07/11/2009
Sospetta influenza A: due bambini morti a Napoli a poche ore di distanza
Sospetta influenza A: due bambini morti a Napoli a poche ore di distanza
SONO ATTESI I RISULTATI DEL TAMPONE. Avevano, rispettivamente, quattro e otto mesi. Per entrambi si attende la conferma dell'infezione da H1/N1
NAPOLI - Due bambini morti a Napoli a poche ore di distanza probabilmente a causa della nuova influenza. Un piccolo di 4 mesi è deceduto nella terapia intensiva all'ospedale «Annunziata» del capoluogo campano. Il bambino era stato portato con grosse difficoltà respiratorie dai genitori in pronto soccorso alle 11 di sabato mattina; una radiografia aveva mostrato una polmonite interstiziale in atto. Il bimbo non aveva febbre ed è stato trasferito subito nel reparto di terapia intensiva neonatale, dove è stato sottoposto a ventilazione assistita e intubato. È morto alle 12. I genitori hanno autorizzato l'autopsia, che consentirà anche di capire se c'è stato un contagio da virus A H1N1.
L'altra piccola vittima è morta sabato mattina alle 10:30. Aveva otto mesi ed era ricoverata da venerdì all'ospedale Cardarelli per sospetta influenza A. La causa del decesso è una polmonite bilaterale gravissima. Ancora non sono stati resi noti i risultati del tampone a cui la bimba, giunta al Cardarelli dall'ospedale Fatebenefratelli in gravissime condizioni, era stata sottoposta ieri alle 17. Ieri il direttore sanitario del Cardarelli, Franco Paradiso, aveva detto: «Vi sono tutti i presupposti perchè la bambina sia positiva all'H1N1». La bambina era nata da parto trigemellare e già dieci giorni fa era stata ricoverata per problemi respiratori. Le sue condizioni si sono poi ulteriormente aggravate e la famiglia ne ha disposto, in accordo con i sanitari, il trasferimento nell'ospedale Cardarelli dove la piccola è stata subito ricoverata nella rianimazione polmonare e intubata. Le sue condizioni erano state definite già venerdì gravissime.
A TORINO MUORE 75ENNE - Un altro decesso per la nuova influenza a Torino, dove è deceduto uno dei quattro ricoverati all'ospedale Molinette di Torino affetti dal virus H1/N1. L'uomo, di 75 anni, era già in fase terminale per un mieloma che lo aveva colpito. Era stato ricoverato venerdì scorso in condizioni gravissime.
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05/11/2009
Le regole per curare la nuova influenza
Le regole per curare la nuova influenza
I bambini In questo momento sono i più colpiti, la temperatura può andare oltre i 40 gradi. Antipiretici per abbassare la febbre, no agli antibiotici. Quando chiamare il medico e quando andare in ospedale
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| (Ansa) |
Febbre alta, oltre i 38.5, mal di testa, dolori diffusi. Una triade di sintomi che lascia pochi dubbi di questi tempi: si tratta, con ogni probabilità, di influenza A. Allora è meglio dimenticare il «fai da te» e chiamare il medico. Perché, se è vero che la nuova influenza non è più cattiva di quella stagionale (che non è ancora arrivata), è anche vero che certe categorie di persone sono più vulnerabili all’infezione da virus H1N1 (come i bambini e i giovani) o rischiano di più le complicanze (come le donne in gravidanza). Non tutti coloro che vengono a contatto con il virus si ammalano, ma chi lo fa, nel giro di due o tre giorni, si mette a letto ed è bene che ci stia. Del resto non può fare altrimenti proprio perché la febbre alta (che può arrivare nei bambini fino a 40 gradi) provoca un grave malessere generale. Ecco perché è bene cercare di ridurla.
IL TERMOMETRO SALE- «Non dimentichiamoci — dice Massimo Galli del Dipartimento di malattie infettive all’Ospedale universitario Sacco di Milano — che la febbre è un meccanismo di difesa dell’organismo contro l’infezione e non va combattuta in quanto tale, ma perché provoca spossatezza, mal di testa e dolori al malato e non lo fa riposare bene ». L’antipiretico da preferire è il paracetamolo. Per il resto non sono indicati altri farmaci, tanto meno gli antibiotici che non funzionano contro i virus e non prevengono le infezioni batteriche. E poi valgono le solite regole: stare al caldo, bere molto, soprattutto succhi di frutta, mangiare quello che ci si sente di mangiare.
ATTENZIONE AI BAMBINI - Qualche osservazione a parte meritano i bambini perché, per loro, la febbre può raggiungere punte di 40 gradi e passa. «Il paracetamolo come antipiretico va bene — dice Susanna Esposito della clinica pediatrica De Marchi all’Università di Milano — e nel giro di sei ore la temperatura dovrebbe scendere sotto i quaranta. Se non succede, è bene rivolgersi con urgenza al pediatra o andare al pronto soccorso » . Se la febbre è accompagnata da convulsioni, è sempre opportuno chiamare il pediatra o recarsi, anche in questo caso, al pronto soccorso quando l’attacco dura più di un quarto d’ora e riguarda non tutto il corpo, ma soltanto una parte. La Società italiana di pediatria non consiglia l’uso del ghiaccio per ridurre la temperatura del corpo, soprattutto se applicato direttamente sulla pelle e non attraverso una borsa. «Vale la pena di ricordare — aggiunge Galli — che, per prudenza, al di sotto dei 15 anni non si somministra come antipiretico l’aspirina: si sospetta, infatti, che possa provocare la cosiddetta sindrome di Reye, caratterizzata da disturbi del sistema nervoso ». Per il resto, anche per i bambini, è fondamentale bere. Non importa se non mangiano per uno o due giorni; poi si riprenderanno ed è importante che allora scelgano cibi sani (frutta, verdura, carne o pesce) e si alimentino in maniera regolare. Se non ci sono particolari problemi, la febbre, sia nei bambini che nei giovani e negli adulti, dura due o tre giorni poi comincia a calare: nel giro di una settimana, o poco più, la situazione si risolve. Non bisogna dimenticare, però, che dopo la comparsa dei sintomi si continua a eliminare virus anche per sette giorni: ecco perché non si deve tornare a scuola o al lavoro troppo presto, altrimenti si rischia di contagiare gli altri.
LA SPOSSATEZZA - «Questa influenza — dice Galli — può lasciare, dopo la guarigione, un senso di spossatezza e di stanchezza, qualche volta anche in forma importante. Anzi: è proprio questo che ci fa dire che si è trattato di vera influenza ». Altre forme simil-influenzali, le cosiddette Ili, che sono diffuse in questo periodo e danno gli stessi sintomi con febbre elevata, vengono spesso confuse con l’influenza A (finora sono il 50-60 per cento dei casi, ma stanno diminuendo per lasciare il posto all’influenza A) non provocano, infatti, questi strascichi.
LA TOSSE - «Nei bambini — dice Esposito — dopo due o tre giorni dall’inizio della febbre può comparire tosse, soprattutto secca, che allarma molto le mamme. Anche negli adulti questa influenza A provoca spesso una tracheite non pericolosa. La tosse può persistere alcuni giorni: non c’è una cura specifica, ma è bene che il bambino rimanga in casa per evitare sovrainfezioni batteriche. L’unica situazione che deve allarmare i genitori è la comparsa di difficoltà o di irregolarità del respiro: è opportuno, anche in questo caso, ricorrere al pronto soccorso » .
IN GRAVIDANZA - Le complicanze dell’influenza si manifestano di solito nelle persone che hanno già problemi di salute, ma c’è un’altra situazione, questa volta fisiologica, che va guardata con cautela: la gravidanza. Le donne che aspettano un bambino, fra i 20 e i 39 anni, rappresentano circa il 30 per cento di tutti i casi di influenza A che sono finiti in ospedale, almeno secondo i dati disponibili. E le complicanze più frequenti sono le polmoniti primitive (provocate cioè dal virus dell’influenza) e quelle secondarie (da sovrapposizione batterica). In generale la comparsa di complicanze è annunciata da un crescendo di sintomi e, in particolare, da difficoltà di respiro. «Le donne si devono allarmare — spiega Alessandra Kustermann della Clinica ostetrico-ginecologica Mangiagalli di Milano — quando i sintomi peggiorano, soprattutto se hanno malattie concomitanti o sono obese. In questi casi il ricovero è obbligatorio » . Per evitare le complicanze nelle donne gravide con malattie croniche, andrebbe valutata la somministrazione di farmaci antivirali, ma questi ultimi funzionano bene soltanto se assunti entro 48 ore dalla comparsa dei sintomi di influenza. E poi non esiste una sperimentazione adeguata su questa categoria di pazienti: la scelta, quindi, va fatta caso per caso. «Si tende a consigliare gli antivirali come terapia — precisa Galli — nei casi di vera necessità, come appunto nei pazienti con malattie croniche concomitanti, in quelli a rischio di complicanze e in presenza di sintomi respiratori importanti».
GLI ANTIVIRALI - Il virus H1N1 è sensibile a due antivirali, l’oseltamivir, che è in compresse, e lo zanamivir, che viene somministrato per inalazione. Quest’ultima può risultare difficile nei bambini e in persone con difficoltà di respiro, pazienti che vanno, dunque, seguiti attentamente. «Siamo in attesa di antivirali da somministrare per iniezione — aggiunge Galli — che potrebbero essere utili nei casi più gravi». Uno, il peramivir, è appena stato autorizzato dalla Fda americana, l’ente di regolazione di farmaci, per l’impiego di emergenza.
Adriana Bazzi
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05/05/2009
Influenza A, 1.124 casi in 21 Paesi In Italia il quinto contagiato a Firenze
Influenza A, 1.124 casi in 21 Paesi In Italia il quinto contagiato a Firenze
GINEVRA - Continua a salire il numero di casi umani di influenza A H1N1 nel mondo: ad oggi 1.124 casi di infezione sono stati ufficialmente confermati all'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) in 21 Paesi. Il numero di decessi è fermo a 26. Lunedì mattina il totale era di 985 casi in 20 Paesi. Il Messico ha notificato 590 casi, tra cui 25 decessi, secondo gli ultimi dati resi noti dall'Organizzazione di Ginevra. Gli Stati Uniti hanno registrato 286 casi umani, di cui uno letale.
21 PAESI - Tra gli altri 19 Paesi che hanno confermato casi umani della nuova influenza - ma senza registrare decessi - figurano Austria, Canada, Cina, Danimarca, Spagna, Francia, Germania, Israele, Nuova Zelanda, Svizzera e Regno Unito.
4 CASI IN ITALIA -
FAZIO - Al momento il virus della nuova influenza «non si mostra aggressivo», ma «non è corretto» comprare e somministrarsi l'antivirale «senza il parere dei sanitari», perché «se ne potrebbe fare un uso non appropriato» e «forse anche dannoso»: dalle pagine del Messaggero il sottosegretario al Welfare Ferruccio Fazio invita a non ricorrere autonomamente al farmaco contro la nuova influenza: «Deve essere prescritto solo a chi è stato accanto a persone contagiate o a chi è considerato a rischio».
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02/05/2009
Influenza A, primo caso in Italia
Influenza A, primo caso in Italia
NUOVA INFLUENZA: A MASSA IL PRIMO CASO, GIA' GUARITO
E' un paziente ricoverato nell'ospedale di Massa il primo caso di Nuova influenza in Italia. A confermarlo è il direttore generale dell'Asl 1 del capoluogo toscano, Antonio Delvino. Il caso "é stato telefonicamente confermato - ha spiegato Delvino - dall'Istituto superiore di sanità la positività del paziente ricoverato a Massa all'influenza di tipo A, ceppo H1n1". Si tratta di un cinquantenne della provincia di Massa rientrato da un viaggio in Messico il 23 aprile scorso e ricoverato da alcuni giorni nel reparto di malattie infettive dell'ospedale locale. Secondo quanto spiegano fonti sanitarie l'uomo "é guarito, non rischia più niente".
Intanto salgono a 615 (17 i morti) i casi confermati dall'Organizzazione mondiale per la sanità (OMS). L'ultimo bilancio parlava di 367 casi. Attualmente il virus si è diffuso in 15 Paesi: in Messico le persone contagiate sono 397, con 16 morti accertati. Negli Stati Uniti 141 (1 morto), in Canada 34, in Spagna 13, in Nuova Zelanda 4, in Gran Bretagna 8, in Germania 4, in Israele 2. Almeno un caso è stato accertato in Austria, Olanda, Svizzera, Cina e Danimarca.
L'INFLUENZA ARRIVA IN ASIA - Circa 300 perone sono state messe in quarantena nel grande albergo di Hong Kong dove un cliente di 25 anni arrivato dal Messico è risultato positivo al test del virus A/H1N1. Circa 200 clienti e un centinaio di dipendenti del Metropark Hotel non potranno lasciare l'edificio prima di una settimana e solo dopo essere stati sottoposti a un trattamento con l'antivirale.
STAR DELL'HIP HOP RICOVERATA - La cantante del gruppo inglese hip hop N-Dubz, Tulisa Contostavlos, è stata ricoverata per i sintomi sospetti della nuova influenza. Lo sostiene l'edizione online del tabloid britannico The Sun. La ragazza, 20 anni, è stata ricoverata al suo arrivo in Grecia, dove si era recata per passare qualche giorno con la famiglia, dopo aver concluso un tour con 23 date in Gran Bretagna. Durante il volo, racconta il giornale popolare, la cantante è dovuta ricorrere all'aiuto del medico, che ne ha poi disposto il ricovero sospettando un possibile contagio da A/H1N1. Gli N-Dubz sono attualmente al primo posto nella classifica britannica
L'Oms ritiene che entro 4-6 mesi potrebbero essere disponibili le prime dosi di vaccino per proteggere la gente contro la nuova influenza A(H1N1). Il vaccino usato contro l'influenza stagionale non sembra efficace contro la nuova influenza (la cosidetta influenza da suini), ha detto in una conferenza stampa telefonica Marie-Paule Kieny, direttrice per la ricerca sui vaccini presso l'Oms. Ma l'esperienza e le capacità ci sono e non c'e dubbio sulla possibilità di produrre un vaccino efficace entro un ragionevole periodo di tempo. Servono almeno 4-6 mesi. Infatti - ha spiegato l'esperta dell'Oms - ci sono tappe da rispettare, perché vogliamo un prodotto sicuro.
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La febbre suina contagia anche il calcio
La febbre suina contagia anche il calcio
Anche il Cile, dopo la Colombia. Due gare rinviate dalla federazione sudamericana. Un giocatore del Guadalajara sputa in faccia a un cileno: «Siamo lebbrosi? Allora prendi anche tu la febbre suina»
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| Un tifoso cileno allo stadio durante la partita con i messicani del Chivas Guadalajara (Epa) |
SANTIAGO DEL CILE - «Ci trattate da lebbrosi? Allora prendete anche voi la febbre suina!», ha detto il difensore messicano Hector Reynoso del Chivas Guadalajara tossendo e sputando in faccia all'89' all'attaccante cileno Sebastian Penco durante il ritorno degli ottavi di finale della Coppa Libertadores (la Champions League dell'America Latina) giocato a Viña del Mar. Il suo gesto ha spinto la Federcalcio del Cile a rifiutare di ospitare le partite con altre squadre messicane, per il timore che i giocatori possano essere contagiati con l'influenza A/H1N1. Dopo la Colombia, anche il Cile quindi mette in quarantena le squadre del Messico ma anche altre federazioni sudamericane stanno valutando se mandare le loro squadre a giocare in Messico, e sarebbero orientate a non accettare nemmeno il campo neutro.
RINVIO GARE - Il Conmebol, l’Uefa sudamericana, ha rinviato di una settimana le partite che le squadre messicane San Luis de Potosì e Chivas Guadalajara avrebbero dovuto giocare giovedì prossimo contro gli uruguayani del Nacional e i brasiliani del San Paolo.
SCUSE - Dopo la partita Reynoso si è scusato, ma ha anche detto di non accettare «che la gente ci chiami lebbrosi». In Cile la vigilia della partita era già stata ad alta tensione: i giocatori messicani erano arrivati a Viña del Mar con le mascherine sul volto.
01/05/2009
Influenza A, primo caso a Hong Kong Trecento in quarantena in hotel
Influenza A, primo caso a Hong Kong Trecento in quarantena in hotel
Primo caso in asia: i 300 non potranno lasciare l'edificio prima di una settimana. Bloccati dipendenti e clienti del Metropark, dove un 25enne messicano è risultato positivo al test
| Alcuni clienti al Metropark di Hong Kong (Ansa) |
MILANO - L'allarme per la nuova influenza A/H1N1 arriva in Asia. Trecento persone sono state poste in quarantena in un grande albergo di Hong Kong dove un cliente, un giovane di 25 anni arrivato dal Messico via Shanghai, è risultato positivo al test del virus. Secondo quanto riferisce la BBC online, si tratta del primo caso registrato nella Repubblica popolare cinese (e in tutta l'Asia). Circa 200 clienti e un centinaio di dipendenti del Metropark Hotel non potranno lasciare l'edificio prima di una settimana e solo dopo essere stati sottoposti a un trattamento con l'anti-virale Tamiflu.
«EMERGENZA SANITARIA» - Secondo immagini mostrate da un emittente di Hong Kong, gli ingressi dell'albergo, che si trova nel distretto di Wanchai, sono sorvegliati da agenti di polizia che portano una mascherina protettiva sulla bocca. Il giovane contaminato dal virus, un cittadino messicano, è ora ricoverato in ospedale. Le autorità hanno decretato l'emergenza sanitaria ma hanno invitato tutti i cittadini e i visitatori a non lasciarsi prendere dal panico.
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29/04/2009
Febbre suina, primo morto in Usa Fazio: «Virus poco aggressivo»
Febbre suina, primo morto in Usa Fazio: «Virus poco aggressivo»
Francia chiederà a Ue stop voli da e per il Messico. Obama: «La situazione è grave». Un caso sospetto nel Salernitano. Undici casi in totale in Europa
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| Il virus H1N1 (Ap) |
MILANO - Primo decesso per febbre suina al di fuori dal Messico. Le autorità sanitarie americane hanno confermato la morte di un bambino di 23 mesi in Texas. Il bimbo però era messicano e si era ammalato nel suo Paese prima di essere trasportato in Texas per essere curato.
OBAMA - Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha dichiarato «che la situazione è grave». Obama ha spiegato che il governo americano farà qualsiasi cosa è necessario fare e ha dato l'ordine di chiudere tutte le scuole in cui si siano verificati casi di contagio.
FAZIO - Dopo le rassicurazioni dell'Oms che ha parlato di «pandemia evitabile» e di solo sette casi accertati di decessi in Messico, il sottosegretario alla Salute italiano Ferruccio Fazio ha invece gettato ulteriore acqua sul fuoco: « Ci attendiamo a breve i primi casi anche in Italia, ma siamo tranquilli perché abbiamo visto l'evoluzione clinica negli altri Paesi. Questo virus si sta dimostrando poco aggressivo, inferiore a una normale influenza».
CASI SOSPETTI IN ITALIA - Due casi sospetti sono comunque sotto la lente degli addetti ai lavori in queste ore in Italia. Una turista che si trovava in un albergo di Salerno ha accusato una sintomatologia tale da convincere i sanitari a predisporne un trasferimento a Napoli nel reparto specializzato in malattie infettive dell'ospedale Cotugno. Dopo la smentita della autorità sanitarie sugli undici casi sospetti in Italia fino a martedì, sembra essere arrivato a un chiarimento anche quello relativo a un paziente lodigiano, rientrato dalla California con febbre alta e problemi respiratori. Le analisi sui campioni biologici prelevati all'uomo presso il laboratorio di virologia del Policlinico San Matteo di Pavia avrebbero sancito che l'infezione è sostenuta da un virus influenzale H1N1, ma non dello stesso tipo di quello che sta circolando in Messico. Negativi anche tre casi a Padova. Secondo il ministro delle Politiche agricole, Luca Zaia, «l'allarme è ingiustificato; le pandemie, come nel caso della mucca pazza o dell'aviaria, sono mediatiche»..
EUROPA - Tre casi confermati anche in Germania. Lo riferisce l’istituto Robert Koch. Uno proviene dall'area di Ratisbona, il secondo è una 22enne ricoverata dopo un viaggio in Messico in un ospedale di Amburgo, contagiata anche una donna di 37 anni rientrata dal Messico. Anche l'Austria ha ora il suo primo caso accertato, mentre altri 3 casi sono stati registrati in Gran Bretagna.
MESSICO - Intanto il Messico si è allineato all'Organizzazione mondiale della sanità (Oms): sono solo sette i casi «accertati» di morte dovuta all'H1N1. «Delle 159 morti sospette, soltanto sette decessi sono confermati», ha dichiarato il ministro messicano della Sanità. Le persone ricoverate sono 1.311 mentre i casi sospetti sono in totale 2.498. Il sindaco di Città del Messico ha ordinato la chiusura di tutti i locali pubblici della città. Il governo ha anche annunciato la chiusura dei siti archeologici «fino a nuovo ordine». Anche tutti gli incontri sportivi messicani si disputerano a porte chiuse.
NEL MONDO - Questa la situazione dei casi nel mondo. Stati Uniti: un morto e 65 casi leggeri confermati in sei Stati; in California si sta indagando su un decesso che avrebbe potuto esser causato dal virus. Canada: 13 i casi accertati in quattro Stati. Costarica: un caso accertato, il primo nell’America centrale. Gran Bretagna: due casi accertati in Scozia, altri 3 accertati nel resto del Paese. Altre sette persone avrebbero sviluppato lievi sintomi. Spagna: 4 casi accertati, altri 32 oggetto di analisi. Israele: due i casi accertati e tre sospetti. Nuova Zelanda: 14 casi accertati, altri 44 casi sono oggetto di analisi. Australia: un centinaio di casi potenziali, tra cui alcuni bambini; almeno cinque persone risultano portatrici di un virus di tipo A. Francia: 20 i casi sospetti oggetto di analisi, nessuno con sintomi gravi. Germania: tre casi accertati, altri in corso di accertamento. Austria: un caso accertato. Svizzera: sette casi sospetti fra turisti di ritorno dal Messico nessuno dei quali è ricoverato. Irlanda: quattro casi sospetti. Polonia: tre casi sospetti fra turisti di ritorno dal Messico. Danimarca: cinque casi sospetti tra turisti di ritorno dal Messico e dal sud degli Stati Uniti. Svezia: almeno cinque i casi sospetti. Olanda: «qualche caso sospetto», senza che sia stato precisato il numero. Cile: 24 casi sospetti, tutti in osservazione. Colombia: 42 persone tornate dal Messico poste sotto osservazione. Brasile: 20 persone sotto osservazione, anche se le autorità non ne considerano nessuno come sospetto. Corea del sud: nove casi sospetti oltre a uno classificato come probabile. Hong Kong: quattro casi sospetti. Thailandia: un caso sospetto di una turista rientrata da un viaggio in Messico e California. Sudafrica: due casi sospetti, i primi nel continente africano.
NUOVI PROVVEDIMENTI - L’Oms farà il punto oggi sull’evoluzione della crisi dell’influenza suina nel mondo con degli esperti dei Paesi colpiti dal virus. L’Argentina ha annunciato il blocco per cinque giorni dei voli provenienti dal Messico. Francia e Canada hanno sconsigliato ai loro cittadini di recarsi in Messico. Il presidente francese Nicolas Sarkozy ha convocato una riunione straordinaria del governo sull'emergenza pandemia. Sempre la Francia chiederà all'Unione europea lo stop di tutti i voli da e per il Messico e un vertice straordinario dei ministri dei Trasporti dell'Ue. La Protezione civile di Cuba è stata posta in stato d’allerta. La febbre suina potrebbe raggiungere anche la Russia in una settimana, ha detto il capo dell’Istituto di virologia dell’accademia delle scienze di Mosca. In Gran Bretagna il governo ha ordinato più di 30 milioni di mascherine. Il governo del Cairo ha deciso la soppressione di tutti i circa 350 mila maiali allevati in Egitto esclusivamente dalla comunità cristiana.
