14/03/2012

Maltrattamenti, sospese due maestre. Vessavano i bimbi tra tre e cinque anni

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MARTINA FRANCA. L'ordinanza eseguita contro le donne di 51 e 60 anni. Così compromettevano l'equilibrio psichico dei piccoli

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25/01/2011

Buenos Aires, donna sopravvive ad un volo dal 23esimo piano

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Secondo alcuni testimoni la donna voleva suicidarsi. È caduta sul parabrezza di un taxi riportando fratture multiple: ma è viva

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05/01/2011

Genova: ancora fermo dopo 6 mesi container con cobalto radioattivo

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Si sospetta un traffico di rifiuti illegali. Isolato nel più lontano terminal del porto di Prà Voltri. Entro febbraio sarà esaminato da robot telecomandato

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19/04/2009

I migranti del Pinar in Sicilia

I migranti del Pinar in Sicilia

 

LA SITUAZIONE SBLOCCATA DA UNA TELEFONATA DI BERLUSCONI A BARROSO E AL PREMIER MALTESE. Le persone raccolte dal mercantile trasbordate su una corvetta italiana che farà rotta su Porto Empedocle

 

Il mercantile turco Pinar fermo nel Canale di Sicilia (Ansa)
Il mercantile turco Pinar fermo nel Canale di Sicilia (Ansa)

PALERMO- I migranti della nave Pinar saranno accolti in Italia. Lo ha reso noto la Farnesina, precisando che il Ministro dell' Interno Roberto Maroni e il Ministro degli Esteri Franco Frattini, in stretto coordinamento con il Presidente del Consiglio, «sono giunti alla determinazione di accogliere in Italia gli immigrati presenti nella nave, tenuto conto della perdurante indisponibilità del Governo maltese malgrado le sollecitazioni rivoltegli dal Presidente della Commissione europea Barroso».

BERLUSCONI TELEFONA A BARROSO -La situazione del cargo si sarebbe sbloccata - a quanto si apprende - dopo che il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha avuto in giornata due telefonate: la prima, nel pomeriggio, con il presidente della Commissione Ue José Manuel Barroso; la seconda con il premier maltese Lawrence Gonzi.

MALATI A BORDO - Una motovedetta della guardia costiera ha trasbordato una donna incinta e alcune persone con varicella e febbre alta per portarle in ospedale a Lampedusa, il porto più vicino.
I 120 migranti rimasti sulla nave Pinar, che si trova a circa 20 miglia a sud di Lampedusa, sono stati trasbordati su una corvetta Danaide della Marina militare italiana. Una volta concluso il trasbordo, la corvetta si dirigerà verso Porto Empedocle, mentre la Pinar riprenderà la sua rotta per Sfax, in Tunisia.

NON SI PLACA LA POLEMICA CON MALTA - Secondo il ministro degli Esteri Franco Frattini «governo di Malta non ha rispettato le regole sulla ricerca e soccorso in mare che affidavano a Malta la responsabilità di accogliere nel proprio Paese» gli immigrati a bordo del Pinar. Così il titolare della Farnesina ai microfoni del Tg1 dopo la decisione del governo italiano di accogliere i migranti a bordo del mercantile turco in Italia. (AGI) Il Ministro Maroni e il Ministro Frattini sottolineano al contempo - informa una nota della Farnesina - che la decisione, assunta esclusivamente in considerazione della dolorosa emergenza umanitaria verificatasi a bordo del mercantile, non deve in alcun modo essere intesa nè come un precedente nè quale riconoscimento delle ragioni addotte da Malta nella vicenda. Il Ministro Maroni sta già predisponendo un dettagliato dossier sul caso, che sarà portato agli inizi della prossima settimana alla diretta attenzione della Commissione Europea, affinchè quest' ultima intervenga per assicurare una soluzione politica, necessariamente da ricercarsi in sede europea e non circoscrivibile alla sfera dei rapporti bilaterali fra Italia e Malta. In particolare il Governo italiano chiederà l' iscrizione all' ordine del giorno del prossimo Consiglio Affari Generali e Relazioni Esterne dell' Unione, in programma il 27 aprile a Lussemburgo, di uno specifico punto di discussione, concernente l' impegno di tutti i Paesi membri dell' Unione al rispetto delle norme contenute nel Patto europeo sull' immigrazione, ed in particolare al puntuale assolvimento, da parte di ciascun Paese europeo, alle proprie responsabilità in materia di «search and rescue areas».


