08/08/2010
Lady Diana: un libro svela 500 nuove prove sulla sua morte
Lady Diana: un libro svela 500 nuove prove sulla sua morteLo scrittore australianao John Morgan pubblica un libro in cui rivela che importanti fatti dell'incidente in cui perse la vita l'ex moglie del principe Carlo furono tenuti nascosti
Nuove rivelazioni sulla morte di Lady Diana. Secondo quanto riporta il Daily Express nella sua versione online, ci sarebbero almeno 500 prove di rilevante importanza che sarebbero state volutamente nascoste durante il processo di Londra del 2008. Il quotidiano britannico riprende le indiscrezioni contenute nel libro 'Diana Inquest: The Documents The Jury Never Saw' dello scrittore australiano John Morgan. Tra le prove nascoste ci sarebbero le testimonianze del patologo francese Dominique Lecomte e del tossicologo Gilbert Pepin che analizzarono il corpo della principessa e che si rifiutarono di comparire in aula. Inoltre si afferma che i campioni di sangue prelevati dal corpo dell'autista per confermarne l'eccessivo tasso alcolico, sarebbero stati presi da un altro cadavere.
Morgan chiede una nuova inchiesta, che sia indipendente, condotta dalla Corte Internazionale di Giustizia, ma che venga fatta in Francia. Lady Diana mori' infatti in Francia e precisamente il 31 agosto di tredici anni fa in un incidente stradale sotto il tunnel dell'Alma a Parigi. Nell'incidente persero la vita anche il fidanzato, Dodi Al Fayed e l'autista della limousine, Henri Paul. "Nel mio libro vengono pubblicati piU' di 100 documenti importanti - ha spiegato Morgan al Daily Express - oltre ad una lista di altri 400 a cui la giuria avrebbe dovuto avere accesso se si voleva raggiungere un vero verdetto. Gli avvocati dicono che la giustizia e' cieca, ma ho le prove che sono stati i giurati ad essere stati bendati, visto che l'inchiesta ufficiale e' stata un'autentica farsa".
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03/07/2009
L'Aquila, forte scossa a 5 giorni dal G8
L'Aquila, forte scossa a 5 giorni dal G8
L'ambasciata usa agli americani italia: «state lontani dalle proteste». La magnitudo è di 4.1. La gente si riserva in strada. Trema la sede del summit. Il premier «preoccupato»
| L'Aquila (Graffiti Press) |
L'AQUILA - Una nuova forte scossa a L'Aquila e un allarme dell'ambasciata Usa che invita gli americani presenti in Italia a «fare attenzione». Sale la tensione a cinque giorni dall'inizio del vertice del G8 in programma nel capoluogo abruzzese.
LA SCOSSA - La nuova scossa di terremoto è stata avvertita molto distintamente a L'Aquila poco dopo le 13. La gente è uscita subito dagli uffici e dalle abitazioni riversandosi per le strade. Per ora non sono segnalati danni a persone o cose. La scossa è stata registrata alle 13:03 dall'Istituto nazionale di geofisica che ha rilevato una magnitudo di 4.1. Le località prossime all'epicentro della nuova scossa sono il comune capoluogo, Pizzoli e Barete. Secondo i rilievi cartografici del centro sismologico Euro-mediterraneo, l'epicentro della nuova scossa è a un chilometro dalla Caserma della Guardia di Finanza di Coppito che ospiterà gli Otto Grandi. All'interno della scuola, il sisma ha fatto vibrare tutta la struttura in cemento armato. Sono scattati gli allarmi delle auto parcheggiate nella zona. Poco prima di mezzogiorno un'altra scossa di magnitudo 3.6 aveva colpito la zona di Collimento, Villagrande e L'Aquila. A quasi tre mesi dal devastante terremoto che ha colpito l'Abruzzo, la terra continua dunque a tremare. E il premier Silvio Berlusconi, che durante il Cdm a Palazzo Chigi ha informato i ministri della nuova scossa, non ha nascosto, riferiscono alcuni ministri presenti, la sua preoccupazione, e ha ricordato che la scossa dè «di poco inferiore» a quella che ha provocato il disastro lo scorso 6 aprile.
