17/03/2011
Sabato arriva la Superluna
Sabato arriva la SuperlunaIl nostro satellite apparirà più grande del 14%. Il 19 marzo si ripete il fenomeno del perigeo lunare: non accadeva da 18 anni
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13/10/2010
Ore 13: un altro asteroide sfiora la Terra
Ore 13: un altro asteroide sfiora la TerraIncontri ravvicinati. È passato oggi a 45.500 chilometri: un fenomeno in aumento negli ultimi mesi nel sistema solare
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26/04/2010
Non solo il Barça, anche il Brescia ha il suo Messi
Non solo il Barça, anche il Brescia ha il suo MessiSi chiama Nelson Bustamante, ha 17 anni, è cileno e la sua storia è simile a quella del campione blaugrana. Povertà e un fisico da irrobustire. Scartato da Real Madrid e Inter è arrivato nel club che fu di Guardiola.
Se fissi dritto negli occhi Nelson Bustamante sei capace di cogliere l'essenza della sua anima. Un groviglio di sentimenti che si contrappongono: tristezza, gioia, fragilità, determinazione e soprattutto quella passione che lo ha spinto lontanissimo da casa per realizzare il suo sogno, diventare un calciatore. Da San Bernardo del Cile a Brescia il passo è stato più breve di quanto la distanza dica. Lasciare la famiglia, gli amici, gli affetti a 14 anni non è mai semplice, ma ormai Nelson ne ha 17 e il peggio è passato. Su di lui sono riposte le speranze di un'intera nazione, il Cile, che lo considera il nuovo Messi, e del Brescia che su di lui ha investito tanto e non solo a livello tecnico ma anche, come il Barcellona fece con l'argentino, da un punto di vista medico.
Nelson, come Leo in passato, ha bisogno di irrobustire un fisico che ha smesso di crescere troppo in fretta, di acquisire qualche centimetro in più per far valere le sue enormi potenzialità. Basterà ancora qualche mese e lui potrà dimostrare la sua tesi: "Con la palla tra i piedi nessuno è più alto dell'altro - dice - tanto poi se la si perde c'è bisogno che tutta la squadra corra per recuperarla". Per il momento a correre è stata la sua vita, cambiata in un baleno trasformando la povertà dei tempi in cui il talentino sudamericano andava ai semafori per guadagnare qualche spicciolo, all'occasione del riscatto: "Mio padre credeva che io andassi a pulire i prati - spiega - E invece prendevo il pallone e mi fermavo agli incroci a palleggiare così la gente mi lasciava qualche moneta". Soldi da portare in famiglia, per la casa e non solo: "Mio fratello è goloso e a lui compravo da mangiare, ma se per strada incontravo qualche barbone davo qualcosa anche a loro".
La passione di Nelson per il calcio è ereditaria, figlia di un gene tramandatogli dal papà, calciatore anche lui in una piccola squadra locale: "Lui mi ha trasmesso la voglia di giocare, quando lo vedevo in campo lui faceva cose che non si potevano paragonare agli altri, ma non ha potuto mai andare in una squadra più grande". La chance di fare il grande salto gli è stata data da René Curiaz, un procuratore sudamericano che, dopo averlo visto giocare per strada, lo ha proposto a Colo Colo e all'Universidad de Chile, le due migliori formazioni del Paese: "Ma io ho scelto il Brescia perché il calcio in Italia è migliore". Qualcuno dice che Nelson avrebbe potuto giocare con Real Madrid o Inter: "Io questo non lo so, il mio procuratore non mi diceva queste cose perché ero piccolo, ma qui mi aiutano a crescere".
Per la sua storia, per il suo fisico, per quel sinistro con cui incanta anche i suoi compagni, Bustamante potrebbe ripercorrere la strada della pulce blaugrana: "Molti dicono che somiglio a Messi, ma io non lo so, quando gioco non mi vedo, io penso solo a prendere la palla e ad andare in porta". Emulando le gesta del suo idolo: "Vedo quello che fa in campionato e in Champions e io poi lo imito quando gioco". Insomma, nessuna pressione, solo tanto orgoglio: "Se dicono così io sono felice, non c'è problema".
In campo Nelson è tutto classe e istinto: "Quando ho la palla sento di avere una forza incredibile nei piedi", e per questo non vuole pensare al futuro: "Sono concentrato su quello che devo fare". Ma un sogno, in fondo, si può anche azzardare: "Sì che mi piacerebbe giocare nel Barcellona, magari con Messi, avrei un'intesa perfetta con lui, tanti non lo capiscono perché lui pensa veloce e fa cose che altri non si aspettano". E allora, il buon Pep Guardiola, che qui a Brescia è di casa, venga a vedere questo piccolo fenomeno, potrebbe davvero piacergli.
La scheda di Nelson Bustamante
Compleanno: 23 dicembre
Segno zodiacale: capricorno
Calciatore preferito: Leo Messi
Squadra: Brescia
Ruolo: trequartista
Hobby: navigare in internet
AUGUSTO DE BARTOLO
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03/03/2010
Dopo trent’anni tornano sul palco gli anni 80
Dopo trent’anni tornano sul palco gli anni 80
C’è attesa per il ritorno sotto i riflettori del gruppo che quasi trent’anni fa faceva impazzire le ragazzine di mezzo mondo. Con 25 milioni di dischi venduti e migliaia di chilometri di tournè alle spalle, tornano in Italia gli Spandau Ballet
Grande attesa per il ritorno degli Spandau Ballet, eroi del filone "new romantic" e protagonisti indiscussi del fenomeno del brit-pop che riscosse un larghissimo successo avendo venduto più di 25 milioni di dischi in tutto il mondo. Successo trascinato peraltro dalla seduzione delle loro ballate pop, dalla facilità dei loro testi, ma anche dal ciuffo impomatato del bel Tony Hadley e dai suoi partner i fratelli Gary e Martin Kemp, Steve Norman e John Keeble.
Chi ha amato il loro sound britannico non resterà deluso perché anche se ufficialmente hanno già registrato il loro nuovo album, "Once More" con due inediti e nuovi arrangiamenti di straordinarie hit come "Gold", "True" e "Through the Barricades". Nel disco i loro vecchi successi sono rivisitati in chiave acustica, ma sul palco verranno riproposti come ai vecchi tempi, con tanto di sassofono e arrangiamenti in stile Ottanta, assieme ad altri classici come "I'll fly for you", "Round and Round", il nostalgico "Only when you leave" e il prorompente "Lifeline". Insomma i vecchi fan che trent'anni fa tappezzavano i muri delle camerette con i loro poster si ritroveranno con i loro idoli di una volta: certo, l'età è passata anche per loro, ma la 'verve' c'è chi giura di no. Staremo a vedere.
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09/01/2010
Gb, la prima volta delle sculture di neve
Gb, la prima volta delle sculture di neve
Finora il fenomeno era visibile solo nel nordamerica e nell'europa del nord. Apparsi nel Somerset i «rulli di neve», cilindri che si formano con particolari condizioni metereologiche
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| Un cilindro di neve |
Quando gli abitanti delle campagne del Somerset si sono svegliati da un giorno all’altro davanti a una distesa di balle di neve, tutte disposte in fila, e modellate come sculture sul ghiaccio, hanno pensato ai misteriosi cerchi di grano che ogni tanto vengono fotografati in giro per il mondo. In realtà, la combinazione di neve, ghiaccio e vento, che in questi giorni ha messo in ginocchio la Gran Bretagna, ha prodotto questo fenomeno, conosciuto più che altro in Nord America e in Nord Europa. Sono chiamate «snowrollers» (rulli di neve) e hanno il fascino del mistero, ma con una spiegazione scientifica molto precisa.
CILINDRI PERFETTI – «Siamo rimasti a bocca aperta e un po’ impauriti», raccontano al Daily Telegraph Ron Trevett e sua moglie Aileen, due abitanti di Yeovil, che portavano a spasso il cane, quando si sono imbattuti nelle sculture naturali. «Inizialmente pensavamo che fossero state create dai bambini, ma poi ci siamo accorti che non c’erano orme di scarpa, ma anzi, la neve sembrava battuta da poco attorno ai rulli». Frank Barrow, meteorologo del Met Office, il servizio meteorologico nazionale, spiega che «queste balle di neve si formano solo grazie a condizioni precise e molto inconsuete. Si comincia con sottili strati di neve, coperti di soffici fiocchi leggeri a causa della temperatura o del sole. Lo strato di neve diventa appiccicoso e a quel punto una folata di vento forte stacca come pelle la parte più fredda e soffice facendola rotolare». A questo punto si formano all’unisono decine di cilindri perfetti.
COME SCULTURE – Dopo essersi formati, i rulli sono troppo grandi e pesanti per essere trasportati ancora dal vento e si fermano (sempre contemporaneamente) in un punto. I cilindri sono scavati all’interno, perché la parte più interna è anche la più sottile e debole e viene spazzata via dal vento. Rimane la parte esterna. Il fenomeno, assolutamente nuovo nel Regno Unito, è più frequente in Utah, o in Islanda. I rulli possono essere piccoli come palle da tennis o grandi oltre mezzo metro, come sculture di ghiaccio.
Ketty Areddia
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22/11/2009
Musica: sul web spopola il fenomeno Bieber, l'idolo delle teenager Usa
Musica: sul web spopola il fenomeno Bieber, l'idolo delle teenager Usa
Il suo cd «my World» è subito entrato tra i primi 100 della classifica americana. Il cantante canadese, 15 anni, ha appena prodotto un disco dopo il boom dei suoi video casalinghi su You Tube
Dimenticate i Jonas Brothers o i Tokio Hotel e ricordatevi questo nome: Justin Bieber. Quindici anni, fenomeno della musica, idolo delle giovanissime. Giovanissime che perdono letteralmente il controllo ovunque lui appare per esibirsi. Sabato pomeriggio 3000 piccole fan, con mamma e papà al seguito, hanno invaso un centro commerciale a New York. Il risultato: caos, tafferugli e bambine al pronto soccorso. La chiamano «Bieber-mania».
MILIONI DI BABY FAN - E' tra i più visti di YouTube da qualche mese a questa parte. Ed ha tutte le carte in regola per sfondare nel mondo della musica pop: un bel faccino, simpatico, sorriso coinvolgente, ma soprattutto bravo. Canta, suona il piano, la batteria, la chitarra e la tromba. Lui è Justin Bieber, quindici anni e una carriera tutta in ascesa. L'incredibile storia di Justin comincia appena due anni fa: il bambino di Stratford, in Canada partecipa ad un concorso musicale della sua città ma si piazza secondo. La madre decide quindi di pubblicare sul portale YouTube una serie di video «casalinghi» in cui si esibisce nei brani dei suoi cantanti preferiti: Justin Timberlake, Michael Jackson, Stevie Wonder, Chris Brown e Usher. Ed è subito boom di clic. Qualche numero: il primo video - la cover a cappella «With You» di Chris Brown - ha superato nel frattempo le 13 milioni di visualizzazioni mentre il primo singolo «One Time», uscito a luglio, ha già toccato i 20 milioni di clic. Non basta: su Facebook conta un milione di fan e su Twitter è seguito da oltre 500 mila utenti, soprattutto «tweens». Tv e radio se lo contendono a suon di ospitate. Insomma: piace, piace tanto.
PICCOLO TALENTO, GRANDE STAR - Sabato era atteso per firmare autografi in un grosso centro commerciale a Long Island, ma l'evento si è trasformato nel caos più totale, riferisce il Daily News. Tremila baby ammiratrici in preda all'isteria sono andate fuori controllo quando si è sparsa la falsa voce che il bambino si trovasse nel negozio di fronte. L'evento è stato cancellato, un paio di bambine sono finite al pronto soccorso con ferite lievi, il vice presidente della casa discografica è stato arrestato.
SNOBBATO TIMBERLAKE - Justin Bieber, diventato famoso grazie ad un video amatoriale pubblicato sulla Rete in cui canta e suona la sua chitarra acustica, ora gioca a fare l'adulto, grazie ad uno sponsor molto particolare: il noto produttore e cantante statunitense Usher, che l'ha notato proprio sul web. Per la verità l'aveva notato in rete anche Justin Timberlake che gli propose un contratto. Ma il giovane talento di Toronto rifiutò, optando per Usher. Molti sono nel frattempo i fan club anche nel nostro Paese. Lo scorso anno ha firmato per la casa discografica Island Records e martedì ha debuttato col primo album «My World». «One Time» e «One Less Lonely Girl» sono i due singoli che l'hanno reso celebre e con i quali è balzato in vetta alla classifica americana Billboard Top 100. Le sue canzoni affrontano i classici temi adolescenziali: il primo amore e la prima delusione.
Elmar Burchia
corriere.it
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26/09/2009
Lenti, el Pibe de Taranto come Maradona A 8 anni i palleggi con la pallina da tennis
Lenti, el Pibe de Taranto come Maradona A 8 anni i palleggi con la pallina da tennis
Numeri da fenomeno, treccine in stile afro, il dribbling bruciante e il sinistro infallibile di FantaPiero, grazie ai video pubblicati in rete è già popolare
TARANTO - Ha 8 anni, si chiama Piero Lenti ed è già stato soprannominato «el Pibe de Taranto». Nato a Schwelm, una cittadina della Westfalia poco distante da Dortmund il 25 giugno 2001 e presto trasferitosi in Puglia, alto poco più di un metro e venti per un peso forma di 23 chili, non ci vuole molto, guardando Piero giocare, a convincersi di trovarsi di fronte a un talento calcistico cristallino. Giusto il tempo di dare un'occhiata alle dozzine di video pubblicate in rete che lo vedono protagonista di partite in cui con una pettinatura in stile afro, come Ronaldinho, scorrazza dalla mediana in avanti inventandosi assist impossibili, tiri nel sette e palombelle cariche d'effetto a uccellare il povero portiere avversario. Sembra di assistere alle giocate di Holly, con un'unica differenza: un Benji che riesca a fermarlo non c'è e gli avversari in campo, mediamente, sono alti quasi il doppio di lui.
I GOL DA CALCIO D'ANGOLO - In allenamento mette la palla in porta trovandosi alle sue spalle, segna da calcio d'angolo e percorre l'intero campo di calcetto palleggiando senza fatica lungo la linea del fallo laterale. Piero vive a San Giorgio Jonico e gioca nel ruolo di centrocampista offensivo. Nei pulcini del Club Dellisanti, di cui è l'indiscussa attrazione, ha segnato nell'ultima stagione 120 gol eppure visti i numeri e la crescente popolarità sono in pochi a credere che el Pibe de Taranto possa restare ancora a lungo al riparo dalle lusinghe delle giovanili di qualche grande club. Pugliese, italiano o europeo, perché no.
Sandro Di Domenico
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06/06/2009
Digiune per ubriacarsi, arriva l'anoressia da «happy hour»
Digiune per ubriacarsi, arriva l'anoressia da «happy hour»
NUOVO FENOMENO. È la «drunkoressia», nuova spia del disturbo alimentare. Si risparmiano calorie per potersi «permettere» i drink
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MILANO - Sfiancanti digiuni di 24, 48 ore. Solo acqua e sigarette per tenersi in piedi fino alle 7 di sera. È il rito pre-happy hour per molte adolescenti anoressiche. Scatta in vista di serate scandite da file di bicchierini di superalcolici bevuti quasi a stomaco vuoto, o dopo avere preso qualcosa dal buffet dell'aperitivo. Nei mille volti dell'anoressia c'è anche questo: si chiama «drunkoressia» ed è una delle spie del disturbo alimentare. In sostanza: astinenza dal cibo per potersi permettere l'abbuffata alcolica. Perchè chi soffre di anoressia è consapevole delle calorie presenti in un cocktail, ma deroga alle rigide regole alimentari che si impone per cedere al fascino dell'alcol, disinibente e facilitatore dei rapporti sociali. E lo fa solo attivando meccanismi preventivi di compensazione. Una sorta di dieta in cui il cibo è sostituito dal bicchiere.
NUOVO FENOMENO - Il fenomeno è stato osservato e descritto durante un convegno a Milano, da un medico di medicina generale del capoluogo lombardo, Maria Cristina Campanini. E gli esperti confermano: «La tendenza a eccedere con l'alcol è molto diffusa fra anoressiche e bulimiche, che lo usano in relazione al loro disturbo», ha spiega all'agenzia di stampa Adnkronos Salute, Dasha Nicholls, psichiatra dell'infanzia e dell'adolescenza e co-direttore del servizio di Feeding and Eating Disorders nel Great Ormond Street Hospital di Londra. C'è chi affoga nel rum l'ansia di aver mangiato troppo e chi beve per indursi un senso di sazietà. O ancora chi lo fa per superare difficoltà di relazione, o sulla scia di impulsi incontrollabili. Oppure perchè l'alcol è una delle vie più semplici per arrivare a vomitare. «Nel mio studio - ha raccontato la dottoressa Campanini durante il convegno, organizzato dall'ospedale San Paolo di Milano per presentare un progetto per bambini e adolescenti con questi problemi - sono passate diverse ragazze con disturbi alimentari. Di queste due sono morte, una suicida. Ragazze che, una volta costruito un rapporto di fiducia, raccontano delle file durante gli happy hour. Non file per pagare o servirsi al buffet. Ma file di bicchierini superalcolici che bevono, uno dietro l'altro, per sentirsi sazie e disinibite».
BRAVE A SCUOLA E BEN VESTITE - L'identikit della ragazza anoressica? «Ottimi voti a scuola, ben vestita, perfezionista - elenca Campanini - È informatissima su diete e cibi ipocalorici, ha visitato tutti i siti Internet dedicati alla salute e al benessere, e ce ne sono circa 50 milioni sul web. La vedi nella sala d'attesa con l'inseparabile bottiglia d'acqua nella borsa, utile per reintegrare i liquidi». Una volta sul lettino, nega la malattia, chiede lassativi e diuretici, riferisce problemi come la scomparsa delle mestruazioni, fingendo di non capire che sono i classici campanelli d'allarme dell'anoressia. «Al medico queste ragazze chiedono 4-5 certificati di idoneità sportiva - prosegue Campanini - perchè si sottopongono a sfiancanti programmi di attività fisica per tenersi in forma. Fanno danza e palestra e non disdegnano sport durissimi, come quelli che vanno di moda adesso, dall'hydrospinning all'acquagym».
CONFLITTI COI GENITORI - Se sono accompagnate dai genitori, emergono subito i conflitti. «In genere - ragiona il medico - le anoressiche hanno alle spalle una madre oppressiva e un padre assente. Facile, all'inizio, nascondere i problemi con il cibo: saltano la colazione, a pranzo sono sole a casa. Piuttosto che mangiare, fumano un paio di sigarette». A nulla serve metterle di fronte al loro peso irrisorio. «Hanno una percezione alterata del loro corpo - spiega ancora l'esperta - continuano a vedersi grasse anche quando l'ago della bilancia le contraddice». Alla base c'è sempre un disagio. Insicurezza, difficoltà a interagire con i coetanei, qualcosa che le spinge a farsi del male.
I MODELLI - «E i modelli con cui crescono oggi gli adolescenti non aiutano. Soprattutto le ragazze - sottolinea Campanini - devono fare i conti con minigonne, pantaloni a vita bassa e magliette minimal. Una moda che richiede corpi longilinei. Troppo lontani dalla normalità». Secondo la specialista, il gioco di squadra fra specialisti e medici di medicina generale è una delle vie più efficaci per intercettare e aiutare chi soffre di disturbi alimentari. «Abbiamo bisogno di collaborare con gli specialisti. Servono centri di riferimento, numeri di telefono ai quali rivolgersi anche a tarda sera, indirizzi e-mail con cui tenersi in contatto. Perchè, se riesci ad agganciare una paziente, l'appoggio del centro specializzato deve essere immediato. Sono ragazze furbe e sanno come fregarti. Il rischio è che scappino via».
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12/04/2009
TERREMOTI: DOPO RISCHIO SCIACALLI, ARRIVANO I TURISTI
TERREMOTI: DOPO RISCHIO SCIACALLI, ARRIVANO I TURISTI
L'AQUILA - Dopo la temuta presenza di sciacalli, si fa strada un altro antipatico fenomeno tra le macerie del terremoto: quello dei gruppi di curiosi, una sorta di "turisti delle sciagure", in alcuni casi muniti anche di macchine fotografiche o videocamere. E se l'attività di controllo delle forze dell'ordine ha tenuto lontani i predoni delle case abbandonate, più difficile é difendersi dai curiosi a caccia di "emozioni da sisma" o, peggio, da immagini che testimonino la difficile situazione delle città colpite o delle persone sfollate.
Si tratta di un classico, purtroppo, già registrato anche in occasione di recenti catastrofi. Un fenomeno meno pericoloso dello sciacallaggio ma non per questo meno spregevole e inquietante vista la drammaticità del momento. Questa mattina, nel centro storico dell'Aquila - off limit per rischio crolli - tra i cronisti e fotografi autorizzati a piccole "incursioni" per testimoniare i nuovi crolli prodotti dalle ultime scosse, c'era anche una giovane sedicente fotografa che presto si è scoperto nulla aveva a che fare con esigenze di carattere giornalistico. Alle prima richieste di informazioni, infatti, la giovane si é allontanata di tutta fretta. Alle rimostranze di cronisti e fotografi nei confronti delle forze dell'ordine, che presidiavano gli accessi al centro storico, un giovane finanziere ha raccontato di aver fermato e rimandato indietro, questa mattina, non lontano dal centro della città, addirittura un pullman con a bordo una scolaresca. I ragazzi, secondo quanto riferito, diretti in un'altra località per una gita scolastica, avevano convinto i loro insegnanti a fare una deviazione per "visitare" le aree terremotate.
23:19 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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11/04/2009
Polemiche su Sarah, tennista ermafrodito «Troppo potente per giocare con donne»
Polemiche su Sarah, tennista ermafrodito «Troppo potente per giocare con donne»
Numero 574 nel ranking mondiale della WTA, È considerata un fenomeno in ascesa. Nata con i genitali maschili e femminili, si è sottoposta a un intervento chirurgico. I coach: «Indubbio vantaggio»
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| Sarah Gronert |
MILANO - Arriva il primo ermafrodito nel tennis professionistico. Si tratta della ventiduenne tedesca Sarah Gronert, attualmente numero 574 nel ranking mondiale della WTA e considerata un fenomeno in ascesa, tanto che i bookmakers ne danno il suo ingresso entro sei mesi fra le prime 50 giocatrici al mondo. Nata con i genitali sia maschili che femminili, Sarah si è volontariamente sottoposta a un intervento chirurgico per diventare donna a tutti gli effetti, sia legalmente che fisicamente, visto che così si è sempre sentita, presentando poi un regolare certificato di "idoneità femminile" alla Women's Tennis Association Tour, che le ha quindi concesso il via libera per scendere in campo al fianco della altre donne del circuito internazionale.
«TROPPO POTENTE PER ESSERE DONNA» - Una decisione che ha creato più di un malumore fra gli addetti ai lavori, che ritengono la Gronert innaturalmente potente per essere una donna, per via della sua particolare condizione alla nascita e di una concentrazione e distribuzione di ormoni maschili nettamente più alta della media. E visto che tali caratteristiche le garantirebbero un indubbio vantaggio rispetto alle altre giocatrici, il tennis in gonnellino ha alzato pollice verso contro di lei. «Non c’è ragazza al mondo che possa servire delle palle come fa Sarah Gronert - ha detto in un'intervista al New York Daily News Schlomo Tzoref coach di Julia Glushko, numero 325 della WTA e sconfitta di recente dalla Gronert in un torneo in Israele - e nemmeno Venus Williams sarebbe in grado di farlo. E questo perché Sarah non è una donna, ma è un uomo». Ma per la WTA le regole sono chiare, come ha spiegato un portavoce sempre al giornale inglese: «La determinazione del sesso della WTA segue le stesse regole del Comitato olimpico internazionale e quindi, stando a questo regolamento, Sarah Gronert può giocare i tornei dei circuito come donna». La polemica non sembra destinata a sgonfiarsi, mentre sul web impazzano blog e sondaggi sulla tennista-transgender tedesca, con tanto di foto in succinti completini da tennis che sembrerebbero togliere qualunque dubbio sulla sua femminilità.
Simona Marchetti
01:43 Scritto in SPORT | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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