02/01/2012

Grillo e «i botti di fine anno» su Equitalia; «Capire le ragioni oltre che condannare»

Grillo e «i botti di fine anno» su Equitalia; «Capire le ragioni oltre che condannare»

Il comico genovese sul suo blog: «un avviso di pagamento è il terrore degli italiani». Dopo gli ordigni nelle sedi di Modena e Foggia il moralizzatore della politica italiana dice la sua e divide

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13/12/2010

Foggia, un gol «rubato» dal Cosenza scatena l'ira di Zeman

Foggia, un gol «rubato» dal Cosenza scatena l'ira di Zeman

L'attaccante Biancolino soffia il pallone con mano al portiere e l'arbitro convalida

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05/11/2010

Mafia, 92 arresti a Bari

Mafia, 92 arresti a Bari

Colpiti gli affiliati di due clan che fanno capo alle famiglie rivali Di Cosola e Stramagliacje. Le manette sono scattate anche a Milano, Novara, Udine, Milazzo e Foggia

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17/09/2010

Terremoto: forte scossa a Foggia

Terremoto: forte scossa a Foggia

Sisma di 4,4 della scala Richter alla periferia sud-ovest a 30 km di profondità. Molta la paura tra la popolazione, ma al momento non si registrano danni o persone rimaste ferite

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06/07/2010

A Foggia piovono soldi sull'autostrada Tir di euro si schianta: caccia alle monete

A Foggia piovono soldi sull'autostrada Tir di euro si schianta: caccia alle monete

SULLA A 14. Rubati oltre 10mila euro dagli automobilisti di passaggio. Il mezzo veniva da Cesena ed era diretto verso una banca

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FOGGIA - Per molti automobilisti in viaggio si è trattato di un incidente «fortunato». Questo pomeriggio sul tratto dell’autostrada A14 tra Foggia e Cerignola un camion di una ditta di trasporti di valori, che trasportava due milioni e mezzo di euro in monete da uno e due euro, si è schiantato lungo la carreggiata.

IL TIR - Secondo la polizia il mezzo era partito da Cesena ed era diretto in una banca di Bari . Poco dopo le 14 e 30 è scoppiato uno pneumatico e il camion si è scontrato contro il guard rail, coinvolgendo anche un'altra automobile (entrambi i guidatori sono stati ricoverati agli Ospedali Riuniti di Foggia, ma le condizioni non sono gravi). Nell'impatto sono fuoriuscite migliaia di monete, che si sono riversate su entrambe la carreggiate.

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L'ASSALTO DEGLI AUTOMOBILISTI - Difficile il lavoro della polizia e dei vigilantes intervenuti sul luogo. Molti automobilisti, infatti, vedendo migliaia di euro in monetine si sono fermati iniziando una caccia ai due euro: sono stati rubati oltre diecimila euro. E nessuno si è preoccupato dei due feriti. I rallentamenti del traffico sono stati inevitabili.

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Angelo Alfonso Centrone

 


01/06/2010

Il «patentificio» di Foggia: 36 arresti Da tutta Italia per gli esami col trucco

Il «patentificio» di Foggia: 36 arresti Da tutta Italia per gli esami col trucco

La banda chiedeva duemila euro per superare i quiz. Manette anche a Milano, Parma, Mantova e Vicenza. In carcere il direttore della Motorizzazione, recidivo.

 

FOGGIA - Ricetrasmittenti e scambi di persona, patenti facili, soldi e droga erano gli affari di un'organizzazione criminale che aveva dalla sua persino il direttore della Motorizzazione civile foggiana. I quiz per ottenere la patente di guida venivano superati da candidati provenienti da tutta Italia grazie a sofisticate apparecchiature, mentre alcuni fiduciari della banda, con uno scambio di fotografie sui documenti, si sostituivano al candidato che si sottoponeva all’esame. Sono queste le risultanze delle indagini che hanno portato il gip del tribunale di Foggia ad emettere 36 ordinanze di custodia cautelare, eseguite in Puglia e in altre regioni d’Italia.

IL DIRETTORE «COMPLICE» - Tra gli arrestati proprio il direttore della Motorizzazione civile di Foggia (già arrestato per analoghi fatti nel 1987 quando era direttore della Mctc di Ravenna) e i titolari di due autoscuole di Foggia, che sono state sottoposte a sequestro. Le 36 persone coinvolte sono ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di più delitti per l’illecito conseguimento delle patenti di guida: tra questi, truffa alle Motorizzazioni Civili di Foggia e Bari, corruzione, sostituzione di persona, falsità materiale e ideologica.


22/02/2010

Operazione antidroga dei Ros in alcune città italiane e straniere: 57 arresti

Operazione antidroga dei Ros in alcune città italiane e straniere: 57 arresti

 

Altri due blitz a caltagirone (42 fermi) e nel casertano (30 arresti). Il traffico di stupefacenti a Milano, Trento e Foggia era gestito dalla Sacra Corona Unita

 

MILANO - Maxioperazione dei carabinieri a Trento, Milano, Foggia e in altre località italiane ed estere, per l'esecuzione di 57 ordinanze di custodia cautelare emesse dal Gip di Trento su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia, per associazione finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Un traffico di droga che in Italia era gestito dalla Sacra Corona Unita.

MANDATI DI ARRESTO EUROPEO - Alcuni indagati sono raggiunti da un mandato di arresto europeo in Spagna, Francia e Belgio, mentre altre 13 persone sono state arrestate in flagranza. Una struttura transnazionale individuata dal ROS dei carabinieri e costituita da marocchini ed albanesi movimentava ingentissimi quantitativi di hashish dal Marocco, cocaina dall'Olanda ed eroina dai balcani in direzione dell'Italia, dove un pericoloso sodalizio affiliato alla Sacra Corona Unita brindisina smistava il narcotico nelle diverse Regioni. In particolare, nel capoluogo lombardo, l'organizzazione disponeva di una rete di appartamenti per occultare la droga e dare rifugio ai trafficanti stranieri.

OPERAZIONE NEL CATANESE - Sono invece 42 le persone indagate dalla Procura di Caltagirone nell'ambito di un'altra vasta operazione antidroga. Carabinieri della compagnia di Caltagirone hanno eseguito 21 ordinanze di custodia cautelare in carcere, 10 agli arresti domiciliari e undici obblighi di firma alla polizia giudiziaria. Gli arresti sono stati eseguiti a Caltagirone, Catania, Paternò, Piazza Armerina (Enna) e anche a Corsico (Milano), dove uno degli indagati si era trasferito da poche settimane.

ARRESTI NEL CASERTANO - Una trentina di presunti trafficanti di droga sono invece stati arrestati a Maddaloni (Caserta) dagli agenti della squadra mobile. I 30 indagati sarebbero appartenenti al clan Farina-Martino, egemone a Maddaloni e alleato della cosca dei casalesi. Sono accusati di associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga con l'aggravante di avere agito con metodo mafioso e allo scopo di agevolare il clan di riferimento.

Redazione online


20/01/2010

Lucera, 14enne sequestrata in un negozio Arrestato l'uomo che l'ha presa in ostaggio

Lucera, 14enne sequestrata in un negozio Arrestato l'uomo che l'ha presa in ostaggio

 

Tre anni fa aveva fatto la stessa cosa con un'altra giovane donna. Massimiliano Credico, 35 anni, chiedeva di incontrare la Mussolini: ha dei problemi psichici

 

L'interno del negozio 'Curiosando'
L'interno del negozio 'Curiosando'

LUCERA (Foggia) - Alla fine, dopo oltre sette ore, è stato arrestato dai Nocs l'uomo che aveva preso in ostaggio una ragazzina di 14 anni in un negozio nel centro di Lucera, in Puglia. Massimiliano Credico, di 35 anni, con problemi psichici e noto per un gesto simile commesso in passato, era armato con un coltello. La ragazzina, che è uscita indenne dal sequestro, era entrata per fare degli acquisti insieme a due amiche: all’improvviso l’uomo era entrato e l'aveva afferrata, mentre le amiche e la cassiera erano riuscite a fuggire. Tenendola accanto a sé, aveva chiesto di parlare con l'onorevole Alessandra Mussolini, probabilmente per chiedere un posto di lavoro. Davanti al negozio, che si chiama "Curiosando" ed è in centro città, si sono radunate in poco tempo decine di poliziotti, carabinieri, vigili urbani e il procuratore Massimo Lucianetti. Con l'uomo è iniziata una delicata trattativa, condotta da un appuntato dei carabinieri della Compagnia di Lucera che lo conosceva da tempo. Si cercava di convincerlo a lasciar andare la piccola e a consegnarsi alle forze di polizia ma l'uomo chiedeva di poter parlare con l'onorevole Mussolini di persona, e non al telefono, prima di lasciare l'ostaggio. «Fatela venire qua - aveva detto - e così facciamo lo scambio con la ragazza».

IL PRECEDENTE - Il 6 maggio 2007 il 35enne era stato protagonista di un gesto simile: nel parcheggio di un centro commerciale, sempre a Lucera, ha sequestrato una giovane donna incinta di tre mesi, minacciandola con un coltello. Quindi l'ha costretta a entrare in un negozio e a restare con lui per alcune ore mentre, in uno stato di evidente confusione mentale, chiedeva alla polizia di parlare con alcuni politici: oltre alla Mussolini, Pietro Fassino e Carlo Azeglio Ciampi. Probabilmente voleva un loro intervento per un posto di lavoro. In quella circostanza era stata proprio la Mussolini, chiamata al telefono, a dare una mano per la liberazione dell'ostaggio: durante la telefonata è scoppiato il caos ed è stato facile per poliziotti e carabinieri bloccare il sequestratore. Uno psicologo della Polizia, il dottor Ippolito, ha parlato con Massimiliano Credico.

LA MUSSOLINI ERA PRONTA AL COLLOQUIO - Alessandra Mussolini aveva provato a mettersi in contatto con l'uomo durante le ore del sequestro: «Appena ho saputo mi ero messa in contatto con la polizia. Ho dato il mio numero di cellulare per parlare con il sequestratore, ma lui non credeva che fossi io dall'altra parte del filo. Il fatto è che già nel 2007 successe la stessa cosa - spiegava ancora la parlamentare - Anche in quella occasione chiese di parlare con me e gli fu detto che io ero al telefono, ma non era vero».

Redazione online


19/01/2010

Lucera, 14enne sequestrata in un negozio

Lucera, 14enne sequestrata in un negozio

 

Tre anni fa aveva fatto la stessa cosa con un'altra giovane donna. Presa in ostaggio da un uomo con un coltello che chiede di incontrare la Mussolini: ha dei problemi psichici

 

 

L'interno del negozio 'Curiosando'
L'interno del negozio 'Curiosando'

LUCERA (Foggia) - Ha preso in ostaggio una ragazzina di 14 anni in un negozio nel centro di Lucera, in Puglia. Massimiliano Credico, di 35 anni, con problemi psichici e noto per un gesto simile commesso in passato, è armato con un coltello. La ragazzina era entrata per fare degli acquisti insieme a due amiche: all’improvviso l’uomo è entrato e l'ha afferrata, mentre le amiche e la cassiera sono riuscite a fuggire. Tenendola accanto a sé, ha chiesto di parlare con l'onorevole Alessandra Mussolini. Davanti al negozio, che si chiama "Curiosando" ed è in centro città, ci sono poliziotti, carabinieri, vigili urbani e il procuratore Massimo Lucianetti. Con l'uomo è in corso una trattativa condotta da un appuntato dei carabinieri della Compagnia di Lucera che lo conosce da tempo. Sta cercando di convincerlo a lasciar andare la piccola e a consegnarsi alle forze di polizia.

IL PRECEDENTE - Il 6 maggio 2007 il 35enne era stato protagonista di un gesto simile: nel parcheggio di un centro commerciale, sempre a Lucera, ha sequestrato una giovane donna incinta di tre mesi, minacciandola con un coltello. Quindi l'ha costretta a entrare in un negozio e a restare con lui per alcune ore mentre, in uno stato di evidente confusione mentale, chiedeva alla polizia di parlare con alcuni politici: oltre alla Mussolini, Pietro Fassino e Carlo Azeglio Ciampi. Probabilmente voleva un loro intervento per un posto di lavoro. In quella circostanza era stata proprio la Mussolini, chiamata al telefono, a dare una mano per la liberazione dell'ostaggio: durante la telefonata è scoppiato il caos ed è stato facile per poliziotti e carabinieri bloccare il sequestratore. Uno psicologo della Polizia, il dottor Ippolito, ha parlato con Massimiliano Credico.

