19/09/2010

Tragedia in Germania, donna spara in un ospedale

Tragedia in Germania, donna spara in un ospedale

Dopo aver dato fuoco a un edificio vicino sarebbe entrata nel nosocomio uccidendo un infermiere e ferendo un poliziotto, prima di essere uccisa dalle forze dell'ordine. Nello stesso Land nel 2009 un 17enne fece una strage in una scuola.

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12/09/2010

Ibiza: un italiano 26enne l'ultima vittima del 'balconing'

Ibiza: un italiano 26enne l'ultima vittima del 'balconing'

Il giovane è morto dopo esser caduto dal balcone del settimo piano di un albergo. Secondo 'El Mundo' si sarebbe gettato per tuffarsi in piscina

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19/08/2010

Minacce alla madre del pugile killer

Minacce alla madre del pugile killer

Vita impossibile dopo che suo figlio ha ucciso Emlou.. sfasciata la vetrata del palazzo; «Filippini mi seguono fino al posto di lavoro». I vicini di casa: meglio se va via.

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02/06/2010

Gb, folle spara sui passanti: 12 morti

Gb, folle spara sui passanti: 12 morti

Giornata di terrore nel Lake District, meta turistica nel Nord dell'Inghilterra. Derrick Bird, 52 anni, ha fatto fuoco a caso. Il killer, datosi alla fuga è stato trovato morto

 

 

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Un uomo, Derrick Bird, ha sparato all'impazzata in diverse zone del Lake District, l'area dei laghi nel nordovest dell'Inghilterra, causando almeno dodici morti e 25 feriti. La polizia del Lake District ha poi trovato il cadavere di Derrick Bird. L'assassino era fuggito prima in auto, poi a piedi, nei pressi del paesino di Boot. Bird faceva il tassista. Non è chiaro cosa lo abbia spinto al raid omicida. La polizia ha poi reso noto che Bird si è suicidato. I residenti della zona cui era stato chiesto di restare chiusi in casa mentre l'assassino era in fuga possono tornare alle proprie attività. La polizia ha detto che confermerà le cifre solo dopo che le famiglie saranno state avvertite.

 


18/07/2009

Vicenza, 84enne si barrica in casa e spara Ucciso carabiniere con un colpo alla testa

Vicenza, 84enne si barrica in casa e spara Ucciso carabiniere con un colpo alla testa

 

L'episodio è avvenuto a Bosco di Nanto. I familiari: «Crescendo di follia, temeva aggressioni». Giorni fa era andato al comando in stato confusionale

 

I carabinieri appostati all'esterno dell'abitazione (Ansa)
I carabinieri appostati all'esterno dell'abitazione (Ansa)

VICENZA - Si è asserragliato in casa sparando al'impazzata: un colpo di fucile ha raggiunto alla testa e ucciso un carabiniere, il tenente colonnello Valerio Gildoni. L'uomo che ha sparato è un pensionato di 84 anni, Battista Zanellato, che vive solo in una villetta a due piani a Nanto, nel Vicentino. Si è barricato all'interno dell'abitazione, con porte e finestre chiuse, e ha minacciato di sparare ancora, mentre i carabinieri hanno tentato di aprire un contatto con lui. Ore di angoscia e di paura, finchè nella notte i reparti speciali dei Gis (gruppo di intervento speciale) hanno effettuato un blitz che ha messo fine all'assurda e tragica vicenda senza che fosse versato altro sangue. Il rischio, dopo un assedio durato otto ore, durante le quali in almeno un'altra occasione l'anziano ha fatto ancora fuoco, era reale. L'uomo alla fine è stato arrestato e non ci sono stati altri feriti.

CRESCENDO DI FOLLIA - Davanti alla casa si è schierata una pattuglia dei carabinieri e intanto l'anziano sparava all'impazzata: i militari hanno tentato di ripararsi dietro l'auto di servizio a portiere aperte. Zanellato è descritto dai vicini come una persona tranquilla, sempre sorridente, amante della bicicletta; venerdì mattina qualcuno l'ha visto fare la spesa al supermercato. I familiari hanno però riferito che da giorni è ossessionato dal timore di subire aggressioni. Inoltre qualche giorno era andato di persona dai carabinieri di Barbarano, in stato confusionale, e dal sindaco Luca Cavinato, a chiedere notizia di una pratica edilizia inesistente. Il figlio Daniele negli ultimi tre giorni ha assistito impotente al crescere della follia del padre. Venerdì il medico di famiglia doveva visitarlo, ma l'anziano non ha aperto la porta. Il medico è andato dal figlio, insieme sono tornati davanti alla casa dell'anziano. Poi, preoccupati, hanno chiesto l'intervento dei carabinieri.

LA MORTE DELLA MOGLIE - Dapprima Daniele Zanellato aveva chiamato il comando di Barbarano. «Prima mi hanno risposto di cercare di entrare in casa di mio padre - ha raccontato -, poi hanno mandato una pattuglia di Vicenza e una di Barbarano». Battista Zanellato è stato un operaio scalpellino, la zona è famosa per le cave di pietre dalle quali si ricava la pregiata pietra di Nanto. La sua depressione era cominciata alcuni anni fa, quando è deceduta sua moglie: uscita a far la spesa, era caduta in un fosso ed era stata trovata morta.

IL CARABINIERE UCCISO - Il tenente colonnello Valerio Gildoni, 42 anni, si era messo al comando degli uomini del reparto operativo per raggiungere Bosco di Nanto perché era giunta notizia che l'anziano era armato di fucile e stava minacciando altre persone. Gildoni era tornato a Vicenza lunedì, dopo aver seguito l'11esimo corso Issmi (Istituto superiore di stato maggiore interforze) presso il Centro alti studi per la difesa di Roma. A Vicenza era stato designato nel 2008, ma dopo una settimana era partito per il corso. L'ufficiale aveva recentemente guidato la compagnia di Roma Montesacro. In precedenza aveva prestato servizio allo stato maggiore della Difesa.


06/07/2009

Il re dei giocattoli uccide la moglie

Il re dei giocattoli uccide la moglie

 

Due colpi di pistola, la tragedia scoperta dal figlio. Horvat, 67 anni, si è tolto la vita dopo il delitto. Fondò il gruppo Gig. Ha lasciato un biglietto per spiegare il gesto

 

PIETRASANTA (Lucca) — Fino a dieci anni fa era stato il re dei giocattoli, proprietario della Gig, colosso italiano del divertimento, licenziataria di Toy’s e Nintendo. Poi erano ar­rivati problemi economici e Gianfranco Aldo Horvat, 67 anni, in gioventù pilota di au­to sportive, nel 2000 aveva de­ciso di vendere a Enrico Pre­ziosi di Giochi Preziosi. Sem­brava un ritiro definitivo dal mondo degli affari e invece pochi mesi fa, l’imprenditore fiorentino, era tornato in cam­po come presidente e Ceo di Edison giocattoli. «Era entu­siasta. Aveva molte idee e nes­sun problema economico», di­cono gli amici. I sogni di Hor­vat e della moglie, Anna Gra­zia Satta, 64 anni, alla quale era legatissimo, si sono in­franti sabato notte nella casa in affitto delle vacanze nel centro di Pietrasanta. L’imprenditore ha ucciso la moglie con due colpi di pisto­la, una Smith & Wesson cali­bro 38, alla tempia e poi si è sparato in bocca. Un omicidio suicidio oscuro, sui quali gli investigatori stanno mante­nendo un riserbo assoluto. Si parla di un biglietto lasciato ai due figli nel quale l’impren­ditore spiegherebbe il motivo del gesto. Dietro l’allegria e la voglia di tornare a scalare il merca­to, pare si nascondesse il tor­mento dell’imprenditore per un tumore alla gola che lo per­seguitava da tempo.

«Mesi fa era stato in una clinica degli Stati Uniti per farsi curare — racconta un amico — ma nes­suno al di fuori della famiglia sapeva le sue condizioni e lui non ne parlava con nessuno». A scoprire i corpi, nella ca­mera da letto del primo piano della palazzina di via Piastro­ni 53, nel centro di Pietrasan­ta, sono stati i vigili del fuoco. La donna era sul letto, l’uomo leggermente inclinato verso il pavimento. A dare l’allarme uno dei fi­gli, Leonardo, 43 anni, ammi­nistratore dei beni di fami­glia. Era in vacanza con i geni­tori e, dopo cena, era uscito con la sua Porsche. Tornato a casa intorno all’una, aveva tentato di aprire la porta di ca­sa ma l’aveva trovata chiusa con la chiave inserita. Al pri­mo piano la luce accesa nella camera da letto. Spenti i tele­foni cellulari del padre e della madre. I coniugi Horvat, molto co­nosciuti a Firenze, vivevano con i figli, Leonardo e Gianlu­ca, in una residenza d'epoca con parco sulle colline di Fie­sole. Un luogo straordinario, dove ogni tanto arrivavano gli amici. Tra questi il sindaco di Firenze, Matteo Renzi. Gianfranco Aldo Horvat era stato un suo convinto sosteni­tore. «Non ho mai votato a si­nistra — aveva detto durante una cena pubblica a sostegno del candidato — ma stavolta lo farà perché Matteo è la per­sona giusta per guidare Firen­ze » . Il sindaco Renzi ieri ha com­mentato con profondo cordo­glio la morte dei coniugi: «So­no incredulo e sbigottito. Ri­cordo Horvat come un uomo appassionato e un imprendi­tore tenace, innamorato di Fi­renze ». Le indagini sono con­dotte dal comandante dei ca­rabinieri di Pietrasanta, An­drea Pasquali. Marco Gasperetti.

Marco Gasperetti


01/07/2009

Follia a Detroit

Follia a Detroit

 

Fermata una giovane. Spari fuori da un college a Detroit: sette studenti colpiti. La sparatoria ha avuto luogo davanti alla scuola liceale Cody, dove si tenevano corsi estivi


DETROIT - Almeno sette persone sono state ferite da proiettili nel corso di una sparatoria avvenuta martedì davanti ad una scuola di Detroit. La sparatoria ha avuto luogo davanti alla scuola liceale Cody, dove si tenevano corsi estivi. Tra i sette feriti, quattro sono studenti. Le vittime sono state trasportate d'urgenza in diversi ospedali della città.


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19/05/2009

Ragazzini seviziano e impiccano un cane

Ragazzini seviziano e impiccano un cane

 

L'autore materiale dell'uccisione dell'animale è un bambino di 9 anni. Canicattì, la scena è stata filmata dalle telecamere di sicurezza del municipio. L'Enpa: fatto sconcertante

 

Un frame del ritrovamento di un cane impiccato a Sant'Agata di Militello (da YouTube)
Un frame del ritrovamento di un cane impiccato a Sant'Agata di Militello (da YouTube)

MILANO - Prima lo hanno seviziato, poi gli hanno tolto la vita impiccandolo ad una maniglia. Il tutto davanti all'occhio elettronico della fotocamera di un telefono cellulare. La vittima è un piccolo cane di razza yorkshire; gli aguzzini sono tre ragazzini siciliani e a compiere materialmente l'impiccagione è stato il più piccolo dei tre, di soli nove anni (i «complici» che hanno effettuato le riprese ne hanno invece 13 e 15).

I FILMATI - A loro i carabinieri sono arrivati dopo aver visionato le telecamere installate dal Comune sulla villa comunale di Canicattì, nei pressi della quale si sono verificati i fatti. Dalle registrazioni video è emerso che ad uccidere il cane è stato un bambino di 9 anni che si è fatto filmare con un telefono cellulare dai due complici di 13 e 15 anni. Per tutti è scattata la segnalazione alla Procura dei Minori che adotterà le misure del caso.

«FATTO CHE LASCIA SGOMENTI» - «Quanto accaduto a Canicattì - commenta Carla Rocchi, presidente nazionale dell'Ente nazionale protezione animali - è un fatto sconcertante che lascia sgomenti per la giovanissima età dei tre bambini. Ci si chiede quali condizioni esistenziali possono aver portato tre minori a compiere un’azione talmente efferata che certamente non mancherà di lasciare traccia su di loro, anche negli anni a venire. Questo episodio dimostra quanto sia indispensabile una maggiore tutela dell’infanzia».

