15/09/2011

Bari: conclusa l'inchiesta sul caso Tarantini, 100 mila intercettazioni. I pm: «L'Arcuri rifiutò di prostituirsi»

Bari: conclusa l'inchiesta sul caso Tarantini, 100 mila intercettazioni. I pm: «L'Arcuri rifiutò di prostituirsi»

Otto le persone indagate nell'inchiesta barese. Nelle prossime ore verranno notificate le accuse agli indagati.

 

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07/02/2011

Reclutamento delle ragazze, pista napoletana

Reclutamento delle ragazze, pista napoletana

L'INCHIESTA. Indagine su euro falsi, spuntano il nome della showgirl Sara Tommasi e le visite a villa San Martino

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29/11/2010

Berlusconi: "Non frequento festini selvaggi"

Berlusconi: "Non frequento festini selvaggi"

Da Tripoli il premier liquida come "falsità di funzionari di terzo grado, che fanno male all'immagine del Paese" le rivelazioni del sito Wikileaks. E riguardo alle indiscrezioni sulle feste nelle sue residenze dice: "Ragazze pagate per dire il falso"

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25/04/2010

Le feste di Katya Trappole sexy per i nemici di Putin

Le feste di Katya Trappole sexy per i nemici di Putin

Seduce oppositori, giornalisti critici e diplomatici stranieri. Poi sparisce. «E’ una spia». E i video del Kgb spuntano sul web

 

Katya Gerasimova
Katya Gerasimova

MOSCA — Giornalisti, politici, magistrati e stranieri importanti. I vecchi sistemi del Kgb sembrano tornati in auge nella Russia di Vladimir Putin visto che il web si sta riempiendo di filmati compromettenti che mostrano personaggi sgraditi al potere in serate di sesso, droga e (presumibilmente) rock’n’roll.

Protagoniste assolute di questa vicenda a luci rosse sono la bruna Katya e la bionda Nastya che avrebbero «adescato» diversi personaggi della Mosca che conta per poi sparire senza lasciare traccia. Ma dietro a loro ci sono diverse comprimarie che negli ultimi tempi hanno messo nei guai un diplomatico britannico e uno americano, per non parlare di un ufficiale indiano richiamato di corsa in patria.

Al Cremlino, come c’era da aspettarsi, dicono di non sapere nulla dell’intera vicenda, ma una delle vittime, Iliya Yashin, attivista dell’opposizione, sostiene nel suo blog che dietro a buona parte delle operazioni sospette ci sarebbe Vladislav Surkov, potente vice capo dell’amministrazione presidenziale.

Yashin ha raccontato di aver conosciuto Katya Gerasimova su un sito di relazioni sociali e di essere stato poi invitato in un appartamento moscovita. Quando, a un certo punto, è spuntata la cocaina, Yashin dice di essersene andato. E’ finito invece in internet il filmato dell’incontro che la stessa Katya ha avuto con Viktor Shenderovich, noto in Russia per il suo programma televisivo nel quale i potenti erano impersonati da pupazzi di gomma. Da tempo il programma è sospeso dopo le lamentele di Putin.

Shenderovich, misteriosamente, è stato avvertito in anticipo che il filmato stava per uscire e ha dato lui stesso la notizia sul suo blog. Altre vittime sono stati il direttore dell’edizione russa del settimanale Newsweek Mikhail Fishman, lo scrittore Eduard Limonov, esponente del gruppo Solidarnost e Aleksandr Potkin, capo del movimento contro l’immigrazione clandestina. Tempo fa sulla rete erano invece finiti due diplomatici: il vice console britannico di Ekaterinburg e il consigliere dell’ambasciata Usa che si occupava di diritti umani. Poi l’ufficiale indiano che controllava la ristrutturazione di una portaerei che la Russia sta vendendo a New Delhi.

I servizi dietro a tutto? Sembrerebbe proprio di sì, visto che la pratica di usare quelle che all’epoca venivano chiamate «trappole al miele » non è certo morta con lo scioglimento dell’Urss. Nel 1999, quando Putin era capo dell’Fsb, successore del Kgb, il procuratore Yurij Skuratov, impegnato in un braccio di ferro col presidente Boris Eltsin, venne tolto di mezzo grazie a un filmetto girato in sauna dove due ragazze facevano divertire un uomo che sembrava proprio il procuratore. Il Kgb usava le «trappole» a 360 gradi. Perfino il simpatizzante Jean Paul Sartre venne incastrato da una «interprete». Tanto che arrivò a difendere pubblicamente Breznev ai tempi del processo contro i dissidenti Siniavskij e Daniel. Il capo dei servizi della Ddr Markus Wolf aveva creato una vera «brigata dell’amore », composta da belle ragazze e aitanti giovanotti. Dopo la caduta delMuro, ha scritto nella sua autobiografia: «Finche esisterà lo spionaggio, ci saranno dei Romeo che sedurranno vittime inconsapevoli».

Fabrizio Dragosei


11/09/2009

Berlusconi sull'inchiesta di Bari : «Non esiste alcun giro di prostituzione»

Berlusconi sull'inchiesta di Bari : «Non esiste alcun giro di prostituzione»

 

Il procuratore capo del capoluogo pugliese: «premier fuori da responsabilità penale». Il Cavaliere: «Mai pagato per rapporti sessuali. Io il miglior premier in 150 anni»

 

LA MADDALENA (Olbia) - «Un imprenditore di Bari, ormai noto, Tarantino o Tarantini, è venuto ad alcune cene facendosi accompagnare da belle donne, presentandole come amiche o sue conoscenti. Alzi la mano fra i colleghi qui presenti chi non pensa che sia più gradevole sedersi al tavolo circondato da presenze femminili gradevoli e simpatiche». Silvio Berlusconi torna sull'inchiesta di Bari e lo fa rispondendo alle domande di un giornalista di El Pais nel corso della conferenza stampa con il premier spagnolo Josè Luis Zapatero. «Non esiste alcun giro di prostituzione, è una calunnia», ha aggiunto il presidente del Consiglio. «Mai versato un euro per una prestazione sessuale. Mai. La gioia e la soddisfazione più bella sono la conquista. Se tu paghi una donna, che soddisfazione può esserci?» si è sfogato ancora il premier. «Un'unica persona risponderà ai giudici italiani. Sommando i quattro reati imputabili si arriva a 18 anni di reclusione...» ha detto ancora il premier, spiegando di non aver deciso se farà causa a questa persona. Berlusconi non ha fatto il nome della persona in questione che si ritiene possa essere Patrizia D'Addario, la escort che ha testimoniato ai giudici di aver avuto una relazione intima con il premier. E alla fine Berlusconi ha ripetuto all'inviato del Pais Miguel Mora il consueto monito fatto tante volte ai giornali italiani: «Bisognerebbe aprire gli occhi e guardare la realtà senza essere faziosi, altrimenti c'è un calo di credibilità e questo significa calo di lettori e di copie. Di questo passo si va a finire con il fallimento». Berlusconi si è poi definito «recordman» per quanto riguarda i giorni trascorsi a palazzo Chigi come premier, avendo superato con 2500 giorni da presidente del Consiglio, anche Alcide De Gasperi, fermo a 2497 giorni. «Credo di essere di gran lunga il miglior presidente del Consiglio dei 150 anni della storia italiana» ha concluso Berlusconi. «D'ora in poi risponderò a tutto, sempre...» ha poi detto il premier al termine della conferenza stampa dopo il vertice italo-spagnolo.

«BUON SENSO DELL'UMORISMO» - Pochi i commenti, fatti sempre col sorriso sulla bocca, del premier spagnolo sulle domande fatte dalla stampa iberica a Berlusconi al termine del vertice alla Maddalena. «Grazie, Silvio: non aggiungerò nulla», ha detto Zapatero prendendo la parola dal Cavaliere. «Ma posso dire che il primo ministro ha sempre un buon senso dell’umorismo e un atteggiamento di riguardo verso il governo spagnolo, come abbiamo già commentato in passato e come sanno anche le ministre del nostro governo». Subito prima di lui, Berlusconi aveva risposto alla domanda di una giornalista spagnola su una polemica scoppiata nell’aprile del 2008, quando il premier italiano aveva parlato di esecutivo «troppo rosa» a proposito del governo "Zapatero 2". «Siete il regalo più bello che Dio ha dato a noi uomini» ha risposto Berlusconi, precisando meglio la battuta che fece all’epoca: «Ho detto "adesso Zapatero non dovrà fare soltanto i conti con la propria moglie, a casa, dovrà fare i conti con sei mogli nel Consiglio dei ministri": era naturalmente una battuta soltanto ironica, che voleva essere ed era di apprezzamento e di complimento».

L'ATTACCO DEL TIMES - La stampa straniera nel frattempo continua a occuparsi delle vicende italiane che coinvolgono Berlusconi. In particolare il Times sceglie un titolo provocatorio («Roma brucia») e in un editoriale sottolinea che «uno degli aspetti più deprimenti dello scandalo che coinvolge il premier italiano è che sembra godere ancora di un solido consenso elettorale». Un duro attacco al premier è arrivato anche dal premio Nobel della letteratura Nadine Gordimer, presente al Festival di Mantova. Anche in Italia, secondo Gordimer, ci sono «innumerevoli esempi» di corruzione: «come il presidente Silvio Berlusconi a proposito del quale i dubbi sulla sua carriera passata sono stati cancellati dopo la sua elezione. E certo oggi ci sono altre ombre gettate sulla sua vita privata».

IL PROCURATORE CAPO DI BARI - A scagionare dal punto di vista giudiziario il premier dagli esiti dell'inchiesta di Bari è intervenuto il nuovo procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Bari, Antonio Laudati. «Da quello che viene pubblicato sui giornali è di tutta evidenza» che il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, «è assolutamente fuori da qualsiasi responsabilità penale» ha sottolineato Laudati, riferendosi alla pubblicazione da parte del Corriere della Sera dei verbali di interrogatorio dell'imprenditore barese Gianpaolo Tarantini, relativi al giro di donne inviate nelle residenze private del premier. Rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano un commento a proposito delle critiche mosse nelle scorse settimane dal presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, e dal sindaco di Bari, Michele Emiliano, sulla competenza della Dda ad indagare sui reati contro la pubblica amministrazione Laudati ha anche spiegato che l'indagine del pm della Dda di Bari, Desirè Digeronimo, su presunti rapporti tra politica e affari nella gestione della sanità pugliese «è nata sicuramente nell'ambito di indagini della procura distrettuale antimafia» e che «normalmente in tutte le procure questo tipo di indagine, che non è tipicamente della Dda, rimane in carico al sostituto che l'ha svolta per semplificazione della gestione dell'indagine e per non farla ripartire dall'inizio. Sarà compito del procuratore svolgere l'attività di coordinamento generale».


10/09/2009

Berlusconi sull'inchiesta di Bari : «Non esiste alcun giro di prostituzione»

Berlusconi sull'inchiesta di Bari : «Non esiste alcun giro di prostituzione»

 

Il procuratore capo di Bari: «il premier è fuori da qualsiasi responsabilità penale». Il premier: «Tarantini era venuto ad alcune cene accompagnato da belle donne presentate come amiche»

 

Silvio Berlusconi (Inside)
Silvio Berlusconi (Inside)

LA MADDALENA OLBIA - «Tarantini era venuto ad alcune cene accompagnato da belle donne. Erano ragazze che questo signore portavano come amiche sue, come sue conoscenti». Lo ha affermato il premier Silvio Berlusconi parlando dell'inchiesta di Bari, rispondendo ad una domanda di un giornalista del quotidiano spagnolo El Pais nel corso della conferenza stampa con il premier spagnolo Josè Luis Zapatero. «Non esiste alcun giro di prostituzione, è una calunnia», ha aggiunto il premier. «Mai versato un euro per una prestazione sessuale. Mai. La gioia e la soddisfazione più bella sono la conquista. Se tu paghi una donna, che soddisfazione può esserci?» si è sfogato ancora il premier. «Un'unica persona risponderà ai giudici italiani» ha detto ancora il premier spiegando di non aver deciso se farà causa a questa persona. Il presidente del Consiglio, comunque, non ha fatto il nome della persona in questione che si ritiene possa essere Patrizia D'Addario, la escort che ha testimoniato ai giudici di aver avuto una relazione intima con il premier.
E alla fine Berlusconi ha ripetuto all'inviato de El Pais il consueto monito fatto tante volte ai giornali italiani: «Bisognerebbe aprire gli occhi e guardare la realtà senza essere faziosi, altrimenti c'è un calo di credibilità e questo significa calo di lettori e di copie. Di questo passo si va a finire con il fallimento».
«Credo di essere di gran lunga il miglior presidente del Consiglio dei 150 anni della storia italiana» ha concluso Berlusconi sotto gli occhi di uno sbalordito Zapatero.

IL PROCURATORE CAPO DI BARI - A scagionare inoltre dal punto di vista giudiziario il premier dagli esiti dell'inchiesta di Bari è intervenuto il nuovo procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Bari, Antonio Laudati. «Da quello che viene pubblicato sui giornali è di tutta evidenza» che il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, «è assolutamente fuori da qualsiasi responsabilità penale» ha sottolineato Laudati, riferendosi alla pubblicazione da parte del Corriere della Sera dei verbali di interrogatorio dell'imprenditore barese Gianpaolo Tarantini, relativi al giro di donne inviate nelle residenze private del premier.


27/06/2009

Tarantini e le cene a Palazzo Grazioli: «Le ragazze? Per fare bella figura»

Tarantini e le cene a Palazzo Grazioli: «Le ragazze? Per fare bella figura»

 

«Se avessi saputo che Patrizia D'Addario faceva la escort non l'avrei mai frequentata». L'imprenditore al centro dell'inchiesta barese: «Che cavolata che ho fatto, il premier mi scusi»

 

 È il 31 dicembre 2008, all’uscita di un ristorante di Cortina d’Ampezzo ci sono, da sinistra, Tommaso Buti, Gianpaolo Tarantini, la bionda Francesca Lana, una ragazza bruna e infine Manuela Arcuri (Olycom-Photopress)
È il 31 dicembre 2008, all’uscita di un ristorante di Cortina d’Ampezzo ci sono, da sinistra, Tommaso Buti, Gianpaolo Tarantini, la bionda Francesca Lana, una ragazza bruna e infine Manuela Arcuri (Olycom-Photopress)

ROMA - Le ragazze invitate da Gianpaolo Tarantini alle feste del premier Silvio Berlusconi erano pagate «solo per rimborsare le spese che dovevano sostenere per gli spostamenti». Lo afferma l’imprenditore al centro dell’inchiesta di Bari in un’intervista al Giornale che sarà in edicola sabato, sottolineando che il presidente Berlusconi «non poteva neppure lontanamente immaginare che io - ammette -, per fare bella figura con lui, rimborsassi a delle ragazze le spese che dovevano sostenere per venire a Roma e soggiornare in albergo. La stampa di sinistra poi ha avanzato la tesi che addirittura le pagassi per una loro prestazione "intima". Figuriamoci».

«D'ADDARIO? NON SAPEVO FOSSE UNA ESCORT» - Nelle dichiarazioni rilasciate al Giornale, l'imprenditore parla anche di Patrizia D'Addario: «Se avessi saputo che faceva la escort non l’avrei mai frequentata e tantomeno l’avrei portata ad una cena col presidente», assicura Tarantini. «Lei - aggiunge - si era presentata come figlia di un imprenditore del settore edile. Ho letto che avrebbe chiesto a me e al presidente di intervenire su una pratica edilizia. Ma vi rendete conto? Ma come si può pensare che il presidente potesse fare qualcosa in un Comune, in una Provincia, in una Regione, tutte amministrate dalla sinistra? Una vera assurdità. Ne viene fuori che questo è stato soltanto un alibi per coprire la vera "missione", ovvero che qualcuno avesse progettato con lei di tendere un’imboscata al presidente a fini politici e che tutto fosse stato progettato con cura. Il registratore, le testimonianze delle amiche e infine quella dichiarazione davvero incredibile: "Io sono una escort e costo mille euro a prestazione". Quanto deve farsi dare una persona per una patente di questo tipo che le segnerà la vita? La risposta di tutti è: molti, molti soldi».

«STANCO DI QUESTO GIOCO AL MASSACRO» - «Sono stanco di questo gioco al massacro, stanco di leggere tante falsità, stanco di essere definito un procacciatore di escort», aggiunge Tarantini. «Che cavolata che ho fatto, che stupido sono stato...». «Quando ho avuto la possibilità di conoscere Berlusconi - racconta l'imprenditore -, ho toccato il cielo con un dito. Non mi sembrava vero. Poi l'ho conosciuto sul piano personale, con la sua simpatia, il suo calore umano, il suo rispetto per gli altri, la sua genialità. Davvero irresistibile. E ho creduto che sarebbe stato più facile frequentarlo facendomi accompagnare da bellissime ragazze. Da qui è venuta fuori la storia che ha occupato i giornali e che è nella realtà molto diversa da come è stata raccontata». L'imprenditore chiede scusa a Berlusconi «per aver dato il pretesto a Repubblica, all'Espresso e agli altri organi della sinistra di coinvolgerlo in questo tipo di storie. Spero che mi perdoni perché so che è un uomo che non sa portare rancore».

«LE DONNE PAGHEREBBERO PER UNA STORIA COL PRESIDENTE» - Nell'intervista Tarantini torna sulla cena a Palazzo Grazioli del 4 novembre. Racconta che si è trattato di «una cena del tutto normale, durante la quale, e data anche la ricorrenza delle elezioni Usa, si è prevalentemente parlato di politica. Quanto ho letto sui giornali in merito a quella sera è fuori dalla realtà. Non risponde a verità». Molte donne «pagherebbero per una storia con il presidente» Silvio Berlusconi, dice ancora l'imprenditore al Giornale. «c'è la fila per incontrare e frequentare» il premier, spiega Tarantini. «Quanto alle ragazze, alle donne in generale - aggiunge -, sono loro che corrono dietro a lui, e non viceversa. Molte signore mi hanno detto che dopo aver conosciuto lui tutti gli altri sembrano incolori e inesistenti. Pagherebbero loro per una storia col presidente!».


