22/04/2012
Sequestrati 1,5 miliardi di dollari in titoli di Stato americani
Sequestrati 1,5 miliardi di dollari in titoli di Stato americaniTra Viterbo e Roma. L'operazione delle Fiamme Gialle «Million dollar». Emessi "al portatore" dalla Federal Reserve negli anni '30. Tuttora in circolazione, li teneva in auto un 70enne
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03/01/2012
«Blitz» di fine anno, l'ira di Cortina. Controlli fiscali con 80 agenti
«Blitz» di fine anno, l'ira di Cortina. Controlli fiscali con 80 agentiFiamme gialle locali perplesse. Operazione a sorpresa dell'Agenzia delle Entrate nella perla delle Dolomiti dove è in vacanza il direttore Befera
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07/11/2010
Statali tra Ministeri e Cda. Doppio lavoro da 100mila euro
Statali tra Ministeri e Cda. Doppio lavoro da 100mila euroLe Fiamme Gialle hanno individuano dipendenti pubblici che collaboravano con società, anche calcistiche, sedendo anche nei Consigli di amministrazione: nella metà dei casi il secondo lavoro non era autorizzato
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03/07/2010
Lista Falciani, spuntano i primi 25 nomi
Lista Falciani, spuntano i primi 25 nomiLe fiamme gialle di Torino stanno lavorando sui nominativi di contribuenti italiani, contenuti nell'elenco dell'ex informatico del gruppo bancario Hsbc. Tra questi un ex ambasciatore e tanti personaggi non proprio noti
MILANO - Quelli che hanno superato il milione di dollari sono tutti ultrasettantenni. E adesso dovranno spiegare come mai abbiano scelto la filiale ginevrina della banca inglese Hsbc per mettere al sicuro il proprio «tesoretto». Tra i primi a farlo sarà l’ambasciatore Giuseppe Maria Borga, seguito da Donatella Marchini e da Alessandro Scarpaccini che hanno un deposito ciascuno con una somma perfettamente uguale: 1.035.501 dollari.
Benestanti e prestanome
Eccoli i primi nomi della «lista Falciani», gli italiani che hanno trasferito soldi all’estero e sono stati scovati dopo il «tradimento» del responsabile del sistema informatico dell’istituto di credito, Hervé Falciani appunto, scappato con l’elenco dei clienti. Ecco le prime 25 persone inserite nella più ampia rosa dei cento stilata in base ai «canoni di pericolosità fiscale» e adesso sottoposti a verifica dalla Guardia di Finanza perché hanno portato fuori dall’Italia un totale di 8 milioni e 299 mila dollari. Li hanno scelti - in un totale di 6936 «posizioni» - perché risulta che non hanno presentato denuncia dei redditi, oppure perché la loro dichiarazione è stata ritenuta «incongrua » rispetto alle somme che hanno movimentato. È la procura di Torino ad aver avviato le indagini per accertare eventuali episodi di riciclaggio. Alle Fiamme Gialle sono state affidate le verifiche su eventuali reati commessi. Ma i controlli riguardano soprattutto la regolarità dei versamenti al fisco.
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| Hervé Falciani, 38 anni, lavorava come informatico presso la sede di Ginevra in svizzera del gruppo bancario inglese Hsbc. E' riuscito a sottrarre i dati di quasi 6mila contribuenti e ha formato la "Lista Falciani" |
E dunque si estendono anche all’eventualità che alcuni di loro siano prestanome degli effettivi titolari. Al quarto posto della lista c’è Antonia Cesareo, 66 anni, che può contare su una provvista di 831.908 dollari, seguita a poca distanza da Guido Hermann Targiani che invece di soldi ne aveva portati in Svizzera 729.955. Nei giorni scorsi hanno tutti ricevuto un avviso a presentarsi per essere informati di quanto è stato scoperto, ma soprattutto per fornire giustificazione a questo trasferimento di soldi oppure chiarire se nel frattempo si sono avvalsi dello «scudo» varato dal Parlamento nell’ottobre del 2009. Chi non ne ha usufruito e non potrà dimostrare la liceità del proprio comportamento rischia di pagare una multa che va dal 20 al 50 per cento della cifra occultata al fisco, oltre alla tassa sul reddito maggiorata fino al 400 per cento. Ha 87 anni Ida Di Nola e un gruzzolo pari a 540.489 euro. Una cifra di molto inferiore la possiede Mario Baccari che di anni ne ha 81 e 61.425 dollari sul conto. Tra i più giovani ci sono Andrea Moccaldi, 37 anni, che risulta titolare di un conto con 342.675 dollari e Karim Amiji, 35, che oltrefrontiera ne ha portati 82.917. Provvista sostanziosa anche per Cherifa Hadjsadok, 44, con un deposito che ammonta a 401.896 dollari. E per Sabrina Piperno che di anni ne ha 42 e sul conto della Hsbc ne ha messi 514.530.