MACABRA MODA - Non è la prima volta che dei giovani vengono sorpresi a torturare animali e non è la prima volta che certe gesta vengono immortalate in un video. In YouTube, uno dei principali siti per la condivisione di filmati, digitando le parole «cane impiccato» si arriva ad un video relativo ad un macabro ritrovamento di un cane ucciso appunto per impiccagione a Sant'Agata di Militello, nel Messinese. E molti sono i video di episodi analoghi provenienti da diverse parti del mondo. Resta ora da vedere quali saranno le decisioni dei giudici dei minori relativamente al caso di Canicattì. Tutti i giovani coinvolti nella vicenda sono però di età inferiore ai 14 anni e per questo non punibili.


14/05/2009

MORTO MEDICO COLPITO IN AMBULATORIO GENOVA,NIPOTE IN CARCERE

MORTO MEDICO COLPITO IN AMBULATORIO GENOVA,NIPOTE IN CARCERE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

GENOVA - E' morto in nottata nell'ospedale San Martino il neuropsichiatra Pietro Pintus, di 62 anni, ferito ieri con due colpi di pistola sulla porta del suo ufficio nel poliambulatorio della Asl 3 della Fiumara a Sampierdarena. Sempre in nottata è stato trasferito in carcere in stato di fermo di polizia giudiziaria il nipote di 28 anni, Pietro Cocco, di Tempio Pausania (Sassari), sospettato dai carabinieri di aver sparato allo zio, anch'egli originario della Sardegna, per non precisate questioni familiari. Il giovane, che nega ogni responsabilità, era stato fermato nella serata di ieri dai carabinieri nel porto di Genova mentre si imbarcava su un traghetto diretto in Sardegna. A Cocco, che è guardia giurata, è stata sequestrata la pistola d'ordinanza sulla quale sono in corso accertamenti balistici per verificarne la compatibilità con i proiettili sparati contro il medico. Il dott. Pintus, che era direttore del consultorio familiare del "palazzo della salute" della Fiumara, è morto dopo essere stato sottoposo ad un lungo e delicato intervento chirurgico. I due proiettili che lo avevano colpito al tronco avevano infatti leso numerosi organi interni: fegato, milza, un rene ed un polmone.


13/05/2009

Genova: uomo entra armato in una Asl e apre il fuoco, grave un medico

Genova: uomo entra armato in una Asl e apre il fuoco, grave un medico

 

Lo sparatore è fuggito. i carabinieri lo stanno cercando in tutta la zona. Colpito al torace Pietro Pintus, neuropsichiatra infantile alla Asl 3 alla Fiumara. Lo sparatore è fuggito

 

Il luogo della sparatoria (Emmevi)
Il luogo della sparatoria (Emmevi)

GENOVA - Scene di panico al Palazzo della Salute della Asl 3 alla Fiumara, nel quartiere di Sampierdarena, nel ponente di Genova. Un uomo armato di pistola ha fatto irruzione nei locali della Asl e ha sparato ad un medico ferendolo, a quanto si apprende, in modo grave. Lo sparatore è poi fuggito. I carabinieri, intervenuti poco dopo, lo stanno cercando in tutta la zona.

LA VICENDA - Tutto è avvenuto in pochi secondi, quano lo sconosciuto ha sparato contro, Pietro Pintus, 47 anni neuropsichiatra infantile del consultorio della Asl 3, che è stato centrato da due colpi di pistola al fianco. Il medico è in condizioni molto gravi. Pintus infatti ha subito lesioni, con un'emorragia, a fegato, milza, che è stata spappolata, e reni.

LE INDAGINI - Intanto quattro dipendenti della Asl sono stati accompagnati in caserma per ricostruire nei dettagli l'aggressione. Si tratta di due dirigenti medici, di un tecnico e di un impiegato amministrativo. Gli investigatori stanno inoltre cercando di verificare una serie di numeri di targa, anche se incompleti, segnalati dai testimoni che hanno visto fuggire lo sparatore. Ancora da chiarire se a bordo dell'automobile in fuga ci fossero due uomini o uno solo.