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Febbre suina: tre casi in Germania
Febbre suina: tre casi in Germania
In italia smentito il caso sospetto a lodi che aveva destato preoccupazioni. Un caso sospetto nel Salernitano di un uomo rientrato dopo un periodo in Messico
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| Il virus H1N1 (Ap) |
BERLINO - Tre casi di febbre suina causato dal virus H1N1 in Germania. Lo riferisce l’istituto Robert Koch. Uno proviene dall'area di Ratisbona, il secondo è una 22enne ricoverata dopo un viaggio in Messico in un ospedale di Amburgo, contagiata anche una donna di 37 anni rientrata dal Messico. Si tratta del terzo Paese europeo, dopo Spagna e Gran Bretagna, a denunciare casi di febbre suina: in totale sette persone, tutti però con sintomi lievi.
IN ITALIA - Un caso sospetto a Salerno. Un uomo, di ritorno da un periodo di permanenza in Messico, ha accusato una sintomatologia tale da convincere i sanitari a predisporne un trasferimento a Napoli nel reparto specializzato in malattie infettive dell'ospedale Cotugno. Dopo la smentita della autorità sanitarie sugli undici casi sospetti in Italia fino a martedì, sembra essere arrivato a un chiarimento anche quello relativo a un paziente lodigiano, rientrato dalla California con febbre alta e problemi respiratori. Le analisi sui campioni biologici prelevati all'uomo presso il laboratorio di virologia del Policlinico San Matteo di Pavia avrebbero sancito che l'infezione è sostenuta da un virus influenzale H1N1, ma non dello stesso tipo di quello che sta circolando in Messico. Secondo il ministro delle Politiche agricole, Luca Zaia, «l'allarme è ingiustificato; le pandemie, come nel caso della mucca pazza o dell'aviaria, sono mediatiche».
MESSICO - Intanto il Messico si è allineato all'Organizzazione mondiale della sanità (Oms): sono solo sette i casi «accertati» di morte dovuta all'H1N1. «Delle 159 morti sospette, soltanto sette decessi sono confermati», ha dichiarato il ministro messicano della Sanità. Le persone ricoverate sono 1.311 mentre i casi sospetti sono in totale 2.498.
NEL MONDO - Stati Uniti: 65 casi confermati in sei Stati; in California le autorità indagano su un decesso che avrebbe potuto esser causato dal virus, l’unico caso mortale fuori dal Messico. Canada: 13 i casi accertati in quattro Stati. Costarica: un caso accertato, il primo nell’America centrale. Gran Bretagna: due casi accertati in Scozia, altre sette persone entrate in contatto con loro avrebbero sviluppato lievi sintomi. Spagna: due casi accertati, altri 32 oggetto di analisi. Israele: due i casi accertati, i primi in Medio Oriente; la nipote di 5 anni di uno dei pazienti è stata posta sotto osservazione. Nuova Zelanda: 14 casi accertati, altri 44 casi sono oggetto di analisi. Australia: un centinaio di casi potenziali, tra cui alcuni bambini; almeno cinque persone risultano portatrici di un virus di tipo A. Francia: 20 i casi sospetti oggetto di analisi, nessuno con sintomi gravi. Germania: tre casi accertati, altri in corso di accertamento. Austria: un caso «probabile» di un turista di ritorno dal Messico. Svizzera: cinque casi sospetti fra turisti di ritorno dal Messico. Irlanda: quattro casi sospetti. Polonia: tre casi sospetti fra turisti di ritorno dal Messico. Danimarca: cinque casi sospetti tra turisti di ritorno dal Messico e dal sud degli Stati Uniti. Svezia: almeno cinque i casi sospetti. Olanda: «qualche caso sospetto», senza che sia stato precisato il numero. Cile: 24 casi sospetti, tutti in osservazione. Colombia: 42 persone tornate dal Messico poste sotto osservazione, Brasile: 20 persone sotto osservazione, anche se le autorità non ne considerano nessuno come sospetto. Corea del sud: nove casi sospetti oltre a uno classificato come probabile. Hong Kong: quattro casi sospetti. Thailandia: un caso sospetto di una turista rientrata da un viaggio in Messico e California.
NUOVI PROVVEDIMENTI - L’Oms farà il punto oggi sull’evoluzione della crisi dell’influenza suina nel mondo con degli esperti dei Paesi colpiti dal virus. L’Argentina ha annunciato il blocco per cinque giorni dei voli provenienti dal Messico per cinque giorni. Francia e Canada hanno sconsigliato ai loro cittadini di recarsi in Messico. Il presidente francese Nicolas Sarkozy ha convocato una riunione straordinaria del governo sull'emergenza pandemia. La Protezione civile di Cuba è stata posta in stato d’allerta. Il sindaco di Città del Messico ha ordinato la chiusura di tutti i locali pubblici della città. Il governo ha anche annunciato la chiusura di tutti i siti archeologici «fino a nuovo ordine». Anche tutti gli incontri sportivi messicani si disputerano a porte chiuse. La febbre suina potrebbe raggiungere anche la Russia in una settimana, ha detto il capo dell’Istituto di virologia dell’accademia delle scienze di Mosca.
