13/04/2012

Neonata data per morta, ma è viva dopo 12 ore di cella frigorifera

Neonata data per morta, ma è viva dopo 12 ore di cella frigorifera

ARGENTINA. La donna ha partorito dopo appena sei mesi: la bimba è stata dichiarata deceduta dopo venti minuti. Ma non era vero

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07/01/2011

«Grazie, mi avete dato la felicità»

«Grazie, mi avete dato la felicità»

Lotteria Italia: a Genova il primo premio. Il vincitore della lotteria è disoccupato padre di 3 figli. Fax al bar di Genova dove ha acquistato il biglietto

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27/12/2010

La favola di Monique, la paralimpica che torna a camminare

La favola di Monique, la paralimpica che torna a camminare

E' la più bella storia natalizia. La notizia è di qualche settimana fa, ma tutto il mondo ha saputo solo ora che questa 26enne ragazza olandese, due medaglie d'argento a Pechino nella specialità handbike, è tornata a camminare.

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17/05/2010

Moratti: «Un successo fantastico» Mou: «Qui non mi sento a casa»

Moratti: «Un successo fantastico» Mou: «Qui non mi sento a casa»

LE DICHIARAZIONI. Il patron: «Adesso completiamo tutto». Il tecnico smentisce l'accordo col Real, ma ammette: «Dopo la finale penserò a cosa può farmi felice»

 

Moratti, festa in campo a Siena (Ansa)

MILANO - Scudetto all'Inter, onore alla Roma. I nerazzurri conquistano il diciottesimo titolo, grazie alla vittoria sul Siena per 1 a 0. Inutile il successo dei giallorossi sul campo del Chievo per 2 a 0.Massimo MorattiJosé Mourinho. Il tecnico smentisce ogni accordo con il Real Madrid, ma non esclude l'ipotesi di un addio a fine stagione. Anzi. «Dopo la finale sarò egoista per uno, due, tre giorni e penserò a cosa potrà farmi felice. Non è vero che ho un piede e mezzo a Madrid. Ci penserò dopo. Durante la stagione, in alcuni momenti ho pensato che questo non era il mio habitat naturale, non era il paese per me, qui non mi sento a casa. Poi, quando è ricominciata la Champions, è arrivato il momento di giocare e non c'era spazio per pensare. Adesso sono pronto a dare tutto in una settimana storica per l'Inter. Penso soprattutto all'Inter, ai giocatori, ai tifosi. Dopo la finale, andrò in vacanza e mi prenderò qualche giorno per me stesso». Lo "Special One", in ogni caso, si gode il successo in campionato: «Ha vinto la squadra migliore. Abbiamo dimostrato in questa stagione di essere i più forti d'Italia e per questo abbiamo vinto. Il nostro è un successo meritato. Vincere all’ultima giornata? È un'esperienza nuova che non voglio ripetere. Vincere campionato e Coppa Italia nella stessa stagione è fantastico. In Europa il Chelsea e il Bayern hanno fatto lo stesso. Ma soltanto uno tra noi e Bayern adesso può vincere tutto. In questo momento non ho la forza di guardare i dvd del Bayern. Ma da domani si ricomincia a lavorare». 

Ecco le dichiarazioni degli altri protagonisti:

MAICON: «È stato lo scudetto più difficile. Abbiamo lasciato un po' di punti alla fine e le altre squadre ne hanno approfittato. Ma alla fine abbiamo conquistato lo scudetto, l'abbiamo meritato perché siamo stati in testa dall'inizio del campionato. Sono contento. Adesso festeggiamo lo scudetto, domani riposiamo e poi ci prepariamo alla finale di sabato». 

ZANETTI: «Il primo pensiero dopo questa vittoria? La mia famiglia e i tifosi che sono venuti qui a tifare insieme a noi. Adesso festeggiamo questo quinto scudetto, ce lo meritiamo. È uno scudetto vinto contro tutto e tutti. Abbiamo messo forza in tutte le partite del campionato. Nessuno ci ha regalato niente. Però dobbiamo fare i complimenti anche alla Roma».

RANIERI: «Io posso fare i complimenti al presidente (Moratti, ndr), è da tanto che sta lottando e sta ai vertici. Complimenti di cuore perché ha fatto una squadra 'monstre' e auguro il bene in Champions League. Spero che torni una squadra italiana al top in Europa. Non posso dire 'ci ho creduto o no', avevo promesso il massimo, volevo che la mia squadra lottasse fino all'ultimo, perché l'Inter può segnare fino all'ultimo. Potevo cominciare a crederci se loro perdevano o pareggiavano negli ultimi cinque minuti, non quando la partita era all'inizio».

DE ROSSI: «Gli abbiamo dato fastidio fino all'ultimo. A differenza del passato vanno fatti i complimenti all'Inter. Dove abbiamo perso lo scudetto? Non è giusto andare fare un'analisi di questo tipo. In alcuni match siamo stati fortunati, in altri meno. Ho parlato con Francesco (Totti, ndr), ci siamo abbracciati. Se continuerà a giocare? Ci mancherebbe».

BALOTELLI: «Sono molto contento, vincere 3 scudetti è un'esperienza fantastica. Ora c'è la finale di Champions, il top del top. Dobbiamo vincere anche quella. Per sempre all'Inter? Poi vediamo, adesso sono qua per giocare la finale di Champions».
è raggiante: «Fantastico, ora speriamo di completare il tutto. Se abbiamo vinto contro tutto e contro tutti? All'Inter capita sempre.... Quanta sofferenza». Complimenti agli avversari, comunque: «Ranieri è stato bravissimo, ci ha fatto molta paura. Ha messo la Roma in condizioni di essere una grandissima squadra, e l'anno prossimo ci potremo confrontare anche a livello europeo». Mentre i nerazzurri sono in piena festa, però, arrivano le ammissioni di


17/06/2009

Usa, riappare dopo 54 anni: «Quel bambino scomparso sono io»

Usa, riappare dopo 54 anni: «Quel bambino scomparso sono io»

 

L'fbi sta effettuando il test del Dna, ma non conferma di aver aperto un'inchiesta. Un uomo va dalla polizia e dice di essere Steven Damman, scomparso a due anni a Long Island nel 1955

 

Una delle ultime foto scattate a Steven Damman, il bimbo scomparso nel 1955 (Ap)
Una delle ultime foto scattate a Steven Damman, il bimbo scomparso nel 1955 (Ap)

NEW YORK - «Quel bambino scomparso 54 anni fa sono io». Devono aver lasciato parecchio perplessi gli agenti americani le parole dell'uomo, originario del Michigan, che ha contattato la polizia dicendo di essere Steven Damman, un bambino scomparso nel 1955 a Long Island. Le autorità non hanno reso noto il suo nome né le prove che l'uomo ha mostrato a sostegno della sua tesi. L'Fbi sta effettuando il test del Dna, ma non ha confermato di aver aperto un'indagine sul caso.

LA SCOMPARSA - Long Island, 1955: Marilyn Damman entra in un panificio per comprare un po' di pane e lascia il piccolo Steven e la sorella Pamela nel passeggino, all'esterno del negozio. Quando la donna torna, dopo pochi minuti, i suoi figli no ci sono più. Pamela viene ritrovata a pochi metri di distanza, ma di Steven nessuna traccia. Dopo qualche tempo, credendo che il piccolo fosse morto, i Damman si trasferiscono nello Iowa, senza perdere, in tutti questi anni, la speranza di riabbracciare il figlio Steven.

Jerry Damman, il padre del bimbo scomparso 54 anni fa (Ap)
Jerry Damman, il padre del bimbo scomparso 54 anni fa (Ap)

«NON SI PUO' RINUNCIARE A UN SOGNO» - A 54 anni di distanza, quella speranza potrebbe ora trasformarsi in realtà. «Non si può rinunciare ad un sogno», ha detto Jerry Damman, il padre del bimbo scomparso, alla Cnn. La famiglia non può rilasciare dichiarazioni sulla vicenda e il signor Damman si è limitato esclusivamente a spiegare di essere stato contattato dalle autorità, ma di non aver ancora consegnato i campioni di Dna. Pochi anni fa la sorella del bambino scomparso diede un campione del proprio Dna per confrontarlo con quello di un ragazzo trovato a Philadelphia in una scatola, nel 1957, ma secondo le analisi, i due non erano compatibili.


02/11/2008

MEGLIO CARCERE DELLA FAMIGLIA, FINALMENTE FINISCE IN GALERA

MEGLIO CARCERE DELLA FAMIGLIA, FINALMENTE FINISCE IN GALERA

NAPOLI - Per evitare litigi con i familiari era evaso perché voleva tornare in carcere. Risottoposto ai domiciliari, la polizia lo ha arrestato. Rispedito oggi in galera, Massimiliano Ambrosio, napoletano è riuscito a scappare dal suo vero 'carcere', la sua famiglia. L'uomo, 32 anni, sottoposto al regime degli arresti domiciliari, a causa di continui litigi con i familiari, aveva chiamato la polizia del commissariato di Frattamaggiore supplicando gli agenti di tornare in carcere.

Nel far rientro a casa, al termine della sua giornata di lavoro come fioraio nell'esercizio di un parente con l'autorizzazione del gip del Tribunale di Napoli, si era visto negare l'ingresso nell'abitazione dove viveva con la sorella ed il cognato. Inutile il tentativo di mediazione dei poliziotti per una riappacificazione. Ambrosio, per farsi arrestare, era uscito dalla sua abitazione di via Patricelli dirigendosi a piedi in via Pirozzi ove gli agenti erano stati costretti ad ammanettarlo per il reato di evasione.

Processato, con rito per direttissima, l'assoluzione e di nuovo ai regime degli arresti domiciliari. La Corte di Appello di Napoli, invece, ha ritenuto che comunque Ambrosio, in quella circostanza, avesse infranto le prescrizioni alle quali era sottoposto ed ha emesso, nei suoi confronti, un provvedimento di sostituzione della misura degli arresti domiciliari con, finalmente, la custodia cautelare in carcere.

PROPRIO COME IN FILM DI TOTO'
Parenti meschini e aggressivi: la storia che ha portato alla ribalta la vicenda di Massimiliano Ambrosio, il pregiudicato napoletano di 32 anni che ha fatto di tutto, riuscendovi, per tornare in carcere pur di sfuggire alla galera rappresentata dalla sua famiglia, era stata in qualche modo anticipata in un film con Toto' protagonista, dal titolo Dov'e' la liberta', del 1954, con la regia di Roberto Rossellini.

La storia e' quella di Salvatore Lojacono, un barbiere che ha scontato 20 anni di carcere per un delitto passionale, avendo ucciso l'uomo che insidiava la moglie. A casa viene accolto con affetto dai cognati che addirittura gli propongono di sposare una giovane carina, Agnesina. Tanta insistenza non insospettisce Salvatore che solo alla fine viene a sapere che la ragazza e' incinta di uno dei due cognati che intendono risolvere con queste nozze riparatorie il pasticcio combinato. A quel punto, Toto', di nascosto ritorna in carcere, in un mondo molto migliore di quello che ha trovato all'esterno.


17:20 Scritto in famiglia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: carcere, ritorno, felicità, litigi, famiglia, galera | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook