08/07/2010

Crisi, il Fondo monetario vede la ripresa nel 2010

Crisi, il Fondo monetario vede la ripresa nel 2010

L'Fmi rivede al rialzo le stime di crescita mondiali per l'anno in corso, mentre lascia invariate quelle per il 2011. Prevista anche un'espansione del pil italiano pari al + 0,9%. Il rischio recessione nei prossimi anni sembra essere fugato

 

 

Il Fondo monetario internazionale rivede al rialzo le stime di crescita mondiali per il 2010. Secondo l'Fmi l'economia globale si espanderà quest'anno del 4,6% (0,4 punti in più rispetto a quanto previsto in aprile), mentre per il 2011 la stima è invariata al +4,3%.

Il pil dell'Italia crescerà quest'anno dello 0,9%, a fronte del +0,8 stimato in precedenza; limata invece di 0,1 punti la stima 2011, quando è previsto che l'economia segnerà un +1,1%. Eurolandia s'espanderà nel 2010 dell'1,0% e nel 2011 dell'1,3%. Le economie avanzate cresceranno quest'anno del 2,6% e il prossimo del 2,4%.


Circa il rischio recessione, infine, è fortemente improbabile uno slittamento dell'economia globale per i prossimi anni, anche se "non è uno scenario del tutto improbabile". A dichiararlo è stato il capo economista del Fondo Monetario Internazionale Olivier Blanchard, presentando l'aggiornamento del
World Economic Outlook e del Global Financial Stability Report. Secondo Blanchard è necessario che i Paesi tornino a livelli sostenibili di spesa. Il capo economista dell'Fmi ha inoltre sottolineato che lo yen è al momento correttamente valutato e non deve indebolirsi, per combattere la deflazione. Blanchard ha infine aggiunto che è ancora troppo presto per dire se la decisione della Cina sulla yuan avrà o meno impatto sui flussi di capitale nel Paese.


26/09/2009

Con G20 nasce il nuovo ordine mondiale Ma il clima è il grande sconfitto

Con G20 nasce il nuovo ordine mondiale Ma il clima è il grande sconfitto

 

Clima: Barroso «preoccupato per gli scarsi progressi» ottenuti al vertice. Berlusconi: «Il G8 unisce Paesi vicini per cultura. Il G20 parlerà di economia». Dall'Fmi il 5% ai Paesi emergenti.

 

Il presidente Usa Barack Obama, qui con la moglie Michelle, al vertice di Pittsburgh (LaPresse)
Il presidente Usa Barack Obama, qui con la moglie Michelle, al vertice di Pittsburgh (LaPresse)

PITTSBURGH - G8 addio, il vertice principale tra i grandi del pianeta diventa il G20 ma a Pittsburgh, e probabilmente anche a Copenaghen, il clima è (e sarà) il grande sconfitto. «A Copenhagen non ci aspettiamo che possa essere definito e uscir fuori un trattato, ma un accordo che potrà poi essere perfezionato nel tempo», ha detto Silvio Berlusconi. E la delusione viene espressa in modo netto dal presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, che si è detto preoccupato per la lentezza osservata nei negoziati internazionali sul clima, e per la mancanza di progressi a Pittsburgh. «Non nascondo la mia preoccupazione per i pochi progressi realizzati», ha detto Barroso.

IRAN - Chiudendo il vertice, il presidente americano Barack Obama ha detto che il mondo non era mai stato così unito nel chiedere all'Iran di tenere fede alle sue responsabilità internazionali in materia di nucleare. «Teheran ha ricevuto l'ammonimento e dovrà dire la verità sul suo programma nucleare nell'incontro del 1° ottobre a Ginevra».

G20 - Il G20 sarà quindi l'unico a occuparsi di questioni economiche mentre il G8, continuerà a riunirsi, ma si focalizzerà su altre questioni, come la sicurezza nazionale. Il G 20 riunirà nel 2010 in Canada e in Corea del sud e nel 2o11 in Francia. Il G8 comunque «non muore» e resterà come un luogo politico di confronto tra i Grandi. «Non credo che questa sia la fine del G8», ha detto Berlusconi, «perché mette insieme otto Paesi molto vicini da valori, tradizioni e principi, mentre nel G20 ci sono Paesi con altre tradizioni e altre origini, come la Cina. Il G8 credo che continuerà ad avere un ruolo di rilievo su temi politici, soprattutto relativi alla sicurezza. Il G20 è impostato sui problemi dell'economia». Dal G20 nasce una nuova intesa, che verrà denominata «Patto di Pittsburgh» proprio dal nome della città della Pennsylvania dove si è svolto il summit. Nel documento finale del vertice, si legge infatti che nasce il patto di Pittsburgh «per la crescita, con la creazione di un framework per lo sviluppo sostenibile. Questo patto prevede che il G20 diventi il forum dove i singoli Paesi verificano l'implementazione e l'efficacia delle misure a sostegno dell'economia».

IL NUOVO RUOLO DEL G20 - L'obiettivo di Pittsburgh è quello di creare un framework, una cornice, per un forte e sostenibile sviluppo. Un patto per una «crescita forte, sostenibile e bilanciata», che passa, in primo luogo, per la trasformazione del G20 in un forum permanente - a livello di capi di Stato e di governo - dove i Paesi verificano in maniera collettiva l'implementazione e l'efficacia delle misure di sostegno, che vengono introdotte dai singoli. Il Patto prevede una «conferma delle misure di stimolo all'economia» il cui ritiro ora «sarebbe prematuro». Niente exit strategy per il momento quindi anche se i Grandi si riservano di metterle in campo «appena il momento economico lo consentirà». Per raggiunge il risultato il percorso tracciato nel framework per la «crescita sostenibile» è, tra l'altro, quello di stimolare la domanda interna, facendola passare da pubblica a privata. E, ancora, assumere iniziative per banche e altre istituzioni finanziarie«. Al fianco del G20 verranno attribuiti più ruoli e collaborazione con il Financial Stability Board (Fsb) guidato dal governatore di Bankitalia Mario Draghi che dovrà essere allargato anche alle economie dei Paesi in via di sviluppo e emergenti. Già entro fine anno i ministri delle Finanze e i governatori delle banche centrali dovranno avviare un processo comune e coordinato di recepimento del framework per la crescita. Riunione che potrebbe tenersi - secondo le prime indiscrezioni - il 7 e l'8 novembre in Scozia.

LE MISURE DECISE A PITTSBURGH - Ma oltre che ridefinire il nuovo ruolo del G20, nel vertice di Pittsburgh sono state prese diverse decisioni per riconfigurare l'economia mondiale sconvolta dalla crisi. Vediamo le principali.

DISOCCUPAZIONE - «In molti Paesi la disoccupazione resta inaccettabilmente alta» e le condizioni per una «ripresa della domanda privata ancora non ci sono». È quanto si legge nel comunicato finale del G20 di Pittsburgh in cui i Grandi «si impegnano a una forte risposta politica fino a quando non ci sarà una ripresa stabile. Ci muoveremo affinché quando la crescita riprenderà crescerà anche l'occupazione». Il presidente di turno del G20, il presidente Usa Barak Obama, ha invitato il suo segretario al Lavoro a organizzare entro il 2010 un meeting internazionale, insieme all'Ocse, per valutare l'evoluzione del mercato del lavoro.

PAESI EMERGENTI - Accordo del G20 per la revisione, di almeno il 5%, delle quote di partecipazione al Fondo monetario internazionale a favore delle economie emergenti. Lo ha annunciato il direttore generale dell'Fmi Dominique Strauss-Kahn. Il G20 inoltre trasferisce ai Paesi emergenti almeno il 3% del proprio diritto di voto all'interno della Banca mondiale.

CLIMA - Il G20 si è impegnato a «intensificare i nostri sforzi, in cooperazione con le altri parti, per raggiungere un accordo a Copenaghen», alla fine dell'anno, dove è in calendario il vertice sulle nuove regole contro l'effetto serra. Ma in una dichiarazione diffusa poco prima della fine del Vertice, Il G20 ha raggiunto un accordo, senza definire però una scadenza precisa, per lo smantellamento progressivo delle sovvenzioni che alcuni Paesi, come Russia e India, versano al settore delle fonti di energia fossili, aumentando l'inquinamento.

BANCHE - Le banche - indica ancora il documento - devono contribuire a stimolare la crescita nel breve periodo assicurando un regolare flusso di credito a privati e imprese mentre nel lungo periodo devono rafforzare la propria base di capitale. Nel documento i leader ribadiscono inoltre gli obiettivi di maggiore trasparenza ed eticità del comparto finanziario onde evitare gli abusi degli ultimi anni. In quest'ambito viene ritenuto opportuno che i prodotti over the counter vengano trattati in mercati regolamentati entro il 2012. Inoltre viene delegato al Financial Stability Forum, l'organo guidato da Mario Draghi, uno studio che vagli ipotesi su come garantire maggiore trasparenza nei mercati dei prodotti derivati evitando abusi e manipolazioni.

BANCHIERI - Gli stipendi dei manager saranno legati «alle performance a lungo termine». Lo confermato Obama. Non ci sarà l'imposizione di nessun tetto generalizzato sui bonus, ma le autorità dei diversi Paesi avranno il diritto di fissare limiti. È il compromesso raggiunto e annunciato dal premier britannico Gordon Brown. Secondo Brown le decisioni prese al G20 permetteranno di salvare 15 milioni di posti di lavoro in tutto il mondo. I Venti si sono accordati per continuare a dare una decisa risposta politica finché la ripresa non si sarà consolidata, senza ritirare troppo presto le misure di stimolo. Rivedere le politiche sui compensi dei manager è «essenziale nel nostro sforzo per aumentare la stabilità finanziaria», si legge nel comunicato finale del G20, «allineando i compensi alla creazione di valore di lungo terrmine», senza creazione di «rischi». Le linee operative sui compensi elaborate dal Financial Stability Board, presieduto da Mario Draghi, prevedono compensi per i manager delle banche variabili per una quota del 40-60%, revisione dei contratti di fine rapporto, inclusi i paracadute d'oro, bonus garantiti per non più di un anno e compensi differiti nel tempo e pagati in diverse tranche.

LOTTA ALLE SPECULAZIONI - Il G20 inoltre condivide la necessità di combattere le speculazioni ed è pronto ad agire su diversi fronti anche per evitare le manipolazioni di mercato e contenere l'eccessiva volatilità dei prezzi. Un tema, quello della lotta alle speculazioni - fortemente sostenuto dall'Italia - che il documento finale affronta in maniera trasversale. Sul fronte delle regole per la finanza in primo luogo, stabilendo - ad esempio - che i prodotti "over the counter" (sostanzialmente quelli non regolamentati nei listini di Borsa), siano trattati sul mercato entro il 2012. E affidando all'Fsb uno studio per una maggiore trasparenza dei mercati per scongiurare abusi. Occorre ricordare che la quotazione nei mercati non regolamentati detti anche « over the counter» avviene secondo il principio dell'incontro tra la domanda e l'offerta soltanto; perciò il loro valore cambia continuamente e in maniera decorrelata rispetto all'andamento delle Borse Mondiali. La lotta alla speculazione è poi anche sulle materie prime per contenere l'eccessiva volatilità dei prezzi. Sui petrolio viene affidato all'Oisco (International Organization of Securuty Commission) il compito di studiare una regolamentazione sui prodotti petroliferi «over the counter». E misure sono previste anche per il mercato dei prodotti alimentari.

 


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25/09/2009

Berlusconi incantato da Michelle

Berlusconi incantato da Michelle

 

Il premier saluta Obama e fa i complimenti a Michelle per la sua mise


 

NEW YORK - Una stretta di mano ed un abbraccio con Barak Obama e subito dopo un evidente gesto di apprezzamento per la mise della First Lady. Silvio Berlusconi arriva alla cena di apertura del G20 di Pittsburgh e non nasconde la sua ammirazione per Michelle. Appena giunto di fronte ai 'padroni di casa' che stanno accogliendo gli ospiti del vertice al giardino botanico, il premier italiano ha scambiato una vigorosa stretta di mano ed un abbraccio con il presidente Usa. Per poi rivolgersi con lo sguardo alla First Lady. E, con un espressione del viso compiaciuta, accompagnata da un gesto di ammirazione, allargando le braccia, non ha nascosto l'ammirazione per la mise ed il look della Signora Obama.