ALLARME AMBASCIATA USA - Alla paura per la nuova scossa si aggiunge "warden message" diramato dall'ambasciata Usa a Roma, che invita i cittadini statunitensi ad essere «particolarmente attenti da questo momento, fino al vertice del G8 a L'Aquila». Gli americani residenti ed in viaggio a Roma e in tutta Italia vengono messi in guardia da diverse manifestazioni già in programma «nei prossimi dieci giorni» che «potrebbero interessare siti americani o di altri paesi del G8». Nello specifico, i cittadini americani vengono sollecitati ad evitare l'area intorno a Vicenza dal 3 al 5 luglio. Il 4 luglio, proprio a Vicenza - informa l'avviso - ci sarà una grande manifestazione alla base militare Usa Dal Molin. Inoltre, il 5 ed il 6 luglio è stata indetta, dalle 24.00 alle 03.32 (l'ora del terremoto del 6 aprile) una fiaccolata nel centro de L'Aquila. «Un evento - spiega il messaggio - che si prefigura pacifico». Il 7 luglio - si informano ancora i cittadini americani in Italia - ci sarà una grande manifestazione a Piazza Barberini (la stazione Metro - viene evidenziato - più vicina alla sede diplomatica Usa della Capitale). Diverse centinaia di partecipanti intendono «dare il benvenuto» ai leader del G8 con musica ad alto volume. Un evento, questo, organizzato dai Comitati di base (Cobas) e altre sigle sindacali autonome. «Le autorità italiane avvisano che, anche se esistono potenziali problemi durante la dimostrazione, non si aspettano atti di violenza». Infine, il messaggio segnala «azioni comunicative in programma nel centro di Roma l'8 e il 9 luglio e una dimostrazione a L'Aquila il 10 luglio, alla fine dei lavori del vertice». Da ultimo i cittadini Usa vengono invitati a monitorare con regolarità il sito dell'ambasciata e sollecitati a registrarsi presso ambasciata e sedi consolari per essere in grado di ricevere aggiornamenti in tempo reale.
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06/05/2009
Ore 3.22 del 6 aprile: un mese fa la scossa che devasta L'Aquila
Ore 3.22 del 6 aprile: un mese fa la scossa che devasta L'Aquila
IL TERREMOTO. Il presidente della Camera Gianfranco Fini in città: «Capitale del dolore»
| Due carabinieri davanti al palazzo della prefettura dell'Aquila distrutto dal terremoto del 6 aprile (Ansa) |
L'AQUILA - Ore 3.32 del 6 aprile scorso: prima un grande boato poi il terremoto devastante che ha distrutto l'aquilano e il centro storico della città in particolare. I sismografi registrano un sisma di magnitudo 5.8, poi si parlerà di 6.3. I morti sono stati 298, i feriti più di 1500, rimasti tra le macerie di case anche appena costruite. A distanza di un mese si ricorda il sisma e le vittime.
TARGA A VITTIMA - Ed è stato il presidente della Camera Gianfranco Fini a scoprire la targa in memoria di Sandro Spagnoli, il dipendente morto il 6 aprile a cui è stata intitolata l'aula del Consiglio egionale nel Palazzo dell'Emiciclo. Prima di entrare nella sala, Fini ha salutato un bimba nata il 10 aprile scorso, a quattro giorni dal sisma, e indirizzandosi ai giovani genitori ha detto loro «questo è il simbolo della speranza del futuro». La bimba si chiama Alice Gea Fontanazza, ed è figlia di un ex giocatore dell'Aquila rugby, Marco. Il presidente della Camera, in precedenza, durante una passeggiata lungo il centro storico de L'Aquila si è fermato, in via XX settembre, dinanzi alle macerie della casa dello studente. Qui sono morti 8 giovani che sono stati colti nel sonno dal terremoto. Fini era accompagnato dal presidente del consiglio regionale d'Abruzzo, Nazzario Pagano e dal presidente della regione Abruzzo Gianni Chiodi. Nel suo discorso al Consiglio regionale, il presidente della Camera ha detto: «Non ci sono dubbi: L'Aquila è stata la capitale del dolore italiano. Ci sono state convinte attestazioni di solidarietà della comunità nazionale - ha detto Fini - grande è stata la vicinanza della comunità internazionale. Questo dramma ha colpito la profonda sensibilità di tutti senza retorica».