LA MUSSOLINI PRONTA A UN COLLOQUIO - Intanto si è saputo che Alessandra Mussolini ha provato a mettersi in contatto con l'uomo: «Appena ho saputo mi sono messa in contatto con la polizia. Ho dato il mio numero di cellulare per parlare con il sequestratore, ma lui non ci crede che ci sia io dall'altra parte del filo. Il fatto è che già nel 2007 successe la stessa cosa - spiega ancora la parlamentare - Anche in quella occasione chiese di parlare con me e gli fu detto che io ero al telefono, ma non era vero». «Per farmi credere gli potrei dire cose che solo io posso sapere», insiste la parlamentare, che aggiunge: «Per convincerlo sarei disposta anche a fare un collegamento video... Ma queste sono cose che deve decidere la polizia».

Redazione online


07/01/2010

Il Pd: «Serve un Garante della salute» Foggia, doppia inchiesta sui neonati morti

Il Pd: «Serve un Garante della salute» Foggia, doppia inchiesta sui neonati morti

 

Quattro casi negli ultimi giorni. La proposta dei Democratici dopo gli ultimi casi di malasanità. Marino: «Più controlli e verifiche»

 

La morte a distanza di due neonati agli Ospedali riuniti di Foggia è al centro di un'inchiesta della Procura della Repubblica
La morte a distanza di due neonati agli Ospedali riuniti di Foggia è al centro di un'inchiesta della Procura della Repubblica

Quattro nuovi casi di presunta 'malasanità' dal Nord al Sud del Paese, a partire dalla morte di due neonati nello stesso reparto di Terapia intensiva di Foggia. C'è poi l'ottantenne morto dopo essere caduto da una autoambulanza a Bari, una donna morta di tumore in Trentino dopo che il risultato del pap test non le era stato spedito perché il francobollo non era stato pagato, un uomo morto d'infarto a Pisa poco dopo essere uscito da un Pronto Soccorso. Episodi che riportano alla ribalta il problema della gestione della Sanità sul territorio, per far fronte al quale arriva la proposta del Pd, contenuta in un disegno di legge depositato da pochi giorni al Senato, di istituire un'Agenzia nazionale del Garante per la salute con il compito di vigilare e verificare la qualità delle cure prestate dal Servizio sanitario nazionale. Una situazione che riflette, afferma il presidente della commissione parlamentare d'inchiesta sul Servizio sanitario nazionale Ignazio Marino (Pd), una qualità dell'offerta sanitaria sul territorio che è a 'macchia di leopardo', ovvero elevata in alcune regioni e molto carente in altre. Per questo, Marino ha depositato un ddl che prevede la nascita di un'Agenzia nazionale con funzioni di Garante della salute: l'agenzia dovrebbe effettuare controlli e verifiche della qualità delle prestazioni e delle cure offerte. Ma avrebbe anche un potere 'concreto': quello di far chiudere reparti ospedalieri e strutture sanitarie che dovessero risultare 'non idonei'.

INDAGINE - E sul caso dei due neonati morti negli ultimi sette giorni a Foggia, oltre alla Procura della Repubblica (trenta persone indagate), anche la Commissione parlamentare sugli errori sanitari e i disavanzi sanitari regionali, presieduta da Leoluca Orlando (Idv), ha aperto un'inchiesta. La Commissione ha chiesto una relazione all’Assessore alla sanità pugliese per chiarire lo svolgimento dei fatti ed accertare eventuali responsabilità. Lo riferisce una nota dell’ufficio stampa della commissione. Analoga indagine è stata aperta dalla commissione nel caso delle due gemelline e della loro madre, morte in circostanze ancora da chiarire all’ospedale San Matteo di Pavia il 3 gennaio scorso. Tutti i casi saranno sottoposti all'attenzione dell’ufficio di presidenza della commissione che si terrà il prossimo 13 gennaio prossimo. Il direttore sanitario degli Ospedali Riuniti di Foggia, Deni Aldo Procaccini, spiega che la morte dei due neonati è legata a «patologie indipendenti, senza correlazione fra gli eventi. Solo una casualità temporale». Secondo Procaccini, uno dei bambini ha avuto una enterocolite necrotizzante, una delle complicazioni possibili nei bambini prematuri, mentre per l'altro neonato si parla di polmone umido che fa avanzare l'ipotesi di ipertensione polmonare. Patologie «assolutamente indipendenti», ha ribadito il direttore sanitario, aggiungendo che anche l'ospedale aprirà un'inchiesta interna per verificare che tutto sia avvenuto correttamente e per tranquillizzare l'opinione pubblica sulla professionalità del reparto.