27/07/2010
«Belen usa droga? Niente Festival» E Corona: usata per gonfiare inchiesta
«Belen usa droga? Niente Festival» E Corona: usata per gonfiare inchiestaIl sindaco della città ligure ricorda il caso Morgan: «Non cambio idea se una ha un bel sedere», «farò le barricate affinché venga scelta una persona onesta e perbene»
| Belen Rodriguez in una foto pubblicata su Facebook |
SANREMO - L'anno scorso Morgan fu escluso dal festival dopo le sue controverse dichiarazioni sulla droga. Un caso che sollevò numerose polemiche. Quest'anno, a Sanremo, vogliono evitare che si ripeta una vicenda simile. Almeno è questo l'auspicio del sindaco, Maurizio Zoccarato. Durante la presentazione del concorso "Area Sanremo", a Milano, il primo cittadino è stato categorico: «Non accetto di associare alla mia città qualcuno che non abbia una moralità certa». Il riferimento è il coinvolgimento di alcuni personaggi celebri nella vicenda che ha portato alla chiusura dell'Hollywood. «Se Belen ha fatto uso di droga - afferma Zoccarato - non mi farebbe piacere vederla sul palco dell'Ariston».
BARRICATE - In un primo momento il sindaco aveva risposto in modo favorevole a domande sull'eventualità di Belen presentatrice alla prossima edizione del Festival. «Mi sembra una splendida idea - aveva detto - anche per dare un'immagine un po' più giovane e mondana della città». Poi, quando gli è stato riferito dell'inchiesta in corso a Milano e delle ammissioni della Rodriguez sull'uso di cocaina, Zoccarato ha rettificato il suo pensiero. «Così come non mi faceva piacere avere Morgan associato alla mia città, non cambio idea se una ha un sedere più bello piuttosto che dei capelli strani. Se puniamo nel Giro d'Italia chi viene preso con il doping dobbiamo dare lo stesso segnale con la musica: farò le barricate affinché venga scelta una persona onesta e perbene».
CORONA: «BELEN USATA» - Fabrizio Corona difende, nel frattempo, Belen: «È una vergogna - si è lamentato il fotografo, che con Belen ha una relazione tormentata - che sia stato fatto il suo nome in questa inchiesta solo per "gonfiarla"». Quando Belen ha sniffato cocaina, ha aggiunto Corona, «era solo una ragazzina. Ora ha un'immagine diversa ed è molto dispiaciuta per la pubblicità che le è arrivata addosso con questa inchiesta». Riguardo alle indagini che hanno portato al sequestro dell'Hollywood e del The Club per il giro di droga che si era creato nei bagni e nei privè, il fotografo ha un'opinione netta: «È l'ennesimo scandalo portato avanti dai magistrati che dovrebbero prendersela coi delinquenti veri». Secondo il re dei paparazzi, esperto di movida e locali milanesi «i magistrati hanno chiuso l'Hollywood perché è l'Hollywood, ma per il consumo di cocaina dovrebbero chiudere tutti i bar, le discoteche e le università della città». La cocaina, ha aggiunto, «sta ovunque, non solo nelle serate vip».
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21/02/2010
Valerio Scanu è il vincitore di Sanremo Pubblico in rivolta per gli eliminati
Valerio Scanu è il vincitore di Sanremo Pubblico in rivolta per gli eliminati
Costanzo porta sul palco tre operai di termini imerese e interpella bersani e scajola. Secondo posto per Emanuele Filiberto & Co., Mengoni terzo. L'orchestra straccia gli spartiti, fischi del pubblico
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| La Clerici (Lapresse) |
SANREMO - Valerio Scanu, classe 1990, è il vincitore del sessantesimo festival di Sanremo con il brano «Per tutte le volte che». «Il vincitore più giovane per il festival più vecchio» ha commentato la Clerici dando l'annuncio. In finale il talento di Amici se l'è vista con il trio Pupo-Emanuele Filiberto-Luca Canonici (che ha guadagnato il secondo posto con «Italia amore mio») e Marco Mengoni, vincitore di X-Factor, che si è piazzato terzo con Credici ancora».
