31/07/2009
I giapponesi dicono no alla Brambilla «Non torneremo a spese del governo»
I giapponesi dicono no alla Brambilla «Non torneremo a spese del governo»
I due turisti truffati a Roma: «Sarebbe una spesa inutile fatta con le tasse del popolo italiano», «ci piacerebbe visitare ancora l'Italia, ma a nostre spese»
![]() |
| Il ristorante «Il Passetto» di Roma (Eidon) |
TSUKUBA (GIAPPONE) - Una vera e propria lezione morale, ma anche un atto d'amore nei confronti dell'Italia. Un sincero ringraziamento e un cortese rifiuto: l'offerta di tornare in Italia come ospiti del governo «è inutile, perchè è una spesa inutile fatta con le tasse del popolo italiano». Yasuyuki Yamada, giapponese di 35 anni, vittima con la sua fidanzata del conto-truffa da 695 euro al ristorante «Il Passetto» di Roma, è netto nei confronti della proposta del ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla, di tornare in Italia a spese del governo.
VIAGGIO BELLO - «Tutto sommato - dice all'Ansa in un'intervista a Tsukuba, la sua città di residenza a 70 chilometri da Tokyo - il viaggio in Italia è stato bello. Ringrazio, ma non ho alcuna intenzione di accettare, anche se arrivasse l'offerta formale. È la mia decisione». «Certo che mi piacerebbe visitare ancora l'Italia, a mie spese. Le persone che fanno truffe esistono in tutto il mondo. La prossima volta - spiega Yamada - vorrei visitare meglio il Vaticano, tornare a Capri e godermi lo splendido panorama».
10:12 Scritto in TURISMO | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: turismo, costi, figuracce, turisti, italia, bel paese, giapponesi, asiatici, rappresentanze, istituzioni, confcommercio, confesercenti, comune di roma | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
30/07/2009
Non è più il bel paese
Non è più il bel paese
Benvenuti nel Paese degli «spennaturisti»
Una coppia giapponese, in vacanza a Roma, ha cenato dietro piazza Navona e s'è vista presentare un conto da 695 euro (compresa mancia di 115 euro, prelevata senza autorizzazione). Geniale. Vediamo in quale altro modo possiamo spennare i nostri ospiti. Chiuderli nel Colosseo e rilasciarli solo dietro pagamento di un riscatto? Portarli da Malpensa 2 a Malpensa 1 passando da Linate? Buttarli nei canali di Venezia, intimandogli di gridare "Mose!" per aprire le acque? Iscriverli alle ronde notturne di Massa? Invitarli al Palio di Siena e convincerli a fare i cavalli? A pagamento, s'intende.
Noi italiani crediamo d'essere aquile, invece spesso siamo talpe: non vediamo oltre il nostro naso. La notizia dei due giapponesi a Roma ha fatto il giro dell'Asia: il ristorante "Passetto" non se ne rende conto, ma ha compiuto un passo da gigante verso la demolizione della reputazione turistica italiana, oggi affidata ai loghi funerari (Magic Italy! in inglese!) di Michela Brambilla. Ci vuol altro. Chi viaggia lo sa: l'offerta è molta, la concorrenza feroce. Oggi nessuno vuol buttare i soldi. O farsi fregare.
Scrive Luigi Finocchiaro (ruiji@hotmail.com): "La notizia dell'«Italia spennaturisti» sta avendo ampio risalto nel Sol Levante: viviamo in un'epoca dove l'informazione corre veloce. Il Giappone non è l'Italia. Non basta mandare una delegazione a Tokyo e fare «bella figura». Non basta che le nostre rappresentanze istituzionali siano professionali. Non basta una paginetta pubblicitaria del ministero/ente preposto. Il turismo di Giappone, Corea, Taiwan e Singapore è qualificato, e gli asiatici sono per natura informatissimi (ho trovato un sito che traduce in giapponese i nostri commenti su 'Italians'!). Oggi i Paesi dove il turista viene spennato non sono quelli del gruppo cui l'Italia si pregia di far parte. In parole povere: succede solo nei Paesi del Terzo mondo".
Domanda: le associazioni di categoria o l'Enit hanno cercato di riparare il danno? Confcommercio, Confesercenti? Il Comune di Roma, al di là dell'indignazione di un assessore? Forse mi è sfuggito, ma non mi sembra. E' possibile riguadagnare terreno, ma occorre un'iniziativa generosa e clamorosa. L'interesse dell'Asia per l'Italia è noto (dobbiamo presentarci compatti, però: le differenze regionali sfuggono, a Seul e a Taipei). La tolleranza dei turisti giapponesi è proverbiale. Ma guai ad approfittare della generosità altrui. Tradire chi si fida è una colpa odiosa. Non per niente Dante - turista estremo e fantasioso - riservava a questi peccatori le punizioni più sadiche.
Forza, quindi. Mostriamo all'Asia la nostra gentilezza, e un po' di doveroso pentimento. Del resto, si sa: non siamo santi. A proposito. Non l'ho già sentita, questa?
Beppe Severgnini,
09:52 Scritto in TURISMO | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: turismo, costi, figuracce, turisti, italia, bel paese, giapponesi, asiatici, rappresentanze, istituzioni | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
04/12/2008
D'Alema: «Via Walter? Non lo chiedo io»
D'Alema: «Via Walter? Non lo chiedo io»D'Alema: «Sostituire Veltroni? Se lo ritenessi necessario lo direi prima di tutto a lui». «Ma i problemi del Pd vanno affrontati». E sull'associazione Red: «Non è una corrente»
![]() |
| Massimo D'Alema |
«AFFRONTARE I PROBLEMI» - D'Alema è convinto che nel centrosinistra ci siano dei problemi ma non pensa che sia venuto il momento di una resa dei conti. Piuttosto, ha detto, «penso che è ora di affrontare i problemi seri, non esorcizzandoli dando la colpa a oscuri complotti che è una risposta semplicistica». «Il problema non è su Veltroni che deve continuare il suo mandato e nessuno deve insinuarlo - ribadisce l'ex vicepremier - ma la necessità di affrontare i nodi reali a cominciare dalla discussione su quale partito costruire, quali regole, come governare i conflitti in periferia». E per farlo «c'è la conferenza programmatica e mi sembra ragionevole rispettare il calendario».
«RED NON E' UNA CORRENTE» - D'Alema sa bene che la sua area politica viene considerata particolarmente ostile nei confronti di Veltroni. E che l'associazione Red di cui lui stesso è il principale riferimento viene considerata una sorta di gruppo di fronda all'interno del Partito democratico. Ma è una semplificazione che non condivide: «Red è un'associazione culturale - ha puntualizzato - ed è buffo pensare che sia l'attività di una corrente. Domani alla giornata sulle riforme ci sono Andreotti e Bonino e faccio fatica a pensare a loro come a dalemiani. Purtroppo in un dibattito politico così inquinato e avvelenato è difficile far capire come stanno le cose». E lo stesso dicasi per Italianieuropei, la fondazione che D'Alema presiede con Giuliano Amato: «Red affianca la Fondazione in un'attività di ricerca e dibattito, che raccoglie alcune migliaia di iscritti in tutta Italia, che normalmente non sono dirigenti del Pd nè iscritti e questo rende ancora più buffa l'immagine della corrente».
15:29 Scritto in POLITICA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: d'alema, veltroni, figuracce, sostituire, pd, politica, politici | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook







