29/12/2011
Arrestato l'assassino di Padre Tentorio
Arrestato l'assassino di Padre TentorioFILIPPINE. L'uomo, riconosciuto come il killer del sacerdote italiano ucciso in ottobre, è stato catturato insieme a un complice
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10/12/2011
Manila: aereo da turismo precipita sulle case muoiono 11 persone, fra cui due bambini
Manila: aereo da turismo precipita sulle case muoiono 11 persone, fra cui due bambiniPer un problema al motore subito dopo il decollo. In fiamme 50 edifici, tra cui la scuola. Il pilota aveva chiesto aiuto alla torre di controllo. Ma non è riuscito ad atterrare
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17/10/2011
Filippine, prete italiano ucciso
Filippine, prete italiano uccisoARAKAN. Colpito da un uomo armato di pistola e poi fuggito. Un missionario:«Forse ha dato fastidio a qualcuno»
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20/09/2011
Una bottiglia con acqua e candeggina per illuminare il buio di Manila
Una bottiglia con acqua e candeggina per illuminare il buio di ManilaTECNOLOGIA CONTRO LA POVERTA'. L'invenzione di un ingegnere del Mit è già stata installata sui tetti di 10 mila abitazioni senza luce delle Filippine.
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04/01/2011
Filippine, fotografa il suo assassino nell'istante in cui gli sta sparando
Filippine, fotografa il suo assassino nell'istante in cui gli sta sparandoL'ultimo scatto di Reynaldo Dagsa, politico di 35 anni trucidato a Capodanno sulle strade della capitale Manila
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23/08/2010
Manila, blitz sul pullman sequestrato
Manila, blitz sul pullman sequestratoRolando Mendoza, ex poliziotto radiato, è stato ucciso nell'intervento delle teste di cuoio. Almeno quattro ostaggi sono morti.
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Manila, ex poliziotto sequestra bus con 25 turisti
Manila, ex poliziotto sequestra bus con 25 turistiRolando Mendoza, licenziato dalla polizia 5 anni fa, non si è mai rassegnato ad aver perso il posto. In corso le trattative per liberare gli ostaggi: 8 sono stati già rilasciati
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24/11/2009
Filippine, Arroyo: stato di emergenza in due regioni
Filippine, Arroyo: stato di emergenza in due regioni
Il Paese sconvolto dal maxi sequestro finito in tragedia. Sale il bilancio dei morti. Sono 39 i corpi trovati dalle forze dell'ordine impegnate in controlli a tappeto nelle due province meridionali dell'isola di Mindanao
Stato d'emergenza in due province dell'isola di Mindanao, nel sud delle Filippine, e mani libere alla polizia incaricata di scovare il commando che ieri ha seminato il terrore nella regione, sequestrando più di 40 sostenitori di Ismael Mangudadatu candidato alla carica di governatore della regione, che ha deciso di sfidare il clan al potere da diversi anni. La nazione è sotto shock per il più violento agguato mai compiuto durante una campagna elettorale. Fino al ripristino della normalità, ha detto la presidente Arroyo, nelle due province saranno istituiti checkpoint e controlli a tappeto.
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02/08/2009
E' morta Corazon Aquino
E' morta Corazon Aquino
Riportò la democrazia nelle Filippine
ROMA - L’ex presidente delle Filippine Corazon Aquino è morta. Aveva 75 anni e soffriva di cancro al colon. Era stata presidente dal 1986 al 1992 e la sua lotta politica aveva portato alla caduta della dittatura di Ferdinand Marcos. La battaglia contro la malattia che ha portato Corazon Aquino alla morte era cominciata circa sei mesi fa. Ad annunciare la sua morte è stato il figlio. «Nostra madre si è spenta serenamente», ha dichiarato il senatore Benigno Aquino Jr uscendo dall’ospedale di Manila dove sua madre era ricoverata.
La Aquino era la moglie dell’eroe della resistenza alla dittatura, Benigno (Ninoy) Aquino, che il 21 agosto 1983, quando era il laeder dell’opposizione, venne assassinato all’aeroporto di Manila. Corazon guidò il ritorno alla democrazia sconfiggendo Marcos nelle elezioni che si svolsero nel febbraio 1986 e non si fece intimidire neppure da un tentativo di sovvertirne i risultati da parte dello stesso Marcos. La Aquino è stata la prima donna a diventare presidente di un paese asiatico.
Dieci giorni di lutto nazionale. Li ha dichiarati la presidente delle Filippine, Gloria Macapagal Arroyo, da Washington dove si trova in visita di Stato, per la morte di Corazon "Cory" Aquino. «Le Filippine perdono un tesoro nazionale - ha detto la Arroyo - Cory Aquino contribuì a guidare la rivoluzione che ha restaurato la democrazia e lo stato di diritto nel nostro Paese in quegli anni di grave pericolo. Annuncio che osserveremo un periodo di 10 giorni di
lutto nazionale».
La vita di Corazon Aquino. Corazon Aquino diede un volto e un'anima alla rivolta del "potere popolare" contro la dittatura di Ferdinand Marcos, riportando le Filippine sulla strada della democrazia. Nata nella provincia di Tarlac nel 1933, Corazon Sumulong Cojuangco era la sesta di otto figli. La sua famiglia, con ascendenti cinesi, era molto facoltosa, possedeva in particolare una piantagione di canna da zucchero e una banca. La Aquino ha frequentato le migliori scuole negli Stati Uniti e in Francia. Tornata nelle Filippine, si iscrisse all'università ma interruppe gli studi quando decis di sposarsi. Il marito era Benigno Aquino, dal quale ebbe cinque figli e che divenne il leader dell'opposizione alla dittatura. Nel 1983 Benigno venne ucciso da sicari del regime. Corazon, nota tra le gente col nome di Cory, ne raccolse l'eredità con coraggio. Quando nel 1986 Marcos si vide costretto a indire elezioni e a consentire che la Aquino vi partecipasse, il regime, che aveva perso anche l'appoggio degli Stati Uniti, era agonizzante. Marcos tentò di manipolare i risultati del voto, ma non riuscì a mantenere l'appoggio dei militari che gli voltarono le spalle e accettarono che alla guida del paese andasse il "potere popolare" di cui la Aquino era la rappresentante. Cory divenne presidente della repubblica, carica che mantenne fino al 1992. Successivamente si fece notare durante la crisi del 1997, quando organizzò grandi manifestazioni di piazza contro il presidente Fidel Ramos, accusato di volere instaurare una nuova dittatura. Ha contestato duramente anche il successore di Ramos, Joseph Estrada, accusato di corruzione. E le stesse critiche Cory ha rivolto anche nel 2005 alla successiva presidente, Gloria Arroyo.
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22/04/2009
Filippine, via al blitz per liberare l'ostaggio italiano Vagni
Filippine, via al blitz per liberare l'ostaggio italiano Vagni
Offensiva contro i militanti islamici che hanno sequestrato l'operatore della Croce Rossa, scontri in corso sull'isola di jolo
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| Eugenio Vagni (Ansa) |
MANILA - È iniziata l'offensiva contro i militanti islamici che tengono in ostaggio nelle Filippine l'operatore italiano della Croce Rossa Eugenio Vagni: la polizia si sta scontrando con 30-50 uomini armati del gruppo Abu Sayyaf nel territorio di Talipao sull'isola di Jolo. I militanti, ritenuti legati al network terroristico di al Qaida, hanno sequestrato Vagni il 15 gennaio scorso.
«È MALATO» - Abdusakur Tan, governatore della provincia di Sulu, di cui fa parte Jolo, aveva annunciato di aver ordinato a più di mille soldati e agenti di polizia di trarre in salvo l'ostaggio italiano. Il governatore si è detto preoccupato del peggiorato stato di salute di Vagni, che soffre di ipertensione ed ernia. Secondo l'esercito filippino le condizioni di salute dell'operatore italiano della Croce Rossa sono peggiorate: l'operatore umanitario 62enne «avrebbe bisogno di essere operato a un'ernia, non riesce più a camminare», ha affermato un portavoce, il tenente colonnello Edgar Arevaldo, in un comunicato. «Secondo le nostre informazioni, sta bene, ma non riesce più a camminare», ha indicato Arevaldo, precisando che l'ostaggio «è vivo, ma sotto stretta sorveglianza». «Abbiamo preso questa decisione per via delle condizioni di salute di Vagni - ha aggiunto al telefono ad Ap - Lo scopo principale è di salvarlo». Ma il colonnello ha ammesso che l'operazione è rischiosa, anche se a suo avviso non ci sono alternative per salvarlo.
GLI ALTRI OSTAGGI - Vagni è l'ultimo di tre dipendenti del Cicr rapiti sull'isola di Jolo, nel sud delle Filippine, ancora in mano ai ribelli islamici. Il 18 aprile è stato tratto in salvo l'altro operatore della Croce Rossa internazionale, lo svizzero Andreas Notter, 38 anni. Il terzo ostaggio, la filippina Mary Jean Lacaba, è stato liberato il 2 aprile.
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