «Alessandro» del quale avrebbe parlato Luca Berriola, il finanziere finito in manette. Ieri a Regina Coeli molti arrestati si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, compreso Mokbel. Gli interrogatori riprenderanno venerdì.

Virginia Piccolillo