16/11/2010
Fiat: ottobre, immatricolazioni a -32,7%
Fiat: ottobre, immatricolazioni a -32,7%Il calo riguarda però tutto il mercato europeo che lascia sul terreno il 16,1%. Flessione rispetto allo stesso mese del 2009. Si salva solo Alfa Romeo che segna un rialzo del 12,6%
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01/06/2010
Borse europee in calo, Milano in picchiata
Borse europee in calo, Milano in picchiataEuro ancora in flessione su dollaro (toccato il minimo dal 2006) e sterlina. Listini pesanti nel Vecchio Continente, ma Piazza Affari perde più degli altri
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| (Ansa) |
MILANO - Giornata difficile per le Borse europee. Sotto pressione soprattutto Piazza Affari che continua ad incrementare le perdite. Attualmente il Ftse Mib cede il 3,6% a 18.841 punti, mentre il Ftse All Share arretra del 3,34% a 19.475 punti. Intesa (-4,95%) e Unicredit (-5,17%) continuano ad essere i titoli più venduti. Ma è tutto il comparto bancario che perde terreno: pesa il monito della Bce, che prevede una nuova ondata di svalutazioni nette su prestiti e titoli dovute alla crisi finanziaria che potenzialmente saranno pari a 90 miliardi di euro nel 2010 e a 105 miliardi nel 2011.
In flessione anche le altre principali Borse europee: Parigi cede il 2,44%, Francoforte l'1,97% e Londra il 2,07%. Madrid registra un ribasso del 2,9%.
EURO - In flessione anche l'euro rispetto alle principali valute. La moneta unica affonda ai livelli minimi da quattro anni sul dollaro. La divisa comune viene scambiata a 1,2115 dollari trascinata al ribasso dai timori sulla stabilità finanziaria dei Paesi Ue. L'euro nel cambio con la sterlina è piombato sotto la soglia 84 pence (a 83,96) per la prima volta dal primo dicembre 2008.
Redazione online
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14/05/2010
Nuovi timori sul debito greco, le Borse europee tutte in calo
Nuovi timori sul debito greco, le Borse europee tutte in caloTokyo chiude in flessione dell'1,49%. l'euro è sceso sotto la soglia 1,25 dollari. Il numero uno di Deutsche Bank Ackermann avverte: Atene non in grado di rimborsare tutto il prestito
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| (Liverani) |
MILANO - Avvio di seduta difficile per le principali Borse europee su cui tornano a prevalere le preoccupazioni legate alla situazione in cui si trovano le finanze di molti Paesi del Vecchio Continente.
L'ANDAMENTO DELLE BORSE - Non sembra aver avuto effetto sui listini il varo dei piani di austerity in Spagna e Portogallo. L'indice Dj Stoxx 600, principale indicatore per i listini europei, cede l'1,5% trainato al ribasso dai cali di Madrid (-3,1%), Milano (Ftse Mib -2,23%) e Parigi (-1,92%). In flessione anche Londra (-1,03%) e Francoforte (-0,60%). I rinnovati timori sui deficit accumulati in Europa aveva già pesato in mattinata sull'andamento delle Borse asiatiche con Tokyo che ha chiuso in calo dell'1,49%. Il numero uno di Deutsche Bank, il potente banchiere Josef Ackermann, ha detto che la Grecia potrebbe non essere in grado di rimborsare completamente il suo debito. E questo potrebbe aver influenzato il comportamento degli investitori.
EURO - Intanto l'euro è sceso sotto la soglia 1,25 dollari per la prima volta dall'inizio di marzo 2009. La moneta europea ha toccato un nuovo minimo di seduta di 1,2493 dollari.
Redazione online
19/02/2010
Euro ai minimi, Borse in calo
Euro ai minimi, Borse in calo
Chiudono in flessione le piazze asiatiche. quelle europee aprono in ribasso. Dopo il taglio deciso dalla Fed la moneta unica ai livelli più bassi da maggio 2009 nei confronti del dollaro
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| (Emblema) |
MILANO - L'euro è in netto ribasso all'apertura delle piazze europee dopo il rialzo a sorpresa del tasso di sconto Usa di 25 punti basse allo 0,75%. L'euro è quotato 1,3475 dollari (1,3588 finale ieri) e a 123,84 yen (124,12) con un dollaro/yen a 91,89 (91,36). La divisa europea ha toccato un minimo di 1,3443 dollari, livello più basso dal 18 maggio 2009 (1,3424). Il rialzo del tasso di sconto Usa ha segnato l'inizio della manovra di normalizzazione del mercato del credito dopo le eccezionali misure espansive degli ultimi due anni contro la crisi finanziaria. La Fed ha precisato che l'aumento del tasso di sconto è un segnale di normalizzazione degli strumenti creditizi, ma non di cambiamento della strategia monetaria e che il tasso di intervento resterà ancora a lungo vicino allo zero. Il mercato resta comunque nervoso e sulla divisa europea continua la pressione negativa innescata dalle incertezze sulle eventuali misure di sostegno alla Grecia e sulle manovre di rientro del debito da parte del governo di Atene.
BORSE - La decisione della Fed ha condizionato anche le Borse europee che sono partite tutte in calo. A Londra l'indice Ftse 100 perde lo 0,28% a 5.311,81 punti. A Milano l'Ftse Mib registra un -1,09% a 21.428 punti. A Francoforte il Dax cede lo 0,52% a 5.650,45 punti e a Parigi il Cac 40 lascia sul terreno lo 0,5% a 3.729,62 punti. Male anche le borse asiatiche. Così Tokyo e Hong Kong, con i listini di Shanghai e Taiwan ancora chiusi per il capodanno cinese, hanno ceduto oltre due punti percentuali. Più di un punto e mezzo ha perso la Borsa coreana, mentre ha contenuto i cali il mercato australiano grazie ad alcuni gruppi delle materie prime e al timido rimbalzo (+0,37%) del titolo delle linee aeree Qantas, pesantemente scivolato giovedì.
Redazione online
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13/02/2010
Draghi: «Fuori dalla crisi con un tasso di crescita basso e disoccupati in aumento»
Draghi: «Fuori dalla crisi con un tasso di crescita basso e disoccupati in aumento»
«Finchè la flessione dell'occupazione non s'inverte resta rischio di ripercussioni sul Pil». Il governatore: «Stiamo ora uscendo dalla crisi con un tasso di crescita basso, ai minimi europei»
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| MarioDraghi (Eidon) |
MILANO - «Alla fine dello scorso anno vi erano in Italia oltre 600 mila occupati in meno rispetto al massimo del luglio 2008. La quota di popolazione potenzialmente attiva che è al momento forzatamente inoperosa è elevata e crescente. Finchè la flessione dell'occupazione non s'inverte permane il rischio di ripercussioni sui consumi, quindi sul Pil». Lo ha detto il governatore della Banca d'Italia Mario Draghi al Forex leggendo la sua relazione.
CRESCITA - «Stiamo ora uscendo dalla crisi con un tasso di crescita basso, ai minimi europei» ha aggiunto Draghi, mettendo in evidenza come «una crescita economica sostenuta sia base di benessere» e come per questa «ne siano condizione le riforme strutturali, la cui mancanza ha segnato la perdita di competitività del Paese che dura da un quindicennio».
LA CRISI GRECA - L’Italia dei primi anni novanta era in condizioni economiche «peggiori» di quanto non lo sia attualmente la Grecia, eppure è riuscita ad uscire dalla crisi con le proprie forze. È quanto ha rilevato «a braccio» il governatore nel corso del suo discorso al congresso. «Non ci dimentichiamo - ha detto - che eravamo in condizioni più drammatiche, ma siamo stati in grado di uscire da soli dalla crisi».
GOVERNO ECONOMICO DELL'UE- «L'euro è saldo», sottolinea il governatore della Banca d'Italia, anche se è venuto il momento, specifica, che l'Unione europea abbia anche un «governo economico» saldo e univoco: «Occorre che nell'Unione europea si formi la volontà comune di estendere alle strutture economiche e alle riforme di cui necessitano, la stessa attenta verifica, lo stesso energico impulso che sono stati esercitati negli ultimi anni sui bilanci pubblici. Dieci anni fa - afferma Draghi - all'avvio della moneta unica si levarono voci a richiedere anche un governo economico dell'Unione; furono sovrastate dai cori entusiasti che celebravano la meta raggiunta insieme all'impegno a resistere a ogni ulteriore integrazione».
SCUDO FISCALE - «Le operazioni di rimpatrio dei capitali in regime di "scudo fiscale" devono essere attentamente esaminate dagli intermediari, al fine di individuare e segnalare operazioni sospettabili di riciclaggio» ha spiegato ancora Draghi aggiungendo che «le banche devono impegnarsi di più a uno scrutinio attento delle operazioni di rimpatrio». Finora - ha aggiunto il governatore - «sono giunte poco più di 50 segnalazioni di possibili reati connessi con operazioni di emersione di disponibilità all'estero. È un numero esiguo, spiegato solo in parte dal fatto che la legge esclude l'obbligo di segnalazione per diverse fattispecie di reato».
SUPERBONUS BANCARI - Poi Draghi si è soffermato sul tema dei superbonus bancari sottolinenando come le prossime assemblee dei soci delle banche dovranno fornire «informazioni esaurienti e dati puntuali» sull'adeguamento delle regole su bonus e stipendi ai nuovi standard internazionali. Il governatore della Banca d'Italia ha chiesto anche ai sei maggiori gruppi di verificare la coerenza dei loro sistemi di incentivazione e remunerazione anche con le linee guida dell'Fsb di cui lo stesso Draghi è presidente.
REDDITIVITA' DELLE BANCHE - La redditività delle banche italiane è nettamente peggiorata «di pari passo con il deterioramento della qualità dei loro prestiti» ha spiegato ancora Draghi. Nei primi nove mesi del 2009 gli utili si sono dimezzati rispetto allo stesso periodo del 2008 per i maggiori accantonamenti e rettifiche sui crediti. Il rendimento del capitale e delle riserve si è ridotto in ragione d'anno, nota Draghi, dal 9% al 4,2%. Il flusso di nuove sofferenze, inoltre, nel terzo trimestre ha superato il 3%, valore più elevato degli ultimi dieci anni. «Secondo prime elaborazioni - aggiunge Draghi - il peggioramento della qualità del credito sarebbe proseguito anche nell'ultima parte dell'anno con probabili effetti sui risultati del quarto trimestre». L'aumento degli incagli e di rate non pagate prefigura ulteriore peggioramento nei mesi a venire.
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24/04/2009
In forte calo le entrate fiscali a gennaio e febbraio : -6,6% su base annua
In forte calo le entrate fiscali a gennaio e febbraio : -6,6% su base annua
Nei primi due mesi dell'anno sono entrati nelle casse statali oltre 4 miliardi di euro in meno, crolla l'ires, l'imposta sul reddito delle società: -64,2%
MILANO - La crisi influenza in maniera netta anche le entrate fiscali. Nel periodo gennaio-febbraio 2009 sono infatti state accertate entrate tributarie erariali per 56.871 milioni di euro (-4.001 milioni di euro rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, pari a -6,6%). È quanto comunica il Dipartimento delle Finanze del ministero dell'Economia.
IRES - In particolare nei primi due mesi del 2009 l'Ires, l'imposta sul reddito delle società presenta un gettito di 423 milioni di euro (-757 milioni di euro, pari a -64,2%): 156 milioni di euro (-15 milioni di euro, pari a -8,8%) relativi al saldo e 267 milioni di euro (-742 milioni di euro, pari a -73,5%) relativi all'acconto.
LA NOTA - «La flessione del gettito registrata nei primi due mesi dell'anno in corso - spiega in una nota il Dipartimento delle Finanze del ministero dell'Economia - riflette la congiuntura economica; l'entità della riduzione è influenzata dal fatto che il confronto tendenziale mette in relazione l'attuale periodo di crisi economica, con riflessi negativi sul gettito, con il corrispondente periodo dell'anno precedente in cui non vi erano segnali di crisi. Nel 2008 il deterioramento dell'economia - si sottolinea - ha cominciato a manifestarsi nella seconda parte dell'anno e l'andamento del gettito ha mostrato i primi segni di flessione dopo il mese di luglio». L'imposta sul reddito, l'Ire (l'ex Irpef), nel primo bimestre del 2009 ha registrato entrate per oltre 30 miliardi di euro, in calo del 2,2% rispetto allo stesso periodo del 2008. Calo generale comunque per tutte le voci, dall'imposta di fabbricazione sugli oli minerali (-4,5%) all'imposta di consumo sul gas metano (-9,5%), dall'imposta di registro (-14,9%), a quella di bollo (-8,2%).
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