04/01/2011

Padova, il calendario dell’identità cambia il 25 aprile e il primo maggio

Padova, il calendario dell’identità cambia il 25 aprile e il primo maggio

Politica, le sfide. L’assessore leghista inserisce la festa di San Marco al posto della Liberazione. Provincia sotto accusa: insorge il Pd, protesta un Comune

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24/12/2009

Botti illegali, sequestrate 11 tonnellate E a Napoli spunta "a capata di Zidane"

Botti illegali, sequestrate 11 tonnellate E a Napoli spunta "a capata di Zidane"

 

Festività e fuochi proibiti. È un ordigno di dieci chili ispirato alla celebre testata del campione francese a Materazzi. Costo: 300 euro

NAPOLI - Una persona arrestata, otto denunciate e quasi undici tonnellate di botti sequestrati: è il bilancio di una serie di operazioni contro i fuochi proibiti condotte nelle ultime ore dai carabinieri a Napoli e in provincia. Gli ordigni esplosivi artigianali finiti sotto sequestro - per un peso complessivo di 10,7 tonnellate - erano immagazzinati in scantinati o depositi a Torre Annunziata e Casoria, pronti per essere immessi sul mercato. Altissimo, secondo i carabinieri, il rischio per la pubblica incolumità. Infatti si tratta di une vera "santabarbara", conservata senza alcuna precauzione in due fabbricati del quartiere vecchio di Torre Annunziata e di Casoria, popolosa città a nord di Napoli.

ZIDANE - Il Capodanno si avvicina, e Napoli si prepara a modo suo alla festa. «A modo suo» vuol dire, purtroppo, che anche quest'anno proliferano i venditori ambulanti di botti proibiti. In alcuni casi, per il quantitativo pazzesco di polvere pirica, veri e propri ordigni, estremamente pericolosi. È il caso dell'ultimo arrivato, sottobanco, denominato «'A capata 'e Zidane», la testata di Zidane, ovvero la celebre incornata del francese ai danni di Materazzi nella finale mondiale. Quel gesto antisportivo dà il nome ora ad una bomba di circa 10 chili che gli artificieri fuorilegge riescono a piazzare a prezzi esorbitanti (si parla anche di 300 euro).

NEL 2007 TOCCO' ALLA «CAPA DI LAVEZZI» - La «capata» di Zezou arriva dopo la «capa», cioè la testa di Lavezzi, altro botto illegale che l'anno scorso, con il campione azzurro in pieno spolvero, andò per la maggiore tra i patiti degli ordigni mascherati da botti di San Silvestro.

DA «MARADONA» A «BIN LADEN» - L'elenco di botti con nomi improbabili ma che rendono certamente l'idea è piuttosto lungo. Anni fa impazzava il pallone di Maradona. Poi, dopo l'11 settembre, comparve la bomba di Bin Laden e prima ancora il «Taricone», ispirato dal «guerriero» casertano della prima edizione del Grande fratello. Tutte varianti del tremendo e proibitissimo «provolone del monaco».

Alessandro Chetta


09/07/2009

Pelle e ossa: ecco l'ultima immagine di Kim Jong Il

Pelle e ossa: ecco l'ultima immagine di Kim Jong Il

 

COREA DEL NORD. Volto scavato e zoppicante il «caro leader» di nuovo in pubblico dopo le voci di ictus

 

Le immagini dell'agenzia tv Aptn
Le immagini dell'agenzia tv Aptn

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il leader nord-coreano Kim Jong Il ha reso omaggio mercoledì al padre e fondatore dello Stato, Kim Il Sung, in occasione del 15/o anniversario della scomparsa. Tutti gli occhi erano però rivolti al «caro leader»: dalle immagini della cerimonia distribuite dall'agenzia tv Aptn è apparso insolitamente magro, col volto tirato e con meno capelli rispetto all'ultima sua apparizione pubblica nell'aprile scorso.

