14/05/2010
Mourinho regala un biglietto per la finale al primo tifoso nerazzurro in fila
Mourinho regala un biglietto per la finale al primo tifoso nerazzurro in filaLa sorpresa. Un giovane di 23 anni riceve il tagliando dal tecnico. Dovrà versare in beneficenza 225 euro
MILANO - Il primo di loro ce l'ha fatta. I tifosi dell'Inter sono in fila da ore davanti alla banca milanese che sabato mattina distribuirà i biglietti per la finale di Champions League. Paolo Sacco, 23 anni, abbonato del terzo anello verde, aveva deciso di mettersi in coda addirittura da giovedì mattina, tanto da riuscire a piazzarsi davanti a tutti. La sua fedeltà alla squadra del cuore è stata ben ripagata: Josè Mourinho in persona gli ha infatti regalato un tagliando per la sfida con il Bayern Monaco.
BENEFICENZA - Il fortunato tifoso dovrà versare in beneficenza il valore del biglietto, 225 euro. In coda da giovedì alle 9.45 per acquistare un tagliando da 160 euro, Paolo ne spenderà ben volentieri qualcuno in più, ma sarà certamente felice di farlo e di dimostrare il versamento a un ente che si occupa di solidarietà a sua scelta. Poi, alla fine della prossima settimana, partirà in auto alla volta di Madrid per seguire dal vivo il match tanto atteso. Come racconta il sito dell'Inter, Mourinho era particolarmente orgoglioso di sapere che tanta gente ha scelto di stare in fila anche più di due giorni per provare ad acquistare un biglietto. «Io non posso accontentare tutti - ha spiegato il portoghese -, ma con questo mio gesto voglio dimostrare il mio affetto nei loro confronti. È il mio applauso alla passione di tutti i tifosi nerazzurri. Il ragazzo dovrà dimostrare però di aver donato i soldi in beneficenza».
VISITA DI MORATTI - In serata, poi, anche il presidente dell'Inter Massimo Moratti ha fatto visita ai circa 5 mila tifosi neroazzurri in coda. Cori e applausi hanno accolto l'arrivo del numero uno interista che si è fermato a parlare con alcuni dei tifosi accampati sotto tende da campeggio e rifugi d'emergenza per proteggersi dalla pioggia. Molte persone hanno chiesto a Moratti di anticipare alle 8 del mattino l'apertura dello sportello che vende i tagliandi per accorciare i tempi di attesa dei tifosi, molti dei quali sono in coda già dal mattino e dal pomeriggio di giovedì. Moratti, secondo quanto raccontano alcuni dei presenti, ha detto che farà il possibile per andare incontro alla richiesta.
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12/05/2009
Muore in fila, i turisti lo fotografano
Muore in fila, i turisti lo fotografano
Un agente: Il carro funebre tardava, abbiamo visto i primi flash. Li abbiamo dovuti fermare. Ad Urbino scatti a un uomo che si accascia all'ingresso di una mostra, intervengono i vigili
URBINO — Un cadavere in piazza, sotto il sole delle 11. Turisti ordinatamente in fila per visitare la mostra di Raffaello a Palazzo Ducale. Gruppi di bambini che si avvicinano festosamente al Duomo per celebrare le comunioni. Mani pietose hanno appena coperto con un lenzuolo bianco quel corpo senza vita, crollato a terra pochi minuti prima, forse per un infarto, forse per un ictus. Dal gruppo dei turisti, all'improvviso, parte un flash, poi un altro ancora. Qualcuno se ne accorge, ma sul momento non capisce. Non ci sono Raffaello da immortalare, è ancora troppo presto. Poi tutto diventa assurdamente chiaro: è il cadavere il bersaglio di quegli improvvisati paparazzi del macabro. Curiosità horror.
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| Il centro storico di Urbino (dal web) |
«Ma che fate, smettetela! — urla un vigile urbano —. Vi sembra questo uno spettacolo da riprendere?». La mostra di Raffaello, a Palazzo Ducale, ha aperto i battenti da poco più di un mese e ha già superato le 50 mila presenze. Racconta il Raffaello giovanile: 20 dipinti e 19 disegni originali provenienti dal Louvre, dal Prado, dagli Uffizi, da mezzo mondo. Una scorpacciata d'arte per gli amanti della foto. Basta avere la pazienza di staccare il biglietto d'ingresso. E invece no: quel corpo che all'improvviso crolla a terra, senza un gemito, come se gli avessero di colpo staccato la spina, diventa l'immagine più ambita. Raffaello può aspettare. Il morto è un uomo di 77 anni, arrivato da Reggio Emilia assieme a un gruppo di amici: crolla a terra, mentre, in fila con gli altri, sta aspettando che il capo comitiva acquisti i biglietti. Arriva il 118. Ma c'è poco da fare.
Una pattuglia dei vigili urbani, racconta il Resto del Carlino, nota l'agitazione, si ferma e prende in consegna il cadavere. Lo coprono con un lenzuolo, convinti che nell'arco di pochi minuti arriverà il carro funebre. E invece il tempo passa. Dieci, venti, quaranta minuti. Che si dilatano enormemente in quella situazione. Con i turisti in coda, alcuni dei quali proprio non ce la fanno a staccare gli occhi da quel lenzuolo bianco. E un gruppo di ragazzini, preceduto da gridolini di festa, che dal fondo della piazza si dirige verso il Duomo per le prime comunioni. Un contrasto doloroso. I vigili riparano il corpo con un pannello. Ma non basta. Qualcuno scatta foto. A ripetizione. «Basta, si vergogni!» gridano gli agenti. Poi parte un altro. Gli agenti cambiano atteggiamento, si fanno truci. E allora i flash si fermano. La coda si ricompone. Tutti da Raffaello. Tanto la foto-trofeo è un'altra.
Francesco Alberti
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30/12/2008
Tutti in fila a fare domande E i pensionati piegano le Poste
Tutti in fila a fare domande E i pensionati piegano le PosteA Genova. «Che tassi praticate?». «E se muoio?». Il commando vince la battaglia. Protesta benedetta da Burlando: impiegati obbligati a lavorare 2 ore in più
Il 12 dicembre le Poste hanno chiuso l’unico ufficio che serviva seimila persone, tante abitano il Cep. Sulla porta è comparso un cartello «chiuso per evento criminoso ». L’11 dicembre c’era stata una rapina. L’ufficio più vicino è a cinque chilometri, per raggiungerlo bisogna cambiare due autobus. È quello di via Airaghi dove i pensionati del Cep hanno inscenato ieri la loro protesta: l’operazione Tartaruga. L’hanno chiamata così un po’ perché il suo fulcro è la lentezza e un po’ per ironia, perché ricorda i loro volti rugosi segnati dalla vita. «Ci presentiamo tutti i giorni in trenta all’ora di chiusura - era il piano - e tratteniamo le impiegate con tutte le domande possibili finché ce la facciamo».
È andata avanti dall’una alle tre, con il sorriso delle tre impiegate agli sportelli sempre più tirato e sotto gli occhi di polizia e carabinieri. «Abbiamo lottato — dice Maria Grazia — per avere l’ufficio postale dieci anni fa, ora non possiamo perderlo. La rapina è solo un pretesto». Dotazione individuale del commando un foglietto di istruzioni stampato dall’ex farmacista del quartiere, Carlo Besana: come far perdere tempo alle impiegate. Fra le domande da porre anche: cosa succede del mio conto postale in caso di morte? Qualcuno ha fatto scongiuri ma poi si è detto: perché no? Ed è andato avanti intrepido. Poi, largo all’improvvisazione: mio figlio lavora all’estero può ritirare i soldi con il Bancoposta? E quanto gli costa? E se lavorasse in Cina? Ci sono le Poste in Cina? Ad aprire le danze all’una è stato Nicolò Catania, ex operaio di fonderia, ex sindacalista Cgil, settantenne. Ha chiesto di parlare con il direttore: «Ho centomila euro e vorrei aprire un conto, che interesse mi date? Così poco? Non sono mica spiccioli. E se poi non sono soddisfatto e chiudo il conto quanto pago?».
Si sono guardati negli occhi e si sono capiti: i 100 mila euro non ci sono mai stati ma sono andati avanti lo stesso, è stato bello fingere per un po’. L’ex operaio ha tenuto il gioco diciotto minuti. Il record l’ha battuto Susanna: ventitré minuti allo sportello, poi ha lasciato perdere per gentilezza verso l’impiegata. Data l’età media e gli acciacchi i più previdenti si sono portati una sedia pieghevole da casa, una bottiglia d’acqua, bicchieri di carta. E per allungare ancora i tempi tutti hanno versato con bollettino postale un euro a Emergency o all’hospice della Gigi Ghirotti non dimenticando di chiedere la tariffa agevolata: «Ho più di settant’anni, ho diritto allo sconto». Poi hanno coniato anche uno slogan: «Non ho bastoni né corpi contundenti la mia arma sono i conti correnti». In serata le Poste hanno ceduto: l’ufficio del Cep, hanno scritto, sarà riaperto il 12 gennaio «dopo i lavori per metterlo in sicurezza».
È soddisfatto il presidente della Regione Claudio Burlando (Pd) che aveva già scritto al ministro Scajola e alle Poste: «Inaccettabile chiudere quegli sportelli». «Una vittoria della gente—dice Burlando—non aveva senso che Regione, Comune, volontariato si impegnino per aiutare il Cep e l’unico segno dello Stato sia chiudere un servizio essenziale». I vecchietti si erano preparati a bloccare di nuovo le Poste il 2 gennaio, ma non sarà necessario. Grandi questi vecchietti, hanno fegato e spregiudicatezza, quello che manca ai giovani d'oggi. Bravi, prendete esempio.
12:36 Scritto in CURIOSITA' | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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