26/03/2011

Si apre una voragine, auto «inghiottita»

Si apre una voragine, auto «inghiottita»

Il cedimento potrebbe essere stato causato dalla rottura di una tubatura sottostante. Gravemente ferite le due donne che si trovavano a bordo della vettura. L'incidente a Lido Adriano, nel Ravennate

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22/02/2011

Appena uscita dalla stampante: pelle nuova per le vittime di ustioni

Appena uscita dalla stampante: pelle nuova per le vittime di ustioni

Invenzione dell'Università Wake Forest della Carolina del Nord. I laser 3D integrati rilevano l'estensione e la profondità della parte da riparare e creano un pezzo corrispondente

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16/08/2010

Lite nel casertano, pregiudicato spara e ferisce 5 persone di cui una in modo grave

Lite nel casertano, pregiudicato spara e ferisce 5 persone di cui una in modo grave

Il fatto di sangue è avvenuto a maddaloni. l'uomo è stato arrestato. Antonio Russo, 34 anni, ha sparato contro due persone, con le quali aveva litigato, ferendo anche tre passanti

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30/10/2009

Caso Cucchi, La Russa: «Militari corretti»

Caso Cucchi, La Russa: «Militari corretti»

 

Lividi e ferite sul cadavere del 31enne. l'Osapp: «Arrivò così a Regina Coeli». Appelli bipartisan sul giovane morto dopo l'arresto: «Verità». L'Idv: «Via dallo Stato le schegge deviate»

 

Una foto di Stefano Cucchi
Una foto di Stefano Cucchi

ROMA - Il caso di Stefano Cucchi, il 31enne morto in circostanze ancora da chiarire sei giorni dopo l'arresto (è stato fermato con 20 grammi di droga), scuote anche il mondo politico e il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, interviene nel dibattito. «Non c'è dubbio che qualunque reato abbia commesso questo ragazzo - spiega La Russa - ha diritto ad un trattamento assolutamente adeguato alla dignità umana. Quello che è successo non sono però in grado di dirlo perché si tratta di una competenza assolutamente estranea al ministero della Difesa, in quanto attiene da un lato ai carabinieri come forze di polizia, quindi al ministero dell'Interno, dall'altro al ministero della Giustizia. Quindi non ho strumenti per accertare, ma di una cosa sono certo: del comportamento assolutamente corretto da parte dei carabinieri in questa occasione».

«LE OMBRE UCCIDONO» - «Il ministro della Difesa Ignazio La Russa ha perso una buona occasione per tacere» è la replica del segretario del Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria, Donato Capece. «Ha detto che non ha elementi per dire come andarono i fatti connessi all'arresto di Stefano Cucchi, però sostiene che l'intervento dei carabinieri è stato corretto. Su quale basi lo dice? Chi sarebbe stato scorretto, allora?» chiede Capece, indicando come priorità il «massimo rispetto per il dolore dei familiari» ma anche «consentire alla magistratura - senza alcun tipo di influenze e di dichiarazioni "a prescindere" - di compiere come sempre con serenità ogni accertamento ed atto che potrà chiarire le ragioni della morte del ragazzo». Sulla stessa linea Leo Beneduci, segretario generale dell'Osapp, il secondo sindacato della polizia penitenziaria, secondo il quale, «secondo fonti attendibili, Stefano sarebbe arrivato a Regina Coeli direttamente dal tribunale già in quelle condizioni, e accompagnato da un certificato medico che ne autorizzava la detenzione, come di solito si fa in questi casi». L'Osapp protesta con Michele Santoro, per come è stato trattato il caso ad Annozero. «Quali rappresentanti di un'istituzione autorevole che qualcuno tenta di annientare strumentalizzando il "caso" - prosegue Beneduci - siamo disgustati da una vicenda grave che sta via via assumendo le fattezze di un fatto politico e che rischia di disonorarci: come per il caso Bianzino, il caso Aldovrandi. Le ombre ci uccidono, uccidono l'intera categoria alla quale ci esaltiamo di appartenere, ed è triste che fino adesso siamo stati l'unica organizzazione sindacale ad avere il coraggio di dire la propria con grande chiarezza ed onesta».

«TROPPI SILENZI» - Netta la presa di posizione la Camera penale di Roma: «Non può essere consentito, non può semplicemente accadere, che Stefano Cucchi abbia potuto subire una fine così orrenda mentre era sotto la tutela prima della polizia giudiziaria che lo ha tratto in arresto; poi del pubblico ministero del giudice e del suo difensore di ufficio nel corso della udienza di convalida; poi ancora della direzione del carcere di Regina Coeli; poi dei medici del penitenziario e quelli del reparto controllato all’ospedale Sandro Pertini». «Lo scandalo - scrive in una nota l’organismo di rappresentanza degli avvocati, presieduto da Giandomenico Caiazza - è che questo ragazzo abbia subito questo pestaggio mortale, con segni orrendamente evidenti sul corpo e sul volto, senza che nessuno di coloro che hanno avuto contatto con lui abbia sentito - a quanto risulta a tutt’oggi - il dovere innanzitutto morale di conoscere la verità, e comunque di segnalare immediatamente e con forza la evidenza dei fatti».

«VERITA' E LEGALITA'» - «Verità» è la parola d'ordine usano da molti in queste ore. «Verità. Naturalmente verità. Verità e legalità per tutti, ma proprio tutti: in fondo è semplice» si legge in un corsivo di Ffwebmagazine, il periodico online della Fondazione Farefuturo presieduta da Gianfranco Fini, all'indomani della pubblicazione voluta dalla famiglia del giovane deceduto delle foto del cadavere. «Uno Stato democratico non può nascondersi dietro la reticenza degli apparati burocratici - continua il corsivo -. Perché verità e legalità devono essere "uguali per tutti", come la legge. Non è possibile che, in uno Stato di diritto, ci sia qualcuno per cui questa regola non valga: fosse anche un poliziotto, un carabiniere, un militare, un agente carcerario o chiunque voi vogliate. Non può esistere una "terra di mezzo" in cui si consente quello che non è consentito, in cui si difende l'indifendibile, in cui la responsabilità individuale va a farsi friggere in nome di un "codice" non scritto che sa tanto, troppo, di omertà tribale». «Nell'esprimere tutto il mio cordoglio alla famiglia del giovane Stefano Cucchi in questo momento di profondo lutto e di terribile dolore, auspico vivamente che da parte di tutti i soggetti coinvolti si impieghi il massimo sforzo nel fare chiarezza al più presto sull'intera vicenda» è l'auspiscio del ministro della Gioventù, Giorgia Meloni.

«VIA LE SCHEGGE DEVIATE» - Anche dall'opposizione, come era preventivabile, si sono levate voci contro quanto accaduto. Per Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del Pd, le foto del corpo di Cucchi «orribilmente deturpato da evidenti percosse, destano orrore». «Il governo - aggiunge la senatrice democratica - deve fare tutto quanto in suo potere perchè si arrivi presto a conoscere la verità su questa vicenda umana sconcertante e per ora misteriosa». «Lo Stato non può avere paura di se stesso- sottolinea invece Luigi De Magistris, europarlamentare dell'Idv -, non può temere di individuare e punire quei corpi estranei e parassitari che pure ci sono al suo interno, tra le forze dell'ordine che svolgono un lavoro prezioso per il Paese. Identificare e allontanare queste schegge deviate è l'unica risposta per garantire la fiducia dei cittadini verso le istituzioni e la giustizia, oltre che per proteggere la credibilità di quanti operano con coraggio per la sicurezza comune fornendo un servizio prezioso a noi tutti».

L'APPELLO A NAPOLITANO - «Presidente Napolitano, le foto diffuse ieri coraggiosamente dalla famiglia di Stefano Cucchi meritano verità e giustizia» chiedono infine in un appello inviato al capo dello Stato i giovani della Fgci, l'organizzazione giovanile del Pdci, e dei Giovani Comunisti del Prc. «Gli italiani, tutti, hanno bisogno di avere fiducia nelle forze dell'ordine e nel rispetto della legalità da parte di chi è chiamato a far sì che non venga mai violata» dice Marina Sereni, vicepresidente dei deputati Pd.