IL FIGLIO SUCCESSORE - Allora era apparso in pubblico per la prima volta dopo le molte speculazioni di un ictus che lo avrebbe colpito nell’agosto 2008. Come in aprile anche stavolta è stato visto zoppicare - una possibile conseguenza di un colpo apoplettico, mentre visita il Kumsusan Memorial Palace di Pyongyang, ex residenza ufficiale e ufficio dove il corpo imbalsamato del «presidente eterno» si trova all'interno di un palazzo completamente ristrutturato. Qualche settimana fa è trapelata la notizia che il 26enne Kim Jong-un, figlio minore di Kim Jong Il, sarebbe stato nominato suo «successore», l'erede «preferito» dal padre al potere di Pyongyang.

E.B.


15/06/2009

Crolla edificio sulla folla in processione

Crolla edificio sulla folla in processione

 

L'incidente è avvenuto nella cittadina di MONS, in Belgio. Lo stabile era in ristrutturazione. Numerosi i feriti, ma nessuna vittima. «Parecchie persone sotto le macerie»

 

Vigili del fuoco al lavoro tra le macerie della palazzina crollata (Ansa)
Vigili del fuoco al lavoro tra le macerie della palazzina crollata (Ansa)

MONS - Un edificio in via di ristrutturazione nella città belga di Mons, in Belgio, è crollato nel pomeriggio travolgendo la folla che seguiva una processione cittadina in occasione della festività del Doudou Ducasse, la «processione del carro d'oro» che si svolge ogni seconda domenica di giugno ed è la festività più importante di questa località. Il crollo ha provocato diversi feriti e alcune persone sono rimaste intrappolate sotto le macerie. Sul posto sono arrivate subito i soccorsi, mezzi dei vigili del fuoco e una dozzina di ambulanze. La zona è stata isolata per permettere ai soccorritori di entrare in azione.

IL CROLLO - Il crollo è avvenuto mentre la processione procedeva per una delle strade principali della città, a circa 200 metri dalla Grand Place. Improvvisamente ha cominciato a cedere la struttura di una palazzina che risultava disabitata da un paio di anni a causa dei danni provocati da un incendio. «Prima del crollo sono passati alcuni secondi - raccontano i testimoni - e parecchie persone, accortesi di ciò che stava succedendo, sono riuscite a scappare in tempo. Sotto c'era molta gente e poteva essere una tragedia»

«NESSUNA VITTIMA» - E che quanto accaduto «poteva essere una catastrofe» lo ha sottolineato in tv anche il sindaco della città belga, Elio di Rupo, di origini abruzzesi, riferendo però che «al momento, nonostante i timori, non c'è alcuna vittima ma cinque persone ferite». L'edificio, come ha confermato il sindaco, era disabitato, con porte e finestre sigillate. Anche se qualcuno afferma che in passato vi avevano trovato riparo alcuni squatter. Nei giorni scorsi era stata fatta un'ultima perizia sulla palazzina, con gli architetti che avevano dato il via libera alla processione sulla strada antistante, spiegando che non esisteva alcun rischio di crollo. In seguito ai primi accertamenti è stata però avanzata l'ipotesi che il crollo sia stato causato alle forti vibrazioni sonore generate dall'alto volume della musica.


30/04/2009

Crolla ponte sul Po, un ferito

Crolla ponte sul Po, un ferito


Ha ceduto un'arcata della struttura che collega Piacenza alla sponda lombarda. Alcune auto precipitate nel fiume. Sul posto vigili del fuoco e sommozzatori. Traffico in tilt, treni regolari

(Ansa)

MILANO - Un'arcata del ponte ha ceduto è c'è stato il crollo. L'ondata di piena del Po potrebbe essere tra le cause, anche se non ancora accertato, del cedimento parziale del ponte sulla Statale 9 che collega Piacenza alla sponda lombarda, nel territorio di San Rocco al Porto (Lodi). Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco sommozzatori che hanno soccorso almeno tre persone che si trovavano in alcune auto precipitate in acqua. Tuttavia, secondo l'Azienda regionale emergenza urgenza della Lombardia, non risulta alcun ferito grave. Il 118 di Lodi è intervenuto con un’automedica e tre mezzi di base: i soccorritori hanno accertato che due delle persone precipitate sono risultate illese e mentre una è rimasta ferita in forma non preoccupante ed è stata portata all’ospedale di Codogno.

AUTO NELLA GOLENA - Il disastro è avvenuto attorno alle 12.50. L'arcata, appoggiata su due piloni, ha ceduto da quello più interno all'alveo, appoggiandosi inclinata sulla sottostante golena, a qualche metro dell'alveo vero e proprio. In quel momento stavano transitando alcune vetture, tre delle quali sono come scivolate verso il basso, senza precipitare e, soprattutto, senza finire nella corrente di piena. «Non sappiamo ancora con certezza cosa sia successo: le campate del ponte sono cadute in acqua trascinandosi dietro le auto. I vigili del fuoco stanno verificando la presenza di eventuali dispersi» ha detto Maurizio Mainetti, responsabile del servizio gestione emergenze della Protezione Civile.

LA GRU INCASTRATA - Il cedimento ha interessato dunque il tratto che sovrasta la golena, non il letto del fiume. Nei paraggi è atterrato un elicottero del 118 e i vigili del fuoco hanno calato un'autoscala per raggiungere il ferito che era aggrappato a uno sportello di una delle tre auto precipitate. Sul ponte che ha ceduto erano stati di recente effettuati lavori di ristrutturazione. Non solo: nella giornata di mercoledì lo stesso viadotto era stato bloccato al traffico per oltre quattro ore per le conseguenze di un singolare incidente stradale, che però non sembra avere alcun nesso con il crollo: un autocarro che trasportava una gru, infatti, era rimasto incastrato con il sovrastante viadotto dell'autostrada Brescia-Cremona. Per la rimozione dei mezzi e per la valutazione di eventuali danni sulla struttura superiore erano occorse diverse ore di lavoro, con il traffico impazzito. Nella valutazione dell'incidente c'è pure la ricerca di eventuali nessi causali tra i lavori e il cedimento, anche alla luce del fatto che la piena appena passata, 7,51 metri, era pesante ma poco in confronto ai 10,50 metri del 2000.

TRENI REGOLARI - Il traffico in tutta la zona ha ovviamente subito ripercussioni, con lunghe code e rallentamenti sulle altre strade su cui è stata deviata la circolazione. Trenitalia ha fatto invece sapere di non avere ricevuto alcuna disposizione dalla Protezione civile per il blocco del traffic sull'adiacente ponte ferroviario che collega il nord al sud. Quindi - si legge in una nota della compagnia ferroviaria - il traffico è regolare sia sulla vecchia linea che sulla nuova dell'Alta Velocità. I tecnici Fs - ha spiegato l'ufficio stampa di Ferrovie dello Stato - hanno verificato la regolarità della situazione infrastrutturale sia sul ponte della linea Tav che su quello della linea tradizionale, evidenziando che nessun danno è stato riportato dal cedimento del vicino ponte stradale.


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12/10/2008

Sondaggio: due francesi su 3 pronti a lavorare di domenica

Sondaggio: due francesi su 3 pronti a lavorare di domenica

Consultazione di «Le Journal du Dimanche»: ma solo il 17% lo farebbe ogni settimana, la percentuale dei cittadini che lavorerebbe nei festivi e' in crescita rispetto al 2007

PARIGI - Lavorare anche nel giorno di festa. I due terzi dei francesi sarebbero pronti a lavorare la domenica, stando a un sondaggio pubblicato da Le Journal du Dimanche nel suo ultimo numero. Dall'inchiesta è emerso che il 67% dei francesi è favorevole al lavoro domenicale, rispetto al 33% che invece si oppone. L'idea del lavoro di domenica sembra riscuotere attualmente un consenso più largo, visto che lo scorso anno i favorevoli erano il 59%, a fronte di un 41% di contrari. Tuttavia, solo il 17% dei francesi sarebbe disposto a lavorare tutte le domeniche, rispetto al 50% che lo farebbe «di tanto in tanto». Curiosamente però, se i francesi sono pronti a rinunciare al riposo domenicale, solo una maggioranza risicata, il 52% contro il 48%, chiede l'apertura dei negozi la domenica. Ma se a Parigi e nella regione circostante i tre quarti degli abitanti vorrebbero vedere i negozi aperti tutti i giorni, in provincia a volerlo è solo un abitante su due.

 


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