25/04/2010
Palermo, devastato l'albero di Falcone
Palermo, devastato l'albero di FalconeSchifani: atto vandalico che offende la città. Le iniziative per il 23 maggio. Messaggi e fotografie asportati durante la notte, a un mese dall'anniversario della strage di Capaci
| L'albero devastato (Ansa) |
PALERMO- Un'azione criminale è stata compiuta nella notte tra sabato e domenica contro l'«albero di Falcone», la grande magnolia davanti alla sua casa a Palermo. L'albero, piantato in ricordo del giudice ucciso dalla mafia il 23 maggio del 1992, è diventato luogo simbolo delle manifestazioni contro la mafia. «Ieri, qualcuno ha rimosso dall'albero di via Notarbartolo i messaggi e le fotografie dedicati a Giovanni Falcone e all'impegno civile per la lotta alla mafia. Erano numerosi biglietti, disegni e fotografie che si trovavano sull'albero di magnolia cresciuto di fronte all'abitazione di mio fratello. Un albero che in questi diciotto anni è diventato il simbolo della rinascita della società palermitana e dell'impegno per la legalità», spiega Maria Falcone, sorella del magistrato. E’ scomparso anche il lenzuolo con la scritta «Le vostre idee camminano sulle nostre gambe».
L'ANNIVERSARIO DEL 23 MAGGIO - La sorella di Giovanni Falcone sottolinea che «le forze dell'ordine stanno ancora accertando se il gesto compiuto sia solo un volgare atto vandalico o un preciso avvertimento di stampo mafioso», ma, aggiunge, «indipendentemente da ciò, resta il fatto che questo grave episodio avviene proprio un mese prima del 23 maggio», mentre la Fondazione Giovanni e Francesca Falcone ed il ministero dell'Istruzione stanno lavorando con gli insegnanti e gli studenti delle scuole di Palermo e di tutta Italia per preparare le iniziative in occasione del diciottesimo anniversario della strage di Capaci. Ecco perché, prosegue Maria Falcone, «domani mattina alle 12 saremo lì, con studenti e professori delle scuole di Palermo e con il Prefetto», per mettere nuovamente sull'albero altri disegni e messaggi che gli studenti hanno preparato.
| Com'era: l'albero con i messaggi, in una foto d'archivio (Ansa) |
LE REAZIONI - Il presidente del Senato, il palermitano Renato Schifani, dopo aver avuto conferma dal Prefetto di Palermo del furto dei messaggi, ha dichiarato: «Si tratta di un atto vandalico che offende la città, che certamente reagirà in maniera sdegnata e convinta a questa offesa alla memoria del magistrato Giovanni Falcone e di tutte le vittime della mafia. Non saranno certo questi comportamenti incivili a scalfire il prezioso patrimonio di valori di legalità che Falcone ha lasciato a Palermo e all'intero Paese». «Ci aspettiamo la reazione di Palermo e dei palermitani per ricostruire quello che è stato distrutto», è il commento del procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso. Per il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, «la rimozione delle immagini e delle lettere dedicate a Giovanni Falcone dall'albero che è diventato il simbolo della lotta alla mafia e dell'impegno della società palermitana a favore della legalità è un atto gravissimo, sul quale deve essere fatta piena luce nel più breve tempo possibile». «Un episodio che deve spronarci ad andare avanti nella lotta a tutte le mafie e nel lavoro che stiamo svolgendo per diffondere specie tra i più giovani il valore della legalità», aggiunge la Gelmini.
Redazione online
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13/01/2010
Gli (immaginari) alberi di Marte
Gli (immaginari) alberi di Marte
Ma si tratta solo di uno strato di anidride carbonica ghiacciata che evapora. Una foto della sonda Mars Orbiter crea l'illusione di una foresta sul pianeta rosso
![]() |
| Gli immaginari alberi di Marte (dal sito http://hirise.lpl.arizona.edu/PSP_007962_2635) |
MILANO - Alberi su Marte? Un brivido è corso lungo la schiena dei ricercatori nei laboratori della Nasa alla vista delle spettacolari immagini arrivate dalla sonda su Marte. L'agenzia spaziale americana ha pubblicato uno scatto della superficie marziana catturato da HiRISE, ovvero l’High Resolution Imaging Science Experiment, il sensore ottico più potente spedito nello spazio a bordo della sonda spaziale Mars Reconnaisance Orbiter. Tra le dune di sabbia sul pianeta rosso spuntano infatti a sorpresa quelli che sembrano dei veri e propri filari di alberi.
LA SPIEGAZIONE - Una foresta di latifoglie extraterrestre? Putroppo no. Come spesso accade in questi casi l'interpretazione è assai differente dalla realtà: la foto mostra semplicemente una regione di dune nell'estremo nord di Marte, a poco meno di 400 chilometri dal polo. Sulle punte di queste dune è presente uno strato di anidride carbonica ghiacciata, che evapora con l'arrivo della primavera marziana. Da qui l'inganno visivo con le chiazze e le righe scure che ricordano una vegetazione. «Ciò che vediamo è sabbia smossa in uno stato ghiacciato che si muove sopra le dune formando così righe molto marcate», ha riassunto il ricercatore della Nasa Candy Hansen.
Elmar Burchia
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29/09/2009
Priebke, Pacciani, Fioravanti, Franzoni, manifesti choc sui muri di Roma
Priebke, Pacciani, Fioravanti, Franzoni, manifesti choc sui muri di Roma
Sotto le fotografie, scritte con i nomi di assessorati al Comune e lo slogan: «Al lavoro per la città, ogni giorno»
| I manifesti (Proto) |
ROMA - Numerosi manifesti, solo apparentemente del Comune di Roma, che potrebbero ingannare i cittadini perchè realizzati con il logo e i colori istituzionali del Campidoglio, sono comparsi martedì mattina in diverse zone della città. Non portano in calce alcuna firma.
Sui manifesti compaiono quattro fotografie: quella di Erich Priebke (capitano delle SS che partecipò alla pianificazione e alla realizzazione delle Fosse Ardeatine), indicato come assessore alle politiche culturali; quella di Anna Maria Franzoni (condannata per l'omicidio di suo figlio) indicata quale assessore alla scuola, famiglia e infanzia; quella di Valerio Fioravanti (ex terrorista di destra, fondatore dei Nar, pluriergastolano, condannato anche per la strage di Bologna), assessore ai trasporti e alla mobilità e quella di Piero Pacciani (ritenuto uno dei responsabili dei delitti attribuiti al cosiddetto mostro di Firenze) indicato come assessore alle politiche sociali. I manifesti «provocazione» si chiudono con lo slogan: «Al lavoro per Roma. Ogni giorno» e «Il sindaco da Bari Gianni Alemanno» con riferimento alla città natale del sindaco.
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02/08/2009
Scatti erotici in una chiesa anglicana Fotografo accusato di blasfemia
Scatti erotici in una chiesa anglicana Fotografo accusato di blasfemia
Scandalo nella diocesi di Truro, in Cornovaglia. Sul sito di Andy Craddock il servizio fotografico osé realizzato senza permesso nell'edificio sacro
Foto erotiche in una chiesa anglicana. Ha provocato scandalo e indignazione la trovata del fotografo inglese Andy Craddock, che recentemente ha trasformato la chiesa di St Michael Penkivel, un villaggio della Cornovaglia nella diocesi di Truro, in un set fotografico «hot». Assieme alla sua compagna e a due modelle 21enni, Craddock si è recato senza permesso nella chiesa - costruita nel XIII secolo - in un giorno in cui non vi erano funzioni religiose e ha fotografato le giovani in atteggiamenti erotici. Le immagini successivamente sono state pubblicate sul sito web del fotografo e sono state viste anche dal parroco Andrew Yates, responsabile della chiesa. Adesso i legali di quest'ultimo, dopo aver scritto una lettera a Craddock in cui l'accusano di blasfemia, stanno valutando se esistono le condizioni per portarlo in tribunale. Anche la diocesi di Truro deplora il fatto e parla di immagini «profondamente offensive» per le persone che frequentano la chiesa.
SDRAIATE SULL'ALTARE - Lo scatto che ha più indignato il reverendo è quello in cui si vedono le due modelle seminude che mimano un amplesso lesbo sdraiate proprio sull'altare della Chiesa. Ma sono diverse le immagini che potrebbero scandalizzare. In una foto s'intravede una ragazza semisvestita che «riposa» su una tomba; in un'altra le due modelle, sempre coperte da pochi indumenti, stanno quasi per baciarsi mentre alle loro spalle s'intravede una Bibbia aperta; in un altro una delle due modelle finge di leggere la Bibbia mostrando le mutandine. E ancora, c'è uno scatto in cui una modella seminuda e con il viso dipinto «emerge» dal fonte battesimale. Gli avvocati del reverendo Yates attaccano Craddock: «Il parroco è convinto che si tratti di materiale blasfemo», hanno aggiunto nella lettera inviata al fotografo. Dello stesso avviso un portavoce della diocesi di Truro che al Daily Mail conferma: «Le foto potrebbero essere giudicate molto offensive dalla gente che frequenta regolarmente il luogo di culto».
LA DIFESA DEL FOTOGRAFO - Craddock non accetta le accuse e si difende: «Non sono un satanista, anch’io ho le mie convinzioni religiose. Non volevo offendere nessuno». Poi ricorda che la stessa chiesa fu usata nel 2005 come set del film «La famiglia omicidi» con Dame Maggie Smith e Kristin Scott-Thomas. La pellicola narrava la storia di un serial killer che vive in un villaggio tranquillo. «Ho scelto quella chiesa perché avevo visto il film e mi ero innamorato della sua architettura. Per la comunità religiosa è considerato peggiore chi si spoglia in una chiesa o chi usa lo stesso luogo di culto per un film che ha come protagonista un pluriomicida e la morte? Se i fedeli sono indignati per aver visto delle ragazze nude sull'altare, dovrebbe essere altrettanto scandalizzati per il film sul serial killer». Kate Blacker, una delle due modelle che ha partecipato alle foto «artistiche», difende Craddock: «Fare quelle foto in chiesa è stato divertente. Non mi creava problemi essere in una chiesa e non ci vedo niente di offensivo, ho considerato la cosa dal punto di vista artistico».
Francesco Tortora
10:59 Scritto in ARTE | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: fotografo, scatti, fotografie, chiesa, conovaglia, scandalo, osè, servizio fotografico, book fotografico, indignazione, diocesi, truro, blasfemia | OKNOtizie |
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