06/05/2011
Caso Ruby, chiesto il rinvio a giudizio per Fede, Mora e Minetti
Caso Ruby, chiesto il rinvio a giudizio per Fede, Mora e MinettiIl direttore del Tg4: «Nessuna sorpresa, non potevano smentire se stessi». I pm milanesi che indagano sulla vicenda hanno presentato la richiesta al Gup
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18/04/2011
Ruby, le carte difensive della Minetti
Ruby, le carte difensive della MinettiObiettivo: allontanare da sè l'accusa di favoreggiamento della prostituzione. La consigliera del Pdl presenta ai pm di Milano una memoria di dodici pagine
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11/03/2011
I vescovi: «La Carta non è intoccabile Ineleggibilità per chi ha pendenze»
I vescovi: «La Carta non è intoccabile Ineleggibilità per chi ha pendenze»Documento conclusivo della 46/ma Settimana Sociale. La Cei: «All'elettore il reale potere di scelta e di controllo. Si affronti la questione del numero di mandati»
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03/07/2009
Turchia: via a reality per convertire gli atei
Turchia: via a reality per convertire gli atei
Il programma andrà in onda sull'emittente kanal T: in premio un viaggio in un luogo santo. Un prete ortodosso, un imam, un rabbino e un monaco tibetano dovranno provare a cambiare 8 miscredenti
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| Musulmani in preghiera (Reuters) |
ISTANBUL (TURCHIA) - Non offrirà né ricchi compensi in denaro né costosi beni materiali, ma un premio che non ha prezzo: la fede in Dio. Il prossimo settembre partirà in Turchia un gameshow che probabilmente farà molto parlare di sé. S'intitola «Tovbekarlar Yarisiyor» (I penitenti gareggiano), sarà trasmesso dall'emittente Kanal T e i protagonisti saranno quattro guide spirituali (un prete ortodosso, un imam, un rabbino e un monaco tibetano) che, chiusi in una stanza con 10 cittadini atei, cercheranno di convertire alla propria religione i «miscredenti». Chi sarà sedotto dalle parole dei religiosi vincerà un viaggio-pellegrinaggio nella patria spirituale della fede che ha deciso di abbracciare: la Mecca per i musulmani, il Tibet per i buddisti e Gerusalemme per cristiani ed ebrei.
REGOLE - Lo scopo del gioco è promuovere i diversi credi religiosi ma soprattutto avvicinare ancor di più la popolazione turca alla fede musulmana. Naturalmente al programma potranno partecipare solo persone atee e prima di apparire davanti alle telecamere una commissione di otto teologi valuterà se i potenziali concorrenti sono realmente dei non-credenti. Inoltre sarà molto difficile fare i furbi e fingere una falsa conversione per vincere un viaggio in un paese straniero. I "neoreligiosi" saranno seguiti passo dopo passo durante la loro trasferta in terra straniera. Nel corso del tempo dovranno dimostrare di vivere davvero un travaglio interiore e di aver scelto una nuova vita spirituale: «Il progetto mira a trasformare dei miscredenti in seguaci di Dio» dichiara al quotidiano turco in lingua inglese Hürriyet Daily News Ahmet Ozdemir, vicedirettore dell'emittente che trasmetterà il programma. «I concorrenti non possono vedere questo viaggio come una fuga, ma come un'esperienza religiosa».
CRITICHE E APPROVAZIONI - Tuttavia all'indomani della presentazione del programma non sono mancate le critiche. Molti commentatori religiosi hanno definito il gioco «una banalizzazione di Dio e dei messaggi religiosi» e hanno sottolineato che bisognerebbe avere un po’ più di rispetto per questi temi. Mustafa Cagrici, Gran Mufti di Istanbul, ha usato parole molto severe nei confronti del programma e poi ha tagliato corto: «Credo che non sia giusto discutere di religione in ambienti simili». Altri invece temono che il programma accentuerà l'intolleranza turca nei confronti dei cittadini atei. I sociologi locali invece guardano con simpatia al gioco e dichiarano che lo show riflette i tempi che stiamo vivendo: «Il programma metterà in scena la crescente curiosità nei confronti della religione che vivono i nostri concittadini» dichiara Nilüfer Narlı, ordinario alla «Istanbul Bahçeşehir University».
