07/08/2010

Nuoto, Valerio Cleri oro nella 25 km di fondo

Nuoto, Valerio Cleri oro nella 25 km di fondo

Ancora una medaglia azzurra agli Europei di Budapest. Salgono a sette le medaglie azzurre: 2 ori, 4 argenti e 1 bronzo.


Valerio Cleri esulta (Epa) BUDAPEST - Valerio Cleri ha conquistato la medaglia d’oro nella 25 km in acque libere agli Europei di nuoto a Budapest. L’azzurro, già argento nella 10 km che ha inaugurato il programma della rassegna continentale, ha preceduto i francesi Venturi e Hedel.

BALZO NEL MEDAGLIERE - Con l’oro di Cleri le medaglie italiane a questi Europei salgono a sette: 2 ori, 4 argenti e 1 bronzo. Un risultato parziale che vale al momento la testa nel medagliere. E anche un record per i colori azzurri: mai prima d'ora l'Italia aveva vinto sette medaglie nei campionati continentali.

Redazione online

 


06/08/2010

Argento all'Italia dalla 5 km a squadre

Argento all'Italia dalla 5 km a squadre

Europei di nuoto di Budapest. Ancora una medaglia per gli azzurri. L'oro è andato alla Grecia, il bronzo alla Russia

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BALATONFURED (UNGHERIA) - Ancora una medaglia dagli azzurri del fondo agli Europei di nuoto di Budapest. L'Italia ha conquistato l'argento nella 5 km a squadre con Rachele Bruni, Simone Ercoli e Simone Ruffini. L'oro è andato alla Grecia, il bronzo alla Russia: alla finale hanno partecipato nove squadre. Per l'Italia è la sesta medaglia in tre giorni di gare al torneo continentale, dopo gli argenti nella 10 km maschile e femminile di Valerio Cleri e Giorgia Consiglio e la storica tripletta nella 5 km con Luca Ferretti, Simone Ercoli e Simone Ruffini.

SINCRONIZZATO - Le azzurre del nuoto sincronizzato sono in corsa per una medaglia nel concorso a squadre. La squadra italiana ha chiuso al quarto posto le due prove preliminari piazzandosi quarta nell’esercizio libero. Al termine delle qualificazioni alla finale di sabato le azzurre sono quarte con 91,600 punti dietro all’Ucraina, terza a quota 92.450. La Russia svetta con 97,800 davanti alla Spagna (95,750).


25/02/2010

Orca uccide addestratrice del Seaworld

Orca uccide addestratrice del Seaworld

 

La donna è stata trascinata sul fondo della vasca dove è morta annegata. Raccapricciante spettacolo davanti al pubblico del parco acquatico di Orlando

 

Un momento di uno degli spettacoli delle orche in un Seaworld
Un momento di uno degli spettacoli delle orche in un Seaworld

ORLANDO (FLORIDA) - Orrore al SeaWorld di Orlando, in Florida. Un'addestratrice del parco acquatico - uno dei tanti dell'omonima catena statunitense di parchi di divertimento - è stata uccisa da un'orca davanti agli occhi del pubblico. La donna stava illustrando agli spettatori lo show cui avrebbero assistito - che per tragica ironia si intitolava «Cena con l'orca» - quando il cetaceo è fuoriuscito dalla piscina afferrandola tra le fauci. L'orca ha quindi trascinato la donna prima sul fondo e poi per tutta la piscina in una sorta di macabra danza della morte. A quel punto, riferiscono testimoni citati dal Los Angeles Times, sono suonate le sirene e utti gli spettatori sono stati fatti allontanare. L'orca chiamata Tilikurnm, e ribattezzata con il nomigliolo di Tilly in occasione degli spettacoli, era a SeaWorld dal 1992 ma sei mesi prima del suo arrivo era stata coinvolta nella morte di un altro addestratore in un parco della British Columbia, in Canada.

PESSIMA FAMA - L'orca è un mammifero della famiglia dei delfinidi, il più grande della specie, caratterizzato dalle inconfondibili macchie bianche e nere. Di questo animale si è molto parlato dopo l'uscita del libro di Arthur Herzog «L'orca assassassina» da cui è stato tratto poi l'omonimo film di Michael Anderson nel 1977. Proprio la fama di animale killer (la definizione inglese è proprio «killer whale», balena assassina), oltre che la sua imponente mole, lo hanno fatto diventare l'oggetto del desiderio per molti parchi acquatici che giocano appunto sulla sua fama di pericoloso abitante dei mari. Da molti è considerato il vero concorrente dello squalo bianco.