25/06/2009

Incendiata l'auto di Barbara Montereale In fiamme la sua «Honda Jazz»

Incendiata l'auto di Barbara Montereale In fiamme la sua «Honda Jazz»

 

Giorni fa e' stata interrogata dalla Guardia di finanza per gli incontri a palazzo grazioli. Qualcuno ha forzato lo sportello della vettura, in sosta sotto casa, e l'ha cosparsa di liquido infiammabile


Barbara Montereale

 

BARI - È stata incendiata, poco prima delle 5 di questa mattina, l'auto di Barbara Montereale, la giovane modella che accompagnò Patrizia D'Addario a Palazzo Grazioli. Un incendio dai contorni oscuri: ignoti, a quanto si apprende, avrebbero cosparso di benzina e poi dato alle fiamme la vettura della ragazza, una Honda Jazz. La ventitreenne era stata interrogata giorni fa dalla Guardia di finanza nell'ambito dell'inchiesta della procura barese sul via vai di ragazze nella residenza romana del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

La macchina della 23enne era stata parcheggiata sotto la casa di Modugno, in provincia di Bari. Secondo quanto riferito dai carabinieri, qualcuno ha forzato lo sportello lato passeggero dell'auto, parcheggiata in via Catania, dando poi fuoco con liquido infiammabile. Il rogo ha danneggiato l'abitacolo della vettura.

Ieri l'avvocato della giovane ha tenuto a ribadire che la sua assistita «è una ragazza immagine, e non ha mai fatto la escort». Precisazione fatta dal legale della Montereale, Daniela Castelluzzo, dopo che Patrizia D’Addario, in nuove dichiarazioni al Corriere della Sera, ha accusato le altre ragazze coinvolte nella vicenda «perchè si spacciano per ragazze immagine e prendono soldi, mentre io che ho solo raccontato la verità vengo massacrata».

r. w.


21/06/2009

Patrizia, le telefonate e le intercettazioni «Lui ti vuole vedere, devi tornare a Roma»

Patrizia, le telefonate e le intercettazioni «Lui ti vuole vedere, devi tornare a Roma»

 

I contenuti del materiale consegnato alla magistratura. I colloqui tra Patrizia D'Addario, Silvio Berlusconi, l'amica Barbara e Gianpaolo Tarantini


Ecco una serie di fotografie, scattate una quindicina di anni fa, che ritraggono Patrizia D'Addario insieme ad alcuni volti noti: qui è con il critico d'arte Vittorio Sgarbi

 

La D'Addario con Michele Mirabella

La D'Addario in mezzo ai Pooh: Roby Facchinetti a sinistra e Stefano D'Orazio a destra

Alcuni scatti in cui Patrizia D'Addario insieme a volti noti

 

BARI - Il 27 gennaio scorso Patrizia D’Addario ricevette un nuovo invito per andare a palazzo Grazioli. Fu Gianpaolo Tarantino a proporle di tornare a Roma «perché lui ti vuole ». Le sue parole sono rimaste incise in un nastro che la donna ha registrato. Ci sono sei audio-cassette che aggiungono dettagli sui rapporti tra la candidata alle elezioni comunali con la lista «La Puglia prima di tutto» e l’imprenditore barese accusato di aver portato ragazze-squillo alle feste di Silvio Berlusconi. Nelle telefonate con Barbara Montereale - l’altra donna che ha ammesso di essere stata pagata per andare nella residenza presidenziale romana e a villa Certosa - spunta anche il nome di Noemi Letizia. Non è l’unica novità. Oltre a Patrizia, anche Barbara sarebbe riuscita a scattare alcune foto all’interno della residenza romana. Quando ha deciso di uscire allo scoperto e raccontare le due serate trascorse con il premier, la D’Addario ha spiegato che registra tutti gli incontri importanti «perché in passato ho avuto seri problemi con un uomo e so che questo mi serve a dimostrare che dico la verità». Una «mania» che si sta rivelando utile per ricostruire quanto è accaduto negli ultimi mesi.

La prima volta: «Siedi qui vicino a me»
Si torna così a quanto accade dopo il 15 ottobre 2008. Quel giorno Patrizia D’Addario avrebbe varcato per la prima volta il portone di palazzo Grazioli. Le tappe del viaggio le ha ricostruite lei stessa davanti al magistrato: volo da Bari fino a Roma, trasferimento in taxi verso un albergo di via Margutta, spostamento all’hotel De Russie dove Gianpaolo attende la stessa Patrizia insieme alla sua amica Barbara Montereale. Lì c’è una terza ragazza. Le disposizioni sono ferree: vestito nero e trucco leggero. Salgono in una berlina con i vetri oscurati e partono alla volta di via del Plebiscito. «Alla guida dell’auto - ha aggiunto - c’era Dino, l’autista di Gianpaolo». Un dettaglio apparentemente insignificante, che però serve a riscontrare la sua ricostruzione. Alla festa ci sono una ventina di donne. «Ma Berlusconi - assicura Patrizia - fu colpito da me. Mi si avvicinò e cominciammo a parlare». Il registratore comincia a girare. Dopo poco Berlusconi la prende per mano: «Tu siedi qui vicino a me». L’indomani Patrizia è a Bari. Ha rifiutato di rimanere per la notte e per questo il suo cachet è stato dimezzato. Ma Tarantini le offre un’altra chanche. La chiama per sapere se ha ricevuto telefonate. Lei dice che hanno chiamato con un numero anonimo ma non ha risposto. «Invece devi farlo - le spiega l’imprenditore - perché lui ti chiama da Roma e il numero non compare. Mi ha detto che voleva rivederti la prossima settimana, quindi tesoro rispondi». La donna appare compiaciuta: «Quindi se dobbiamo andare a Roma andiamo insieme?». Tarantini la rassicura: «Certo Alessia». È il nome di copertura che lei stessa aveva scelto quando si sarebbe presentata a Berlusconi.

 

Barbara Montereale (Emmevì)

 

Barbara Montereale con Emilio Fede (Photomasi)

 

Barbara Montereale con Fabrizio Corona (Photomasi)

Barbara Montereale con Flavio Briatore (Photomasi)

Barbara Montereale, 23 anni, la ragazza che ha confermato il racconto di Patrizia D’Addario sulle serate a casa del premier, sopra in alcuni scatti con vip dello spettacolo (Photomasi)

 

La notte di Obama e le frasi alla stampa
La seconda volta, quando accetta di rimanere a palazzo Grazioli, Patrizia non solo registra, ma riesce a scattare numerose foto. Materiale che la scorsa settimana ha consegnato alla magistratura. Le sue dichiarazioni sono state ora confermate da Barbara. Con loro c’è una ragazza pugliese, Lucia Rossini. Racconta Patrizia: «Indossavo un bellissimo abito di Versace che mi era stato regalato in un atelier di Bari dove lavora una mia amica. Loro erano sul divano. Lui le accarezzava, ma guardava me. Poi decise che dovevo rimanere sola con lui e le altre andarono via con Gianpaolo». Ci sono nastri che raccontano dettagli intimi. Ma nel verbale è rimasto anche il ricordo della mattina successiva: «A un certo punto mi disse che doveva allontanarsi per fare una dichiarazione ai giornalisti sull’elezione del presidente americano. Mi disse di aspettarlo perché voleva fare colazione con me. Io andai in bagno, feci le fotografie, poi attesi il suo ritorno». Prima che arrivi il vassoio, il registratore ricomincia a girare. Si sente una voce maschile chiedere: «Vuoi the o caffè?». Poi altre frasi. Fino a quando Patrizia sta per uscire: «Berlusconi mi disse che mi avrebbe accompagnato un suo segretario. Mi fecero salire su un’auto per uscire dal palazzo. L’uomo mi disse che lavorava con Miti Simonetto». Il nastro con incise queste parole è già a disposizione della Procura di Bari.

L’incontro registrato: «È stato carino?»
Quando torna all’hotel Valadier Patrizia trova Barbara. L’amica le chiede se le sia stata consegnata una busta e dice che lei ha ottenuto soltanto mille euro. «Quando andai a villa Certosa - aggiunge adesso la Montereale - Berlusconi mi regalò 10.000 euro». Insieme vanno all’hotel De Russie dove le attende Tarantini. Il registratore di Patrizia ricomincia a girare.
«È andato tutto bene? Mi sembri un po’ stanca», afferma lui.
«No, tutto benissimo», assicura lei.
Le due donne ripartono per Bari in aereo. Quando Patrizia riaccende il suo cellulare il servizio «Losaidi- Tim» l’avvisa di una chiamata dal numero che la donna dice essere «il telefonino privato di Berlusconi». Dopo qualche ora, una nuova chiamata. Il numero è lo stesso. Patrizia risponde e registra la conversazione. «Bambina mia!» è il saluto di lui. Poi le domanda come mai abbia la voce rauca. Lei spiega che «sono state le docce». Parlano ancora, lui le chiede di tornare a Roma. In serata chiama Tarantini. Anche lui si stupisce per la voce rauca di Patrizia. Lei fornisce la stessa motivazione e aggiunge: «Mi ha detto che andava a Mosca e poi mi richiamava».
«È stato carino?», chiede l’imprenditore.
«Sì, sì. Ma tu dove sei?».
«Sono a Lecce. Ciao tesoro».

