09/05/2012

Deferite Atalanta, Novara e Siena In serie B anche Pescara e Samp

Deferite Atalanta, Novara e Siena In serie B anche Pescara e Samp

CALCIOSCOMMESSE- I tre club A sono stati deferiti per responsabilità oggettiva. Tra i calciatori: Carlo Gervasoni (ex Piacenza), Luigi Sartor (ex Ternana) e Cristiano Doni (ex Atalanta)

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29/03/2012

Indebitamento serie A: 2,6 miliardi (+14%). Perdita netta 428 milioni, solo 19 club in utile

Indebitamento serie A: 2,6 miliardi (+14%). Perdita netta 428 milioni, solo 19 club in utile

Presentato all'Abi il secondo Rapporto sulla situazione economica del calcio. Report Calcio 2012: in calo i ricavi da stadio (-10%). Il costo della produzione è di 2,9 miliardi, il valore 2,5

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14/11/2011

La Juve ricorre al Tar contro la Figc. Chiede danni per centinaia di milioni

La Juve ricorre al Tar contro la Figc. Chiede danni per centinaia di milioni

Resta aperta la «contesa» del dopo calciopoli e dello scudetto 2006. I bianconeri: «Mancanza di parità di trattamento». Moratti: "Non credo al cattivo gusto fino a questo punto"

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26/08/2011

Calcio in sciopero, la serie A non parte. Salta l'accordo Lega-Assocalciatori

Calcio in sciopero, la serie A non parte. Salta l'accordo Lega-Assocalciatori

La figc: «la prima di campionato slitta a data da destinarsi». si comincia dalla seconda? Crimi: «Sciopero anomalo». Abete: «A rischio altre giornate». Cellino: «Beretta presidente incapace»

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09/08/2011

Calcioscommesse: Atalanta -6 punti

Calcioscommesse: Atalanta -6 punti

Tre anni e mezzo per Cristiano Doni. Chiesta radiazione per Beppe Signori e Marco Paoloni. Ascoli 6 punti di penalizzazione

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26/07/2011

Calciopoli, deferite Atalanta e Chievo I nerazzurri rischiano la serie A

Calciopoli, deferite Atalanta e Chievo I nerazzurri rischiano la serie A

IL CASO SCOMMESSE - Cristiano Doni chiamato in causa per «illecito sportivo». Diciotto complessivamente i club che il procuratore Stefano Palazzi ha segnalato alla Disciplinare

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01/07/2011

LA SENTENZA SU CALCIOPOLI: Lo scudetto del 2006 resta all'Inter

LA SENTENZA SU CALCIOPOLI: Lo scudetto del 2006 resta all'Inter

Archiviazione per prescrizione. La procura della Figc: «Non ci sono fattispecie di rilievo disciplinare»

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22/05/2011

La Juventus e l'esposto, un anno dopo: «La Figc non ha la coscienza pulita»

La Juventus e l'esposto, un anno dopo: «La Figc non ha la coscienza pulita»

La richiesta di revocare all'inter lo scudetto 2006. Il presidente bianconero Andrea Agnelli su Twitter: «Più di dodici mesi per rispondere»

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28/04/2010

La Figc: «Moggi è di fatto radiato» A Napoli il memoriale di Facchetti

La Figc: «Moggi è di fatto radiato» A Napoli il memoriale di Facchetti

IL PROCESSO CALCIOPOLI. Gli appunti agli atti dei pm. I legali della difesa: ecco la telefonata dell'ex presidente dell'Inter a De Santis

 

Giacinto Facchetti
Giacinto Facchetti

NAPOLI - Luciano Moggi è radiato da ogni ruolo nel calcio italiano: lo ha stabilito la Corte di giustizia della Federcalcio precisando, in risposta al quesito interpretativo del presidente federale Giancarlo Abete, che «la preclusione da ogni rango o categoria debba ritenersi implicita come effetto ex lege» dopo la condanna per i fatti di Calciopoli. Nei procedimenti sportivi dell'estate 2006 legati allo scandalo, Moggi era stato inibito per cinque anni con preclusione dallo svolgere attività in seno alla Figc. Abete aveva chiesto alla Corte di giustizia federale, il 31 marzo scorso, di sciogliere il nodo su chi dovesse decidere sull'eventuale radiazione dell'ex dg juventino e degli ex dirigenti condannati a 5 anni di squalifica, visto il vuoto di potere determinato dalla modifica dello statuto intervenuta dopo Calciopoli. Prima dello scandalo del 2006, infatti, le norme federali prevedevano che la giustizia sportiva potesse proporre al presidente federale la radiazione di un tesserato condannato per fatti di «particolare gravità»; e così fu per Luciano Moggi, Antonio Giraudo e Innocenzo Mazzini, ex vicepresidente federale. Ma con la riforma varata sotto il commissariamento di Guido Rossi, il potere di radiare un tesserato passò alla giustizia sportiva. Di fatto, la squalifica di Moggi, Giraudo e Mazzini scadeva nel 2011, ma sulla proposta di radiazione non si era espresso nessuno né poteva esprimersi Abete. La Corte di giustizia sportiva, in sezione consultiva il 13 aprile scorso, ha fornito ora le sue risposte: «Si ritiene che il provvedimento di preclusione debba ritenersi implicito, quale effetto ex lege, nelle decisioni con cui gli organi della giustizia sportiva, dopo aver irrogato la sanzione della sospensione nella misura massima, si sono pronunciati nel senso della 'particolare gravità delle infrazioni».

LA REAZIONE
- «La mia radiazione? Non so nulla, non so cosa significhi, si dovrebbero vergognare dopo quello che è venuto fuori - commenta Moggi, intervenuto telefonicamente alla registrazione del programma 'Chiambretti Night'. - Parlo per me, Giraudo, per coloro che soffrono questa situazione, dovrebbero radiare Carraro».

MEMORIALE
- Intanto, prosegue il processo penale di Napoli sulle stesse vicende: i pm Giuseppe Narducci e Stefano Capuano hanno depositato una serie di appunti autografi di Giacinto Facchetti. A quanto si è appreso, negli appunti il dirigente dell'Inter morto nel 2006 faceva riferimento al presunto sistema di illeciti che avrebbe regolato il mondo del calcio. A consegnare il 'memoriale' agli inquirenti è stato nei giorni scorsi a Napoli il figlio, Gianfelice Facchetti.

NUOVE TELEFONATE
- Dal canto loro, i consulenti di Moggi hanno depositato le trascrizioni di nuove telefonate perlopiù fatte dai centralini di alcune società: Nicola Penta, che da tempo sta lavorando all'ascolto e alla trascrizione delle telefonate «inedite», e non ritenute significative dagli inquirenti, ha precisato che si tratta di tre telefonate tra il Bologna e l'arbitro De Santis, altre tre tra l'Inter e il designatore arbitrale Bergamo, una tra Facchetti e l'arbitro De Santis, due tra il Parma e i designatori e una, infine, della durata di 42 minuti, tra il presidente del Cagliari Cellino e Bergamo.

FACCHETTI-DE SANTIS
- A proposito della telefonata tra Facchetti e De Santis, si tratta di una chiacchierata dopo il derby Inter-Milan (0-1 con gol di Kakà) del 27 febbraio del 2005. I due parlano della gara e Facchetti si scusa per non essere passato a salutare il direttore di gara al termine della stessa partita. Questa la trascrizione:

De Santis: «Pronto».

Facchetti: «Massimo? Ciao sono Giacinto».
De Santis: «Oh... Giacinto...».
Facchetti: «Volevo chiamarti ieri però dopo ho avuto un po' di cose....siccome ieri non sono passato dopo la partita, ma non è che fossi...».
De Santis: «No...macché scherzi..ho capito, ho capito..vabbè là... li solo con la fortuna te la puoi prendere...».
Facchetti: «Era una partita...da pareggio, proprio».
De Santis: «Sì da pareggio...».
Facchetti: «Nessuno dei due ha avuto occasioni...».
De Santis: «Io infatti... guarda ero convintissimo che tanto ormai sarebbe finita in pareggio... poi c'è stata quella palla che ha sbattuto sul piede di questo e ha cambiato tutto...».
Facchetti: «È tardato a venire su Emre, sono rimasti li da soli...».
De Santis: «È quello il problema... sì che poi alla fine Kakà neanche ha tirato, voleva fare lo stop...».
Facchetti: «Sì, voleva fare lo stop... vediamo di ripartire».
De Santis: «Sì, di ripartire bene....anche perchè io ho rivisto la partita anche ieri sera... me la sono fatta registrare... come possesso palla, come tutto non c'è stato paragone in campo...».
Facchetti: «Sì, abbiamo avuto possesso palla superiore noi a loro però era proprio da pareggio... nel primo tempo se non sbagliavano un paio di stop si trovavano davanti al portiere...».
De Santis: «Poi c'è stato Dida che ha fatto quella parata sul tiro di Veron... alla fine».
Facchetti: «Era abbastanza centrale...».
De Santis: «Sì però è stato un bel tiro tutto sommato... no mi è dispiaciuto perché alla fine sai... se perdi la partita perché gli altri giocano... ormai era per tutti una partita da pareggio...».
Facchetti: «Però ci tenevo a salutarti...».
De Santis: «Ma ti ringrazio... ci mancherebbe anche (incomprensibile) è stato gentilissimo... su questo non avere dubbi... non pensare che c'è stato un problema di qualsiasi tipo... va bene... grazie, ciao».
Facchetti: «Grazie ciao...».
De Santis: «In bocca al lupo, ciao». (fonte: Ansa).


22/03/2010

Troppe scommesse sul pareggio, la Figc indaga su Chievo-Catania

Troppe scommesse sul pareggio, la Figc indaga su Chievo-Catania

 

Ancora però non è stata aperta un'inchiesta ufficiale. In Gran Bretagna giocate 2 milioni di sterline sulla X, i bookmakers avevano deciso di sospendere le puntate

 

Un momento di Chievo-Catania (LaPresse)
Un momento di Chievo-Catania (LaPresse)

MILANO - Ancora una volta il sospetto della combine. La procura della Figc sta acquisendo informazioni sulla partita Chievo-Catania, giocata domenica e finita 1-1. Per ora non è stata ufficialmente aperta un'inchiesta. Nei giorni scorsi numerosi bookmaker italiani avevano deciso di «tagliare» la quota ad 1,65, mentre altri avevano addirittura sospeso le puntate in seguito a un flusso ingente di giocate sul risultato del pareggio.

SCOMMESSE - Della questione se ne occupa anche la stampa inglese. Il tabloid britannico «Sun» spiega che una somma pari a 2 milioni di sterline (circa 2.300.000 euro) era stata puntata sulla gara soltanto attraverso l'agenzia di scommesse Betfair. Un movimento tale di giocate, tra l'altro per una partita tra due squadre non molto conosciute nel Regno Unito, che ha indotto 7 bookmakers a sospendere le scommesse sulla partita. In Inghilterra parlano di «risultato ampiamente previsto».
Secondo invece i dati Sisal Match Point, che aveva chiuso il gioco sul match mercoledì riaprendolo dopo le coppe europee, le giocate degli appassionati sul segno «X» della gara di Verona sono state infatti la maggioranza: il 51% delle giocate raccolte da Match Point sul match sono infatti finite sul pari che aveva la quota più bassa, 1.80 contro il 2.50 sull'«1» e il 5.25 sul «2». Volumi di gioco dunque nella norma, ma al pari tra Chievo e Catania avevano davvero creduto in tanti.

Redazione online