I conti frazionati
Al decimo posto della lista c’è Laurence Victor Journo con una provvista di 285.638 dollari. I nomi stranieri non devono ingannare. Si tratta sicuramente di cittadini italiani visto che sono titolari del codice fiscale, così come ha già accertato l’Agenzia delle Entrate a cui sono state chieste una serie di verifiche incrociate con altri dati che ha già a disposizione. L’interesse primario per il recupero delle tasse non versate riguarda infatti l’intera movimentazione che si può ricostruire attraverso l’analisi del dossier titoli, gli eventuali acquisti di valuta, i fondi di investimento. E poi bisogna stabilire se c’è stato un frazionamento tra membri della stessa famiglia. È l’ipotesi suggerita esaminando i conti di Anna Rosa, 56, Stefano 54, e Marco Estri, 50, che hanno rispettivamente: 115.615, 115.250, 114,991 dollari.
Le provviste basse
Francesco Locatelli, classe 1930, vanta un conto con 261.304 dollari. Niente a che vedere con quei 132 depositi che superano i 10 milioni di dollari, ma è comunque una cifra consistente. Di poco inferiore quella di Francesco Sette, 53 anni, che ha 188.863. Mara Tonizzo, 57, ha 113.764; Renata Mariotti, 61 anni, può invece contare su 112.576 dollari. Gli investigatori si interrogano adesso su quei depositi inferiori agli 80.000 dollari per capire come mai si sia deciso di tenere i soldi all’estero e così rischiare di incappare nelle maglie del fisco. È la domanda che sarà posta a Robert Miller, classe 1945, che risulta aver portato a Ginevra 79.097 dollari oppure a Haym Markovits, 61 anni, che ne ha trasferiti 40.844. Consuelo Palmerini ha 38 anni, che motivo aveva di tenere all’estero 21.866 dollari? Oppure Maria Luisa Leone, 75 anni, che ne ha 22.396. L’ipotesi è questo soldi possano essere parte di una provvista più ampia che è stata divisa su conti correnti intestati a persone diverse, oppure su banche diverse. Ma è anche possibile che si sia deciso, per un motivo lecito, che era più agevole non lasciarli in Italia. Per non rischiare le multe, gli interessati dovranno adesso dimostrarlo visto che in materia fiscale è stato introdotto l’inversione dell’onere della prova e dunque è il contribuente a dover portare gli elementi a proprio favore.
Fiorenza Sarzanini
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18/05/2010
Evasori, oggi in Italia la lista Falciani Consegnato il faldone con 7000 nomi
Evasori, oggi in Italia la lista Falciani Consegnato il faldone con 7000 nomiSONO PRESENTI NELL'ELENCO SOTTRATTO DALL'EX DIPENDENTE DELLA DIVISIONE SVIZZERA DI HSBC. Nelle mani della Guardia di Finanza la lista dei correntisti italiani sospettati di evasione fiscale
MILANO - Gli uomini della Guardia di Finanza sono entrati in possesso dei nomi dei correntisti italiani sospettati di evasione fiscale presenti nella lista sottratta dall'ex ipendente Hervè Falciani alla divisione svizzera di Hsbc. Le Fiamme gialle hanno già preso in consegna il faldone, che contiene i nomi di oltre 7000 italiani, a Parigi e lo stanno riportando in Italia. Il faldone con i nomi dei connazionali sospettati di evasione è stato consegnato dal procuratore di Nizza, Eric de Montgolfier. Lo ha confermato lo stesso magistrato francese: «Abbiamo avuto l'ordine di elaborare l'elenco dei nomi italiani dalla lista, che contiene migliaia di nominativi. Abbiamo proceduto a estrarre i nominativi e li abbiamo consegnati alle autorità». (Fonte Adnkronos)
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17/09/2009
Scudo fiscale, indagini a tappeto "Pizzicato" anche Rocco Siffredi
Scudo fiscale, indagini a tappeto "Pizzicato" anche Rocco Siffredi
La lotta all'evasione. Le Fiamme Gialle scoprono 130 evasori: trasferiti a San Marino capitali per 50 milioni. Al vaglio 700 nominativi
ROMA - Rocco Siffredi è finito nel mirino della Guardia di Finanza. Il principe degli attori porno, come risulta a Radiocor, deve giustificare di aver occultato all'erario redditi per centinaia di migliaia di euro attraverso la fittizia istituzione di società in paradisi fiscali. Un comunicato delle Fiamme Gialle, che diffonde le prime indicazioni, senza fornire il nome dell'attore, parla in particolare di società in Ungheria. Per effetto delle indagini della Guardia di Finanza, secondo la nota delle Fiamme Gialle, «l'attore ormai non potrà più chiedere di far rientrare in Italia le somme evase con le agevolazioni dello scudo fiscale. Solo, infatti, chi è nelle condizioni previste dalla legge (non è stato cioè già scoperto dal Fisco) potrà rimpatriare o regolarizzare - entro il 15 aprile 2010 - i patrimoni e le disponibilità finanziarie detenute illecitamente all'estero. Dagli accertamenti effettuati sul conto dell'uomo e di sua moglie - anche questa ex pornodiva - è emerso tra l'altro che i due, residenti fino al 2005 in provincia di Chieti, avrebbero fissato la propria dimora a Roma, in una villa risultata intestata ad una società britannica, anch'essa oggetto di indagini».