G20, accordo per limitare i bonus nella finanza

G20, accordo per limitare i bonus nella finanza

 

Il vertice. A Pittsburgh intesa tra i leader anche per evitare un arresto "prematuro" delle misure di rilancio

 

Obama e Medvedev (Epa)
Obama e Medvedev (Epa)

PITTSBURGH - I bonus dei manager bancari dovranno in futuro essere direttamente collegati ai risultati a lungo termine da essi conseguiti nello svolgere le proprie mansioni, e non alla loro condotta sul breve periodo, soprattutto qualora comporti rischi per i rispettivi istituti e i relativi clienti, anche se magari fosse coronata da successo nella singola fattispecie: è questo il principio-cardine sul quale si basa la bozza di comunicato che sarà approvato dai leader del G20, al termine del vertice di Pittsburgh, in Pennsylvania. Lo hanno anticipato fonti riservate, secondo cui il testo prevede in modo esplicito di «limitare i bonus a una certa percentuale dei profitti totali netti, quando non si sia in armonia con il mantenimento di una solida base di capitale». In precedenza il ministro del Tesoro americano, Timothy Geithner, aveva spiegato come si vogliano «introdurre standard assai rigorosi per limitare i rischi». In realtà, proprio da Usa e Gran Bretagna sarebbe venuta la maggiore cautela sui provvedimenti da adottare, con Francia e Germania determinate a far passare invece la regola delle restrizioni dei bonus. L'intesa definitiva, comunque, non sarebbe al momento stata raggiunta: è quanto è stato riferito in via anonima negli ambienti della delegazione francese, secondo cui «sono stati compiuti progressi, ma ancora un compromesso non c'è». Per Geithner, peraltro, «ci siamo molto vicini». Più in generale, l'intento in seno al G20 è di attuare compiutamente la nuova normativa per migliorare qualità ed entità dei capitali bancari entro il 2012, con una progressiva applicazione mirata sull'evolversi delle condizioni finanziarie e sulla ripresa economica globale.

RILANCIO - I leader del G20 hanno inoltre raggiunto un'intesa per evitare un arresto "prematuro" delle misure di rilancio dell'economia. Secondo la bozza, è «imperativo» che i Paesi restino uniti nella lotta contro il protezionismo. È stato anche deciso che il G20 diventi un consiglio permanente che servirà ad attuare una cooperazione economica internazionale.

SCONTRI - Proseguono nel frattempo gli scontri nel centro della Pennsylvania dove si svolge il vertice: una ventina di persone sono state arrestate dalla polizia. La manifestazione di protesta, che non era autorizzata, ha opposto circa mille manifestanti alle forze dell'ordine. Da una parte lanci di cassonetti e sassi, dall'altra candelotti lacrimogeni. Gli incidenti sono cominciati quando diverse centinaia di manifestanti hanno tentato di avvicinarsi alla sede del vertice del G20. Alcuni gruppi si sono presentati come anarchici, alcuni con vestiti neri, bandane e bandiere nere. Alcuni mostravano striscioni sui quali era scritto: "Nessuna speranza nel capitalismo".


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03/04/2009

G20, intesa contro i paradisi fiscali. Altri 1000 miliardi per l'economia

G20, intesa contro i paradisi fiscali. Altri 1000 miliardi per l'economia

 

Soddisfatti anche sarkozy e la merkel. I leader: «Il più grande stimolo fiscale e monetario dei tempi recenti». Obama: «È una svolta»

 

Foto di gruppo per i partecipanti al G20 di Londra (Ap)
Foto di gruppo per i partecipanti al G20 di Londra (Ap)

LONDRA - Mille miliardi per l'Fmi e le altre istituzioni finanziarie internazionali, oltre allo stimolo fiscale da 5.000 miliardi di dollari entro la fine del 2010 a sostegno della ripresa dell'economia mondiale. Una lista nera dei paradisi fiscali. Un nuovo consiglio per la stabilità finanziaria globale. E l'impegno di ritrovarsi per un nuovo summit, a fine anno, in modo da valutare gli eventuali progressi. Sono alcune delle misure decise durante il G20 di Londra per combattere la peggiore crisi economica mondiale dagli anni '30.

ESPANSIONE FISCALE - «Nel complesso, le azioni che abbiamo intrapreso costituiranno il più grande stimolo fiscale e monetario e il programma di supporto del sistema finanziario di più vasta portata dei tempi recenti - si legge nel comunicato finale del vertice. - Abbiamo fissato un ulteriore aumento di mille miliardi di dollari per le risorse all'economia mondiale, attraverso le nostre istituzioni finanziarie e il commercio internazionale. Stiamo sostenendo una espansione fiscale concertata e senza precedenti che salverà o creerà milioni di posti di lavoro che sarebbero altrimenti stati distrutti, e che ammonterà, entro la fine dell'anno prossimo, a 5 mila miliardi di dollari; aumenterà la produzione del 4 per cento e accelererà la transizione a un'economia verde».

OBAMA - Secondo Barack Obama, il vertice è stato «molto produttivo». Per il presidente americano, il G20 di Londra costituisce «una svolta per la ripresa». «Sono state decise misure coordinate senza precedenti - ha proseguito il leader americano - ed è stata respinta ogni ipotesi di ritorno a forme protezionistiche che avrebbero solo l'effetto di aggravare la crisi». I governi, ha aggiunto, «non vogliono decidere i livelli salariali dei manager» e il documento approvato a Londra «non significa che gli Stati faranno microgestione a livello di società». «Si può avere successo basando le proprie azioni non su una performance di breve periodo, di qualche mese, basata su prodotti venduti velocemente come i derivati - ha detto Obama -, ma piuttosto su una crescita solida e duratura». Negli Stati Uniti «nessuno obietta al fatto che chi è ricco lo voglia restare, ma ci devono essere dei meccanismi di rendiconto da parte dei manager». «Vedrete - ha concluso - che ci saranno molti paesi che faranno propri questi principi». A proposito dei cambiamenti della politica estera sotto la sua amministrazione, Obama ha detto che gli Stati Uniti «esercitano meglio la loro leadership quando sanno ascoltare». Washington esercita meglio la sua leadership, ha continuato, quando «guida attraverso l'esempio, mostra umanità, quando si rende conto di non avere sempre la risposta migliore».

UN TRILIONE DI DOLLARI - Il primo a parlare dopo la fine dei lavori, in quanto «padrone di casa», era stato Gordon Brown. «I problemi globali richiedono soluzioni globali - aveva dichiarato il premier britannico, elencando i punti sui quali si è trovato l'accordo. - Abbiamo raggiunto il consenso per fare tutto ciò che è necessario per ristabilire la crescita economica e l'occupazione e prevenire un'altra crisi come quella attuale». Brown ha confermato lo stimolo fiscale fino a 5.000 miliardi di dollari entro la fine del 2010 a sostegno della ripresa dell'economia mondiale. I leader del G20 hanno trovato anche l'intesa per mettere a disposizione del Fondo Monetario Internazionale altri 500 miliardi di dollari. L'Fmi, che così vede triplicarsi i suoi fondi, potrà contare inoltre su altri 250 miliardi in Diritti Speciali di Prelievo. Non solo: saranno utilizzati altri 250 miliardi di dollari per sostenere il commercio internazionale. I paesi poveri riceveranno 50 miliardi di dollari di aiuti. Brown ha quindi preannunciato un sistema di «nuove regole» sui bonus e salari a livello globale: i numeri uno delle istituzioni finanziarie, ha spiegato Brown, saranno nominati sulla base del «merito». «Ripuliremo le banche per rilanciare credito per le famiglie e le imprese - ha proseguito il premier - Ci siamo accordati per un approccio unico e globale per gli asset tossici».

MERKEL-SARKOZY - Secondo il cancelliere tedesco Angela Merkel, si tratta di «un compromesso storico in risposta a una crisi eccezionale». Anche il presidente francese Nicolas Sarkozy, nonostante le forti perplessità della vigilia, appare soddisfatto: «I risultati ottenuti vanno aldilà di quello che potevamo immaginare. I Paesi del G20 hanno deciso di riformare in profondità l’organizzazione finanziaria internazionale, cosa che non era stata mai fatta a questo livello dagli accordi di Bretton Woods nel 1945 - ha detto il capo dell'Eliseo. - C’è un impegno dei capi di Stato e di governo per un rafforzamento delle regole della supervisione delle attività finanziarie: era una priorità per Francia e Germanie, e questa priorità è diventata uno degli obiettivi di tutti i capi di Stato e di governo». Lo stesso Sarkozy ha spiegato che la Svizzera non figurerà sulla 'lista nera' dei paradisi fiscali, ma su quella 'grigia' che comprende i paesi che intendono rispettare gli standard dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), ma che non li hanno ancora messi in atto (Sulla black list figurano Costa Rica, Malaysia, Filippine e Uruguay, nella "lista grigia" - che comprende 38 Paesi - ci sono anche il Belgio, il Lussemburgo, l'Austria e il Liechtenstein).