La nave rifiutata ferma in mezzo al mare Maroni: «Malta scorretta, intervenga Ue»

La nave rifiutata ferma in mezzo al mare Maroni: «Malta scorretta, intervenga Ue»

 

NEI GIORNI SCORSI HA CARICATO 140 CLANDESTINI IN DIFFICOLTÀ. A bordo 35 donne, due incinte, il corpo di un'immigrata e 13 uomini dell'equipaggio. Portati mille litri d'acqua

 

Il mercantile turco Pinar fermo nel Canale di Sicilia (Ansa)
Il mercantile turco Pinar fermo nel Canale di Sicilia (Ansa)

PALERMO - È ancora fermo a sud di Lampedusa il mercantile turco Pinar, oggetto di una contesa diplomatica tra Italia e Malta dopo che giovedì ha salvato 140 migranti in balìa del mare su due barconi nel Canale di Sicilia. Asik Tuygun, il comandante, vuole sapere quale sarà la sorte dei 13 membri dell'equipaggio e degli extracomunitari salvati (tra i quali 35 donne, due incinte), dato che entrambi i Paesi gli negano l'autorizzazione all'approdo. I viveri sono sempre più scarsi e le condizioni igieniche precarie rendono allarmante la situazione a bordo, come aveva denunciato sabato l'armatore. Su una scialuppa trainata dal cargo c'è il cadavere di un'immigrata: incinta, era già morta quando è stata portata sulla nave.

MEDICO A BORDO - Domenica mattina una motovedetta della Guardia costiera partita da Lampedusa ha raggiunto il Pinar e ha fatto salire a bordo un medico, un infermiere e militari della Capitaneria per controllare la situazione sanitaria e le condizioni di vivibilità dei migranti. Le condizioni meteo sono critiche e il mare è forza 4. Sul cargo sono stati portati mille litri di acqua. Nel pomeriggio un elicottero tenterà di consegnare anche dei pasti caldi. Secondo la Guardia costiera la situazione «non è preoccupante: gli immigrati stanno bene, certo un po' provati. Tutto è sotto controllo e anche sabato i medici hanno detto che non c'è nessuno in condizioni tali da dover essere portato sulla terraferma. In ogni caso continueremo le verifiche».

MARONI: «MALTA SCORRETTA» - Sulla vicenda è intervenuto il ministro dell'Interno Maroni: «Non lasceremo che la situazione umanitaria, che ora è assolutamente sotto controllo, degeneri» ha assicurato in un'intervista all'Avvenire. Il responsabile del Viminale non risparmia però critiche al governo di Malta colpevole, a suo dire, di un'applicazione «scorretta e censurabile» degli accordi internazionali ed europei. «Per ora gli ospiti della nave sono al sicuro - dice Maroni -. Se dovessero accadere dei fatti nuovi è chiaro che non lasceremo quelle persone in balìa del mare. C'è già pronto un piano per portare la nave in un porto della Sicilia. Attualmente però non c'è alcuna emergenza. Non è vero che manchino l'acqua e i viveri, perché le nostre motovedette e i nostri elicotteri hanno provveduto. Né che ci siano persone con gravi problemi di salute a bordo o donne in stato interessante, dato che queste persone sono state già trasferite nei nostri ospedali. Un'equipe medica è a bordo e in ogni caso i nostri uomini sono lì, attorno alla nave, pronti a intervenire per qualunque evenienza».

ZONE DI COMPETENZA - «Le acque internazionali del Mediterraneo sono divise in zone di competenza per quanto riguarda l'attività di soccorso e salvataggio - continua il ministro - ed è stata la stessa Malta a chiedere, visto che l'Ue finanzia queste operazioni, di avere un'area di competenza molto estesa, che arriva fin sotto a Lampedusa. Allora bisogna chiedersi: è normale che un Paese che ha la responsabilità del soccorso nella zona di mare di sua competenza, poi faccia sbarcare i clandestini nel porto di un'altra nazione? Io credo che se uno Stato prende dei finanziamenti per un'azione di salvataggio debba portare il compito fino in fondo: portando, per dirla tutta, i naufraghi alla Valletta e non a Lampedusa». Il responsabile del Viminale annuncia di aver chiesto al commissario Ue per la Sicurezza, dopo aver parlato con Berlusconi e Frattini, «una riunione urgente del Consiglio dei ministri dell'Interno per definire una volta per tutte questa annosa questione». «La Commissione Europea deve agire da arbitro e dare una interpretazione definitiva del testo degli accordi - conclude - e cominciarsi ad occuparsi finalmente anche di Mediterraneo, visto che quest'area non è destinataria delle sue principali attenzioni». Per il capogruppo alla Camera della Lega Roberto Cota, intervistato dal Corriere della Sera, la contesa tra Italia e Malta sulla nave Pinar «è l'occasione giusta per risolvere il problema con La Valletta, che deve assumersi le sue responsabilità e accogliere i clandestini».