LE RESPONSABILITA' - Poi «la necessità che la magistratura accerti le responsabilità per l'eventuale violazione di norme di sicurezza nella costruzione di edifici pubblici e privati che dovevano resistere al sisma de L'Aquila» è stata sottolineata dal presidente della Camera. «Tali eventuali casi - ha aggiunto Fini - presenterebbero, inoltre, una valenza nazionale, in un paese come l'Italia esposto a rischio di terremoti o di altri catastrofici eventi naturali. Occorre l'impegno - ha concluso - delle istituzioni locali e nazionali e non transigere nella prevenzione e nel rispetto delle regole».
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19/04/2009
Fini: «Sul terremoto giusto chiedere l'accertamento delle responsabilità»
Fini: «Sul terremoto giusto chiedere l'accertamento delle responsabilità»
Il presidente della Camera: «Non transigere nella prevenzione e nel rispetto delle regole»
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| Gianfranco Fini (Lapresse) |
GROSSETO - Dopo le dure parole di Napolitano («Bilancio del sisma aggravato dallo sprezzo delle regole») e le dichiarazioni di Berlusconi da L'Aquila («Ben vengano le inchieste, ma non perdiamo tempo»), Gianfranco Fini torna sulle responsabilità della strage causata dal terremoto in Abruzzo e definisce «giusto il sentimento che si accertino eventuali responsabilità» dei danni provocati dal sisma. «La vicenda abruzzese - spiega il presidente della Camera intervenendo alla festa nazionale dei piccoli comuni - deve massimamente indurre gli amministratori, chi governa e i parlamentari a non transigere nella prevenzione e nel rispetto delle regole. Se ciò non avviene, le conseguenze le vediamo tutti. Sono angoscianti e provocano il giusto sentimento di chiedere l'accertamento di eventuali responsabilità».
APPLICARE LE REGOLE - «Ognuno ha la responsabilità di rispettare e di fare davvero rispettare le regole che il Parlamento dà alla comunità nazionale, magari dopo un grande dibattito e un aspro confronto - ha aggiunto Fini -. Le vicende come quella dell'Abruzzo, anche se tragiche, devono insegnare qualcosa. Le regole date dal Parlamento perché le costruzioni vengano realizzate nel rispetto dell'ambiente ma soprattutto in modo da limitare riducendolo quasi allo zero i rischi presenti in un paese con un assetto idrogeologico come l'Italia vanno applicate».
«LA VERITÀ SUI CROLLI» - Come Fini, anche numerosi altri esponenti politici e altre autorità sono tornate sull'importanza delle indagini in Abruzzo, all'indomani delle parole del premier Berlusconi e del presidente Napolitano. Secondo il governatore della Puglia Nichi Vendola, l'inchiesta della magistratura per stabilire chi è responsabile del crollo di edifici dell'Aquila come l'ospedale e la Casa dello Studente sono «indispensabili». «Che si debba appurare la verità su chi ha messo la sabbia nei pilastri, nelle costruzioni e che vada in galera chi lo ha fatto, mi pare indispensabile» ha sottolineato l'esponente di Sinistra e libertà a Monza per la presentazione della lista per le Provinciali che sostiene il candidato del Pd Gigi Ponti.
«PASSERELLE IN ABRUZZO, NON È SERIO» - Intanto, non si placa la polemica sulle visite in Abruzzo del presidente del Consiglio. Ad attaccare è Pier Ferdinando Casini: «Subito dopo il terremoto, il premier aveva invitato i politici a non recarsi nelle zone colpite per non intralciare i soccorsi ma da allora abbiamo assistito solo a passerelle - è l'affondo del leader dell'Udc - e questo non credo sia serio». «Noi abbiamo rispettato - ha aggiunto Casini, in occasione dell'apertura, al Palazzo dei Congressi all'Eur, della campagna elettorale per le europee - la richiesta del presidente del Consiglio, e questa è una prova che nonostante non concediamo sconti quando non si fanno gli interessi degli italiani, non contrastiamo ideologicamente il governo. Ora chi ha di più deve contribuire alla solidarietà per l'Abruzzo in modo che la nostra società si basi sul principio della sussidiarietà».
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12/04/2009
L'inchiesta: 22 mila edifici irregolari
L'inchiesta: 22 mila edifici irregolari
Il procuratore e i crolli: «Nessun indagato, per i responsabili subito l'arresto»
L'AQUILA — C'erano anomalie gravi nella struttura della Casa dello Studente e dell'ospedale San Salvatore. Le verifiche effettuate ieri dai periti nominati dai magistrati fanno scoprire che le colonne portanti erano fabbricate con una quantità di ferro inferiore alla normativa. E dunque non hanno retto alla scossa che la notte di domenica scorsa ha devastato l'Abruzzo. I sospetti dei primi giorni trovano dunque un'inquietante e clamorosa conferma. Anche perché analoghe carenze riguardano moltissimi altri edifici. La polizia sta verificando una segnalazione del Genio Civile sulla prefettura che risale ad alcuni anni fa: gli esperti avrebbero dichiarato l'edificio pericolante, ma nonostante questo non sarebbe stato pianificato alcun intervento per metterlo in sicurezza.
I sopralluoghi per stabilire se l'effetto del sisma sia stato aggravato dalla fragilità dei palazzi, sono stati avviati. E avvalorano l'ipotesi che, se le regole antisismiche fossero state rispettate, il bilancio dei crolli — ma soprattutto quello delle vittime — avrebbe potuto essere inferiore. L'indagine coordinata dal procuratore Alfredo Rossini e dal pm Antonio Picuti si concentra sui progetti e sui materiali utilizzati per individuare le responsabilità dei costruttori, ma anche quelle degli amministratori pubblici che hanno concesso licenze e affidato gli appalti. Saranno due ingegneri dell'Università dell'Aquila a dover consegnare una relazione che «stabilisca le cause dei crolli avvenuti in città e nei comuni del circondario e accerti se sono collegate a violazioni della normativa», proprio per trovare i colpevoli perché, come sottolinea Rossini, «se ci saranno illegalità chi le ha commesse non sarà indagato ma subito arrestato». Lavoreranno insieme alla squadra di poliziotti e carabinieri che, oltre ad effettuare le ispezioni, sta acquisendo i documenti relativi a tutti gli stabili. La lista delle priorità è stata stabilita: si comincia dagli edifici pubblici dove ci sono stati morti e feriti, si prosegue con quelli dove il crollo non ha causato alcun problema alle persone. Poi si passa — nello stesso ordine — agli stabili privati. Questura, Comando dei carabinieri, Procura della Repubblica, Comune: è lungo l'elenco degli edifici dichiarati inagibili che comprende anche le scuole, il catasto, numerosi comandi delle forze dell'ordine, il teatro, le sedi delle soprintendenze e l'archivio di Stato.
Tra gli atti acquisiti dai magistrati c'è la «scheda di valutazione del danno» della Protezione Civile che attraverso un sofisticato sistema informatico consente di stabilire le conseguenze di un terremoto. Secondo questa relazione il sisma aveva un'intensità tale da far crollare o rendere inagibili 38.000 edifici. Se la cifra reale si rivelerà più alta, come del resto dicono le prime stime effettuate che parlano di almeno 60.000, vuol dire che i palazzi avevano gravi carenze strutturali. Ed è proprio questo il dato inquietante che emerge dai primi controlli. Tanto da far ipotizzare che pure la documentazione depositata presso gli uffici pubblici e relativa alla costruzione e alla ristrutturazione degli stabili — in particolare quelli occupati da organismi statali — possa essere stata alterata. Secondo la normativa, la gabbia di ferro che costituisce l'ossatura delle colonne di cemento armato deve essere composta da almeno sedici tubi. Durante la costruzione della Casa dello studente e dell'ospedale questo criterio non sarebbe stato rispettato. Nel palazzo di via XX settembre c'erano 40 persone. Sono morti otto ragazzi oltre a un signora che si trovava di fronte ed è stata travolta dalle macerie.
Quando la scossa ha devastato la città e decine di paesini della provincia, nel nosocomio si sono stati diversi crolli tanto da rendere necessaria l'evacuazione. Nonostante questo provvedimento i medici hanno continuato ad operare e a soccorrere i primi feriti con un rischio altissimo. E soprattutto non riuscendo a credere che la struttura, costruita prima che l'Abruzzo fosse dichiarata area a rischio sismico, ma poi sottoposta a numerosi interventi di ammodernamento, non avesse retto. Gli accertamenti che vengono svolti in questi giorni riguardano anche la composizione dei materiali utilizzati per ottenere il calcestruzzo, con l'esame chimico che sarà affidato alla polizia scientifica per stabilire se sia stato ottenuto mescolando la giusta dose di sabbia, ghiaia, pietrisco, acqua e cemento. Se uno di questi elementi prevale in maniera anomala sugli altri, la sostanza finale non regge infatti a sollecitazioni forti come può essere un terremoto di magnitudo 5.8.
Fiorenza Sarzanini
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08/04/2009
Ricostruire lontano. Nella new town
Ricostruire lontano. Nella new town
L’Aquila e l’idea lanciata da Berlusconi. Il sindaco: parliamone. Il no degli ambientalisti: meglio recuperare il centro storico
L’AQUILA— L’idea di una città nuova, tra questa gente devastata dal sisma, non passa inosservata. Berlusconi usa il termine inglese, new town, ma il messaggio che passa è quello della traduzione letterale italiana: e una nuova città qui, in queste ore, significa una nuova speranza, quasi una nuova vita. Tanto che circolano già ipotesi, anche se a dir poco premature, sul luogo: c’è chi dice Coppito, frazione vicino all’aeroporto. Ma in ogni caso perfino il sindaco Massimo Cialente, allo stremo dopo giorni ininterrotti di dolore e lavoro, perfino lui, primo cittadino del Pd, non se la sente di chiudere, di dire no, di sbattere la porta in faccia agli investimenti. Ha molte perplessità, certo, ma ripete «valuterò», dice che «è da tenere in considerazione, da capire bene».
Le parole del presidente del Consiglio annunciavano «la prima new town del Piano casa» vicino «all’Aquila vecchia». Ma poi che ne sarebbe del centro storico? Si svuoterebbe? Finirebbe per essere abbandonato? Il dibattito fa discutere architetti, urbanisti, ingegneri. E politici, ovviamente: dicono tutti no, o quasi, dai Comunisti italiani all’Udc, dai Verdi al Pd. Berlusconi ha detto poche parole, l’altra sera: la new town «può essere costruita vicino all’Aquila vecchia, un insediamento da far sorgere accanto al centro storico così da dare continuità alla realtà abitativa e alle radici del posto». L’idea, urbanisticamente parlando, «è vecchiotta— come spiega uno degli architetti più affermati di questo territorio, il settantaseienne Giuseppe Santoro — e può essere considerata purché nel rispetto della storia, che non può essere né abbattuta né sostituita».
È legata alla ricostruzione di Londra, l’idea, dopo la Seconda guerra mondiale, anno 1945. «Sarà anche vecchia — dice il presidente regionale di Ala assoarchitetti, Maurizio Sbaffo—ma le frazioni di questa città sembrano fatte apposta per questo progetto. Di certo, Berlusconi non pensi di venire qui a costruire Milano2: se questo è ciò che intende fare, rinunci. Se invece l’obiettivo è quello di abbattere e ricostruire le parti degradate, quelle di un’edilizia commerciale e di scarsa qualità, allora se ne discuta». Il mondo politico ha già cominciato a discutere. Gli ambientalisti di Legambiente hanno bocciato l’annuncio del governo: «Non è il momento per strumentalizzare la tragedia lanciando proclami di new town». L’Udc ripete il concetto, ma con più sarcasmo: «Noi diciamo di no, non vogliamo l’Aquila2». Anche colui che con Veltroni è stato ministro ombra dell’Ambiente, cioè Ermete Realacci del Pd, boccia il progetto: perché, spiega, «costruire una città accanto a quella danneggiata dal terremoto è idea sbagliata. Invece, credo sia necessario ricostruire L’Aquila lì dov’è, dov’era da secoli».
Anche i Verdi, con l’ex capogruppo alla Camera Angelo Bonelli, sono critici: «È sbagliato pensare a una new town a L’Aquila. Ciò che bisognerebbe fare, senza esitazioni, è rifare il centro storico. Per un motivo semplice: fa parte del cuore della nazione». E il no all’idea di Berlusconi unisce due realtà lontanissime tra loro, Comunisti italiani e La Destra di Francesco Storace. I compagni la bocciano come «pura e semplice propaganda, niente di più», i neri ribadiscono che «la città deve rinascere nel suo centro storico». Insomma: chi non è al governo, dice di no. Il sindaco della città è preso dal dramma di questi giorni, e ripete che bisogna «ricostruire, restaurare, consolidare. A noi serve un contributo importante, svariati miliardi. Si discuta dell’idea, la valuteremo». Anche Nicola Amorosi, dirigente del settore opere pubbliche, è perplesso ma non chiude: «Ciò che bisognerebbe fare è girare edificio per edificio, prima di decidere cosa fare. Di certo, le nostre 68 frazio ni sono quasi tutte danneggiate... ».