11:28 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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28/04/2009
Febbre suina, in Messico i morti sono 152
Febbre suina, in Messico i morti sono 152
Nessun caso segnalato in italia dopo il falso allarme di venezia. Cresce ancora il bilancio delle vittime, ma le autorità: l'epidemia sta registrando un calo. Casi sospetti in Cina
| Un barbiere messicano taglia i capelli ad un cliente indossando una mascherina di protezione (Afp) |
MILANO - È salito a quota 152 il bilancio «probabile» delle vittime dell'influenza suina in Messico, il Paese epicentro dell'epidemia che sta mettendo in allarme il mondo e per la quale l'Organizzazione mondiale della Santità ha fatto salire il livello di allerta da 3 a 4 (su una scala di 6). I dati sono stati forniti nel corso di una conferenza stampa dal ministro della sanità, Josè Angel Cordova, il quale però per la prima volta ha fatto notare che l'epidemia potrebbe essere in una fase di recessione: il numero dei decessi sospetti è infatti in calo (sono stati 6 sabato, 5 domenica, 3 lunedì). Alcuni casi di possibili persone contagiate dal virus vengono intanto segnalati in Cina.
I CASI NEL MONDO - Ma intanto l'allarme nel mondo cresce e nessun paese sembra più immune dal rischio. Infezioni conclamate sono state trovate in Gran Bretagna (2 casi in Scozia), in Canada (6 casi certi, 10-12 sospetti), in Spagna (un caso sicuro, oltre 26 probabili), negli stati Uniti (44). Ma sono ormai innumerevoli i Paesi con casi che destano seri sospetti: Australia 17, Cile 8, Colombia 9, Danimarca 5, Francia 1, Irlanda 3, Israele 1, Nuova Zelanda 66, Corea del Sud 1, Svezia 5, Svizzera 5.
LA SITUAZIONE IN ITALIA - Nel nostro Paese la situazione continua ad essere sotto controllo. Dopo un caso sospetto a Venezia nella giornata di lunedì (ma la persona che aveva manifestato sintomi simili a quelli dell'influenza suina è stata sottoposta ad accertamenti medici che hanno dato esito negativo) non si registrano al momento nuove segnalazioni.
LA PSICOSI NEL MONDO - Ma quella della febbre suina sta diventando sempre più una vera psicosi. Ne risentono le Borse mondiali, che temono ripercussioni sull'economia globale. E ne risentono anche le politiche dei vari governi, combattuti tra l'esigenza di farsi trovare pronti per fronteggiare un'eventuale escalation dell'emergenza (molti stanno verificando o incrementando le scorte di antivirali) e quella di non diffondere panico tra la popolazione In Egitto alcuni parlamentari hanno ad esempio chiesto il sacrificio di tutti i maiali del Paese. I deputati, riferisce un quotidiano locale, hanno chiesto al governo di isolare le aziende di allevamento suino e di trasportare gli animali lontano dai nuclei urbani per evitare che l'influenza suina possa estendersi. Paese a maggioranza musulmana, l'Egitto ha una popolazione di circa 35.000 suini, la cui carne viene consumata solo dalla minoranza cristiana (il 10 per cento della popolazione), visto che la religione musulmana considera infatti impuri i maiali e proibisce il consumo della carne suina. Il suino è considerato impuro anche per gli ebrei: un ministro israeliano ieri ha spiegato che pur di non citare il nome di questo animale non kosher la pandemia sarà definita ufficialmente «influenza messicana».
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27/04/2009
La febbre suina è in Europa L'Oms alza il livello di allerta
La febbre suina è in Europa L'Oms alza il livello di allerta
Obama: l'influenza è causa di preoccupazione. sei paesi mettono al bando la carne. In Messico 149 morti. Due casi in Scozia e uno in Spagna. Ginevra: «Nessun Paese può considerarsi immune»
| (LaPresse) |
MADRID (SPAGNA) - L'influenza suina può diffondersi ovunque. Non si tratta di un problema limitato al continente americano e nessun Paese al mondo può considerarsi immune. È quanto sostiene l'Organizzazione Mondiale della Sanità che, come ampiamente annunciato, ha deciso di innalzare al quarto (su una scala fino a sei) il livello d'allerta per il rischio di pandemia, dopo avere verificato che il virus mutante della febbre suina A/H1N1 si trasmette direttamente fra esseri umani. L'Oms ha anche spiegato che saranno necessari dai quattro ai sei mesi per poter disporre di un vaccino efficace. L'influenza che si è diffusa in Messico, dove si contano 149 vittime, è arrivata intanto in Europa: un caso accertato è stato riscontrato in Spagna, due confermati in Scozia, mentre si contano diversi casi sospetti nel Vecchio Continente. Il governo messicano ha rafforzato le misure di prevenzione, imponendo lo stop alle scuole in tutto il paese da domani al 6 maggio. La notizia è stata data durante una conferenza stampa nella quale è stata avvertita una forte scossa di terremoto il cui epicentro è stato localizzato nel sud del paese.