LE TENSIONI - Dopo una vigilia contrassegnata dagli scontri nella City tra manifestanti anti-capitalismo e polizia - che portano un bilancio di un morto (per cause naturali) e di alcune decine di arrestati tra i dimostranti - i capi di Stato e di governo hanno dunque trovato una linea comune per affrontare le nuove sfide dell'economia, in particolare in tempi di crisi. Un'operazione dal successo non scontato, viste le divergenze di opinione sulle ricette da adottare

 


16/11/2008

I Grandi: no al protezionismo Spesa pubblica anti-recessione

I Grandi: no al protezionismo Spesa pubblica anti-recessione

Bush: l'Fmi cambierà. Sarkozy: nuovo vertice a Londra, poi in Italia. Draghi: nel futuro dei mercati più capitali e regole, ma meno debiti

 

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WASHINGTON — «Continueremo a lavorare assieme per risolvere la crisi e per riformare il sistema finanziario»: i capi di Stato e di governo dei venti Paesi più importanti del mondo hanno preso ieri l'impegno fissando, per ora, le linee guida del cammino. «Non si può pensare di trovare la soluzione in un solo incontro», ha affermato nella conferenza di chiusura il presidente uscente Usa George W. Bush, il quale ha definito il vertice del G20 «un successo» da replicare e ha salutato i giornalisti presenti con un significativo «goodbye» finale.

Nel lungo comunicato, frutto di una complicatissima limatura, emergono fra le cose riaffermate e quelle tralasciate (come la proposta del collegio di supervisori bancari avanzata dal premier inglese Gordon Brown), due punti fermi che sono in grande sostanza le novità del vertice: la volontà di mantenere e rafforzare il format degli incontri a venti e l'intenzione di conservare la fiducia nel libero mercato respingendo le tentazioni protezionistiche. «Puntiamo ad un accordo quest'anno sul Doha Round», si legge nel comunicato in cui si prende l'impegno di non creare barriere nel commercio e negli investimenti nei prossimi 12 mesi. E se una tensione è emersa con forza durante il summit di Washington è proprio quella sul protezionismo con le accuse di Gordon Brown all'ipotizzato piano Usa di sostegno dell'auto rilanciato dal nuovo presidente Barack Obama.

Sulla riforma finanziaria i Venti si sono detti d'accordo nell'andare avanti senza peraltro entrare nei particolari. Occorre «un piano d'azione concreto e preciso per ristabilire la fiducia» hanno convenuto i leader mondiali dandosi tempo fino al 31 marzo per elaborare «una lista iniziale delle specifiche misure da prendere, incluse le azioni prioritarie» per stabilizzare i mercati e rilanciare la crescita. Fra queste sicuramente vanno considerate «le misure di politica economica e di bilancio» tese «a stimolare la domanda nazionale e stabilizzare i mercati». C'è già dunque un appuntamento per un prossimo vertice che dovrebbe svolgersi appunto tra marzo ed aprile quando il successore di Bush, Barack Obama sarà insediato alla Casa Bianca. «Si svolgerà a Londra» che avrà il timone del G20 dopo la presidenza brasiliana, ha annunciato il presidente francese Nicolas Sarkozy per il quale c'è anche l'accordo per un «terzo summit» sulla crisi finanziaria dopo quello di Washington e Londra che dovrebbe svolgersi in Italia, in luglio.

Il G20 ha anche accolto la proposta del Financial Stability Forum presieduto dal governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, di allargamento ai maggiori Paesi emergenti, come i Bric (Brasile, Russia, India e Cina) che anche a Washington hanno chiesto un ruolo più significativo negli organismi internazionali. Draghi, nella sua qualità di presidente del Fsf, ha partecipato a tutti i lavori del summit, compresa la cena alla Casa Bianca, nel corso della quale si è anche soffermato sulla gravità della crisi dell'economica mondiale, destinata «ad un ulteriore rallentamento», forse anche più accentuato di quello realizzato finora. A margine degli incontri Draghi ha confermato che il G20 si aspetta «un grande lavoro sulla sorveglianza da parte del Fmi e sulla regolamentazione da parte del Fsf» che ci sta già lavorando. «Il sistema finanziario del futuro — ha affermato Draghi — dovrà avere più capitale, meno debito, più trasparenza e più regole».


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