LE INDAGINI - Gli accertamenti su Siffredi rientrano nelle attività di contrasto delle Fiamme Gialle all’evasione fiscale internazionale, attività accelerata con l’entrata in vigore dello scudo fiscale. Sono 130 in tutto le persone finite nelle maglie del fisco. La Guardia di Finanza ha infatti avviato una serie di controlli su persone che hanno trasferito a San Marino capitali per 50 milioni di euro frutto probabile di evasione. Parallelamente, attraverso un'indagine che ha già portato lo scorso maggio all'arresto di 5 persone, sono state rintracciate ingenti somme riciclate ritenute il frutto dell'evasione fiscale di industriali delle province di Forlì, Bologna, Rimini e Pesaro: il sospetto - giustificato da consistenti elementi - è che gli industriali abbiano utilizzato banche di Forlì per trasferire il denaro evaso a società finanziarie di San Marino per poi farlo rientrare «ripulito» in Italia, sotto forma di concessione di crediti a società «amiche».
AL VAGLIO 700 NOMINATIVI - In un'altra inchiesta, le Fiamme Gialle stanno setacciando le posizioni di 700 nominativi, tra aziende e persone fisiche, residenti a San Marino ma con domicilio fiscale al Consolato Generale della Repubblica del Titano a Rimini. L'ultimo ad essere pizzicato dalla Guardia di Finanza è un noto pornoattore che deve giustificare di aver occultato all'erario redditi per centinaia di migliaia di euro attraverso la fittizia istituzione di società in paradisi fiscali.
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25/06/2009
Fisco, a Padova falsi poveri in case popolari ma con Porsche e Jaguar
Fisco, a Padova falsi poveri in case popolari ma con Porsche e Jaguar
Tenore di vita da vip e redditi effettivi non dichiarati. Operazione delle Fiamme Gialle che ha indagato gli assegnatari delle vecchie «case popolari»
PADOVA - Una serie di falsi poveri sono finiti nel mirino delle Fiamme Gialle padovane, che hanno scandagliato le situazioni reddituali e patrimoniali di assegnatari delle vecchie «case popolari», che presentano indici di capacità contributiva non in linea con i redditi dichiarati. Scoperti tre padovani assegnatari di case popolari che nei parcheggi degli alloggi tenevano una Porsche Cayenne, una Porsche Carrera 911, una Volkswagen Tuareg ed una Jaguar, veicoli dal valore complessivo di circa 300.000 euro. A Cittadella scoperti invece tre «poveri» imprenditori , proprietari rispettivamente di una BMW M3, una Porsche Carrera S911 ed una Porsche Carrera 911. Dalla successiva attività investigativa è emerso un tenore di vita da vip e redditi effettivi non dichiarati pari a oltre 1 milione di euro.
GLI ESEMPI - Un quarantanovenne, titolare di una ditta di abbigliamento, oltre alla Porsche «Carrera 911» del valore di 76.000 euro, risulta essere proprietario di una villa in città e di una casa in Sardegna, per un reddito complessivo ricostruito dalle fiamme gialle di quasi 250.000 euro. A fronte di tale ricchezza, negli ultimi quattro anni aveva dichiarato in media un reddito annuale pari a 2.500 euro. Un trentaduenne, titolare di una ditta immobiliare, oltre alla BMW «M3» del valore di 66.000 euro, risulta proprietario di una moto Ducati «Supersport», di un autocaravan Mercedes «Viano», di una barca a vela di 13 metri «Bavaria 42» del valore di 120.000 euro, di 5 immobili tra ville ed appartamenti in città e in una nota località montana, per un reddito complessivo ricostruito dalla Guardia di Finanza pari a circa 500.000 euro. Negli ultimi quattro anni aveva dichiarato mediamente un reddito annuale di 12.750 euro. Caso analogo per un trentottenne, socio di una azienda dedita al commercio di legname, oltre alla Porsche Carrera S911 del valore di 68.000 euro, risulta essere proprietario di una moto BMW, per un reddito complessivo ricostruito di quasi 200.000,00 euro, mentre negli ultimi quattro anni aveva dichiarato in media un reddito annuale di 7.000 euro. Complessivamente l'attività di controllo nei confronti dei soli sei «falsi poveri» ha permesso ai finanzieri del Comando Provinciale di Padova di accertare l'occultamento all'Erario di redditi effettivi pari a oltre 2 milioni di euro.
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05/05/2009
Palermo, sequestrati beni per 300 milioni a boss e fiancheggiatori di Cosa nostra
Palermo, sequestrati beni per 300 milioni a boss e fiancheggiatori di Cosa nostra
LE INDAGINI CONDOTTE DALLE FIAMME GIALLE DEL CAPOLUOGO SICILIANO. Tra i destinatari dell'operazione i fratelli Pipitone, che appoggiarono i Lo Piccolo e l'ex autista di Riina
PALERMO - Beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie, per un ammontare di 300 milioni di euro, sono stati sequestrati a esponenti e fiancheggiatori di Cosa nostra dalla Guardia di Finanza di Palermo in esecuzione di diversi provvedimenti emessi dalla procura del capoluogo siciliano. I proprietari dei patrimoni sequestrati operavano nella provincia palermitana. Tra loro figura anche Salvatore Biondino, meglio conosciuto come l'ex autista di Totò Riina. Le indagini economico-patrimoniali condotte dalle Fiamme Gialle hanno riguardato una settantina di aziende e persone, fra le quali spiccano i fratelli Pipitone e alcuni loro affiliati, tutti accusati di aver operato con l'ex super latitante Salvatore Lo Piccolo.
LE INDAGINI - L'individuazione dei beni sequestrati ha richiesto un'articolata attività di analisi contabile e bancaria, necessaria anche per sciogliere il fitto intreccio di prestanome ai quali erano stati intestati i beni. Fra le molte attività sequestrate dalle Fiamme Gialle vi sono anche negozi di frutta e verdura, imprese di trasporto merci su strada, edili, di installazione impianti idraulico-sanitari, e altre ancora.
I BENI CONFISCATI - I beni sequestrati sarebbero riconducibili oltre che a Biondino anche a Salvatore Biondo, Antonino Pipitone, Giuseppe Gelsomino, Francesco Sparacio, Vincenzo Collesano, Angelo Conigliaro, Pietro Di Napoli, Salvatore Prano, Angelo Gallina, Giovan-Battista Pipitone e Francesco Paolo Spinelli, considerati organici o contigui alla famiglia mafiosa di Carini, coinvolti nell'operazione «Occidente», e arrestati il 21 gennaio 2007. Ad Antonino Pipitone, 40 anni, sono stati sequestrati cinque conti correnti, una ditta che operava nella demolizione e costruzione di edifici, due appartamenti e un terreno a Carini. Le Fiamme Gialle hanno poi messo i sigilli a due società di Palermo per la vendita di frutta e verdura e di apparecchi e attrezzature per la telefonia appartenute a Gelsomino, 57 anni, di Montemaggiore Belsito. A Sparacio, 41 anni, di Carini, i finanzieri hanno sequestrato tre terreni e tre ville a Carini, il 50% delle quote della società «Fratelli Sparacio srl» per il trasporto merci su strada e l'omonima ditta individuale. A Prano, 43 anni, di Carini, sono stati tolti due terreni e due villette abusive, e due conti correnti. A Di Napoli, di 60 anni, sono stati congelati un conto corrente e un appartamento. Ed ancora a Conigliaro, 73 anni, sono stati sequestrati 6 terreni, 6 appartamenti e 2 magazzini a Carini. A Giovan-Battista Pipitone, 49 anni, di Carini, sequestrata, fra l'altro la «Centro Distribuzione Regionale s.r.l.». A Biondino, 56 anni, cinque locali commerciali a Palermo.
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