UN CASO IN SPAGNA, DUE IN SCOZIA - La paura del contagio, dunque, si diffonde in tutta Europa. E se in Italia i controlli su una 31enne, in isolamento nel reparto di malattie infettive a Venezia, hanno scongiurato il pericolo che la paziente fosse affetta dall'influenza suina, in Spagna, il ministro della Sanità Trinidad Jimenez ha fatto sapere invece che sono risultati positivi i test effettuati su un 23enne di Almensa (sud-est della Spagna) rientrato dal Messico il 22 aprile. E due persone, ora tenute sotto osservazione e in isolamento nell'ospedale di Airdrie, nelle vicinanze di Glasgow, sono risultate positive ai test in Scozia, come ha reso noto il locale dipartimento per la Salute.
SI MUOVE L'UE - La preoccupazione per la diffusione del contagio in Europa ha spinto la commissaria europea alla Sanità Androulla Vassiliou a chiedere «una riunione straordinaria dei ministri della Sanità dell'Ue», che forse si terrà giovedì, per rispondere con misure concrete all'allarme internazionale sull'influenza da suini. Allarme che ha portato gli Stati Uniti a proclamare lo stato di emergenza nazionale. La Vassiliou successivamente ha anche raccomandato ai cittadini europei di evitare i viaggi in Messico e negli Stati Uniti se non è indispensabile. La commissaria Ue ha precisato che si tratta di consigli, non di disposizioni vincolanti che spettano solo a ciascun Stato membro.
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| Androulla Vassiliou (Reuters) |
In un secondo momento però il ministro degli affari europei Alexander Vondra, al termine del consiglio esteri della Ue a Lussemburgo, ha precisato che l'Unione europea non ha preso disposizioni comuni che limitano i viaggi dei cittadini europei. Vondra ha anche precisato che la commissaria Ue alla salute Androulla Vassiliou «ha parlato a titolo personale».
40 CASI NEGLI STATES - Negli Stati Uniti sono 40 i casi accertati di febbre suina. Lo ha reso noto il consiglio sanitario nazionale, Cdc, mentre il sindaco di New York, Michael Bloomberg, ha annunciato che i casi accertati a New York sono 28, tutti concentrati alla St. Francis Prep, un liceo cattolico di Queens. I malati stanno tutti reagendo bene alle terapie e sono in miglioramento. L’età media delle persone colpite è di 16 anni. Gli Stati Uniti hanno fatto sapere che distribuiranno 11 milioni di trattamenti antivirali contro l’influenza suina, ma non consigliano alla popolazione l’uso di mascherine sui luoghi di lavoro.
OBAMA - L'influenza da suini è «causa di preoccupazione» per gli Stati Uniti, ha detto il presidente americano Barack Obama in un discorso all'Accademia Nazionale delle Scienze. L'amministrazione americana, ha aggiunto il presidente, «sta seguendo con attenzione» gli sviluppi dell'influenza da suini, ma «non c'è ragione di allarme». Il dipartimento di Stato Usa è pronto a lanciare un avvertimento consigliando ai cittadini americani di astenersi dal fare viaggi in Messico. È quanto riporta il canale televisivo Fox News.
BANDO DI SEI PAESI ALLA CARNE SUINA DALL'AMERICA - Cina, Ucraina, Kazhakstan, Filippine, Thailandia e gli Emirati Arabi Uniti hanno messo al bando carne di maiale proveniente da alcuni stati americani: lo ha confermato l'ufficio del Rappresentante Commerciale americano, l'equivalente del ministero del Commercio Estero. L'Ufficio del Trade Representative ha stigmatizzato il bando che a suo giudizio «non ha fondamenti scientifici e rischia di danneggiare gravemente i commerci».
LE MISURE DA PRENDERE - Tornando in Europa, sono almeno tre le misure di prevenzione per far fronte ai potenziali rischi di epidemia di influenza da suini di cui i ministri della Ue discuteranno. La prima misura possibile - riferiscono fonti europee - riguarda il rafforzamento delle azioni di prevenzione negli aeroporti, in particolare nei confronti dei passeggeri che provengono dalle aree considerate a rischio. La seconda misura, riguarda una campagna di informazione rivolta ai passeggeri europei. La terza prevede uno stretto coordinamento tra gli Stati membri per l'eventuale trasferimento di vaccini e medicinali ai partner che ne dovessero avere bisogno, secondo il principio della solidarietà normalmente seguito in caso di emergenza sanitaria. In vista della riunione straordinaria dell'Ue, la presidenza ha chiesto alla Commissione Ue di preparare proposte specifiche sulle azioni da prendere in modo coordinato tra i 27. Dal canto suo il ministro degli Esteri Frattini ha dichiarato che l'Italia «si attiverà come presidenza del G8» contro l'emergenza da febbre suina.
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