Il nuovo invito: «Ti vuole vedere»
Patrizia sostiene di aver atteso invano che Berlusconi mantenesse la promessa di inviare due persone per risolvere la sua pratica edilizia. E di avere per questo rifiutato tutti gli inviti di Tarantini. Mentre a metà gennaio Barbara partiva con destinazione villa Certosa, lei si negava. Ma Tarantini continuò a insistere. Il 27 gennaio scorso la chiama al telefono: «Ti vuole vedere la prossima settimana a Roma». Lei fa la preziosa: «Non lo so, io avevo chiesto di rispettare la promessa».
«Ha chiesto di te».
Appena due settimane prima Patrizia aveva incontrato Dino, l’autista dell’imprenditore, che l’accompagnò a verificare se la sua pratica al Comune fosse stata sbloccata. Scoprirono che invece era tutto fermo.

«Noemi ha la foto che ha dato a tutte»
Il tempo passa e non accade nulla, la rabbia di Patrizia monta. La donna fa sapere a Tarantini di avere «le prove delle serate a Roma». Ad aprile viene candidata nella lista «La Puglia prima di tutto». Ma quando Berlusconi arriva a Bari per presentare le liste, gli uomini della sicurezza e del partito le impediscono di entrare nella sala. Quanto basta perché Patrizia decida che «la mia avventura era terminata». Chiama Barbara, vuole capire se Tarantini le ha riferito qualcosa. Le racconta di aver «visto lui» soltanto in strada, davanti all’hotel Palace: «Mi ha abbracciata e baciata». Non è vero, ma lo dice per far ingelosire l’amica. Poi le chiede: «Tu hai ancora le foto di quando siamo andate a Roma?». Barbara risponde convinta: «Certo! C’ho le foto del bagno e pure quelle del soggiorno».
Patrizia passa ad altro argomento: «È arrivato lo sceicco, quello di Dubai».
Barbara si mostra interessata: «Ma ce li dà i soldi?».
Poi ritornano sulla vicenda che riguarda Berlusconi. Barbara s’informa: «Ma tu vuoi fare come Noemi? Quella deve fare il Festivalbar. Mi hanno detto che adesso le fanno fare la televisione». E ancora: «Hai visto Noemi che lui gli ha dato la foto come ce l’abbiamo noi? La foto sua, quella firmata. Allora la dava a tutte». Parlano ancora del risentimento di Patrizia, che chiede a Barbara della seconda volta che sono andate a palazzo Grazioli. «Ti ricordi come mi corteggiava?», domanda. L’amica risponde: «Tutto davanti alle guardie del corpo. Uno schifo. Tu sei un’altra come Noemi che gli può fare male».

 


20/06/2009

Bari, interrogata la seconda ragazza «Anch’io pagata per andare alle feste»

Bari, interrogata la seconda ragazza «Anch’io pagata per andare alle feste»

 

L’amica di Patrizia: non mi sono fermata a Palazzo Grazioli, lei sì

 

BARI — Il racconto di Patri­zia D’Addario trova una nuova conferma. Arriva dall’altra ra­gazza che Gianpaolo Tarantini avrebbe ingaggiato per trascor­rere le due serate nella residen­za romana di Silvio Berlusconi. La prima si sarebbe svolta a me­tà ottobre. La seconda il 4 no­vembre, giorno dell’elezione di Barack Obama. Durante l’inter­rogatorio che si è svolto in una caserma della Guardia di Finan­za, la giovane ha ammesso i viaggi a Roma, i trasferimenti, le soste negli alberghi. E pure lei ha detto di essere stata paga­ta.

Il racconto di Barbara M.
Barbara M. (omettiamo il co­gnome perché si tratta di una testimone e il suo verbale è sta­to segretato per ordine del pub­blico ministero), ha 23 anni. Gli investigatori l’hanno prele­vata ieri mattina alle 8 nella sua abitazione. Tre ore di do­mande per ricostruire i dettagli dei due incontri avuti con il premier. Le sue dichiarazioni coincidono con quelle della donna che era stata candidata alle elezioni comunali con la li­sta «La Puglia prima di tutto» schierata con il Pdl, e invece ha deciso di rivelare i suoi incon­tri con il presidente del Consi­glio. Nuova verifiche dovranno adesso essere compiute per ot­tenere i riscontri. I primi accertamenti avreb­bero consentito di verificare che Patrizia D’Addario è effetti­vamente salita sui voli che ave­va indicato ed ha alloggiato in­sieme all’amica negli alberghi di Roma che erano stati indica­ti loro proprio da Tarantini. La stanza non sarebbe stata regi­strata a loro nome, ma entram­be hanno consegnato i docu­menti alla reception. In partico­lare, il 4 novembre, furono ac­colte all’hotel Valadier e da lì sa­rebbero state poi portate a Pa­lazzo Grazioli. È questa la circo­stanza più difficile da ricostrui­re perché riguarda la dimora privata del presidente del Con­siglio. Durante l’interrogatorio Bar­bara ha chiarito di essere anda­ta via al termine della serata e di aver lasciato Patrizia nella re­sidenza del premier. Ha indica­to le modalità, ha ricordato i particolari dei due eventi, an­che il nome dell’autista e il tipo di automobile utilizzata. Su que­sti particolari si stanno concen­trando adesso gli accertamenti dei finanzieri, per escludere che le due possano essersi mes­se d’accordo. Barbara dice di es­sere spaventata, quasi grida quando afferma che «questa storia mi demolisce perché ho solo 23 anni, non posso permet­termi di portare addosso un’eti­chetta così». Non vuole rilevare l’entità del compenso, però afferma: «Certo che ho preso soldi. Io non faccio per piacere di anda­re alle feste di non so chi. Io per piacere vado alle feste dei miei amici, di mia cugina, di mio fra­tello. Da una vita faccio questo lavoro di ragazza-immagine. Ho fatto Miss Italia, Miss Mon­do, Uomini e Donne, faccio im­magine e animazione per lavo­ro. Se tu mi chiami sapendo chi sono, se mi inviti ovvio che mi paghi, perché io sto prestando un lavoro di immagine».

«Botte dal mio ex»
Subito dopo si scaglia contro Patrizia: «L’altra sera sono tor­nata a casa e ho preso botte dal mio ex fidanzato. L’ho trovato sotto casa con un giornale che parlava di Patrizia e lui sa che lei è una mia amica. A me infat­ti non mi interessa quello che tu fai per vivere, puoi essere professore o escort, per me è uguale. Io guardo la parte uma­na. Noi eravamo proprio ami­che, lei mi raccontava della sua vita, io della mia. E invece ades­so torno a casa e prendo botte, mi ha quasi rotto la mandibola. Lui lo fa per gelosia, non è un estraneo. Mi ha detto: 'Allora quando sei andata a Roma hai fatto le stesse cose pure tu'. E invece no. Però vaglielo a spie­gare che io non sono Patrizia ma Barbara e lavoro come ra­gazza immagine. Lui ha dato tutto per scontato. Ormai lui non ci crede che io non sono ri­masta a dormire. E invece è pro­prio così, io sono andata via e lei è rimasta. Però noi siamo di­verse. Lei ha 42 anni ed era al­l’ultima spiaggia, per me la sto­ria è diversa». Nega di aver no­minato un legale: «Non ne ho bisogno. Quando è arrivata la Finanza ho chiamato l’avvoca­to, ma ora non mi serve».

I rapporti con Tarantini
Durante l’interrogatorio Bar­bara ha parlato anche dei suoi rapporti con Tarantini. Alle ra­gazze gli inquirenti sono infatti arrivati indagando sulla sua at­tività imprenditoriale. Fino al 2008 l’uomo ha gestito con il fratello Claudio una società ba­rese — la Tecno Hospital — specializzata nelle tecnologie ospedaliere. L’ipotesi dell’accu­sa è che abbia versato tangenti per ottenere gli appalti. In cam­bio delle commesse avrebbe da­to soldi, ma — ed è questa la circostanza emersa dall’ascolto delle sue conversazioni telefo­niche — avrebbe offerto anche le prestazioni di squillo di lus­so. Ragazze giovani e belle che si sarebbero vendute per 500 euro a notte. Patrizia ha detto che la pri­ma proposta per andare a Palaz­zo Grazioli prevedeva «un com­penso di 2.000 euro, ma Gianpaolo me ne diede soltan­to 1.000 perché non avevo ac­cettato di rimanere». La secon­da volta «non presi soldi per­ché Berlusconi mi aveva pro­messo che mi avrebbe aiutato a sbloccare la mia pratica edili­zia ». Al magistrato la donna ha consegnato anche alcune regi­strazioni degli incontri e un vi­deo che sostiene di aver girato all’interno del palazzo.

Fiorenza Sarzanini