13/09/2011
Djoko piega Nadal e conquista New York
Djoko piega Nadal e conquista New YorkDecimo titolo del 2011 per il serbo. Parata di star sugli spalti. Il serbo trionfa a Flushing Meadows e conquista gli Us Open, il suo terzo trofeo del Grande Slam dell'anno
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16/05/2011
Djokovic batte Nadal e trionfa Sharapova regina di Roma
Djokovic batte Nadal e trionfa Sharapova regina di RomaLE FINALI. Settimo successo del 2011 per il serbo che ha vinto 37 partite di fila e sulla terra rossa schiaccia lo spagnolo
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14/09/2010
Sophia incorona Francesca. Ecco la nuova Miss Italia
Sophia incorona Francesca. Ecco la nuova Miss ItaliaLa serata finale a salsomaggiore. La corona dalla Loren, le lacrime, la festa: Francesca Testasecca, 19enne di Foligno, è la nuova reginetta
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15/08/2010
Scandalo alle Olimpiadi della Gioventù: l'Iran evita di incontrare Israele
Scandalo alle Olimpiadi della Gioventù: l'Iran evita di incontrare IsraeleA singapore la competizione olimpica dedicata ai giovani dai 14 ai 18 anni. Taekwondo, finale dei 48 kg, l'iraniano Soleimani si finge malato per non combattere contro l'israeliano Haimovitz
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12/08/2010
Strepitosa Pellegrini, è bronzo all'esordio negli 800sl
Strepitosa Pellegrini, è bronzo all'esordio negli 800slAgli Europei, con una grande rimonta, la veneta batte nel rush finale per il podio la Murphy: "Questa medaglia è molto importante, ho sempre odiato questa prova". Oro alla Friis. Altre finali: quarto Pizzamiglio, settimi Beni e Segat, sesto Giorgetti
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12/07/2010
Spagna campione del mondo, sfioriscono i Tulipani: 1-0
Spagna campione del mondo, sfioriscono i Tulipani: 1-0Una rete di Iniesta al minuto 116 ha consentito alle Furie Rosse di vincere il primo Mondiale della loro storia. Olanda in 10 nel secondo tempo supplementare per l'espulsione di Heitinga. Doppietta storica, dopo il trionfo a Euro 2008.
OLANDA-SPAGNA 0-1
116' Iniesta
La Spagna è campione del mondo per la prima volta nella sua storia: nella finale di Johannesburg, le Furie Rosse hanno infatti battuto per 1-0 l'Olanda grazie a una rete segnata da Andres Iniesta al minuto 116, in un secondo tempo supplementare in cui l'Olanda era rimasta in 10 uomini pochi minuti prima a causa di un'espulsione per doppia ammonizione di Heitinga. Per gli Orange, il Mondiale resta un incubo: terza finale e terza sconfitta, dopo quelle del 1974 contro la Germania Ovest e del 1978 contro l'Argentina. Fiesta totale per gli iberici, che con questo successo hanno bissato il trionfo ottenuto all'Europeo del 2008 e, al momento di ritirare la Coppa del Mondo, si sono presentati in campo con la storica maglia rossa (in campo la Spagna aveva giocato con la seconda maglia), ma con qualcosa in più: la stella, la prima stella, quella dei campioni del mondo.
Premio Fair Play e miglior portiere - Ma La Spagna campione del mondo ha vinto anche il premio Fair Play assegnato dalla Fifa. Il riconoscimento viene assegnato dal gruppo di studio della Federazione calcistica internazionale tra le squadre che hanno giocato almeno quattro partite e i cui giocatori hanno tenuto il comportamento migliore dentro e fuori dal campo. La Spagna ha totalizzato 889 punti in sette incontri. Mentre il portiere Iker Casillas è stato eletto miglior portiere del Mondiale. Lo ha deciso il gruppo di studio della Fifa che ha analizzato le performance dei giocatori durante il torneo. A Casillas va dunque il premio intitolato al leggendario portiere dell'Unione Sovietica, Lev Yashin.
La partita minuto per minuto - L'incontro del Soccer City stadium era iniziato con una invasione di campo da parte di una persona vestita di scuro e con un vistoso cappello rosso in testa, che si era diretta verso la coppa cercando di dal piedistallo per alzarla, venendo placcato dagli addetti alla sicurezza. Non c'era Fernando Torres, nella Spagna, con Del Bosque che di nuovo ha preferito Pedro, mentre la formazione iniziale dell'Olanda era quella annunciata: la migliore possibile.
E' toccato proprio all'Olanda il calcio d'inizio, ma è stata la Spagna a farsi vedere subito in avanti con un colpo di testa di Sergio Ramos. Complice la direzione di Webb, coerente ma molto criticabile, la partita si è incattivita: sono state numerose le entrate pericolose, soprattutto da parte dei giocatori olandesi, e siono fioccati i cartellini gialli (alla fine saranno 14, compresa la doppia ammonizione che ha portato alla espulsione di Heitinga), anche se alcuni interventi - come uno, pericolosissimo, di De Jong - avrebbero meritato il rosso diretto. L'Olanda ha rischiato di passare al minuto 38, quando Heitinga ha restituito palla alla Spagna da fallo laterale, ma la parabola del pallone ha messo in difficoltà Casillas che smanaccia in angolo. Nel finale di tempo (45') bravissimo Casillas a respingere in corner una pericolosa conclusione di Robben.
Nella ripresa sono saliti in cattedra i portieri, anche a causa dei tanti errori in fase conclusiva dei vari protagonisti dell'incontro: Casillas è stato determinante su Robben (63'), non da meno Stekelenburg, pochi minuti dopo su Villa. Ma 90' minuti non sono bastati per decidere i vincitori, e anche nei supplementari sono state diverse le occasioni gettate alle ortiche, prima fra tutte quella capitata in contropiede sui piedi di Fabregas, ben salvata da Stekelenburg.Al minuto 109, l'Olanda è rimasta in 10: espulso Heitinga per doppia ammonizione.Poi, a 4 minuti dalla fine dell'incontro, il gol di Iniesta: per la Spagna tutta è delirio.
Delirio iberico - Abbracci in mezzo al campo e lacrime degli spagnoli campioni del mondo, olandesi intorno all'arbitro e ai guardalinee a protestare, forse perché reclamavano una presunta posizione di fuorigioco di Iniesta. In tribuna festeggia il primo Mondiale della Spagna il principe Felipe assieme alla moglie: entrambi agitano una sciarpa con i colori della nazionale. Sudafrica 2010 ha emesso il suo verdetto.
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07/07/2010
Puyol spezza la Germania: Spagna, delirio finale
Puyol spezza la Germania: Spagna, delirio finaleUn gol del cdifensore iberico nella ripresa regala alla squadra di Del Bosque, che ha battuto 1-0 gli uomini di Loew, la possibilità di giocarsi la Coppa del Mondo domenica contro l'Olanda. Sarà una finale inedita per la rassegna iridata.
GERMANIA-SPAGNA 0-1
73' Puyol
Sarà la Spagna a contendere all'Olanda la Coppa del Mondo domenica sera, nella finale di Johannesburg: alle Furie Rosse di Del Bosque è bastata infatti una rete di testa di un difensore, Carles Puyol, per avere ragione della Germania (1-0) e regalarsi la prima finale Mondiale della storia. Una finale, quella tra Spagna e Olanda, che sarà un inedito per la ressegna iridata e che, comunque vada, inserirà un nome nuovo nell'albo d'oro del Mondiale, perché né gli Orange né gli iberici hanno mai vinto il trofeo calcistico più importante. Finale meritata, delirio giustificato: per i Campioni d'Europa (vinsero nel 2008), c'è ora la possibilità per una incredibile doppietta.
La partita - In un primo tempo che ha offerto spunti interessanti più per gli amanti della tattica che per i cultori dello spettacolo, la Spagna si è presentata con una novità di formazione notevole: Del Bosque ha infatti preferito Pedro a Fernando Torres, quest'ultimo mai in rete in questo Mondiale. Gli iberici hannoi gestito a lungo il possesso del pallone, come in effetti ci si poteva attendere. rendendosi tuttavia pericolosi giusto in un paio di occasioni, con Villa (6') abile a sfruttare un bel filtrante di Pedro sui cui Neuer è stato bravo però a chiudere in uscita, quindi una ventina di minuti dopo con Puyol di testa. Nella Germania, priva dello squalificato Muller, solo Trochokwski (al 31') ha impegnato Casillas con un rasoterra dalla distanza.
E, se è vero che Ozil all'ultimo minuto della prima frazione ha reclamato il rigore per un contatto molto dubbio con Sergio Ramos, è vero anche che la Spagna si è mantenuta nella metà campo tedesca, con pregevole continuità, per tutta la prima metà della ripresa, andando più volte alla conclusione, lasciando alla Germania solo le briciole in pochi minuti tra il 68' e il 70'. Ma, proprio mentre la Germania, sembrava dare segnali di risveglio, ecco la doccia fredda: angolo di Xavi, poderoso colpo di testa di Puyol all'altezza del dischetto del rigore (e qui ci sarebbe da dire sulla copertura di Khedira) e 0-1. Accadeva al minuto 73, a quel punto alla Germania rimaneva solo la possibilità di un forcing finale. Ci hanno provato, i tedeschi, ma alla fine il delirio è stato tutto per Del Bosque e i suoi.
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04/07/2010
Wimbledon incorona Serena, regina per la quarta volta
Wimbledon incorona Serena, regina per la quarta voltaLa minore delle sorelle Williams conquista il torneo londinese per la quarta volta in carriera superando in finale la russa Vera Zvonareva per 6-3, 6-2. E' il suo tredicesimo trofeo dello Slam, il secondo stagionale dopo l'Australian Open
Serena Williams ha vinto il torneo di Wimbledon. La statunitense, numero 1 del mondo, ha sconfitto in finale la russa Vera Zvonareva, numero 21 del tabellone, per 6-3, 6-2 in 1h07'. La Williams ha conquistato il quarto titolo, il secondo consecutivo, sull'erba dell'All England Club. Il successo odierno ha consentito alla 28enne di conquistare il 13° titolo in un torneo del Grande Slam e il 37° complessivo.
La finale femminile dei Championships non ha avuto storia. La statunitense ha impiegato 36 minuti per archiviare il primo set senza patemi. La Williams ha avuto bisogno di un solo break, messo a segno nell'ottavo game, per prendere il largo. Gli 11 errori gratuiti, commessi nella prima frazione, sono stati ampiamente compensati dai 16 colpi vincenti e non hanno pesato contro un'avversaria incapace di procurarsi una singola palla break.
Il sipario sul match è virtualmente calato nel primo game del secondo set. La Williams ha messo a segno subito un break che ha spento le eventuali speranze di rimonta della Zvonareva. La moscovita, alla prima apparizione della carriera in una finale di un major, ha fatto in tempo a cancellare lo zero dal proprio score prima di consegnare, con un doppio fallo, un altro break. La numero 1 del mondo ha chiuso con 29 vincenti (compresi 9 ace), limitandosi a gestire la situazione fino al comodo 6-2.
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16/06/2010
Nba, Orgoglio Lakers: Celtics travolti. Gara 7 sarà decisiva
Nba, Orgoglio Lakers: Celtics travolti. Gara 7 sarà decisivaLos Angeles si riscatta imponendosi nettamente su Boston e riportando in pari la serie: 3-3. Finisce 89-67, con Kobe che mette a segno 26 punti sotto gli occhi di Michelle Obama. Per assegnare il titolo sarà necessaria la settima e ultima partita
I Lakers annullano il match point di Boston, per assegnare il titolo Nba serve la settima e decisiva partita di una finale infinita. Los Angeles domina gara 6 travolgendo i Celtics per 89-67 e ottiene un rotondo 3-3. Ci vorranno almeno altri 48 minuti, giovedì, per assegnare l'anello di campione. All'ultima tappa di una stagione interminabile si arriva dopo la prova di forza dei detentori del titolo.
Con le spalle al muro, i Lakers confezionano una prova perfetta che stritola i rivali. A metà gara i gialloviola sono avanti 51-31 dopo aver toccato anche il +22, il margine più ampio di tutta la serie. Il match, in sostanza, finisce con 24' di anticipo.
Davanti alla first lady Michelle Obama e davanti alla solita platea eccellente dello Staples Center, con il fedelissimo Jack Nicholson a guidare la parata di star, Kobe Bryant illumina la scena con 26 punti (9/19 al tiro) e 11 rimbalzi.
La formazione di Phil Jackson domina sotto i tabelloni (52-39 nei rimbalzi) e può contare su Pau Gasol in versione extralusso. Il lungo catalano detta legge e flirta con la tripla doppia (17 punti, 13 rimbalzi e 9 assist). L'impiego ridotto di Andrew Bynum (2 punti e 4 rimbalzi in 15 minuti), limitato dal solito ginocchio scricchiolante, non penalizza i californiani che capitalizzano i 15 punti e i 6 rimbalzi di Ron Artest.
I Lakers funzionano alla perfezione dall'inizio e per Boston, che tira con il 33,3 % dal campo e con il 21,7% da 3 punti, è subito notte fonda. I Celtics perdono subito il centro Kendrick Perkins, k.o. per un infortunio al ginocchio sinistro che rischia di pesare anche su gara 7. I 19 punti di Ray Allen non bastano per tenere a galla la barca.
Nessuno dei big riesce ad accendere la scintilla: Paul Pierce si ferma a 13 punti, Kevin Garnett a 12 e Rajon Rondo a 10.
"Abbiamo difeso bene e a rimbalzo siamo andati ancora meglio", dice Jackson riassumendo la serata. Non c'è tempo per festeggiare, tra poche ore si torna in campo per 'la' partita. Per la quarta volta in assoluto e per la prima volta dal 1984 una finale tra Lakers e Celtics ha bisogno del settimo episodio. "E' una situazione di grande tensione", ammette il coach di Los Angeles. Jackson ha vinto 10 titoli in carriera, 6 con Chicago e 4 in California, ma mai ha avuto bisogno di arrivare a gara 7 per trionfare. "Adesso -dice- non si tratta più di allenare. Si tratta di scendere in campo e tirare fuori l'energia".
I campioni in carica sognano di ripetere la prestazione impeccabile appena fornita: "Abbiamo fatto un lavoro eccellente in difesa -dice Bryant-. Ora, ci resta una sola partita da vincere. Siamo abituati a vivere queste situazioni".
Nell'altro spogliatoio, l'obiettivo è cancellare la serata storta rapidamente. "Pensavo che avremmo giocato meglio -ammette coach Doc Rivers-. Abbiamo giocato con individualismo su entrambi i lati del campo, non ci siamo mai concessi un'opportunità in difesa perché non ci siamo mai fidati del compagno". E ora? "Per me gara 6 e' alle spalle", dice Rondo. "A noi manca una partita, a loro manca una partita. Ci giochiamo tutto". Tutto in una partita: lo scenario ideale per il Commissioner David Stern, che da 5 anni non vedeva una finale così lunga. Nel 2005 erano in campo San Antonio Spurs e Detroit Pistons. Adesso è un'altra storia.
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11/06/2010
Nba: i Lakers sprecano, gara 4 ai Celtics
Nba: i Lakers sprecano, gara 4 ai CelticsPer i biancoverdi decisivi i panchinari, su tutti glen «baby» davis. Boston piega per 96-89 una Los Angeles che aveva in pugno la partita. Ora le serie è sul 2-2
![]() |
| Kobe Bryant al tiro contrastato da Ray Allen (Epa) |
Appartenente a pieno diritto alla specie degli omaccioni dal fisico devastante - un elenco che si perde nella storia del basket e che spazia da taglie compatte, come fu quella di Charles Barkley, al formato enorme di Shaquille O'Neal, tuttora in attività - Glen "Baby" Davis diventa l'uomo simbolo della resistenza dei Boston Celtics di fronte ai Los Angeles Lakers, probabilmente più forti in queste finali Nba del 2010, ma anche troppo spreconi e incapaci di mandare all'incasso il loro potenziale. Il ventiquattrenne gigante che a dispetto dei suoi 131 chili scatta, guizza e salta come un acrobata grazie a due gambe imbottite di dinamite, colpisce al cuore i Lakers nell'avvio dell'ultimo tempo di gara 4: sono come pugni di un pugile che trova l'avversario con la guardia scoperta. Cazzotti potenziati da statistiche di prim'ordine (18 punti, 5 rimbalzi, 7 su 10 al tiro, 4-4 dalla lunetta) e che demoliscono, ancor di più quando "Baby" - new entry tra i mattatori - li accompagna con occhi spiritati e urla da cavernicolo.
SERIE IN PARITA' - Tutto aiuta, fa brodo e fa quadrare i conti: il punto del pareggio nella serie (96-89 per i Celtics il punteggio alla sirena) è soprattutto un messaggio che scuote e motiva. Prima del Glen Davis's show c'era stata tanta Los Angeles. Sciolta e fluida, agile, leggera nel controllo della partita fino a metà gara. Un'autorità capace di piazzare le mine anche sotto il secondo appuntamento consecutivo dei Celtics davanti al proprio pubblico: se fossero state fatte brillare, come martedì in gara 3, la finale avrebbe avuto un indirizzo preciso nel segno dei californiani. A quel punto, sul 3-1, si sarebbe infatti dovuta stabilire solo la tempistica dell'epilogo: già domenica, di nuovo a Boston, oppure martedì prossimo a Los Angeles? Invece, come in fondo era successo già nel precedente incontro, nonostante il lieto fine, i Lakers si sono buttati via sul più bello. Hanno allentato la morsa e Boston nel terzo quarto è risalita. Il lavoro «sporco» è venuto dai fuoriclasse titolari, gente implacabile come Garnett o capace di rimettersi nel registro giusto, vedasi alla voce Pierce e Rondo. Ma l'agguato decisivo a una Los Angeles ormai rammollita, sorpresa e perfino irritante negli sprechi di Bryant (33 punti per lui, pero Kobe ancora una volta è rimasto in bilico tra l'estasi di giocate divine e la dannazione di incredibili forzature), è stato portato dai panchinari dei Celtics: 21 punti da loro nel periodo conclusivo, disputato a posizioni invertite, cioè con i vari Davis, Robinson e Tony Allen nel ruolo dei protagonisti e quelli del quintetto base a osservarli a bordo campo. Boston per sopravvivere e rilanciarsi ha riscoperto il valore del gruppo: il premio è che, come minimo, costringerà l'avversario alla sesta sfida delle sette in calendario. E se al termine dell'incontro di dopodomani si tornerà in California con i Celtics in vantaggio 3-2, i Lakers rischieranno di rimpiangere pesantemente il capolavoro ieri sera lasciato incompiuto.
Flavio Vanetti
12:28 Scritto in SPORT | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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