«VERGOGNA, VENDUTI» - Forti proteste hanno accompagnato l'annuncio degli eliminati dato dalla Clerici. Orchestra, pubblico e sala stampa hanno gridato "vergogna", "venduti", "buffoni" e gli orchestrali in segno di protesta hanno accartocciato e lanciato gli spartiti. I fischi cominciano dalla platea quando viene annunciata l'esclusione di Irene Grandi, poi il pubblico contesta rumorosamente l'uscita di Simone Cristicchi. Ma l'esplosione della rabbia, anche della Sanremo Festival Orchestra, si rivela in tutta la sua potenza con l'annuncio della penultima esclusa, Malika Ayane. Il maestro Marco Sabiu dice che gli orchestrali vorrebbero rendere pubblico il loro voto (che unito al televoto dà vita al primo verdetto della serata). Quando, infine, con l'annuncio dell'eliminazione di Noemi, si capisce quali sono i tre finalisti, dalla platea partono i cori "venduti, venduti". In sala stampa la protesta viene sonoramente appoggiata con applausi e fischi.
COSTANZO E BERSANI - Arriva poi, come un deus ex machina, Maurizio Costanzo (che anticipa il suo intervento di mezz'ora per aiutare la Clerici a gestire la situazione, pur ammettendo «anch'io preferivo Arisa e Cristicchi»): è la sua prima volta a Sanremo e ne approfitta per ricordare Mike Bongiorno, «che ha condotto ben undici edizioni del festival». Quindi ha invitato sul palco tre operai di Termini Imerese: Calogero Cuccia, dipendente dello stabilimento Fiat; Antonio Tarantino, in cassa integrazione dopo aver lavorato per varie aziende nel servizio di pulizia dei cassoni; Lucia La Placa, che ha perso il lavoro ed è in mobilità (era dipendente della Ergom, poi acquisita dalla Magneti Marelli che opera per Fiat). Costanzo ha dato la parola al segretario del Pd Bersani e al ministro dello Sviluppo economico Scajola, presenti in platea. Ma il mini talk show politico fa rinascere le contestazioni: la platea fischia il segretario del Pd, che elogia l'invito dei lavoratori sul palco spiegando che «non è possibile mandarli sui tetti». Scajola gioca in casa (il suo collegio elettorale è quello di Imperia) e viene fortemente applaudito mentre dice: «Tutti i lavoratori stanno soffrendo la crisi. Per lo stabilimento di Termini Imerese dobbiamo trovare una soluzione che sia compatibile con la competitività».
D'ANGELO: UNA VERGOGNA - Durissimo il commento di Nino D'Angelo (eliminato fin dalla prima serata) alla qualificazione in finale del trio di Pupo, Emanuele Filiberto e Luca Canonici con una canzone che definisce «'na chiavica». «È una vergogna. Solo in un Paese dei balocchi come l'Italia può succedere una cosa del genere. Non mi fa nemmeno rabbia, ma proprio schifo - si sfoga il cantante in un'intervista su Sorrisi.com -. Vinceranno il festival e dire che l'avevo detto già un mese fa. Sono un mago? No, sono solo uno che fa musica e che pensa che il principe non ci azzecchi niente con la canzone. Vedrete, ci prenderanno per i fondelli in tutto il mondo. Sì, certo Pupo è un amico, ma non sono d'accordo con la sua scelta. Anche a Sanremo vince il meccanismo dei reality. Un pseudo-principe che vince: lui l'esilio l'ha già fatto, ma se ci fosse un tribunale della musica ce lo rispedirebbe subito».
L'ULTIMA PUNTATA - Tra attesa per il vincitore e polemiche, in particolare sulle voci che davano per probabile una vittoria del trio Pupo-Emanuele Filiberto-Canonici più volte fischiato dal pubblico ma "ripescato" dal televoto, la puntata si è aperta con Daniel Ezralow in veste di domatore da circo che ha diretto cento bambini che hanno ballato e cantato. Antonella Clerici, in abito nero per la prima volta in questa edizione, ha dedicato la finale ai bambini, «il futuro del mondo». Ed ecco la gara: primo a calcare il palco Valerio Scanu, già da giorni super favorito per la vittoria (anche secondo il sondaggio di Corriere.it) con la sua «Per tutte le volte che», condita da qualche stonatura per l'emozione. La Clerici ha scherzato su un verso del testo: «Come si fa a fare l'amore in tutti i laghi?». «Dipende dalle stagioni» ha risposto il cantante. Prima di esibirsi l'ex concorrente di Amici ha ricevuto un biglietto di Maria De Filippi che gli faceva gli auguri. Sono seguiti altri due nomi emersi da talent show: Noemi e Marco Mengoni.
ANCORA FISCHI PER IL TRIO - È seguito un omaggio a Michael Jackson di Travis Payne, coreografo e ballerino che ha lavorato per 18 anni accanto al re del pop. Su richiesta della Clerici ha proposto il passo di danza moonwalk. E vai con le esibizioni: Povia (che ha fatto i complimenti alla Clerici «perché in questo Paese dove non c'è niente di normale hai fatto un festival normale ed efficace»); Malika Ayane, con una maglietta «Start Living Again» (iniziativa che sostiene la ricerca sulla sindrome laterale amiotrofica), ha ricevuto il premio della critica intitolato a Mia Martini e il premio della Sala stampa radio tv per la sua «Ricomincio da qui»; Irene Grandi (che ha detto di essere single). Poi è stato il momento del trio composto da Pupo, Emanuele Filiberto e il tenore Luca Canonici, fischiato per l'ennesima volta dal pubblico. Il principe ha risposto ringraziando: «I fischi ti spingono ad andare avanti, ti danno più forza». Pupo ha aggiunto: «Il primo giorno sono rimasto molto sorpreso, non mi spiegavo perché. Non era mai accaduto, eppure di festival ne ho fatti tanti, che ci fosse una contestazione così ingiustificabile. Comunque la rispetto».
CRISTICCHI E CARLA BRUNI - Tocca poi a Irene Fornaciari e i Nomadi, con «Il mondo piange»: la figlia di Zucchero dice che papà le ha dato «tanti consigli: il più importante, essere onesta con il pubblico, non tradire me stessa sul palco e non mettere mai la maschera». Inevitabile alla fine di «Meno male» la domanda di Antonella Clerici a Simone Cristicchi su Carla Bruni: «Veramente hai chiesto a Carla Bruni di venire a cantare con te?». «Non so se gli italiani ne sarebbero stati felici» ha risposto Cristicchi che ha poi voluto ricordare la poetessa Alda Merini. Arisa con le Sorelle Marinetti e «Malamoreno» ha chiuso la prima parte della gara. Intermezzo con battuta hard della Clerici: dopo l'esibizione di Lorella Cuccarini coperta solo di una chitarra l'ha definita «una topolona». L'ospite internazionale è stata Mary J. Blidge, rimasta sola dopo il forfait di Tiziano Ferro: ha cantato «Each tear» e intonato con la Clerici un corale «happy birthday» per il compleanno del cantante.
BERSANI CON LA FIGLIA - Tra gli ospiti vip c'era dunque Pier Luigi Bersani (non in prima fila, per la par condicio), accompagnato dalla figlia Elisa di 26 anni. «È da sempre che gli rompevo le scatole con Sanremo. Poi quest'anno mi ha detto: "dai, andiamo"» ha raccontato la ragazza. Poi i giudizi: «Cristicchi è simpatico e trascinante, Arisa è molto brava e Malika Ayane è brava ma forse un po' troppo sofisticata per me». Elisa Bersani ha seguito il padre nel breve tour a Sanremo prima dell'inizio del festival. «Ora se riusciamo ad andare in albergo mi cambio sennò resto in jeans - ha scherzato -. Solo che poi diranno "'sti comunisti malvestiti"».
LE "PAGELLE" DEL SEGRETARIO - Il segretario del Pd, arrivando a Sanremo, ha commentato l'andamento della kermesse elogiando la conduttrice: «Fa benissimo il suo mestiere, ha interpretato un'Italia che ora ha bisogno di un po' di rassicurazione e semplicità». Poi anche lui ha formulato le sue "pagelle", criticando il brano del trio Pupo-Emanuele Filiberto-Canonici («L'idea dello sciopero della fame se dovesse vincere non è male» ha detto riprendendo un'idea del direttore della rivista di Farefuturo Filippo Rossi) e spiegando che le sue canzoni preferite sono quelle di Irene Grandi e Simone Cristicchi. Ma si è rifiutato di immaginare il vincitore: «Un toto Sanremo? No, non ci provo nemmeno». Restando in tema musicale a chi gli chiede quale sia la canzone di Vasco più rappresentativa del Pd, Bersani risponde con sicurezza: «Scelgo "Siamo solo noi", perché in Italia noi siamo l’unica alternanza possibile a questo governo. Fatto questo, potremo dire "Vado al massimo"».
«FINCHÉ LA BARCA VA» - Il leader del Pd ha avuto anche un pensiero per il premier: «Se dovessi dedicare una canzone a Berlusconi scegliere "Finché la barca va"». Immediata la replica del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti: «A Bersani, colto dalla sindrome di Sanremo, dedichiamo, tutti in coro, "Bella ciao": il nostro addio alla sinistra riformista che se ne è andata con Di Pietro». E la deputata del Pdl Margherita Boniver: «Io gli dedico una canzone d’antan di Bobby Solo che va bene solo per lui: "Una lacrima sul viso"». Dal canto suo Bersani ha spiegato così la sua partecipazione al festival: «Non credo che sia una passerella in vista delle Regionali: credo al principio che se a uno piace la musica ed è segretario del Pd non capisco perché non possa andare a Sanremo». E ha apprezzato la presenza di una delegazione di operai di Termini Imerese: «Perché costringerli a salire sul tetto? Portiamoli a Sanremo. È molto importante che certi problemi non siano dimenticati nel momento del divertimento e che i problemi non vengano cacciati dalla visibilità».
