20/07/2010
Carboni e l’affare-Lombardia Una tangente da 30 mila euro
Carboni e l’affare-Lombardia Una tangente da 30 mila euroL’appalto «Isolatua» Il progetto del 2008 prevedeva la riqualificazione delle stazioni. Il faccendiere voleva aggiudicarsi così la gara delle Ferrovie Nord
ROMA — Una tangente di 30.000 euro per partecipare all’appalto per la «riqualificazione delle stazioni delle Ferrovie Nord Milano». E un impegno a firmare contratti di consulenza per un totale di 900.000 euro a chi doveva fare da mediatore. È questo l’affare che aveva impegnato il faccendiere Flavio Carboni con la Regione Lombardia. Una «situazione di elevatissimo rilievo investigativo », la definiscono i carabinieri del reparto operativo di Roma nell’informativa consegnata ai magistrati il 15 aprile scorso. E il giudice ha già autorizzato nuovi accertamenti sulla vicenda, così come sollecitato dal pool di pubblici ministeri guidati dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo.
La traccia che dà il via agli accertamenti arriva da una telefonata intercettata il 24 settembre del 2009. Carboni parla con Riccardo Piana, uno dei suoi soci.
Piana: Te ne devo parlare de visu, l’argomento è abbastanza delicato e anche lui mi ha detto di non affrontarlo con te... solo quando ci vediamo
Carboni: Dimmi solo una cosa: colpa di chi? Di nessuno o di qualcuno di noi?
Piana: Sono dell’opinione che quella lettera ovviamente ha scaturito paure e ira... ok? ...
Carboni: Se l’avessi letta io non l’avrei... non sarebbe partito! Se si parla di soldi, di cose così certo che è un errore grosso... Non vorrei che fosse una lettera di scuse, pretestuosa.
Piana: Lui ha detto soltanto che bisogna ricucire, che bisogna distruggere tutte quelle copie e soprattutto che non le devi avere neanche tu.
I carabinieri scoprono così che il 7 settembre precedente lo studio legale Spagnolo ha trasmesso via fax a diversi destinatari, tra i quali c’è anche Carboni, «una lettera che riguarda un "contratto quadro progetto di riqualificazione delle stazioni ferroviarie delle Ferrovie Nord Milano" denominato Isolatua ». Scrivono gli investigatori: «Dall’esame del documento si evince che tale rapporto contrattuale stipulato nell’agosto 2008 dalla società Hgp riconducibile a Carboni e Piana con la società Vienord sarebbe stato interrotto da quest’ultima compagine a seguito di asserite inadempienze della stessa Hgp. La missiva contiene dei passaggi di elevatissimo interesse investigativo in particolare nei punto ove si fa esplicito riferimento a dazioni di denaro nelle fasi propedeutiche alla stipulazione del contratto a un soggetto Marco De Petro Mazarino, già coinvolto in passato in vicende corruttive di particolare rilievo, condannato in primo grado a due anni di reclusione il 10 marzo 2009 per corruzione internazionale di funzionari dello Stato. Dalla lettura si evince che tale dazione è stata effettuata dai responsabili della Hgp su indicazione della dirigenza Vienord. E ancora sulla missiva appare il riferimento a due contratti di consulenza per il valore di 450 mila euro ciascuno che l’Hgp avrebbe dovuto, sempre su indicazione della dirigenza delle società Vienord, stipulare con lo stesso Mazarino e con tale Stefano Picotti».
Si tratta di personaggi che sarebbero in realtà dei prestanome e dunque adesso si cercano i reali beneficiari. Scrive il giudice autorizzando nuovi accertamenti: «In considerazione delle preoccupazioni espresse con riguardo al menzionato pagamento della somma di 30.000 euro e della raccomandazione di sopprimere la documentazione proprio in ragione di questo pericoloso riferimento e tenuto conto della "omogeneità" tra questo interesse "imprenditoriale" e quelli assunti in precedenza, dell’ordinario modus operandi (interessamento per l’affidamento di incarichi pubblici ad "affidabili" referenti, creazione e mantenimento di stretti legami con figure istituzionali titolari di importanti cariche pubbliche per influire su questi) sussiste un quadro indiziario grave circa l’esistenza di un probabile ulteriore fatto corruttivo. Al momento non sono note né le circostanze di tempo e di luogo, né l’identità della persona fisica destinataria delle somme, la cui probabile qualità di pubblico ufficiale può però desumersi dalla natura della società appaltante (che è, come si è visto, largamente partecipata da un ente pubblico). Tali circostanze, valutate, come doveroso, unitamente al materiale investigativo già acquisito, dimostrano l’operatività attuale dell’organizzazione delittuosa e la sua capacità "espansiva " e di infiltrazione in tutti i settori interessati all’assegnazione di lavori pubblici e permeabili a forme di corruzione».
Nella relazione i carabinieri evidenziano come, anche in questo caso, sia stato utilizzato il «sistema» creato da Carboni «con il suo "comitato d’affari", del quale fanno parte anche soggetti ancora non ben individuati, impegnato tra l’altro nell’avvicinamento degli uomini politici e di altri pubblici ufficiali competenti ad adottare provvedimenti di interesse per le finalità del sodalizio, di singoli membri o di altri soggetti ad esso collegati ovvero nella realizzazione di operazioni finalizzate alla neutralizzazione delle personalità politiche lontane dagli interessi del gruppo».
Fiorenza Sarzanini
16:47 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: cronaca, inchiesta, p3, appalti, g8, indagati, flavio carboni, tangenti | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
19/07/2010
Napolitano: «Sarà il nuovo Csm a occuparsi della vicenda P3»
Napolitano: «Sarà il nuovo Csm a occuparsi della vicenda P3»Lettera del capo dello stato a Mancino. Il Presidente invita a non gettare ombre sui consiglieri che ebbero a pronunciarsi liberamente a favore di Marra
![]() |
| Napolitano con Nicola Mancino (Ansa) |
ROMA - Inchiesta P3 e giudici. Interviene Napolitano che, in una lettera a Nicola Mancino, precisa che «sarà il nuovo Csm, quando si insedierà, a occuparsi dei tentativi di interferire sugli orientamenti di alcuni consiglieri per favorire la nomina del presidente della Corte d'Appello di Milano, Alfonso Marra, come emerge dalle inchieste sulla cosiddetta P3.
LA LETTERA - La lettera è stata letta al Comitato di presidenza del Csm. «La richiesta prende le mosse, in particolare, dalla esistenza di investigazioni su condotte indebitamente tese a interferire sul voto di alcuni componenti di questo Consiglio in occasione della nomina del presidente della Corte di Appello di Milano. La questione, lei mi scrive, dovrebbe essere dibattuta in termini generali e propositivi prescindendo dalla esistenza di indagini penali, disciplinari e amministrative sull'episodio». La lettera così continua: «A parte la seria preoccupazione, che è lecito mantenere, di non interferire in tali indagini, ritengo da un lato che il tema non possa essere affrontato in termini "generali e propositivi" con la necessaria ponderazione nel momento terminale di questa Consiliatura, mentre è corretto lasciare alla prossima le appropriate decisioni in merito, e dall'altro che si debba essere bene attenti a non gettare in alcun modo ombre sui comportamenti di quei consiglieri che ebbero a pronunciarsi liberamente, al di fuori di ogni condizionamento, su quella proposta di nomina concorrendo alla sua approvazione».
LE PREMESSE - Il mandato dell'attuale Consiglio scade il 31 luglio prossimo. Erano stati alcuni consiglieri togati, fra i quali Livio Pepino, a sollevare la questione e a chiedere di metterla all'ordine del giorno. Su una decisione di tale delicatezza Mancino ha ritenuto opportuno acquisire il parere del presidente della Repubblica, che presiede di diritto il CSM e ne fissa l'ordine del giorno. In mattinata l'Ufficio Stampa della Presidenza della Repubblica ha reso noto il testo della lettera di Napolitano al Vice Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Nicola Mancino, «in risposta alla informazione ricevuta sulla richiesta avanzata da componenti del Consiglio di porre all'ordine del giorno la questione delle 'regole deontologiche minimè che debbono caratterizzare i comportamenti dei Consiglieri, della quale oggi Š stata data lettura al Comitato di Presidenza del CSM». «La richiesta fa osservare Napolitano - prende le mosse, in particolare, dalla esistenza di investigazioni su condotte indebitamente tese a interferire sul voto di alcuni componenti di questo Consiglio in occasione della nomina del Presidente della Corte di Appello di Milano. La questione, lei mi scrive, dovrebbe essere dibattuta in termini generali e propositivi prescindendo dalla esistenza di indagini penali, disciplinari e amministrative sull'episodio. A parte la seria preoccupazione, che è lecito mantenere, di non interferire in tali indagini, ritengo da un lato che il tema non possa essere affrontato in termini 'generali e propositivì con la necessaria ponderazione nel momento terminale di questa Consiliatura ? mentre è corretto lasciare alla prossima le appropriate decisioni in merito - e dall'altro che si debba essere bene attenti a non gettare in alcun modo ombre sui comportamenti di quei consiglieri che ebbero a pronunciarsi liberamente, al di fuori di ogni condizionamento, su quella proposta di nomina concorrendo alla sua approvazione».
IL GIP: «CARBONI TRASFERITO IN OSPEDALE» - Intanto si è saputo che le condizioni di salute di Flavio Carboni sono a rischio e per questo si dispone il trasferimento dal carcere ad un centro diagnostico-terapeutico protetto che dovrà essere individuato dal Dap, direzione affari penitenziari. E’ questa la decisione del gip Giovanni De Donato che ha negato la revoca o la modifica della misura cautelare in atto. Carboni, 78 anni, è accusato di associazione per delinquere finalizzata alla violazione della legge Anselmi sulle società segrete, ed insieme con l’imprenditore campano Arcangelo Martino e il geometra Pasquale Lombardi, è stato arrestato l’8 luglio scorso. L’istanza era stata presentata dagli avvocati Renato Borzone e Anselmo De Cataldo. Secondo il giudice per Carboni «esiste una severa cardiopatia ischemica multivasale». Al momento, comunque, non è stata definita alcuna incompatibilità con il regime carcerario, ma risulteranno decisivi i prossimi accertamenti clinici e medici.
15:07 Scritto in POLITICA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: politica, lettera, capo dello stato, giorgio napolitano, presidente della repubblica, inchiesta, p3, giudici, indagati, flavio carboni, csm, magistratura | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
12/07/2010
Il caso Verdini divide la maggioranza
Il caso Verdini divide la maggioranzaIl coordinatore del Pdl sarebbe coinvolto dell'inchiesta sull'eolico in Sardegna. I finiani chiedono le dimissioni, il resto del partito lo difende. Intanto, l'assessore Sica e il magistrano Martone lasciano i loro incarichi
Il caso Verdini agita il Pdl. Lo stato maggiore del partito difende il coordinatore coinvolto nell'inchiesta sugli appalti per l'eolico. Ma i finiani, con Italo Bocchino, ne chiedono le dimissioni. "Mi auguro che Verdini sappia dimostrare la sua innocenza - dice il vicecapogruppo Pdl alla Camera - ma dal punto di vista politico c'è un enorme problema di opportunità che il premier non può far finta di non vedere. Il Berlusconi 'ghe pensi mi' come ha risolto il caso Brancher, deve risolvere il caso Verdini".
Parole che infiammano il partito e vengono definite "sciacallaggio politico" da ex An come Amedeo Laboccetta ed Edmondo Cirielli, che chiedono piuttosto la cacciata di Bocchino dal partito, "avendo lui l'unico obiettivo di distruggere l'immagine del Pdl". Intanto, però, lo staff del coordinatore del Pdl afferma che Denis Verdini non avrebbe ricevuto alcun avviso di garanzia. Allo stato, riferiscono, Verdini non può né confermare né smentire le indiscrezioni.
Intervengono anche Sandro Bondi ed Ignazio La Russa, ministri e coordinatori del Pdl insieme a Verdini: "La cultura del Pdl non è il giustizialismo, né la condanna preventiva emessa sui mezzi di comunicazione, ma il rispetto della dignità di ogni persona". Maria Stella Gelmini protesta invece contro i resoconti giornalistici che parlano di un attacco a Verdini nella convention di Liberamente, ieri a Siracusa. Ed anche il ministro Michela Brambilla osserva che "in certi casi è sempre più dignitoso e serio tacere che esprimere giudizi affrettati ed ergersi a rappresentanti di metodi giustizialisti. Gettare fango su Verdini è stato un comportamento "grave, strumentale e sospetto".
"Abbiamo sempre diffidato, e continuiamo a diffidare - dice tranchant il capogruppo dei deputati Pdl Fabrizio Cicchitto - di chi è garantista o giustizialista solo in funzione degli organigrammi da definire".
Ma Bocchino tiene il punto: "Io penso che Verdini sarà costretto a dimettersi - dichiara - sarà quello che verrà fuori che lo porterà a dimettersi. Noi abbiamo visto finora solo una parte delle intercettazioni, quella relativa alle responsabilità addebitate agli altri indagati. Ma quando emergeranno le intercettazioni che hanno portato a indagare lo stesso Verdini, e' difficile che riesca a resistere". "Io non ho una posizione su Verdini - aggiunge l'esponente del Pdl - io ho una posizione su Berlusconi: credo che dovrebbe mettere in agenda rapidamente ciò che sta avvenendo su questa vicenda".
Eolico Campania - Si sono dimessi intanto due dei protagonisti dell'inchiesta eolico in Campania: l'assessore regionale campano Ernesto Sica, accusato di aver cercato di diffamare il suo presidente Stefano Caldoro, e il magistrato di Cassazione Antonio Martone.
Ernesto Sica è coinvolto nell'inchiesta della procura di Roma su una presunta associazione segreta che avrebbe condizionato organi dello stato nell'ambito della quale è stato arrestato Flavio Carboni. L'ormai ex assessore avrebbe avuto un ruolo nella creazione di un falso dossier per screditare l'attuale presidente della Campania Stefano Caldoro e favorire la candidatura di Nicola Cosentino.
Antonio Martone , avvocato generale in Cassazione ha lasciato la magistratura. Secondo l'inchiesta romana sull'associazione per delinquere messa in piedi da Flavio Carboni, avrebbe partecipato alla cena del 23 settembre scorso nella casa romana del coordinatore del Pdl Denis Verdini. Nel corso della cena si sarebbe discusso di un tentativo di avvicinamento dei giudici della Consulta che dovevano decidere sul Lodo Alfano.
12:35 Scritto in POLITICA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: cronaca, roma, arrestato, imprenditore, flavio carboni, appalti, eolico, illeciti, sardegna, indagati, coordinatore nazionale, pdl, indagato | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
08/07/2010
Appalti eolico, arrestato Flavio Carboni
Appalti eolico, arrestato Flavio CarboniIl 78enne imprenditore è stato arrestato dai carabinieri su ordine dei pm della Procura capitolina e condotto a Regina Coeli. Nel 1997 il faccendiere sardo era stato indagato per l'omicidio di Roberto Calvi
L'imprenditore Flavio Carboni è stato arrestato a Roma dai carabinieri e condotto nel carcere di Regina Coeli. La richiesta d'arresto è stata effettuata dai pm della Procura capitolina, che indagano su presunti appalti illeciti in Sardegna legati all'energia eolica. Nell'inchiesta sono anche coinvolti il coordinatore nazionale del Pdl Denis Verdini e il presidente della Regione Sardegna Ugo Cappellacci. Renato Borzone, legale dell'imprenditore 78enne, ha fatto sapere che presenterà immediato ricorso al Tribunale del Riesame contro il provvedimento che gli è stato appena notificato.
Com'è noto, nel 1997 i magistrati di Roma avevano collegato Flavio Carboni, ex boss della Magliana Ernesto Diotallevi e l'ex cassiere della mafia Pippo Calò all'omicidio del banchiere Roberto Calvi, ma i tre erano stati già assolti nel 2007 per insufficienza di prove. L'assoluzione era stata poi confermata in secondo grado il 7 aprile 2010.
Nell'ambito dell'inchiesta sugli impianti eolici in Sardegna la Procura di Roma ha inoltre disposto l'arresto di Pasquale Lombardi, geometra ed ex esponente della Dc nonché ex sindaco di Cervinara, in provincia di Avellino.
11:20 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: cronaca, roma, arrestato, imprenditore, flavio carboni, appalti, eolico, illeciti, sardegna, indagati, coordinatore nazionale, pdl | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook







