05/12/2009

Ecosia: primo motore di ricerca ecologico

Ecosia: primo motore di ricerca ecologico

 

I server funzionano con energia «verde». I suoi ideatori dichiarano che quasi l'80% dei profitti finanzieranno un progetto del WWF in Amazzonia

 

MILANO - Sarà il primo motore di ricerca ecologico e avrà come fine ultimo la protezione di migliaia di ettari di foresta amazzonica. Lunedì prossimo sarà lanciato ufficialmente a Berlino «Ecosia», il motore di ricerca che cercherà di far concorrenza al gigante Google puntando tutto sull'arma verde. Infatti, come dichiarano i suoi ideatori, quasi l'80% dei profitti ricavati da Ecosia finanzieranno un progetto del WWF in Amazzonia e ogni ricerca effettuata con il motore di ricerca ambientalista salverà in media due metri quadri di foresta pluviale. Il progetto è sostenuto anche da Yahoo e Bing e partirà nello stesso giorno in cui a Copenaghen i grandi della Terra cominceranno a discutere i problemi climatici del nostro pianeta.

PUBBLICITÀ ONLINE - Ecosia userà la stessa strategia di pubblicità online ideata a suo tempo da Google e che ha fatto la fortuna della società americana. Il sito ecologico infatti otterrà uno contributo economico dagli sponsor ogni qual volta gli utenti cliccheranno sui link delle aziende pubblicizzate: «Grazie ai link sponsorizzati, i motori di ricerca guadagnano miliardi ogni anno» dichiara Christian Kroll, uno dei fondatori del motore di ricerca ecologico. «Ecosia crede che esista un modo più ecologico per usare questi enormi profitti e ritiene che questi soldi potrebbero servire a combattere il riscaldamento climatico». Secondo i calcoli di Kroll se solo l'1% degli utenti di Internet usassero Ecosia, ogni anno si potrebbe salvare una foresta pluviale grande quanto la Svizzera. «Impostando Ecosia come motore di ricerca predefinito si possono colorare di verde le ricerche online, ridurre le impronte di carbonio e fare la vera differenza per il pianeta» dichiara Kroll

ENERGIA VERDE - I server di Ecosia saranno alimentati a energia verde: «Rendendo le ricerche in rete ecologiche, gli utenti potranno prevenire il cambiamento climatico salvando le foreste in pericolo di estinzione» continua Kroll. Il WWF crede molto nel progetto e in comunicato afferma: «Ecosia sarà il motore di ricerca più ecologico del mondo. Ogni ricerca effettuata con Ecosia realmente proteggerà un pezzo di foresta pluviale. Se Ecosia diventa il tuo motore di ricerca, puoi aiutare l'ambiente ogni qual volta fai una ricerca». Secondo il WWF la situazione dell'Amazzonia e delle foreste pluviali in generale è davvero preoccupante. Negli ultimi 50 anni più della metà delle foreste pluviali del mondo sono state distrutte. Ogni anno l'attività umana contribuisce a far scomparire zone verdi che hanno in media una dimensione superiore alla superficie della Gran Bretagna. La deforestazione,infine, resta una delle principali cause del riscaldamento climatico e dell'inquinamento atmosferico

Francesco Tortora


11/11/2008

Maldive: «Ci compriamo un altro paese»

Maldive: «Ci compriamo un altro paese»

Di fronte ai rischi dell'innalzamento delle acque dell'oceano Indiano. Il nuovo presidente dell'arcipelago annuncia un fondo per finanziare l'acquisto: «Non vogliamo diventare profughi»

 

 

 

LONDRA - I maldiviani, che abitano terre emerse con un'altezza media sul livello del mare di 1,5 metri, guardano con preoccupazione i dati sul riscaldamento globale e sull'innalzamento delle acque. Il nuovo presidente Mohamed Nasheed ha detto al Guardian che il suo paese è intenzionato a creare un fondo per potersi così comprare una nuova patria nel caso in cui l'oceano Indiano dovesse per davvero sommergere l'arcipelago, causa riscaldamento globale.

«NON VOGLIAMO DIVENTARE PROFUGHI» - «Non vogliamo lasciare le Maldive», ha detto il neo-presidente Nasheed, «ma non vogliamo nemmeno diventare profughi e vivere per decenni nelle tende». «Non possiamo fare niente, da soli, per fermare il cambiamento climatico - ha detto Nasheed - e così non ci resta che comprare terra da qualche altra parte. È una sorta di assicurazione contro il peggior scenario possibile». Il nuovo premier delle Maldive, che ufficialmente prenderà il controllo della nazione martedì, ha rivelato che molti paesi si sono dimostrati «ricettivi». Per costruire i capitali necessari, Nasheed darà vita a un fondo "sovrano" simile a quelli messi in piedi dai paesi ricchi di petrolio del Medio Oriente con i guadagni in surplus del greggio.