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20/02/2010
Antonella Clerici e la battuta «hard»
Antonella Clerici e la battuta «hard»
L'attrice ha eseguito un videoclip dal vivo con variazioni sul tema di «Fever». Dopo il numero di Lorella Cuccarini vestita solo di una chitarra: «Ho visto il lato B: è proprio una topolona»
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| L'esibizione della Cuccarini (Infophoto) |
SANREMO - Anche nell'ultima serata di Sanremo Antonella Clerici non ha rinunciato al tocco personale. Che in questo caso ha avuto una connotazione "hard".
«UNA TOPOLONA» - «Voglio vedere il lato b della Cuccarini: la Cuccarini è una topolona» ha detto del numero dell'attrice e cantante, arrivata all'Ariston nella sua veste sexy che domina i manifesti del musical «Pianeta proibito». La Cuccarini, in scena nuda vestita solo con una chitarra e con uno schermo alle spalle, propone una sorta di videoclip dal vivo con una serie di variazioni sul tema di «Fever». Alla fine del numero la conduttrice del festival le ha portato un kimono per coprirla e ha colto l'occasione per dire la battuta.
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17/02/2010
Partenza con sorpresa: c'è ancora Bonolis Eliminato subito Emanuele Filiberto
Partenza con sorpresa: c'è ancora Bonolis Eliminato subito Emanuele Filiberto
Cassano-show: «A Lippi non vorrei dedicare una canzone. Vorrei suonargliele...». Dita Von Teese scalda l'atmosfera con il suo numero nella coppa di champagne. La Clerici legge il brano di Morgan
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| Laurenti e Bonolis: è toccato a loro aprire il festival di Sanremo edizione 2010 (Liverani) |
MILANO - Toto Cutugno (Aeroplani), Nino D'Angelo (Jammo Jà) e il trio Pupo-Emanuele Filiberto-Luca Canonici (Italia amore mio) sono i primi eliminati del festival di Sanremo. Con tanto di fischi del pubblico contro il principe e Pupo. I cinque possono comunque contare sulla possibilità di ripescaggio nella serata di giovedì.
BONOLIS-LAURENTI - La 60esima edizione è ripartita laddove era finita la numero 59. Ovvero da Paolo Bonolis e Luca Laurenti, i primi a salire sul palco dell'Ariston per «traghettare» la kermesse musicale più importante della tv italiana nel nuovo decennio e passare il testimone ad Antonella Clerici. Tra battute sui presenti in platea (ci sono Mazzi, Mazza - «ma è la moglie?» che «tutti insieme stanno in via Mazzini») e sugli assenti, in particolare il Bigazzi ex compare dell'«Antonellina» della Prova del cuoco ora sospeso dalla Rai per l'infelice consiglio sulla cottura del gatto («Faranno un minuto e mezzo di silenzio: un minuto per Bigazzi e mezzo per il gatto, poveraccio»), la collaudata coppia ha tirato avanti tra sketch e canzoni per quasi mezz'ora, lasciando negli spettatori il dubbio che forse la Clerici non si sarebbe presentata. Ma poi, agghindata in un abito da sera sbracciato, rosso acceso e brillante, la conduttrice è atterrata sul palco come da un'«astronave», da un troncone semovente della scenografia. Dopo qualche frecciatina sulla taglia della collega («Basta con questa ossessione per la taglia 42, è un burqa per le donne», a cui lei stessa si riallaccia poco più tardi: «Quella di quest'anno è un'edizione bella tonda, forse per questo hanno pensato a me»), Bonolis e Laurenti hanno lasciato il campo e il festival è infine cominciato.
La kermesse di DITA VON TEESE
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10/02/2010
Antonella Clerici:Per dimagrire sono finita in ospedale
Antonella Clerici:Per dimagrire sono finita in ospedale
La Clerici: «Ho preso le polverine proteiche in vista di Sanremo e sono stata male. Le mie foto? Ritoccate». «HO DOVUTO FARE LE FLEBO»
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| Antonella Clerici nel 2005 all'Ariston con Bonolis (Ap) |
MILANO - Per Sanremo è finita in ospedale. Antonella Clerici sarà dal 16 febbraio la regina della 60esima edizione del Festival. Ma quanti sacrifici per la ex conduttrice di La prova del cuoco. La Clerici infatti ha confessato in un'intervista al settimanale Gioia, in edicola giovedì di aver assunto «le polverine, quelle proteiche» per dimagrire e poter arrivare in perfetta forma all'appuntamento con l'Ariston. «Ho preso le polverine, quelle proteiche. Sono stata male, mi hanno portata in ospedale e ho dovuto fare le flebo», ha spiegato la conduttrice. Che ha anche ammesso di avere una certa allergia per le foto. «Io detesto farmele fare. Ma non è tristezza, è noia. Devi stare lì per delle ore, magari con dei vestiti che non si chiudono dietro. È tutto finto». Candidamente la conduttrice ha inoltre rivelato che per alcuni dei suoi scatti è servito l’uso di Photoshop. «Un po’ sulla pancetta - spiega -, devo ancora perdere chili».
IL FUTURO - Il dopo Ariston la Clerici lo immagina nel giornalismo. «Vorrei mettere a frutto la mia vena giornalistica, la mia laurea. Non mi vedo tra dieci anni a saltabeccare sulle tagliatelle di Nonna Pina e nemmeno vorrei diventare - ha spiegato - come queste che annaspano in televisione ancora con la coscia di fuori». Innamorata e felice con il suo Eddy, la Clerici infine non nega le difficoltà che possono nascere dalla differenza d'età con il suo compagno: «Certo, non sono mica una pazza. Adesso sono sicuramente ancora una bella donna, lui è un bel ragazzo. C'è tanta attrazione tra noi e quindi funziona tutto, ma tra dieci anni...».
IL LOOK - Sul palco dell'Ariston la Clerici sfoggerà un look sexy e molto femminile, meno da bambola rispetto al passato, con abiti incrostati di perline e piccoli swarovski per una linea sinuosa che ne esalterà le forme. Gli abiti li sta realizzando apposta per lei lo stilista Gai Mattiolo che la vestirà in esclusiva. «Due abiti a sera - rivela all'Ansa la stylist del festival Marvi De Angelis - molto ricamati, molto importanti e supercostruiti. La prova degli abiti è per giovedì ma l'indicazione a Mattiolo è stata chiara: un'immagine sensuale, meno romantica del passato, seppure sottolineata dall'ironia che contraddistingue a conduttrice».
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19/10/2009
Sanremo, Ezio Greggio accanto alla Clerici per una sera
Sanremo, Ezio Greggio accanto alla Clerici per una sera
IL FESTIVAL. Per Sorrisi e Canzoni si profilerebbe anche una clamorosa serata di apertura con Paolo Bonolis e Fiorello
MILANO - Anche Ezio Greggio tra i personaggi maschili che potrebbero affiancare Antonella Clerici alla conduzione del prossimo Festival di Sanremo, in programma dal 16 al 20 febbraio 2010. Lo conferma lo stesso Ezio Greggio che, interpellato da Tv Sorrisi e Canzoni non si è nascosto. «Sì, è vero confessa l'attore comico la proposta mi è arrivata e la sto valutando. Una cosa comunque è certa: qualunque decisione sarà presa insieme con i vertici di Mediaset».
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| Fiorello starebbe trattando per affiancare la Clerici a Sanremo (LaPresse) |
CLERICI-BONOLIS-FIORELLO - Secondo Sorrisi, si profilerebbe inoltre una clamorosa serata di apertura del Festival: a condurla, con Antonella Clerici, potrebbero essere Paolo Bonolis e Fiorello insieme, una coppia di straordinari mattatori con cui la Rai vuole far decollare gli ascolti sanremesi sin dalla prima sera. Come anticipato da Sorrisi, Fiorello avrebbe già ottenuto il via libera da Sky (con cui sta anche trattando il rinnovo del contratto). La partecipazione di Paolo Bonolis a Sanremo invece è nata proprio sulle pagine di Sorrisi. Prima, in un'intervista al nostro giornale, Bonolis ha dichiarato che se la Rai l'avesse chiamato non avrebbe avuto niente in contrario. Quindi la Clerici, nel numero scorso, ha lanciato un vero e proprio appello all'amico Paolo, con cui aveva già condotto il Sanremo del 2005.