Francesco Tortora
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05/04/2009
La studiosa vaticana: «Ho le carte, i Templari adoravano la Sindone»
La studiosa vaticana: «Ho le carte, i Templari adoravano la Sindone»
LA SCOPERTA. L'autrice lavora nell'Archivio segreto della Santa Sede. «L'idolo per cui furono condannati era Cristo»
CITTÀ DEL VATICANO — Ora lo sappiamo: i Templari, in effetti, adoravano un «idolo barbuto». Però non era Bafometto, come volevano gli inquisitori che li processarono per arrivare a sciogliere nel 1314 l'ordine più potente e illustre del medioevo cristiano, il «grande complotto innescato nel 1307 dal re di Francia Filippo IV il Bello». E non era neanche un idolo, in verità, per quanto senza dubbio fosse barbuto: l'oggetto della loro venerazione era la Sindone, il telo di lino che secondo la tradizione avvolse il corpo di Gesù e ne reca impressa l'immagine. Furono i Cavalieri a custodire in gran segreto la Sindone nel secolo e mezzo in cui se ne perdono le tracce, dal saccheggio di Costantinopoli del 1204 alla ricomparsa in Europa a metà del Trecento. Si tratta di argomenti sui quali fioccano le bufale e il 99 per cento di ciò che si racconta, Umberto Eco docet, è «spazzatura».
Ma qui la fonte è più che affidabile: lo scrive l'Osservatore Romano, anticipando alcune pagine de «I templari e la sindone di Cristo», il nuovo libro di Barbara Frale che il Mulino pubblicherà entro l'estate. L'autrice è una giovane e serissima ricercatrice dell'Archivio segreto vaticano che da anni studia e scrive dei Templari. Attingendo ai documenti del processo, cita tra l'altro la testimonianza della «prova d'ingresso», nel 1287, di «un giovane di buona famiglia del meridione francese», Arnaut Sabbatier: «Il precettore condusse il giovane Arnaut in un luogo chiuso, accessibile ai soli frati del Tempio: qui gli mostrò un lungo telo di lino che portava impressa la figura di un uomo e gli impose di adorarlo baciandogli per tre volte i piedi».
Nel 1978 fu lo storico di Oxford Ian Wilson, ricorda la studiosa, il primo a sostenere la tesi che il misterioso «idolo» barbuto dei Templari fosse in realtà il telo rubato dalla cappella degli imperatori bizantini nel 1204, durante la quarta crociata, e che i Cavalieri l'avessero custodito in segreto. Ora Barbara Frale spiega di aver trovato «molti tasselli mancanti» a sostegno della teoria. Fonti inedite che spiegano anche le ragioni dell'adorazione e della segretezza. «I Templari si procurarono la sindone per scongiurare il rischio che il loro ordine subisse la stessa contaminazione ereticale che stava affliggendo gran parte della società cristiana al loro tempo: era il miglior antidoto contro tutte le eresie», scrive. «I catari e gli altri eretici affermavano che Cristo non aveva vero corpo umano né vero sangue, che non aveva mai sofferto la Passione, non era mai morto, non era risorto». Che l'avessero trafugata i Templari o fosse stata comprata, doveva rimanere celata: sui responsabili del saccheggio pendeva la scomunica di Papa Innocenzo III. Ma era una reliquia potente e ne valeva la pena: «L'umanità di Cristo che i catari dicevano immaginaria, si poteva invece vedere, toccare, baciare. Questo è qualcosa che per l'uomo del medioevo non aveva prezzo».
Gian Guido Vecchi
17:44 Scritto in MISTERO | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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