«L’idea della new town è percorribile — dice l’architetto Santoro— ma con quella condizione imprescindibile, rispettare la storia del luogo. Il nostro impianto urbanistico risale all’epoca angioina, ai primi anni del 200. Possiamo anche considerare la proposta di Berlusconi, ma purché essa contenga il necessario rispetto per questa città». Maurizio Sbaffo non ha dubbi: «Parliamo della new town, approfondiamo, studiamo. Ciò che è fondamentale, però, è che si costruisca, o si ricostruisca, seguendo i criteri più avanzati». La paura è che si ripetano gli errori del passato: «Molti palazzi crollati in questi giorni—allarga le braccia il dirigente del settore opere pubbliche del Comune—erano nuovi, costruiti venti o trenta anni fa. Sono andato a vedere: sono saltate le tamponature tra travi e pilastri...». Nel dibattito scatenato dalla proposta di Berlusconi interviene anche don Pietro Bez, parroco di Longarone durante il disastro del Vajont, anno 1963: lui ricorda che qualcuno aveva ipotizzato di costruire Longarone altrove, ma altrettanto bene non dimentica «la sollevazione popolare che si scatenò, perché la gente vuole tornare sulle proprie origini, sul luogo dove c’è il ricordo dei morti ».
Invece Roberto Silvestri, l’architetto genovese che ha progettato piazze in molte zone d’Italia, dice sì, lui è favorevole. Ma forse bisognerà attendere prima di capire quale strada sia meglio seguire, bisognerà valutare con attenzione dopo che i lutti di questi giorni avranno lasciato il posto alla voglia di ricostruire. Perché adesso, in queste ore, L’Aquila è ridotta così: «Non sono più agibili le sedi della prefettura, della questura, della Provincia e del Comune, e anche le scuole, non ne possiamo riaprire neanche una». Il sindaco aggiunge anche altre parole, per spiegare il momento: «Non c’è neanche una chiesa agibile per la Pasqua, e a noi servono aiuti, aiuti, aiuti ».
Alessandro Capponi
11:29 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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07/04/2009
CALCIO, LUTTO AL BRACCIO E 1' SILENZIO PER VITTIME
CALCIO, LUTTO AL BRACCIO E 1' SILENZIO PER VITTIME
LA SERIE A NON SI FERMA. Bookmaker inglese dona un milione euro
ROMA - In segno di lutto per le vittime del terremoto che ha colpito l'Abruzzo su tutti i campi delle gare del prossimo turno di Serie A e B e del campionato Primavera sarà osservato un minuto di silenzio ed i calciatori scenderanno in campo con il lutto al braccio. Lo ha deciso la Lega calcio.
Il Calcio Napoli ha deciso di devolvere l'incasso della partita di campionato Napoli-Atalanta, in programma sabato prossimo allo stadio San Paolo alle vittime del terremoto in Abruzzo. Sul sito ufficiale della società è stato pubblicato poco fa un breve comunicato: "Il Presidente Aurelio De Laurentiis, profondamente colpito da questa immane tragedia, ha deciso, come atto di solidarietà, di destinare l'incasso della partita Napoli-Atalanta alle famiglie vittime del terremoto in Abruzzo".
Si fermano il Torneo delle Regioni e i Dilettanti in Abruzzo, non i campionati professionistici: per le serie superiori la Federcalcio sta pensando a "iniziative di solidarietà". Lo ha detto a Milano il presidente della Figc Giancarlo Abete, partecipando al workshop organizzato da Coni e Coni Servizi per presentare uno studio della Deloitte sui cosiddetti 'stadi modulari'. "Questa è una tragedia che colpisce tutto il paese - ha detto Abete - Il calcio è un mondo popolare che deve inchinarsi in segno di rispetto. Ci uniamo al dolore, cercheremo di individuare situazioni più opportune per rispettare questa tragedia". Ma tutto lo sport italiano si unisce al dolore delle famiglie duramente colpite dal sisma. "Esprimiano la solidarietà di tutto lo sport al grave terremoto che ha colpito l'Abruzzo - ha dichiarato il presidente del Coni Giovanni Petrucci - Speriamo si fermi qui". "Siamo uniti nel dolore - ha detto il n.1 della Lega Calcio Antonio Matarrese - ma non possiamo fermarci...". Parole di solidarità anche da parte del presidente della Lega Pro Mario Macalli e da quello della Lega Dilettanti Carlo Tavecchio. Al workshop era presente anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delaga allo sport Rocco Crimi, che ha espresso il cordoglio a nome del Governo. "Il nostro pensiero - ha detto - va alle vittime, alle famiglie e agli sfollati. Questo è un disastro. Quello che il calcio potrà fare sarà un segnale importante".
Un milione di euro è la somma che sarà devoluta al Comune dell'Aquila dal bookmaker inglese Stanleybet per opere di "pubblica utilità legate alla ricostruzione post-sisma. Gli azionisti della società - è detto in una nota - hanno deciso di devolvere una parte dei loro profitti per aiutare concretamente la popolazione abruzzese, che continua ad essere gravemente danneggiata dal violento sciame sismico" Modalità e tempi della donazione saranno indicati in una lettera ufficiale che Stanley invierà alle istituzioni: "in base alle priorità elencate, Stanley concorderà una serie di progetti reali e concreti relativi al ripristino dell'agibilità di edifici di pubblica utilità, quali ospedali, scuole e sedi istituzionali" "Nella città colpita dal sisma - ha detto John Whittaker, Managing Director di Stanley - sono stati distrutti anche alcuni centri Stanley. Ma la tragedia riguarda l'intera comunità. Stanley ha pertanto deciso di muoversi non solo con le parole ma offrendo fin da subito un aiuto concreto alle popolazioni terremotate".
18:21 Scritto in SPORT | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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06/04/2009
«Un aiuto subito» per l'Abruzzo
«Un aiuto subito» per l'Abruzzo
Possibili bonifici bancari o versamenti con carta di credito. La raccolta fondi organizzata da Corriere della Sera, Gazzetta dello Sport e City
| Campo per gli sfollati (Montesi) |
MILANO - Raccogliere fondi per le popolazioni colpite dal terremoto in Abruzzo: «Un aiuto subito» è l'iniziativa di solidarietà lanciata da Corriere della Sera, Corriere.it, Gazzetta dello Sport, Gazzetta.it e City a poche ore dal devastante sisma. Nel 2004, una mobilitazione simile organizzata per le vittime dello Tsunami permise di raccogliere oltre undici milioni di euro in 48 ore.
COME FARE - In questo caso, chi voglia effettuare un versamento per dare una mano alle persone in difficoltà nei centri colpiti dal terremoto può fare un bonifico bancario o un versamento con carta di credito.
BONIFICO BANCARIO:
Intesa-San Paolo, ABI 3069, CAB 05061, conto corrente n. 1000/144, intestato a: "Un aiuto subito – Terremoto dell’Abruzzo". Cod. IBAN: IT 03 B 03069 05061 100000000144
VERSAMENTI CON CARTE DI CREDITO
(CartaSi, MasterCard, Visa, American Express)
Numero Verde di CartaSi: 800 317800 (da alcuni cellulari è necessario digitare il 12 prima del numero)
Dall’estero: 02 34980235
Tenere la carta di credito a portata di mano e seguire le istruzioni del sistema.
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«Fondi per aiuti e 5mila soccorritori»
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IL PREMIER IN ABRUZZO: annuncia un consiglio dei ministri straordinario. Berlusconi: «Il sisma era prevedibile? Non è il momento delle polemiche, prima pensiamo ad agire»
| Il premier Berlusconi (Ap) |
L'AQUILA- Il consiglio dei ministri si riunirà per una seduta straordinaria, questa sera alle 19 a Roma, per definire i primi interventi d'urgenza con cui fare fronte all'emergenza creata dal terremoto in Abruzzo. Lo ha spiegato lo stesso presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che dopo avere sorvolato in elicottero tutta l'area interessata dal sisma ha tenuto una conferenza stampa, assieme al ministro dell'Interno Roberto Maroni e al sottosegretario alla Protezione civile Guido Bertolaso, nella sede della Guardia di Finanza di Coppito, una frazione dell'Aquila.
«SUBITO I FONDI» - Il premier ha spiegato di aver visto, dall'alto, uno spettacolo devastante. Ma di avere notato subito che la macchina dei soccorsi e del volontariato si è messa in moto: «Sorvolando la regione - ha spiegato il premier- ho visto che dovunque c'è un crollo c'è qualcuno che aiuta. E posso dire fin d'ora che nessuno viene e sarà lasciato solo». In particolare, il presidente del Consiglio ha assicurato che nel corso della riunione straordinaria di Palazzo Chigi «vareremo i fondi necessari per la situazione». «Per quanto riguarda la spesa economica - ha precisato -, non ci saranno problemi. Il governo ha già attivato il Fondo catastrofi europeo».
SOCCORRITORI E VITTIME - Il premier ha poi cercato di fare il punto della situazione, riportando le informazioni fornitegli dalla protezione civile: «Al momento si stanno estraendo le persone che stanno sotto le macerie, senza usare mezzi meccanici, perché in questa fase è meglio farne a meno». Il capo del governo ha inoltre spiegato che «in questo momento stanno operando 4 mila soccorritori e mille unità», cinquemila persone che instancabilmente stanno cercando di verificare nei tempi più rapidi se vi siano ancora persone intrappolate tra i detriti degli immobili crollati facendo il possibile trarle in salvo. Tra le vittime del sisma, ha spiegato il capo dell'esecutivo, «ci sono anche due studenti di cui uno proveniente dalla Repubblica Ceca». E agli oltre 90 morti già accertati si aggiungono «1.500 feriti».
«MIGLIAIA DI SENZA CASA» - «Il numero dei senza casa è di diverse migliaia - ha poi detto Berlusconi -, ma non abbiamo ancora la possibiltà di dare un numero che abbia una certezza di approssimazione». Il capo della protezione civile Guido Bertolaso ha poi precisato che per la sistemazione dei senza casa «sono stati requisiti di fatto tutti gli alberghi della costa abruzzese adriatica» mentre «le colonne mobili della protezione civile e i vigili del fuoco installeranno anche dei centri di accoglienza con tende e punti di assistenza sanitaria e cucine da campo per chi non vorrà allontanarsi troppo da questa zona». Il presidente del consiglio ha poi annunciato che è già in corso la realizzazione di una tendopoli con 2 mila tende, ognuna delle quali può contenere 8-10 persone. «Il messaggio che rivolgo ai cittadini dell'Aquila - ha poi detto rivolgendosi attraverso le telecamere alla popolazione locale - è quello di non restare nelle case lesionate», eventualmente raggiungendo famigliari e parenti che risiedono al di fuori delle zone colpite dal sisma. Anche perchè, ha aggiunto, «non c'è nessuno che possa dire che non ci saranno altre scosse nelle prossime ore o nei prossimi giorni».
«IMPOSSIBILE PREVEDERE» - A chi gli chiedeva se sia stato fatto tutto per evitare a priori la tragedia, Berlusconi ha risposto spiegando che «non esistono dati scientifici per prevenire le scosse». «C'è stata - prosegue - una riunione della commissione Grandi Rischi di cui fanno parte i maggiori esperti di ingegneria sismica in Italia. Ora bisogna pensare a risolvere la situazione e poi a come prevenire». Una posizione confermata anche da Bertolaso: «Tutte le informazioni e i dati in mano ai massimi esperti hanno stabilito che non era prevedibile una situazione di terremoto più grave di quella che si era verificata nei giorni scorsi. Non c'era alcun elemento tecnico-scientificoche potesse dire che ci sarebbe stata una scossa così. L'unica cosa che si poteva fare era preparare il sistema e questo è stato fatto». E in ogni caso, ha tagliato corto Berlusconi, «non è il momento di dare luogo a discussioni: adesso bisogna reagire con i fatti e con l'azione. Quando avremo sistemato tutte le cose, si potrà cominciare a discutere sulla prevedibilità o meno di questi terremoti».
16:04 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: terremoto, fondi, aiuti, berlusconi, stanziamenti, soccorritori, consiglio dei ministri straordinario, sisma, polemiche, fatti, azioni, agire, interventi | OKNOtizie |
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