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12/09/2009
Il «circo del Lido» chiude con Stallone
Il «circo del Lido» chiude con Stallone
L'ATTORE-REGISTA RICEVERA' UN PREMIO. A Venezia la sfilata "parallela" dei personaggi improbabili
VENEZIA - Riuscirà Rambo a salvare la Mostra? Potenza della programmazione dei festival, a chiudere la sfilata degli ospiti eccentrici di questa Venezia 66, aperta da Patrizia D’Addario e chiusa da Noemi Letizia, con il fuori programma dell’«Hasta siempre presidente» Hugo Chavez, arriva Sylvester Stallone, che accompagna il suo Rambo (Director’s Cut) e - onore già toccato a cineasti più abituati a frequentare i festival di lui, come Takeshi Kitano, Agnes Varda e Abbas Kiarostami -, riceverà sabato sera il Jaeger-LeCoultre Glory to the Filmmaker Award, ovvero il premio che la Mostra del Cinema di Venezia dedica a «una personalità che ha lasciato un segno nel cinema contemporaneo». Con tanto di motivazione cinefila: «Un premio inteso a celebrare la dimensione di cineasta di Sylvester Stallone - spiega una nota -, autore di un cinema già visibilmente originalissimo e carico di tenerezza anche quando grondante di sangue. Attraverso le ormai mitiche franchise di Rocky e Rambo (suoi tutti i copioni), film sempre straordinariamente in sync con il loro presente, Stallone ha esplorato le zone più solari e quelle più cupe dell'American Dream. E il suo lavoro sul suo personaggio, rintracciabile anche in film apparentemente secondari o non diretti da lui, rimane uno dei più coerenti e lucidi del contemporaneo cinema Usa».
COME UN CIRCO - Come nella sceneggiatura di un’ipotetico Il festival più pazzo del mondo, al Lido sfilano veramente i personaggi più improbabili: la prostituta, pardon, l'escort d’alto bordo, il presidente che firma autografi e abbraccia il bambini, la stellina che chiama Papi l’altro presidente, ma fa fatica a coniugare i verbi e si fa assolvere da un accompagnatore del calibro di Milingo. Tutti arrivati senza l’invito della Biennale, mentre alla serata inaugurale i flash dei fotografi erano ipnotizzati dalla coppia Gregoraci-Briatore in babbucce, dalla mise di Simona Ventura, dagli Sgarbi e le martemarzotto ignorando Sandrine Bonnaire, Werner Herzog e persino Ang Lee. Ospite gradito della Biennale è stato Tinto Brass, che ne ha approfittato per presentare la sua nuova scoperta, Caterina Varzi, e lanciato l'ipotesi di un film con Noemi. Titolo? Grazie papi. Imbucata Paris Hilton, con invito Elisabetta Canalis. L'album di figurine di vip e dintorni è stato piuttosto gonfio. Inspiegabile l’assenza del mago Otelma e di Wanna Marchi (magari in permesso premio), mentre certamente qualcuno si sta attrezzando per una retrospettiva dedicata a Riccardo Schicchi. Sebbene il trentennale di Cicciolina amore mio cadesse quest'anno.
LA MOSTRA GENERA MOSTRI - E così in questa pazza pazza Mostra – piena, forse anche troppo di film di grande qualità, ma afflitta da un indotto che cresce a spese del prodotto, un contorno ingombrante e anche un po' impresentabile che utilizza la Mostra, vittima incolpevole di cotanto trash carpet – Hana Makhmalbaf cammina con la sciarpa verde al collo intorno all'Excelsior. Senza che nessuno dei curiosi abbia voglia di aggiungere alla propria collezione di autografi, tra George, Hugo e Noemi, quello della regista ventenne che sta portando in giro per i festival del mondo il suo Green Days, accompagnandolo le immagini e le voci dei ragazzi dell'onda verde con parole semplici: «Non so dire cosa l’Occidente possa fare per aiutare il popolo iraniano che, ci tengo a dirlo, non vuole che voi pensiate che Ahmadinejad sia il suo rappresentante. Io ho fatto la mia parte: faccio film. Io sono una goccia nel mare, credo che ognuno nel proprio lavoro possa fare un piccolo passo».
11/09/2009
Noemi a Venezia, spintoni e parapiglia
Noemi a Venezia, spintoni e parapiglia
La 18enne amica del premier si è presentata al Lido con i genitori: «Amo il cinema, è il mestiere che voglio fare», il produttore Massimo Gobbi: «girerà un film»
VENEZIA - È arrivata e ha portato lo scompiglio. Lei è Noemi Letizia, la 18enne finita sotto i riflettori per la sua amicizia con Silvio Berlusconi. «Amo il cinema ed è il mestiere che voglio fare da grande. Da anni studio recitazione - ha detto ai giornalisti -. È bellissimo essere qui. Non sembro emozionata ma l'apparenza inganna. Del resto sono sotto pressione della stampa da mesi, forse ci avrò fatto il callo». Al Lido di Venezia Noemi era accompagnata dalla madre, Anna Palumbo, e dal padre Elio. Assaliti da telecamere, fotografi e circondati dalla security, i Letizia sono stati circondati dalla folla, con tanto di spintoni per vedere più da vicino. Bionda e truccatissima, Noemi era avvolta in un vestito-foulard viola e giallo.