MALTA: «LA UE CI APPOGGI» - Il primo ministro maltese Lawrence Gonzi ha detto di «pretendere l'appoggio della Ue nella questione della Pinar». «La procedura di soccorso effettuata da Malta è sempre stata la stessa - ha dchiarato -. Abbiamo coordinato tutto come vuole la prassi in situazioni come queste. Ma il porto più vicino è Lampedusa, dunque devono essere trasferiti lì. Malta sopporta l'enorme peso del fenomeno dell'immigrazione clandestina. Questo è un problema della Ue e adesso tocca all'Unione appoggiare Malta in questa situazione».


08/11/2008

Filippine uccise nel milanese, fermato un parente

Filippine uccise nel milanese, fermato un parente

L'OMICIDIO NELLA NOTTE FRA VENERDI' E SABATO. I cadaveri di madre e figlia scoperti dal marito. Le coltellate dopo l'ennesima lite familiare

 

 

 

Caneo Francisco, il filippino fermato per l'omicidio delle due donne filippine a Magenta (Foto Cattaneo)
Caneo Francisco, il filippino fermato per l'omicidio delle due donne filippine a Magenta
 
 
 
MAGENTA (Milano) - Le ha massacrate a coltellate perché non lo lasciavano riposare. Amalia Francisco, 61 anni e sua figlia Rached Achada, 33, due donne di origine filippina sono state uccise, ieri poco prima delle 20 nella loro casa di Magenta, nel Milanese, «per futili motivi e dissidi familiari, legati alla convivenza, che andavano avanti da mesi». E’ questo secondo i carabinieri del nucleo investigativo provinciale di Milano il movente del delitto, scoperto ieri dal marito della donna più anziana, Carlo Calati. Le indagini sono coordinate dal pm del Tribunale di Milano Roberta Brera.

KILLER - Questa mattina, attorno alle 8.30 i militari hanno fermato il presunto killer delle due donne. Si tratta di Caneo Santico, detto «Junior», 46 anni, figlio di una delle sorelle dell’anziana assassinata e quindi cugino della figlia. Dopo il delitto, l’uomo ha preso il treno a Magenta e poi dalla stazione centrale di Milano ha raggiunto in metropolitana Gorgonzola, cittadina a nord di Milano. E’ stato proprio nel parcheggio della fermata del metro che i carabinieri lo hanno arrestato. Era in stato confusionale, ma avrebbe ammesso, almeno in parte, le sue colpe. «Ho perso il controllo, ho fatto un disastro, adesso vado ad ammazzarmi» avrebbe detto alle sue sorelle al telefono prima di sparire.

CONVIVENZA - L’uomo, in Italia da diversi anni e con la cittadinanza del nostro Paese, viveva da alcuni mesi con la zia e la cugina. Il clima che si respirava nell’appartamento di via Roma a Magenta, però, negli ultimi tempi non era dei migliori. Si litigava per un nonnulla: «Io sono stanco, ma voi fate troppo rumore, non mi lasciate dormire». E tra i vicini c’è chi giura di aver sentito le due donne dire: «Non ne possiamo più, se ne deve andare». Ieri pomeriggio l’ultima lite, al termine della quale il nipote ha preso un coltello da cucina (che non è ancora stato ritrovato) e ha colpito con oltre dieci coltellate la zia e addirittura venti la cugina, che aveva cercato di fermarlo. Poi è fuggito. Il marito di Amalia Francisco rientrando a casa ha trovato i due corpi riversi sul pavimento della camere da letto, in un lago di sangue. Si è precipitato a chiedere aiuto ai vicini, ma non c’era più nulla da fare.

STUPORE - «Ancora non riesco a crederci: le ho viste l’ultima volta proprio ieri mattina: venivano qui a fare colazione prima di andare al lavoro a Milano. Erano due donne in gamba, grandi lavoratrici. Rachel, poi, non pensava ad altro se non a portare qui in Italia i suoi tre bambini, rimasti nelle Filippine» spiega il titolare del Bar Trattoria di fronte alla corte dove le donne vivevano. Conosceva anche il presunto killer: «Un tipo tranquillo, riservato».

 


15:27 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: pilippine, uccise, milano, killer, parente, fermo, uomo | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook