12/04/2012

Dentista, multe e soldi alla moglie. I bonifici che portano a Bossi

Dentista, multe e soldi alla moglie. I bonifici che portano a Bossi

La Lega - Le inchieste I documenti. Il contenuto della cartellina «The Family» che Belsito teneva in cassaforte

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11/04/2012

Finanziamenti, oggi la riforma Monti: sì al decreto se c'è l'intesa. Partiti da finanziare? Sia chiaro chi e come lo fa

Finanziamenti, oggi la riforma Monti: sì al decreto se c'è l'intesa. Partiti da finanziare? Sia chiaro chi e come lo fa

LA RIFORMA. Si teme che l'idv possa mettersi di traverso. Ma rispunta la «legge-mancia». No dell'Udc: una proposta lunare. Movimenti politici modello public company e lontani dal potere economico

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26/12/2011

Consumi, il peggior Natale dal 2000 Scende la spesa degli italiani per il cibo

Consumi, il peggior Natale dal 2000 Scende la spesa degli italiani per il cibo

COLDIRETTI. Sborsati 2,3 miliardi di euro per cibi e bevande. Aumentano gli sprechi

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11/07/2011

Gli sperperi di Stato: stiamo ancora pagando i danni arrecati dalla seconda Guerra mondiale

Gli sperperi di Stato: stiamo ancora pagando i danni arrecati dalla seconda Guerra mondiale

Ogni anno il ministero delle Infrastrutture versa più di 2,4 milioni di euro per ricostruire edifici distrutti oltre 60 anni fa: gli indennizzi post bellici varanti nel '53, poi prorogati nell'82 e nel '93. E non è la sola spesa assurda...

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02/12/2010

Accuse al "banchiere dei poveri": «Ha sottratto 47 milioni di euro»

Accuse al "banchiere dei poveri": «Ha sottratto 47 milioni di euro»

MICROCREDITO/ UN MINISTRO DI OSLO: «INACCETTABILE». Negli anni '90 il Nobel Yunus spostò dalla Grameen Bank fondi donati dalla Norvegia senza autorizzazione

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14/08/2010

Italiani sempre più indebitati: nel 2009 la media è salita a 15.930 euro a famiglia

Italiani sempre più indebitati: nel 2009 la media è salita a 15.930 euro a famiglia

Le maggiori sofferenze a roma, lodi e milano. Indagine della Cgia di Mestre: dal 2002 (anno di introduzione dell'euro) al 2009 debiti cresciuti del 91,7%

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01/08/2010

Fondo per l'ambiente: regalo da 51 milioni Destinati a rugby, strade e cani randagi

Fondo per l'ambiente: regalo da 51 milioni Destinati a rugby, strade e cani randagi

Grazie alla «legge mancia» bipartisan distribuiti finanziamenti per 514 interventi

 

ROMA - C'entra qualcosa con la tutela dell'ambiente l'adeguamento dello stadio comunale di Belluno? E la ristrutturazione della caserma dei carabinieri di Macerata? Il «recupero di alimenti eccedenti da mense»? Il restauro della parrocchia Madonna delle Grazie di Messina? Poco importa. Saranno tutti finanziati con «il fondo per la tutela dell'ambiente e la promozione dello sviluppo del territorio». Ovvero, il nuovo serbatoio finanziario di quella che una volta si chiamava la «legge mancia», il sistema con il quale i singoli gruppi parlamentari distribuivano soldi a pioggia ai collegi elettorali. Una brutta abitudine della quale era stata decretata la fine nel 2007, con la giustificazione delle difficoltà dei conti pubblici. Salvo vederla risorgere un anno dopo sotto mentite spoglie: quella, appunto, di un fantomatico fondo ambientale. Per il quale, quest'anno, i vari gruppi parlamentari della Camera hanno avuto a disposizione una bella somma: 51 milioni 575 mila euro. E venerdì scorso, fulmineamente, la Commissione bilancio della Camera ha approvato la mozione che ripartisce quel pacco di soldi a ben 514 interventi. Tutti, ovviamente, d'accordo. Con l'unica eccezione dell'Italia dei Valori, che avrebbe rinunciato a distribuire un milione 300 mila euro chiedendo esplicitamente di destinarli al fondo per l'ammortamento titoli di Stato. Il colmo è che questa pioggerellina dorata, dal vago sapore clientelare, arriva a poche ore di distanza dall'approvazione di una manovra finanziaria ancora una volta durissima con gli enti locali. Il che rende il tutto ancora più smaccato. Ce n'è, ovviamente, per chiunque. Ci sono 30 mila euro per la manutenzione ordinaria delle sedi delle associazioni sportive dilettantistiche di Torino. Altri 30 mila per i lavori alla Curia arcivescovile di Bologna. E poi 20 mila euro all'Associazione nazionale per gli interessi del Mezzogiorno d'Italia, presieduta da Gerardo Bianco: soldi che serviranno alla «realizzazione di laboratori scientifici in Calabria» (con soli 20 mila euro?).

Quindi 10 mila euro per l'Associazione valsugana rugby. Ma anche 220 mila euro alla Croce Rossa Italiana
fra Bolzano e Città di Castello. Per non dire del diluvio di «mance» alle varie parrocchie: 130 mila euro a quella di San Sebastiano martire di San Sebastiano al Vesuvio, 100 mila a quella di Maria Santissima Annunziata di Naro, in provincia di Agrigento, 80 mila a quella di San Nicola a Lizzano (Taranto), 50 mila alla parrocchia Stella Maris di Porto Cervo, in Sardegna, e chi più ne ha, più ne metta. Tanto per fare un altro esempio, ci saranno pure 100 mila euro per la ristrutturazione degli spogliatori e il rifacimento del manto di erba (sintetica!) del campo sportivo della parrocchia Nostra Signora di Fatima di Talsano, nel tarantino. Non che i Comuni, usciti dalla manovra con le ossa rotte, non abbiano portato a casa qualcosina. Interventi per la viabilità. Soldi per restaurare le facciate dei municipi. Quattrini per sistemare un pochino la viabilità. Il Comune di Agerola, nella provincia di Napoli, ha avuto 300 mila euro per «la realizzazione di infrastruttura turistico-sportiva». Quello di Agrigento, 250 mila per «manutenzione straordinaria della viabilità comunale». Il Comune di Bicinicco intascherà 80 mila euro per fare un impianto fotovoltaico. Quello di Brescia, guidato dal deputato leghista Adriano Paroli, ben 500 mila per la ristrutturazione della platea del Teatro Santa Chiara. Quello di Campodarsego 45 mila per le tribune del campo sportivo. Quello di Catania, amministrato dal sindaco senatore Raffaele Stancanelli, ha ottenuto 250 mila euro per il verde pubblico.

A Mortara, con 100 mila euro faranno un parcheggio. A Oulx, in provincia di Torino, sistemeranno la chiesa parrocchiale con 380 mila euro
. A Ripa Teatina, in provincia di Chieti, le fogne e la rete del gas (150 mila euro). A Santa Marinella, in provincia di Roma, salveranno le palme storiche (75 mila euro). Il Comune di Terlizzi, nel barese, spenderà invece 50 mila euro per una scultura in ricordo dei martiri terlizzesi alle Fosse Ardeatine. Quello di Castiglione della Pescaia, nel grossetano, 50 mila per un progetto di recupero di ciclomotori usati. Soldi saranno destinati anche alla Fondazione Emilia Vergani di Carate Brianza, per la manutenzione degli immobili (50 mila euro), alla Fondazione Madonna dello Scoglio per «sistemazione piazzale sagrato» (200 mila), al Giardino di Jacopo, una onlus del veronese, per il contenimento del randagismo (20 mila euro), all'istituto Immacolata di Lourdes a Sciacca per «restauro croce dipinta» (20 mila) e alla Congregazione missionari della Sacra Famiglia a Castione di Loria (Treviso) per recuperare un fondo agricolo con «specie vegetali autoctone arcaiche»: 50 mila euro. Potevano poi mancare le Province? Macché. Ecco allora 110 mila euro alla Provincia di Biella per la tangenziale di Mongrando. Ben 650 mila a quella di Asti per la manutenzione delle strade. E addirittura 900 mila alla Provincia di Pescara per fare un impianto di pattinaggio artistico. Unica consolazione, per la verità piuttosto magra, i due milioni di euro che saranno utilizzati per la riqualificazione di piazza d'Armi, all'Aquila, luogo dove erano state piazzate le tende dei terremotati.

Sergio Rizzo


11/07/2010

Soldi agli studenti più bravi anche se hanno redditi alti

Soldi agli studenti più bravi anche se hanno redditi alti

Università, svolta in Germania. L'opposizione protesta. Dal prossimo autunno avranno diritto a uno stipendio di 300 euro mensili, assegnato sulla base dei voti e indipendentemente dal reddito dei genitori

 

BERLINO — Per la coalizione della Merkel colma un colpevole ritardo, per l'opposizione è l'inizio di una «lotta di classe alla rovescia». La legge approvata dal governo federale tedesco nell'ultima riunione prima della pausa estiva stabilisce che dal prossimo autunno gli studenti universitari più meritevoli avranno diritto a uno stipendio di 300 euro mensili, assegnato sulla base dei voti e indipendentemente dal reddito dei genitori. Nessuna distinzione tra studenti benestanti, che godono di un oggettivo vantaggio iniziale, e membri dei ceti più deboli: per i critici è l'ennesima deriva liberista di una litigiosa alleanza nella quale la cancelliera concede sempre più spazio alle pretese dell'Fdp di Guido Westerwelle. Il nuovo programma potrà coinvolgere fino a 160 mila studenti, pari, secondo le stime, a circa l'8 per cento della popolazione universitaria, e a pieno regime costerà allo Stato 300 milioni di euro l'anno.

Angela Merkel e il ministro Annette Schavan (Afp)
Angela Merkel e il ministro Annette Schavan (Afp)

Ideatrice e promotrice, la 55enne ministra per l'Istruzione e la Ricerca Annette Schavan,membro dell'Unione cristiano-democratica guidata da Angela Merkel. I costi saranno coperti per metà dal governo federale senza ricadute sui Länder (diversamente da quanto previsto in origine) e per metà dalle singole università, che potranno contare su un 35 per cento di finanziamenti privati. Al termine del percorso di studi non sarà richiesto alcun rimborso, come invece accade per l'altro programma di sostegno del quale si è discusso venerdì, il «Bafög», la legge federale (già in vigore) per la promozione dell'istruzione: si tratta, in sostanza, di un incentivo destinato a tutti gli studenti, senza distinzione in base a merito o condizioni economiche, che il pacchetto originario presentato dalla Schavan proponeva di rafforzare. La decisione è stata rinviata alla seduta di settembre, quando la coalizione giallo-nera non disporrà più della maggioranza in Consiglio a causa della sconfitta subita lo scorso maggio alle elezioni in Nord-Reno Westfalia (nei prossimi giorni dovrebbe essere ufficializzato nel Land un governo di minoranza rosso-verde).

Gli osservatori diffidano della separazione del piano stipendi dalla legge federale, espressione di quel principio solidaristico che costituisce uno dei pilastri della Germania unita (i Länder occidentali continuano a finanziare lo sviluppo dei fratelli orientali sopravvissuti alla Ddr). La stessa Cdu è un partito a forte vocazione sociale. Partito socialdemocratico, verdi e Linke denunciano il provvedimento come «socialmente squilibrato». La Spd accusa la coalizione di «clientelismo», «spreco di denaro pubblico e politica redistributiva dal basso verso l'alto», nelle parole della numero due del gruppo parlamentare socialdemocratico Dagmar Ziegler. La Süddeutsche Zeitung, quotidiano di sinistra, accoglie positivamente lo spirito della legge che punta a «sviluppare una cultura del merito e preparare lo studente al mondo del lavoro» ma esprime preoccupazione per il cambio di sensibilità che potrebbe nascondersi dietro il mancato innalzamento del Bafög: «Che il nuovo programma non segni l'inizio della fine della legge federale per la promozione dell'istruzione». Più dura la liberale Frankfurter Rundschau: «I giallo-neri approvano gli aiuti per pochi e rinviano il sostegno per tanti». Di nuova lotta di classe parla Cem Özdemir, leader dei verdi di origini turche. Le disparità nell'istruzione sono uno dei principali problemi nella Germania multiculturale di Özil e Klose. In settimana un rapporto governativo sull'integrazione ha denunciato che il 13 per cento dei figli di immigrati lascia la scuola senza raggiungere il diploma, il dato peggiore degli ultimi anni.

Maria Serena Natale


09/04/2010

«A giugno manovra da 4-5 miliardi» Tremonti: «Voci senza fondamento»

«A giugno manovra da 4-5 miliardi» Tremonti: «Voci senza fondamento»

Ma per alcuni non è escluso che l'intervento sui conti pubblici sia anche più consistente. Tra i fondi necessari, quelli per il rifinanziamento delle missioni all'estero. Ma il ministro smentisce

 

Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti (Fotogramma)
Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti (Fotogramma)

MILANO - Sarebbe, se confermato, il ritorno di un evergreen della prima Repubblica: la «manovrina». Sarebbe infatti in arrivo a giugno una manovra correttiva dei conti pubblici. A quanto si è appreso da fonti parlamentari, è necessario reperire per le sole spese correnti almeno 4-5 miliardi di euro. Tra i fondi necessari, quelli per il rifinanziamento delle missioni all'estero per il secondo semestre 2010 oltre ad alcune spese correnti. Non è escluso, quindi, che il valore della manovra possa crescere. La manovra bis che, secondo le indiscrezioni, sarà varata con decreto legge prima dell'estate, probabilmente a giugno, è un intervento di manutenzione della Finanziaria triennale, come già fatto nel 2009. Il quadro macroeconomico, che consentirà una definizione più esatta dei tendenziali e dell'entità della manovra bis, sarà messo a punto con la Relazione economica e finanziaria in arrivo a fine aprile. Come sottolineano le fonti interpellate, l'intervento non è al momento mirato a una correzione dei conti ma solo al finanziamento delle spese correnti. Una valutazione ancora più approfondita potrà essere fatta a fine maggio, con il quadro dell'andamento delle entrate fiscali.

TREMONTI - Sulla questione interviene però il ministro dell'Economia Giulio Tremonti che conferma «l'impegno del Governo con la Commissione Ue per una correzione dello 0,5% del Pil sul 2011». Tremonti però, proprio a proposito delle indiscrezioni circolate in Parlamento sull'ipotesi di una manovra bis, ha risposto ai giornalisti: «Confermiamo l'impegno con l'Europa e smentiamo le vostre voci». La correzione del deficit tendenziale 2011 sarà realizzata con «la legge di stabilità», ha concluso Tremonti.

LA SMENTITA DI VEGAS - «Mai saputo niente» aveva detto in precedenza il viceministro dell'Economia, Giuseppe Vegas, liquidando così l'indiscrezione parlamentare. Tuttavia le stesse fonti che l'avevano fatta trapelare, secondo quanto riferito dall'agenzia Radiocor, riferivano successivamente che la notizia sarebbe stata anticipata mercoledì dal Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, durante una riunione di partito.

IL QUADRO DELLA FINANZA PUBBLICA - Intanto, sul fronte dei conti pubblici a fine aprile dovrebbe essere presentata la Relazione unificata sull’economia e la finanza pubblica che aggiorna il quadro macroeconomico dell’Italia. L’ultima revisione risale al patto di stabilità presentato dal Tesoro a fine gennaio che stima per quest’anno un Pil all’1,1%, un debito al 116,9% e il deficit al 5%. Dall’anno prossimo, per effetto della nuova legge di contabilità pubblica, la Ruef (relazione unificata sull’economia e la finanza pubblica) diventerà Ref (relazione sull’economia e la finanza pubblica) e conterrà sempre l'aggiornamento delle previsioni macroeconomiche e di finanza pubblica. Per il Dpef, invece, le novità scattano già da quest’anno: non sarà più presentato entro luglio, ma entro il 15 settembre e si chiamerà Decisione di finanza pubblica (Dfp). Sulla base delle previsioni tendenziali e degli obiettivi indicati nella Dfp, entro il 15 ottobre sono presentati al Parlamento il disegno di legge di stabilità (la vecchia Finanziaria), e il ddl Bilancio.

Redazione online


07/02/2010

La delusione della Nasa senza soldi: «Cape Canaveral in affitto ai privati»

La delusione della Nasa senza soldi: «Cape Canaveral in affitto ai privati»

 

IN ATTESA DEL LANCIO DELLO SHUTTLE. L’amministratore Charlie Bolden: acquisteremo biglietti di viaggio per spedire in orbita satelliti o astronauti

 

CAPE CANAVERAL – Mentre il lancio della shuttle Endeavour previsto domenica notte alle 4.39 ora locale (10.39 in Italia) è stato rimandato a lunedì per il maltempo, lo sguardo dalla rampa di lancio e guardando verso il mitico VAB, l’edificio dentro il quale si assemblavano i razzi Saturno per la Luna, si scorge un traliccio alto un’ottantina di metri. La sua costruzione è appena stata fermata per la scelta del presidente Obama di non tornare sulla Luna. E’ diventa il simbolo del momento. Era la torre di lancio del razzo Ares-1 alto un centinaio di metri e doveva servire per lanciare nello spazio la nuova astronave Orion prima verso la stazione spaziale internazionale e nel 2020 verso il nostro satellite naturale. Tutto cancellato.

Charlie Bolden (Ap)
Charlie Bolden (Ap)

La nuova strategia l’ha precisata nei dettagli, dopo gli annunci ufficiali dei giorni scorsi l’amministratore della Nasa Charlie Bolden, arrivato al Kennedy Space Center per assistere al lancio dello shuttle, incontrando i giornalisti. Lui stesso è un ex pilota di shuttle. «Dobbiamo cambiare direzione», ha sottolineato ricordando che la chiave del futuro è il coinvolgimento dei privati i quali devono produrre razzi e astronavi per i quali la Nasa acquisterà biglietti di viaggio quando servono per spedire in orbita satelliti oppure astronauti. «Affitteremo gli impianti di Cape Canaveral ai privati e noi dobbiamo cercare di attrarli a svolgere qui le loro attività». «La Nasa – ha continuato - deve avviare ricerche per costruire nuovi motori per razzi, nuovi sistemi robotici, insomma deve concepire nuovi sistemi per viaggiare domani nello spazio». Ma per andare dove? «Dovrà deciderlo il Congresso nelle cui aule si comincerà ora a discutere», risponde.

Sono diversi i tempi quando la Nasa studiava e proponeva al presidente Kennedy di andare sulla Luna e il Congresso approvava. Ora la Nasa ipotizza solo un indistinto piano di ricerca in vari settori senza indicare alcuna meta. «Anch’io – aggiunge – ritengo utile guardare a Marte ma ci sono ancora troppe cose da conoscere prima di impegnarsi su un obiettivo del genere». Bolden parla di studiare obiettivi flessibili ma l’unico impegno che sostiene vigorosamente è l’utilizzo della stazione spaziale internazionale con l’intenzione di estendere la sua vita tecnica oltre il 2020. E su questa unica realtà concreta del suo discorso innesta la necessità di rafforzare la collaborazione internazionale. «Con altri Paesi – dice – dobbiamo decidere che cosa fare anche per il futuro». Ciò servirà anche per raccogliere fondi su eventuali progetti, senza tuttavia precisare quali idee l’America proporrà nelle sue auspicate condivisioni internazionali. Al Kennedy Space Center intanto l’anno prossimo sarà licenziata la metà dei tecnici che qui lavorano soprattutto per i voli dello shuttle il quale quest’anno terminerà le sue missioni.

Giovanni Caprara