PARCO EVACUATO - Dopo l'incidente, che ha choccato molti dei bambini che vi assistevano, il parco è stato immediatamente evacuato. E’ estremamente raro che le orche addestrate abbiano manifestazioni violente nei confronti degli addestratori. La vita in cattività per questi esemplari, che in natura vivono in diversi ambienti oceanici ma sempre in grandi spazi aperti, può però provocare mutazioni comportamentali che, come in questo caso, possono avere anche gravi conseguenze.

SENZA SCAMPO - La donna, a quanto riferiscono i media locali, era una delle animatrici più esperte del parco. La morsa dell'orca però non le ha lasciato scampo. Trascinata sott'acqua, è morta per affogamento. I vigili del fuoco della contea di Orange sono arrivati sul posto non più tardi di 5 minuti dopo la prima segnalazione al 911, il numero americano per le emergenze. Tuttavia quando sono riusciti a recuperare il corpo, per l'addestratrice già non c'era più nulla da fare. Non è la prima volta che il Sea Worlkd registra incidenti con le sue orche. Nel 2005 un altro addestratore era stato colpito da uno degli esemplari poi definito "sovreccitato" dai responsabili dell'impianto durante una performance dal vivo, ma in quel caso riuscì a cavarsela con qualche graffio e contusione. Alla donna agganciata mercoledì invece non è andata altrettanto bene.

I PRECEDENTI - Il parco di divertimento di SeaWorld ad Orlando, in Florida, riceve circa sei milioni di visitatori l'anno. È il settimo parco a tema più visitato degli Stati Uniti. Tra le sue attrazioni vi sono ottovolanti e una altissima torre di osservazione. Ma la sua caratteristica sono le esibizioni degli animali addestrati nel grande Shamu Stadium, con esibizioni di delfini e orche assassine. SeaWorld era stato nel 1999 al centro di un mortale incidente quando un senzatetto era penetrato in una vasca, scavalcando i recinti, e aveva tentato di nuotare nella grande piscina degli animali. L'uomo, Daniel Duke, era stato trovato il giorno dopo senza vita, e completamente nudo, sulla schiena di Tillikum, l'orca assassina, oggi trentenne, protagonista dell'incidente odierno. Nel 2005 sempre a SeaWorld un addestratore era rimasto ferito quando era stato colpito con violenza da un'orca assassina durante uno spettacolo. Nel 2006 al parco divertimenti di SeaWorld Texas, a San Antonio, un'altra orca assassina aveva aggredito un trainer mandandolo all'ospedale. Compreso quello di oggi, concluso con la morte della addestratrice, vi sono stati almeno una ventina di incidenti nei diversi SeaWorld Usa con protagoniste le orche assassine.

 

Redazione Online


22/07/2009

Martina Grimaldi è bronzo nel fondo

Martina Grimaldi è bronzo nel fondo

 

Oro alla britannica Payne, argento alla russa Seliverstova. Nella gara sui 10 km donne. «La mia medaglia per i militari caduti in pace»

 

 

 

Martina Grimaldi

 

OSTIA - Secondo bronzo per l'Italia ai mondiali di nuoto, pallanuoto e tuffi in corso di svolgimento a Roma. Dopo la medaglia martedì di Tania Cagnotto nel trampolino 3 metri, è giunto il terzo posto di Martina Grimaldi nella 10 km di fondo donne, che si è svolta nel mare di Ostia. L'oro è andato alla britannica Keri Anne Payne con il tempo di 2 ore, un minuto e 37"1, argento alla russa Ekaterina Seliverstova che ha battuto in un avvincente spint la Grimaldi. La russa Larisa Ilchenko, olimpionica a Pechino, si è ritirata dopo circa un’ora di gara per un infortunio. Tornata a riva in sella a una moto d’acqua, la russa si è sottoposta alle cure dello staff medico. Martedì, dopo l’argento conquistato nella 5 chilometri, la Ilchenko aveva lamentato un problema alla gamba sinistra.

GRIMALDI - Martina Grimaldi, nata a Bologna il 28 settembre 1988, è giunta decima a Pechino, è stata argento agli europei di Dubrovnik 2008 e oro alla coppa del mondo di Vienna 2007. «Sono contentissima, mi scendevano le lacrime mentre stavo arrivando al traguardo. Dedico questa medaglia a tutti i militari che sono caduti in missione di pace», ha detto al traguardo Martina Grimaldi, che gareggia per il gruppo Esercito. «Mi sono detta che dovevo arrivare al podio, non potevo mollare. Quando mi sono trovata un po' indietro, ho cercato sempre di recuperare e di tornare avanti nel gruppo. Questa medaglia mi regala tantissima gioia, serenità e sicurezza in vista della 25 km. Questo è il mio quarto Mondiale, non volevo che andasse male. In particolare, i risultati dello scorso anno mi avevano distrutto il morale. Stavolta ho tirato fuori la grinta, ci tenevo davvero a far bene. Ho fatto esperienza, in gara so cosa devo fare e posso prendere decisioni da sola. Oggi mi sentivo bene, volevo vivere questa gara da protagonista e ci sono riuscita».