18/07/2009

Tour, incidente con moto: un morto

Tour, incidente con moto: un morto

 

L'incidente è avvenuto nel villaggio di Wittelsheim. La vittima è una donna travolta dalla polizia. Ferite altre due persone

 

PARIGI- Tragedia alla partenza del Tour de France. Una spettatrice è morta investita da una moto della guardia repubblicana, le unità cerimoniali della gendarmeria francese. La vittima è una donna , di 61 anni, che è stata travolta mentre attraversava la strada. Altre due persone sono rimaste ferite. Il motociclista è scivolato perdendo il controllo del mezzo. Lo ha riferito la polizia francese. L'incidente è avvenuto nel villaggio di Wittelsheim, a circa 40 chilometri dalla partenza del Tour.

L'INCIDENTE- Secondo una prima ricostruzione, la donna avrebbe attraversato la strada improvvisamente e la motocicletta l'avrebbe colpita in pieno per poi scivolare e travolgere gli altri due spettatori fermi sul ciglio della strada a guardare il passaggio dei corridori. I due feriti sono stati immediatamente trasportati all'ospedale Emile Muller a Mulhouse.

 

 

IL VIDEO DELL'INCIDENTE


24/02/2009

Bimbo azzannato dal cane di casa

Bimbo azzannato dal cane di casa

 

È ricoverato all'ospedale Meyer di Firenze in gravissime condizioni. Tragedia sfiorata a Piombino: il piccolo di 11 mesi è stato morso alle braccia e alla testa dall'american terrier

 

PIOMBINO (Livorno) - Ha assalito il piccolo con una ferocia inaudita mentre stava giocando con la mamma. Lo ha morso alle braccia, fratturandogliele, e poi lo ha morso alla testa provocando al bambino lesioni craniche e cerebrali gravissime. Adesso Nicolas, 11 mesi appena, è ricoverato in una saletta del reparto di rianimazione dell’ospedale Meyer di Firenze dopo un’operazione durata alcune ore. «È gravissimo e la prognosi è riservata» dicono i medici dell’èquipe del neurochirurgo Lorenzo Genitori, anche se si spera di poterlo salvare. È accaduto pochi minuti dopo le 11 di martedì in un appartamento al primo piano di via Giudea, nel centro storico di Piombino, non lontano dal porticciolo turistico.

STRATTONATO COME UN PELUCHE - Il piccolo, in compagnia della madre Barbara (il marito Luca Santini è dipendente dell’azienda dei trasporti municipale), casalinga, stava giocando tranquillamente quando Ducan, un american staffordshire terrier, cane simile a un bulldog, gli si è avventato addosso. La madre, sotto choc, ha raccontato ai soccorritori di aver tentato di strapparlo dalle fauci della bestia inferocita, che lo strattonava come un pupazzo di peluche, e poi di essersi rifugiata in camera con il figlioletto. I primi soccorritori, un medico e una volontaria della Pubblica assistenza di Piombino, si sono trovati davanti a una scena terribile. Nicolas piangeva in un lago di sangue mentre la mamma cercava di tamponare le ferite. Il bambino è stato trasportato al pronto soccorso dell’ospedale di Piombino e poi trasferito con un elicottero all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze dove è arrivato poco prima delle 16. Qui, i medici del reparto di neurochirurgia, hanno deciso di operarlo immediatamente. «Ha ferite profonde alla testa e solo al termine dell’operazione potremo capire l’entità dei danni subiti» hanno detto i medici.

AFFETTO MORBOSO PER UN PADRONE - Il cane è stato addormentato con una polpetta al sonnifero e poi trasferito nel canile municipale. I genitori di Nicolas e alcuni vicini di casa hanno detto che Duncan è sempre stato un animale tranquillo e che non aveva mai manifestato segnali di aggressività. Secondo gli esperti l’american staffordshire terrier, razza assai recente simile a un bulldog, è un cane da guardia che a volte si affeziona in modo quasi morboso a un solo padrone. Lunedì la Lav, Lega antivivisezione, ha chiesto al governo un decreto legge ispirato a prevenzione delle aggressioni attraverso formazione e responsabilizzazione dei possessori di cani. Dice il presidente della Lav, Gianluca Felicetti: «È indispensabile educazione, formazione e responsabilizzazione dei proprietari, con la particolare attenzione alla prevenzione della maggior parte di casi, quelli che avvengono all'interno delle mura domestiche».