29/06/2009
Mosley: «I team danzano sulla mia tomba ma io sono vivo»
Mosley: «I team danzano sulla mia tomba ma io sono vivo»
FORMULA 1. L'ex numero uno della Fia al Mail on Sunday: «E ora tutto il mondo mi chiede di ricandidarmi»
| Max Mosley (LaPresse) |
LONDRA - «I team hanno sbagliato a danzare sulla mia tomba prima che io fossi morto. E ora tutto il mondo mi chiede di ricandidarmi». Max Mosley non sembra intenzionato a farsi da parte. Il presidente della Federazione internazionale dell'automobile (Fia) dovrebbe uscire di scena a ottobre, quando scadrà l'attuale mandato. Il condizionale, però, è d'obbligo viste le dichiarazioni rilasciate dal numero 1 della federazione al Mail on Sunday. L'intesa con l'associazione dei team (Fota) ha scongiurato la scissione della Formula 1 ma, evidentemente, non ha riportato la tranquillità nel circus.
«NON ABBANDONA LA BATTAGLIA» - L'effetto distensivo garantito dall'accordo raggiunto mercoledì scorso tra la Fia e le squadre sembra giá svanito. «Non è positivo che i team ingaggino un'agenzia di pubbliche relazioni per dire che io sono morto e sepolto mentre sono ancora qui, più vivo che mai», dice Mosley, che fino ad ottobre dovrebbe avere un ruolo marginale nella gestione della Formula 1. «Adesso sono sotto pressione, da tutto il mondo mi chiedono di ricandidarmi», dice. «In realtà -aggiunge- non voglio farlo, sento di essere un po' troppo vecchio. Quando ho iniziato, potevo essere il padre dei piloti più giovani. Oggi posso essere il nonno di alcuni di loro. Devo apparirgli molto vecchio, c'è senz'altro bisogno di qualche novità dal loro punto di vista». «In genere, arriva il momento di lasciare dopo aver fatto qualcosa per 16 anni. Io voglio veramente fermarmi -ribadisce- ma non lo farò se ci sarà uno grosso scontro con l'industria automobilistica e con la Fota. Farò ciò che devo fare: non è nella mia natura abbandonare una battaglia».
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24/06/2009
Formula Uno: Fia e Fota trovano l'accordo, il mondiale è salvo
Formula Uno: Fia e Fota trovano l'accordo, il mondiale è salvo
Le regole restano quelle di quest'anno sino al 2012. Montezemolo firma la pace e in cambio ottiene la testa di Mosley, che non si ricandiderà alla presidenza della Fia
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| Mosley davanti a una Ferrari sulla griglia di partenza del Gp d'Inghilterra (Epa) |
PARIGI - Tanto rumore per nulla. Alla fine, come aveva previsto Max Mosley, presidente della Federazione internazionale dell'automobile (Fia), l'accordo con la Fota (l'associazione dei principali costruttori di Formula Uno) è stato trovato e quindi il campionato mondiale 2010 è salvo e non ci saranno due divise competizioni.
ACCORDO - L'annuncio al termine del Consiglio mondiale della Fia a Parigi, in una conferenza stampa congiunta di Mosley e Luca Cordero di Montezemolo, alla guida della Fota. Mosley a ottobre non si ricandiderà alla presidenza della Fia. La Fia ha deciso di non cambiare le attuali regole in Formula 1, che saranno tenute in vigore fino al 2012. Non ci sarà così il campionato quindi alternativo che avevano annunciato otto squadre se non si fosse arrivati a un accordo con la Fia, che voleva introdurre un tetto di spesa di circa 45 milioni di euro. «L'obiettivo è tornare in due anni ai livelli di spesa dell'inizio degli anni Novanta», ha spiegato Mosley. «Sono felice, ha prevalso il buon senso», ha aggiunto Bernie Ecclestone, detentore dei diritti commerciali della Formula Uno.