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21/07/2009

«Uccidete la cultura»: artisti in piazza

«Uccidete la cultura»: artisti in piazza

 

Manifestazione bipartisan Tra cinema, teatro e lirica un migliaio a Montecitorio. Al sit-in contro i tagli del governo Moretti e Verdone ma anche Barbareschi

 

ROMA — Palloncini neri e cartelli listati a lutto per celebrare «la morte dello spettacolo »: così un migliaio di protagonisti del mondo del cinema, del teatro, della danza, della musica, ha protestato ieri in piazza Montecitorio, di fronte alla Camera dei deputati, contro i tagli del governo Berlusconi al Fus, Fondo unico per lo Spettacolo, con cui lo Stato finanzia il settore. Meno 130 milioni di euro quest’anno, passando dai 511 milioni previsti dal governo Prodi nel 2008, ai 380 attuali. A protestare attori e registi, ma anche molte maestranze, musicisti, ballerini, coreografi, costumisti. Tra i tanti volti noti, Carlo Verdone e Nanni Moretti, Mario Monicelli ed Ettore Scola, Luca Zingaretti e Mariangela Melato, Ricky Tognazzi ed Enrico Lucherini, Paolo Virzì e Giuliano Montaldo, Valerio Mastandrea e Ascanio Celestini.

Verdone, tra i primi ad arrivare, è anche uno dei più duri nel commento: «Un omicidio, stanno uccidendo la cultura. E se sono qui, lo faccio soprattutto per le nuove generazioni». «Delitto» è invece il termine che utilizzano entrambi gli esponenti del Pd giunti al sit-in per solidarizzare con i manifestanti: l’attuale e l’ex segretario del Pd, Dario Franceschini e Walter Veltroni.

In una piazza che ha ripetutamente invocato le dimissioni del ministro per i Beni culturali Sandro Bondi (e contro i tagli ieri si sono espressi i due ex ministri della Cultura Francesco Rutelli e Giovanna Melandri) i fischi sono stati indirizzati soprattutto agli interventi dei due parlamentari del Pdl Luca Barbareschi e Gabriella Carlucci, che dal palco hanno comunque provato ad argomentare le loro ragioni, spiegando oltretutto di condividere in larga parte le proteste (contraria ai tagli del governo anche un’altra parlamentare del Pdl, Fiorella Ceccacci Rubino, che ha parlato di un settore «che contribuisce con imposte dirette e indirette a un gettito per l’erario di diversi miliardi di euro l’anno»). Barbareschi si è rivolto alla platea parlando di «atteggiamento fascista», poi, sommerso da cori di buuu, ha proposto «uno sciopero vero e a oltranza, per quattro mesi e non una manifestazione piccola come questa e fatta di lunedì» raccogliendo anche applausi.

Sui tagli al Fus ieri è intervenuto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ai giornalisti, durante la cerimonia del Ventaglio al Quirinale, ha spiegato di «non poter far nulla» per rispondere agli appelli che gli sono stati rivolti: «Perché siamo alla vigilia, anzi sull’orlo di una approvazione in Parlamento». Tuttavia, ha spiegato Napolitano, la questione tornerà presto alla ribalta, in autunno, con la legge finanziaria, quando si dovranno stabilire le priorità nell’erogazione delle risorse disponibili di fronte all’esigenza di ridimensionare la spesa pubblica. «Occorre fare uno sforzo — ha concluso il capo dello Stato — per selezionare le vere priorità, perché se si dice che tutte le spese sono prioritarie si dice che nessuna lo è».

Margini per un cambiamento di rotta del governo non se ne vedono, stando almeno alle parole pronunciate ieri sul palco da Andrea Purgatori, che a nome dell’associazione «100 Autori» ha fatto parte di una delegazione che subito prima della protesta ha incontrato a palazzo Chigi il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, in veste di mediatore tra le parti. «L’aria che tira — ha detto Purgatori — non è buona, nonostante Letta comprenda molte delle nostre ragioni ».

Edoardo Sassi