12/01/2011
Pedofilia, a 14 anni filma l'«orco» con il cellulare e lo denuncia
Pedofilia, a 14 anni filma l'«orco» con il cellulare e lo denunciaEra perseguitata da quando aveva 9 anni. L'amico di famiglia è stato condannato ad 8 anni e 4 mesi di reclusione
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26/09/2010
Genova, auto precipita in mare. Un uomo è morto, due i dispersi
Genova, auto precipita in mare. Un uomo è morto, due i dispersiUn testimone: «la nave si è mossa e la rampa si è scollata dalla banchina». Sommozzatori al lavoro per cercare la vettura e i passeggeri rimasti intrappolati. L'incidente durante le manovre di discesa da un traghetto della Moby Lines
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18/09/2010
Gossip Balotelli, in video con ragazza e la miss lo lascia in diretta
Gossip Balotelli, in video con ragazza e la miss lo lascia in direttaUna vocalist entra a casa del campione alle 4 di mattina per uscirne alle 2 del pomeriggio. La fidanzata vede il filmato a «Mattino Cinque» e lo molla: «Non stiamo più insieme»
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12/05/2010
Caso Gugliotta, indagato agente E pm chiede la scarcerazione
Caso Gugliotta, indagato agente E pm chiede la scarcerazioneIl caso Gugliotta, arrestato la sera di Roma-Inter, avrebbe intenzione di rifiutare cibo e acqua. La vicenda arriva a Montecitorio al Question time: risponde il ministro Vito
| Stefano Gugliotta |
ROMA - La procura di Roma ha indagato un agente per lesioni volontarie a Stefano Gugliotta, il ragazzo di 25 anni picchiato dagli agenti di Polizia la sera della finale di Coppa Italia e ora detenuto nel carcere di Regina Coeli. Il poliziotto è accusato di aver sferrato un pugno al ragazzo per cui la Procura ha chiesto la s carcerazione. Si attende la decisione del Gip.
GLI ELEMENTI DI ACCUSA - La decisione di iscrivere nel registro degli indagati il poliziotto è stata presa al termine della riunione del procuratore aggiunto Pietro Saviotti e del pubblico ministero Francesco Polino al quale è affidata l'inchiesta. Nel pomeriggio di martedì il magistrato aveva interrogato a lungo l'agente e aveva ad un certo punto interrotto la sua audizione essendo emersi elementi che poi una volta valutati sono sfociati nella decisione presa oggi. Al poliziotto si contesta d'aver colpito Gugliotta che ora viene considerato, come è scritto nella richiesta di scarcerazione presentata al gip Aldo Morgigni, vittima di un atto arbitrario. Il parere mandato dalla Procura al giudice è stato anche trasmesso al ministero dell'Interno e sarà utile per dare una risposta alle interrogazioni parlamentari che sono state presentate sulla vicenda. L’audizione del pubblico ufficiale è stato interrotto dal pm Polino perché per andare avanti si era resa necessaria la presenza di un avvocato. Al vaglio degli inquirenti c’è anche la posizione di un secondo agente. Ma per ora si è proceduto solo nei confronti di chi ha colpito, senza averne motivo, Gugliotta.
SCIOPERO FAME - E il padre del ragazzo ha fatto sapere che il figlio sarebbe pronto a iniziare lo sciopero della fame. «Non ce la faccio più. Da oggi non voglio più mangiare né bere» gli avrebbe detto questa mattina a suo padre «Siamo arrabbiati - ha detto il padre che indossa anche oggi una maglia di color rosso - non vediamo l'ora che esca. Come fanno a difendere delle persone accusando mio figlio?».
LA LETTERA - «Stefano è molto determinato. Ci ha detto che dorme a sprazzi e che sta scrivendo molto. Questa notte si è svegliato arrabbiato ed ha scritto una lettera di accusa». Lo ha detto il consigliere del Pd della Provincia di Roma, Marco Palumbo, che questa mattina insieme al consigliere regionale Enzo Foschi, ha fatto visita al carcere di Regina Coeli a Stefano Gugliotta. «Voleva che consegnassimo la lettera alla madre - ha aggiunto Palumbo - ma non è stato possibile perchè un responsabile del carcere lo ha vietato per regolamento». Nella lettera di quattro-cinque pagine, Stefano avrebbe ripercorso la sua vicenda e tutto quello che è successo la notte della finale di Coppa Italia. Al termine della lettera annunciava la sua volontà di iniziare lo sciopero della fame.
IL CASO - Stefano Gugliotta è stato picchiato e arrestato a Roma la sera della finale di Coppa Italia vicino allo stadio Olimpico. Il video dell'aggressione, ripresa da un telefono cellulare, è stato inviato dai familiari del ragazzo alla redazione del programma di Raitre «Chi l'ha visto?» che poi lo ha diffuso. Il giovane si trova attualmente a Regina Coeli, dove ha ricevuto oltre ai familiari, anche le visite di alcuni parlamentari.
QUESTION TIME - E il caso arriva anche alla Camera. Alle 15 durante il Question Time trasmesso dalla Rai in diretta televisiva dall'Aula di Montecitorio, il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Elio Vito, risponderà, tra le altre cose sugli elementi in possesso del governo in merito alla vicenda del ferimento del giovane di Gugliotta da parte di alcuni agenti di polizia.
CHI E' L'AGENTE - È un poliziotto del Reparto Mobile in servizio da circa 15 anni, l'agente indagato per lesioni volontarie. E' considerato dai colleghi «una persona tranquilla» e al momento né lui né gli altri tre agenti dello stesso reparto, ascoltati ieri in Procura, sarebbero stati sospesi dal servizio.
Redazione online
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11/05/2010
Caso Gugliotta, pm procederà contro gli agenti per lesioni
Caso Gugliotta, pm procederà contro gli agenti per lesioniGrazie ai video girati dagli abitanti della zona identificati i poliziotti che hanno aggredito il ragazzo al termine della finale di Coppa Italia Roma-Inter. Commissione parlamentare apre un'indagine
Per gli agenti di polizia autori del pestaggio di Stefano Gugliotta al termine della finale di Coppa Italia Inter-Roma, potrebbe configurarsi il reato di lesioni volontarie. Allo stato non c'è ancora in Procura un fascicolo appositamente aperto ma, intanto, sono stati identificati gli agenti che appaiono nel video girato, e messo su internet, da un testimone ma piazzale Clodio potrebbe acquisire anche un secondo video. Nel frattempo la polizia sta sentendo alcuni testimoni del pestaggio, avvenuto in viale del Pinturicchio. Gugliotta è stato arrestato per resistenza, violenza e oltraggio a pubblico ufficiale. Gli inquirenti sottolineano che il video diffuso su internet mostrerebbe solo una parte di quanto è accaduto nei pressi dell'abitazione di Gugliotta.
Intanto la Commissione parlamentare di inchiesta sugli errori in campo sanitario e i disavanzi sanitari regionali, presieduta da Leoluca Orlando, ha aperto un'indagine sul caso del venticinquenne romano. "Raccogliendo la preoccupazione espressa dai genitori di Stefano Gugliotta, la Commissione che presiedo", ha dichiarato Orlando, "ha inviato, al presidente della regione Lazio Renata Polverini e al capo Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria Franco Ionta, una lettera in cui si chiede una relazione dettagliata sulle condizioni di salute fisiche e psichiche del giovane. Secondo quanto riportano mezzi stampa", prosegue Orlando, "e in base alla testimonianza del senatore Stefano Pedica che oggi lo ha visitato in carcere, Stefano Gugliotta, ancora fortemente scosso per l'accaduto, riporta grandi ecchimosi su gambe e schiena, punti di sutura in testa, un dente rotto e lesioni su una palpebra".
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10/05/2010
Scambiato per ultrà e picchiato dalla polizia
Scambiato per ultrà e picchiato dalla poliziaStefano Gugliotta, 25 anni, è stato arrestato. In un filmato il pestaggio in strada di ragazzi in scooter. L'episodio risale al 5 maggio quando, poco distante, si giocava Roma-Inter. Il Pd chiede un'interrogazione in Parlamento.
Scambiato per un ultrà e picchiato dalla polizia. E' quanto accaduto a Stefano Gugliotta, il ragazzo romano che in Via Pinturicchio è stato preso a manganellate la sera della finale di Coppa Italia. Il fatto è stato denunciato da un video amatoriale girato da abitanti della zona e diffuso poi in televisione.
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10/04/2010
Gb: Ufo inseguito da 2 caccia della Raf
Gb: Ufo inseguito da 2 caccia della RafIl ministero della difesa britannico non vuole commentare l'accaduto. Un filmato girato nelle West Midlands riapre la polemica sugli oggetti volanti non identificati
MILANO - All'Ufo, all'Ufo! Il traffico di oggetti volanti non identificati nei cieli dell'Inghilterra sta facendo parlare in queste ore. In un nuovo video un cittadino ha documentato un fatto davvero strano, capitato qualche giorno fa: sopra la sua testa ha avvistato un disco nero inseguito da due caccia della Raf, l'aeronautica militare britannica. Il filmato, di appena una trentina di secondi, è stato catturato da una stazione di servizio nella contea di West Midlands. «Questo è uno dei migliori video che abbia visto», ha spiegato al Daily Mail Nick Papa, esperto di Ufo, già consulente per il ministero della Difesa inglese.
IL CASO - Caso in pieno stile X-files (d'altra parte ufo e ufologia sono di nuovo prepotentemente d'attualità, ammesso che siano mai passati di moda) o ennesimo tarocco realizzato al computer? In ogni caso, avverte l'esperto militare, «potrebbe anche trattarsi di un nuovo drone - ciò spiegherebbe la presenza dei jet della Royal Air Force». Tuttavia, prosegue, «di solito non si sperimentano questi velivoli in pieno giorno». Il ministero della Difesa si riserva ogni commento, ha però confermato che i caccia si levano in aria per combattere ogni possibile minaccia nei cieli. Anche nel nostro Paese il numero di avvistamenti (e presunti tali) di Ovni, che è l'acronimo italiano di Ufo e sta sempre per «oggetti volanti non identificati», è in continuo aumento: nel 2009 sono state 12 le segnalazioni registrate dal Reparto generale sicurezza dell'Aeronautica militare. Nel 2008 erano state 9 e nel 2007 soltanto 3. L'inserimento dell'avvistamento nell'apposita voce non significa però che gli alieni siano effettivamente tra noi. Ciò nondimeno, un recente sondaggio condotto in 22 Paesi dall'Istituto di ricerca Ipsos per l'agenzia Reuters su un campione di 23mila adulti, evidenzia come un terrestre su cinque creda nell'esistenza degli alieni.
Elmar Burchia
Fonte: Corriere.it
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06/04/2010
Iraq, soldati Usa uccidono dei civili per errore: il video
Iraq, soldati Usa uccidono dei civili per errore: il videoFilmato shock diffuso dal sito Wikileaks, che documenta la strage di 11 persone effettuato da un elicottero statunitense Apache. L'equipaggio del velivolo aveva scambiato per lanciarazzi il teleobiettivo d'un reporter della Reuters.
Il sito Wikileaks ha diffuso un video del Pentagono, che documenta la carneficina di 11 civili effettuata, il 12 luglio 2007, da parte d'un elicottero statunitense Apache. Teatro della strage un sobborgo a sud-est di Baghdad. Scambiato per lanciarazzi il teleobiettivo d'un reporter della Reuters, l'equipaggio dell'Apache aveva aperto il fuoco. Tra le vittime lo stesso reporter Namir Noor Eldeen, il suo autista Said Chmag e due bambini.
Nelle immagini si vede partire la prima raffica di proiettili contro un gruppo di civili che stava camminando per strada; quindi le altre scariche contro l'autista d'un furgone, fermatosi a soccorrere alcuni dei feriti.
Oltre alle immagini la scioccante registrazione delle frasi concitate dei militari statunitensi. Dopo il primo attacco uno dei piloti esclama: "Guardate quei bastardi morti!". Quando l'iracheno, che ha nel suo furgone due bambini, tenta di prestare soccorso a feriti, si sente un militare gridare: "Forza, lasciateci sparare". Dopo essere emerso che nell'attacco erano rimasti feriti anche i due bambini del furgone, un altro soldato esclama "E' colpa sua. Non doveva portare i bambini nella battaglia".
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03/12/2009
«Marrazzo, copie del video ancora in possesso dei carabinieri indagati»
«Marrazzo, copie del video ancora in possesso dei carabinieri indagati»
LE MOTIVAZIONI DEL TRIBUNALE DEL RIESAME, «Attuale il pericolo che reiterino il reato»
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| Piero Marrazzo (Lapresse) |
ROMA - Copie del video di Piero Marrazzo in compagnia della transessuale Natalie «sono ancora in possesso dei carabinieri indagati e dunque è attuale il pericolo che reiterino il reato». Con queste motivazioni il tribunale del riesame di Roma ha confermato la custodia in carcere dei carabinieri Carlo Tagliente e Luciano Simeone e disposto gli arresti domiciliari per Nicola Tamburrini. I primi due sono accusati del ricatto all'ex governatore del Lazio.
Fiorenza Sarzanini
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30/11/2009
Il video con la Mussolini e Fiore fu offerto a Palazzo Chigi
Il video con la Mussolini e Fiore fu offerto a Palazzo Chigi
IL CASO. Chiesto un milione. Denuncia alla Procura che ora cerca il filmato
| Alessandra Mussolini e Roberto Fiore (Ansa) |
ROMA — Un video «che ritrae un parlamentare europeo e una deputata mentre fanno sesso» fu offerto agli inizi di settembre alla Presidenza del Consiglio. Con una lettera inviata alla sede di governo, un uomo descrisse le immagini e chiese un milione di euro. Non fece alcun nome, ma la convinzione dei magistrati è che si riferisse al filmato che ritrarrebbe Alessandra Mussolini e Roberto Fiore. Per questo la Procura di Roma — attivata proprio da palazzo Chigi — adesso indaga per tentata estorsione. Il sospetto è che dopo Piero Marrazzo anche i due esponenti di destra siano rimasti vittima di un ricatto non economico, ma politico: la richiesta di soldi sarebbe servita soltanto per far circolare la notizia.
Il mittente della missiva è stato individuato e perquisito. Ora si cercano eventuali complici, ma soprattutto si tenta di scoprire chi si sia mosso dietro questa vicenda. Nel 2005, durante la campagna elettorale per la presidenza della Regione Lazio, sia Marrazzo sia Mussolini furono vittime di un'attività di spionaggio illecito messa in piedi da alcuni collaboratori del terzo candidato, Francesco Storace. I pubblici ministeri stanno dunque verificando se i due episodi possano essere legati da una regia comune. Ma vogliono anche accertare se siano in circolazione altri video, se altri uomini delle istituzioni siano finiti sotto ricatto. L’inchiesta sulle «pressioni» al governatore sorpreso con un transessuale non esclude infatti che diversi personaggi pubblici possano essere stati messi in scacco con filmini e foto.
L’avviso dell’ispettorato
Si deve tornare agli inizi di settembre, dunque. È in quei giorni che la lettera viene spedita alla Presidenza. La descrizione del filmato è molto esplicita, anche se vengono tenuti celati i nomi dei protagonisti. Attraverso l'ufficio di sicurezza interno si decide di avvisare la Procura di Roma. In calce c'è una firma, ma si pensa a un episodio di mitomania, il documento viene di fatto accantonato. La storia assume una valenza del tutto diversa venerdì scorso, quando in prima pagina, sopra una grande foto, Il Giornale titola: «Sesso e filmati, ricatto alla Mussolini». Il procuratore aggiunto Pietro Saviotti capisce che la lettera potrebbe riferirsi proprio a quel video e ordina alla Digos di rintracciare l’autore. A.C., inserito nella mailing list di Forza Nuova, viene interrogato e perquisito.
Ammette di aver spedito la lettera «perché non c’ho un soldo e speravo che Silvio Berlusconi fosse interessato e mi pagasse». Poi aggiunge: «Quel video non ce l’ho, non sono stato io a girarlo. Ho soltanto fatto da intermediario». Una difesa ritenuta «non credibile» da chi indaga. Del resto l’uomo non aggiunge altri dettagli sull’identità delle persone che lo avrebbero incaricato di negoziare o comunque di veicolare l’informazione. Dal suo appartamento viene portato via un computer che i tecnici della polizia Scientifica stanno adesso analizzando. Si cerca il video, si verifica se ci siano altre immagini, si esplorano i contatti di A.C. per stabilire se abbia fatto tutto da solo o se effettivamente esistano dei complici. Ma l'indagine mira pure a verificare quante persone siano state contattate per proporre la vendita.
Il post su «Indymedia»
Nell’articolo pubblicato venerdì scorso da Il Giornaleè scritto che «in Transatlantico circola un lancio di Indymedia, sito area no global, secondo il quale 'esisterebbe un video che ritrae Mussolini e Fiore in intimità, sesso esplicito nella sede romana di Forza Nuova'». Il quotidiano diretto da Vittorio Feltri chiarisce: «Siamo costretti a parlarne perché nella nota si dice che 'il filmato sarebbe ancora in circolazione e in vendita e la proposta è arrivata anche alla redazione de Il Giornale che lo ha potuto visionare'. Possiamo garantire che non risponde al vero perché tale video ci è stato offerto telefonicamente, ma abbiamo risposto di no, che non ci interessava neanche vederlo».
Il giorno dopo «Indymedia» nega di aver mai messo in circolazione un comunicato. Anzi, chiarisce che si tratta di un «post» inserito il 20 novembre e sottolinea: «È molto facile sfruttare l’open publishing per pubblicare sciocchezze a cui dare parvenza di verità. Tanto più che per proteggere la privacy non conserviamo i log di chi accede al sito. Chi vive questo media sa bene come funziona e non si lascia ingannare da un post senza firma, senza fonte e senza alcun riscontro, che chiunque può avere pubblicato con i più disparati intenti: satira, disinformazione, ecc. O forse più semplicemente qualcuno era in cerca di uno scoop da costruire?». Poi una frecciata diretta proprio al quotidiano: «A Il Giornale poniamo una domanda. Avete aspettato una settimana per lanciare il caso? Speravate che qualche quotidiano un po’ più credibile di voi se ne accorgesse prima, dandogli una patente di autenticità e spianandovi la strada?».
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