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19/06/2009
F1,otto team sbattono la porta «Prepariamo un altro campionato»
F1,otto team sbattono la porta «Prepariamo un altro campionato»
Tra Fota e Fia adesso è rottura vera. Le scuderie capitanate dalla Ferrari sono pronte ad andarsene
| Max Mosley (LaPresse) |
SILVERSTONE (GRAN BRETAGNA) - Il compromesso atteso non c'è stato, tra Fota e Fia adesso è rottura vera. Gli otto team ribelli hanno infatti detto no all'ultima offerta arrivata dal grande capo della federazione internazionale Max Mosley, e dopo una riunione fiume nel quartier generale della Renault a pochi passi da Silverstone, dove domenica si corre la tappa inglese del mondiale, hanno deciso di chiudere ogni possibile trattativa e di «incominciare la preparazione di un nuovo campionato».
LA ROTTURA - Le scuderie capitanate dalla Ferrari sono pronte ad andarsene e lo fanno sbattendo la porta e accusando pesantemente la Fia, dichiarandola di fatto responsabile dell'avvenuta rottura: «I desideri dei team più importanti sono stati ignorati - si legge nel comunicato arrivato a tarda notte della Fota - inoltre, decine di milioni di dollari non sono stati distribuiti dal detentore dei diritti commerciali (il patron del Circus Bernie Ecclestine ndr) sin dal 2006. È quindi chiaro che i team non possono continuare a compromettere i valori fondamentali dello sport e hanno rifiutato di togliere la riserva alla loro iscrizione al campionato 2010». La rottura arriva al termine dell'ennesima giornata di confronto a distanza tra Fia e Fota, in cui si era registrata anche un'apertura di Mosley, che aveva provato a innalzare il budget cup - ma solo del prossimo anno - da 45 a 100 milioni di euro. Lo aveva scritto lo stesso Mosley in una lettera inviata ai team, in cui si diceva pronto anche ad accettare un revisore dei conti esterno. Era l'estremo tentativo di evitare una crisi che, con l'abbandono dei grandi costruttori, avrebbe portato alla creazione di un mondiale parallelo. Quello che invece il vertice della Fota ha decretato in maniera inevitabile.
LE OTTO SCUDERIE - Giovedì scadeva il termine imposto dal presidente della Fia a McLaren, Bmw, Renault, Toyota e BrownGp che dovevano sciogliere la riserva sull'iscrizione al 2010. A queste naturalmente vanno aggiunte Ferrari, Toro Rosso e Red Bull, che sono di fatto iscritte, ma contro la loro volontà. E invece ora tutti hanno deciso uniti di fare le valigie. E quella che nel pomeriggio di ieri era solo un'ipotesi, ora è diventata realtà. I piloti delle grandi scuderie sono però pronti a seguire i loro team. «Non parteciperò ad una Formula 1 con i piccoli team, meglio gareggiare da un'altra parte -, aveva detto il campione del mondo della Renault, Fernando Alonso - Noi vogliamo competere con i migliori team del mondo, con la massima tecnologia, con i migliori piloti». «Questa - aggiunge - è la Formula 1, per cui se dal prossimo anno tutto ciò non ne farà più parte, sicuramente ci sarà un'altra categoria con queste garanzie». Si infrangono le speranze di Felipe Massa, che si augurava la riconciliazione e che non ha comunque risparmiato le critiche alla Fia: «Sarebbe bello avere una federazione di adulti, che quando sorge un problema si siede attorno a un tavolo con i team a discuterne e lavora per eliminarli. Io spero ancora che succeda» aveva detto il ferrarista. Dopo settimane di botta e risposta anche velenosi, il braccio di ferro tra Fia e Fota sembra davvero essere finito.
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20/05/2009
F1, respinto ricorso della Ferrari
F1, respinto ricorso della Ferrari
La decisione presa dal tribunale di Parigi. La scuderia di Maranello aveva chiesto il blocco del nuovo regolamento. Mosley:«Nessuno pensi solo per sè»
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| La Ferrari di Kimi Raikkonen (Afp) |
PARIGI - Il tribunale delle Grandi istanze di Parigi ha respinto il ricorso presentato dalla Ferrari contro l'introduzione delle nuove regole varate dalla Federazione internazionale (Fia) in vista del Mondiale 2010 di Formula 1. La scuderia di Maranello ha chiesto inutilmente il blocco del nuovo regolamento, che per la prossima stagione prevede l'entrata in vigore di un tetto agli investimenti.
TETTO DI 40 MILIONI DI STERLINE - I team che non rispetteranno integralmente i parametri tecnici potranno spendere al massimo 40 milioni di sterline. La Ferrari, così come altre squadre, ritiene che il provvedimento creerá un Mondiale diviso in due categorie. Per questo, il Cavallino ha già annunciato che non si iscriverà al Mondiale 2010 se le norme non verranno modificate. La Federazione internazionale dell'automobile, attraverso il presidente Max Mosley, nei giorni scorsi ha ribadito che non intende eliminare la misura relativa al tetto al budget. Le iscrizioni al prossimo campionato possono essere presentate tra il 22 e il 29 maggio. La Ferrari ha già annunciato l'intenzione di non iscriversi se le regole non muteranno. Analoga posizione è stata adottata da Renault, Bmw, Red Bull e Renault.
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| Max Mosley (Lapresse) |
MOSLEY: «NESSUNO DEVE PENSARE SOLO PER SE'» - Max Mosley non ha nascosto la propria soddisfazione dopo il verdetto: «Nessun concorrente dovrebbe porre il proprio interesse al di sopra di quelli dello sport in cui compete. La Fia, i team e i nostri partner commerciali continueranno a lavorare per garantire il benessere della Formula 1 nel 2010 e oltre».
SCONOSCIUTI - In mattinata la Ferrari sul proprio sito ufficiale ha ironizzato sull'eventuale prossimo campionato del mondo di F1 voluto da Mosley e senza le scuderie più importanti. Maranello riporta i nomi delle squadre che hanno manifestato la loro intenzione di correre il prossimo anno in Formula 1. «A scorrere l'elenco si fa fatica a trovare un nome degno di nota, uno di quelli per cui andare a spendere 400 euro a testa per un biglietto in tribuna per un Gran premio (più spese di viaggio e soggiorno)». Le squadre in questione sono «Wirth Research, Lola, USF1, Epsilon Euskadi, RML, Formtech, Campos, iSport». L'edizione online della rivista specializzata Autosport aggiunge anche la Prodrive e la Litespeed, una scuderia della Formula 3 britannica. «Un campionato del mondo con queste squadre, con tutto il rispetto per loro, può avere lo stesso valore della Formula 1 di oggi, dove si affrontano la Ferrari, i grandi costruttori automobilistici e team che hanno fatto la storia di questo sport? Non sarebbe più adeguato chiamarla Formula GP3?».
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15/05/2009
Nessun accordo tra Fia e team La Ferrari avvia un'azione legale
Nessun accordo tra Fia e team La Ferrari avvia un'azione legale
Regolamento. I colloqui tra le parti si sono conclusi con un nulla di fatto. Mosley: «Non ci saranno compromessi»
| Max Mosley (Afp) |
LONDRA - Max Mosley tira diritto. Nonostante la minaccia della Ferrari e di altre scuderie di non iscriversi al prossimo mondiale, il presidente d Formula 1 ha assicurato che non ci sarà alcun compromesso sul tetto al budget dei team per la prossima stagione. Mosley ha poi aggiunto di considerare comunque improbabile che la casa di Maranello lasci davvero.
NESSUNA INTESA - Le dichiarazioni di Mosley giungono dopo i colloqui della Fia con le scuderie, che si sono svolti in un hotel dell'aeroporto londinese di Heathrow. Un incontro che si è risolto senza nessun accordo sul regolamento che sarà adottato nel Mondiale 2010. La Ferrari, ha annunciato Mosley, ha intanto avviato un'azione legale in Francia per bloccare l'introduzione delle norme varate dalla Fia. Le nuove regole, in particolare, prevedono un budget fisso di 40 milioni di sterline per i team che non rispetteranno in maniera rigorosa i parametri tecnici fissati dalla Fia per la progettazione delle nuove monoposto.
«CLIMA AMICHEVOLE» - Secondo Mosley, l’incontro si è svolto in un clima amichevole ma i team non avrebbero fornito una controproposta alla federazione. «Eravamo preparati ad ascoltare ciò che avevano da dire», ha detto Mosley. Oltre alla scuderia di Maranello, anche Renault, Red Bull e Toyota hanno, più o meno ufficialmente, minacciato di non iscriversi al prossimo Mondiale se le nuove norme non saranno riviste.
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02/05/2009
Mosley: «La F1 sopravviverà anche senza la Ferrari»
Mosley: «La F1 sopravviverà anche senza la Ferrari»
Maranello si oppone al presidente della Federazione internazionale dell’automobile. Guerra sul tetto di spesa disponibile per ogni squadra. «Pochi margini per una trattativa»
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| Max Mosley (Lapresse) |
LONDRA - «La Ferrari? Se c'è bene, perché è come la nazionale italiana, ma se non ci sarà la Formula Uno sopravviverà anche senza». È l'opinione di Max Mosley, presidente della Federazione internazionale dell’automobile (Fia), in un'intervista al Financial Times. La casa di Maranello infatti potrebbe abbandonare l'attuale mondiale di F1 in quanto non condivide il piano messo a punto da Mosley con l'introduzione dal prossimo anno di un budget fisso di 40 milioni di sterline per le squadre che decidano di non seguire integralmente il regolamento tecnico. Secondo la Ferrari, unica scuderia sempre presente fin dall'inizio del campionato del mondo di Formula Uno nel 1950, si rischia di creare un campionato con due categorie di monoposto, con danni alla credibilità delle corse.
POCHI MARGINI - «Se una squadra va dai suoi dirigenti e dice "Voglio fare la guerra alla Fia perché voglio spendere 100 milioni di sterline in più di quanto vuole la Fia", credo e spero che i dirigenti dicano "Perché non potete spendere 40 milioni di sterline se le altre squadre possono farlo?"», ha affermato Mosley, secondo il quale l'introduzione del tetto di spesa «è il più grande passo avanti da quando sono nello sport. C'è poco margine per negoziare - aggiunge l'inglese - Ma il messaggio che ricevo dai vertici di due o tre case costruttrici è "se puoi fare in modo che l'assegno che firmiamo non superi i 25 milioni di sterline, puoi considerarlo praticamente come un accordo permamente". Se l'economia si riprende, diciamo nel 2014, il tetto di spesa potrebbe aumentare. In questo modo si avrà una competizione equilibrata».
FERRARI, NO AL TETTO DI SPESA - La Ferrari con un comunicato ufficiale sul sito «ribadisce il suo forte impegno e senso di responsabilità per mantenere intatti i valori di questo sport. La Ferrari è convinta che questa disciplina debba conservare le sue caratteristiche di ricerca avanzata e di competizione tecnologica e sportiva fra i suoi concorrenti. Insieme a tutti i team all'interno della Fota è stata da tempo condivisa la necessità di una sostanziale riduzione dei costi già da quest'anno, l'indispensabilità di una stabilità regolamentare e di un riequilibrio graduale fra costi e ricavi nell'arco dei prossimi due/tre anni», dice la casa di Maranello. «Tutto ciò al fine di permettere agli attuali protagonisti di restare in questa competizione e di favorire l'ingresso di nuove squadre. Questa è la posizione che la Ferrari ribadisce oggi nell'interesse della F1 senza cercare facili polemiche che risultano inutili e dannose per tutti i protagonisti di questo sport».
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