ANELLO CON FARFALLA - Seguita a vista dalla madre, Noemi ha dispensato sorrisi a tutti nonostante il caos dei curiosi che cercavano di avvicinarsi. Alla domanda se Silvio Berlusconi sapesse di questa sua passerella, Noemi ha mostrato l'ennesimo sorriso. Al dito ha un vistoso anello con farfalla dorata, borsa e sandali color oro. Dopo il breve incontro con i giornalisti nella terrazza Quintessencially di fronte al Palazzo del Casinò, Noemi - insieme alla madre e al produttore Massimo Gobbi, in virtù della cui amicizia è al Lido - è tornata verso l'Excelsior dove si è imbarcata su un motoscafo per tornare a Venezia.
«NOEMI FARÀ UN FILM» - Lo stesso Gobbi ha annunciato che la 18enne girerà un film. Al Lido si è presentato anche con monsignor Milingo. «Siamo a Venezia per presentare il trailer del film da me prodotto "Camorra day" - ha detto -, ma cogliamo l'occasione di annunciare il prossimo lavoro, nulla a che fare con quello concluso, al quale parteciperà come attrice Noemi Letizia». Gobbi non ha voluto anticipare nulla sul film con Noemi mentre ha sottolineato che all'arrivo a Piazzale Roma, dove è salito con il suo entourage, Letizia e Milingo su due motoscafi, è stato contestato.
Con la madre Anna Palumbo
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09/09/2009
Venezia, Clooney canta «'O sole mio»
Venezia, Clooney canta «'O sole mio»
Il divo e la Canalis incantano la Mostra
VENEZIA (9 settembre) - Margherita Buy e Francesca Comencini conquistano la Mostra con «Lo spazio bianco», una storia commovente e forte di maternità tratta dal libro di Valeria Parrella e molto applaudita in tutte le proiezioni.
George Clooney ed Elisabetta Canalis conquistano il tappeto rosso con la passerella più spettacolare della Mostra. Finalmente insieme, ma senza baci, il divo e la showgirl affrontano la folla vociante per almeno un mezz’ora: firmando autografi a tutto spiano lui; muta come ai bei tempi di «Striscia» lei, molto carina nell’abito bluette. Il peggio arriva in sala, quando il film all’improvviso si blocca per un difetto (l’ennesimo) della copia digitale.
Ma l’attore sdrammatizza intonando «’O sole mio». La Biennale serve prosecco: con George è sempre party. Era la star più attesa del festival, Clooney, passato fuori concorso con la bizzara commedia dark sui reparti speciali dell’esercito americano diretta dall’amico d’infanzia Grant Heslov, «The Men who Stare at Goats». Ma la maggior parte dei cronisti è parsa interessata soprattutto ai suoi gusti sessuali, di cui molto si discute sui giornali di gossip. Non ritenendo possibile che un signore dal fascino stellare di Clooney possa non essere il sex symbol desiderato dalle masse, due o tre gli chiedono apertamente se pensa di potersi mai innamorare di un uomo. La «iena» Mauro Casciari lo implora in mutande: «Scegli me!», proprio come anni fa la sua ex collega Victoria Cabello lo implorava di sposarla in diretta tv.
A tutti la star da Oscar replica sorridendo, alla «iena» raccomanda di stare buono, «perché ora arriva l’ambulanza», ai più impertinenti dice ironico: «So cosa sta pensando, si vergogni!», poi il giochino scemo finisce lì, ma c’è tempo per poco altro. Il ruolo della stampa in America? «L’apprezzo, mio padre era un giornalista». E in Italia, dove vive parte dell’anno? «Non ne so abbastanza, ma se vivete momenti difficili raccontateceli e noi ci faremo un film».
Francesca Comencini dice invece di aver voluto parlare, in «Lo spazio bianco», delle difficoltà, delle paure, della fatica, ma anche dell’allegria e della leggerezza generate dalla maternità, di cui troppo spesso si discute «in maniera ideologica e retorica».
Lo spunto glielo ha dato il romanzo, le caratteristiche della protagonista, Maria, interpretata con grande intensità dalla Buy, le ha trovate dentro di sé e nelle altre donne della sua generazione, quelle eterne ragazze battagliere e seducenti «che sanno cavarsela da sole e hanno conquistato la dignità». «Questo ruolo è la cosa più bella che mi sia capitata negli ultimi anni» aggiunge l’attrice, «e il film darà forza alla condizione femminile, mai come ora messa in discussione». Ci sono pochi maschi, in questa storia di speranza e di solidarietà che gira intorno alla nascita prematura di una bambina: fidanzati precari, padri assenti, qualche amico fidato.
«Eppure bisognerebbe tornare a un nuovo patto di amicizia tra uomo e donna», commenta la regista.
Ambientato in una Napoli piovosa e per niente oleografica, «Lo spazio bianco» ha improvvisi squarci sulla cronaca, e mostra strade di solito affollatissime, come via Foria, miracolosamente vuote («ne abbiamo filmate una novantina, in giorni diversi e all’alba, quando tutti dormivano»).
Di Napoli e delle sue contraddizioni avrebbe dovuto parlare anche Abel Ferrara, autore di un documentario sulla città presentato fuori concorso. Ma, bloccato in America da un problema di voli, il regista ha rimandato tutto a oggi.
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Michele Placido si arrabbia: «Ma con chi devo fare i film»
Michele Placido si arrabbia: «Ma con chi devo fare i film»
Polemiche sul "Grande sogno" dedicato al '68. a Roma manifestati imbrattati dai fascisti. Il regista polemico dopo la domanda sulla scelta di farsi finanziare da Medusa, società di Berlusconi
VENEZIA — Michele Placido ha portato in concorso al festival il suo film sul ‘68, Il grande sogno, che meditava da molti anni, con l’intento di rilanciare il dibattito su quegli anni. Il primo risultato, alla conferenza stampa di presentazione, è che il dibattito si è animato, invece, sul presente, nonostante la presenza di Mario Capanna. «Perché un regista dichiaratamente di sinistra che fa un film per rivendicare bontà idee di trasformazione sociale si fa finanziare il film da Medusa, società che appartiene al presidente del consiglio?» gli ha chiesto una giornalista di un’agenzia di stampa tedesca, provocando la reazione veemente del regista, che poco prima aveva dedicato il suo film all’ex direttore di Avvenire, Boffo, "lui ha lo spirito del 68”.
LE RABBIA DEL REGISTA - «Ma con li devo fare io i film?» ha urlato. «L’altra volta mi avete contestato perché l’ho fatto con la Rai, questa volta con Medusa. Non voto Berlusconi, io voto da un’altra parte». Si dice sicuro che il film molto autobiografico - con Riccardo Scamarcio nei panni di un poliziotto che sogna di fare l’attore e intanto manganella gli studenti e si infiltra tra loro, Luca Argentero, proletario torinese che del movimento studentesco diventa leader e Jasmine Trica, famiglia borghese e educazione cattolica che è il perno, non solo amoroso, di tutta la storia – piacerà più ai giovani. «Avete ragione voi a dire che bisogna raccontare il presente, ci sono registi giovani pronti a farlo. Invece prevedo che nei prossimi anni ci saranno molte commedie, troppe commedie».
MANIFESTI IMBRATTATI - Ancora prima dell’uscita, prevista per l’11 settembre, Il grande sogno ha occupato le cronache con i manifesti imbrattati da militanti di estrema destra. «Sono giorni che il mio cellulare si riempie di messaggi e richieste. Mi chiedono di organizzare proiezioni quelli di Micromega ma anche quelli dei circoli Ezra Pound. Io credo che dialogherò anche con loro nonostante mi abbiano, non loro ma persone della loro parte politica, imbrattato i manifesti». Come Placido stesso aveva detto in apertura dell’incontro stampa (dopo fischi e contestazioni al presidente Medusa Carlo Rossella) il suo non vuole essere in ogni caso un film politico. «Ho raccontato la storia di Michele Placido, la chiave è lì in un poliziotto che voleva fare l’attore nel 68 e che viveva a Castro Pretorio a Roma a due passi dalla sapienza. Non sono d’accordo con Pasolini, i poliziotti proletari manganellavano dei borghesi è vero, ma io, proletario, da quegli studenti, soprattutto dalle ragazze ho imparato a vedere il mondo in modo diverso. E il 68 ho continuato a farlo attraverso il mio lavoro, da quando nel 73 ho rifiutato i soldi di Cecchi Gori per fare l’Anatra all’arancia e ho scelto il teatro e il cinema d’autore.
Giovanna Grassi
Fonte: Corriere della Sera
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