31/08/2011
Morti 2 soccorritori sulle Dolomiti partiti per recuperare due tedeschi
Morti 2 soccorritori sulle Dolomiti partiti per recuperare due tedeschiSi tratta di Alberto Bonafede, 43 anni, e Aldo Giustina, 42 anni. Investiti da una frana a 2.900 metri d'altidudine mentre soccorrevano due alpinisti e precipitati per 700 metri.
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12/04/2010
Treno deraglia a Merano. «Sette morti»
Treno deraglia a Merano. «Sette morti»I soccorritori: 30 feriti, possibili altre vittime. Il convoglio finito contro una frana, vagone in bilico sul fiume Adige tra Laces e Castelbello, sulla linea della val Venosta inaugurata nel 2005.
MERANO - Tragedia nel Meranese: sette persone sono morte per il deragliamento di un treno regionale tra Laces e Castelbello, sulla linea della val Venosta che congiunge gli abitati della vallata con Merano, molto utilizzata da studenti e pendolari. I feriti sono una trentina, cinque gravi, ricoverati in diversi ospedali della zona. La scena è spaventosa: i vagoni sono finiti fuori dai binari dopo avere sbattuto contro una massa di terra e roccia che si è staccata dalle pendici e una carrozza è rimasta in bilico sul greto del fiume Adige. L'incidente è avvenuto lunedì alle 9. Il tratto, a binario unico, è gestito dalla società Infrastrutture Ferroviarie Alto Adige (Südtiroler Bahnanlagen, Sba).
FRANA - È stata dunque una frana sulla linea ferroviaria a provocare il deragliamento del treno R108, partito da Malles alle 8.20 e atteso a Merano alle 9.43. Lo afferma Florian Schrofenneger, responsabile dei vigili del fuoco di Bolzano, aggiungendo che «le vittime sono almeno sei, forse sette ma non siamo ancora sicuri. Cinque invece i feriti gravi e venti quelli lievi». «Il treno è finito contro una frana - spiega Schrofenneger -: il vagone era pieno di persone, come è normale a quell’ora. La causa della frana è da accertare, in ogni caso possiamo escludere che ci sia stato un guasto». La disgrazia è avvenuta in un punto dove i binari attraversano una stretta gola. La strada attigua alla linea ferroviaria, la statale 38 dello Stelvio, è stata chiusa al traffico per consentire l'afflusso dei mezzi di soccorso. La Protezione civile ha allestito una sede operativa in loco e il presidente della Provincia di Bolzano Luis Durnwalder ha interrotto la seduta della Giunta per raggiungere il luogo del disastro insieme all'assessore alla Mobilità Thomas Widmann.
LINEA DEL 2005 - La linea della val Venosta è una delle più moderne dell'Alto Adige. Realizzata su un tracciato preesistente, è stata inaugurata nel 2005. Di prima mattina il servizio viene rafforzato, per far fronte alla maggior domanda di trasporto di lavoratori e studenti, mentre nei fine settimana i convogli circolano in gran parte in doppia trazione. In più ogni due ore c'è un collegamento diretto con i treni espresso regionali, che nel tratto dalla bassa val Venosta si fermano solo nelle località principali e permettono di spostarsi dall'alta val Venosta a Merano in tempi più rapidi. Questi treni espresso - che circolano soltanto nelle giornate feriali - proseguono poi per Bolzano, garantendo un collegamento diretto anche con il capoluogo.
Redazione online
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02/03/2010
Nuova frana nel Messinese: evacuate 120 persone
Nuova frana nel Messinese: evacuate 120 persone
Ancora paura nelle contrade Lineri e Ricchio del comune di Caronia, La terra si muove a sette km all'ora. Visibili le prime crepe
PALERMO - La terra non da tregua agli abitanti del messinese: un nuovo movimento franoso, che procede a sette chilometri l'ora, sta interessando le contrade Lineri e Ricchio del comune di Caronia, nel Messinese, dove dalla mezzanotte sono state fatte evacuare 120 persone in un'area collinare di circa 50 ettari.
PRIME CREPE - Evacuate anche le case più a monte della zona interessata, dove cominciano a vedersi le prime crepe. Sul posto, nella notte, sono intervenuti carabinieri e forze dell'ordine, e stamattina sono arrivati gli uomini della Protrezione civile. Il 14 febbraio scorso un'altra frana ha interessato il Comune di San Fratello, sempre nel Messinese, dove è stato evacuato un terzo dei circa 4500 abitanti.
DA GENNAIO 250 FRANE - La frana ha interessato anche la scuola media di Lineri, dove stamattina era stato sbarrato l'ingresso sia agli alunni che agli insegnanti. La zona dove si è verificato il movimento franoso dista in linea d'aria una decina di chilometri da San Fratello. Nell'area dei Nebrodi, che comprende anche Caronia, da gennaio si sono registrate circa 250 frane. (Fonte Ansa)
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15/02/2010
Vibo Valentia, frana la montagna. Il video choc
Vibo Valentia, frana la montagna. Il video choc
A Maierato, nel vibonese, l'intero costone di una collina è scivolato verso valle a causa delle forti piogge degli ultimi giorni. I residenti hanno assistito impauriti a una grandissima colata di fango.
Un'intera montagna è venuta giù a Maierato, in provincia di Vibo Valentia, a causa di una frana provocata dalle piogge abbondanti delle ultime ore.
Nel centro del vibonese si sono vissuti momenti da incubo. Urla di panico e incredulità, gente che scappa e le forze dell'ordine che intimano alla gente di allontanarsi. Questo il contenuto delle incredibili immagini a testimonianza del pericolo vissuto dai circa 2mila abitanti del paese.
A provocare l'enorme smottamento, in base ai primi rilevi, potrebbe essere stata una falda acquifera ingrossata per le forti piogge delle ultime ore in Calabria. I tecnici della protezione civile intervenuti sul posto hanno effettuato anche una ricognizione a bordo di un elicottero.
Le persone evacuate dal luogo in cui si è verificato il movimento franoso sono state portate nella scuola di Polizia di Vibo Valentia.
Il maltempo nelle ultime ore flagella il Sud del Paese. Tra le situazioni più critiche quelle nel messinese, dove sono state evacuate centinaia di persone e il paese di San Fratello è ormai quasi deserto. Ma gli abitanti hanno paura; negli occhi sono ancora vive le immagini della frana che lo scorso ottobre ha provocato la morte di almeno 25 persone.
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10/11/2009
Frana a Ischia, persone in mare Morta una ragazzina di 15 anni
Frana a Ischia, persone in mare Morta una ragazzina di 15 anni
Squadre di vigili del fuoco gia' arrivate da Napoli. Smottamento da un costone di montagna, nei pressi del porto di Casamicciola. Ancora dispersa una donna
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| Auto travolte dal fango a Ischia (Ansa) |
NAPOLI -Ennesimo disastro ambientale in Italia che, questa volta, ha colpito uno dei luoghi simbolo del "Bel Paese": Ischia, dove una grossa frana si è staccata da un costone di montagna, nei pressi del porto di Casamicciola. Il bilancio, provvisorio vista la difficoltà dei soccorsi per il maltempo, è di una ragazzina di 15 anni morta e di una ventina di feriti, di cui uno grave. Sono circa dieci le auto finite in mare e un pullmino, ma non si sa ancora se vi erano persone a bordo. I sommozzatori della Guardia Costiera sono arrivati sul luogo della frana, per le ricerche di eventuali persone precipitate in mare. Un bambino che era dato per disperso è stato poi trovato in buone condizioni, mentre secondo la protezione civile manca ancora all'appello una donna.
AREA DEVASTATA DAGLI INCENDI DURANTE L'ESTATE - Sull'isola sono arrivate squadre dei vigili del fuoco anche da Napoli, che stanno provvedendo alla evacuazione dell'area. Lo smottamento è avvenuto in località Tresca e ha riguardato il Monte Epomeo, questa estate colpito da una serie di incendi, spenti con l'intervento di Canadair. Un'altra piccola è rimasta invece ferita in modo grave. Estratta dal fango è stata trasportata da una motovedetta della Capitaneria di Porto in un ospedale di Napoli. Casamicciola è accessibile soltanto via mare, perché le strade sono inagibili a causa della pioggia.
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| Una imbarcazione della guardia costiera di fronte a Ischia (Ansa |
BERTOLASO: «RABBIA E TRISTEZZA» - La frana «da un lato mi fa grande rabbia, dall’altro mi rattrista moltissimo, perché significa che tutto il lavoro che è stato fatto fino a oggievidentemente non è stato sufficiente». Lo ha detto il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso: «Lo sapevamo - ha aggiunto Bertolaso - fino a quando non si fa questo grande progetto di manutenzione del territorio e di messa in sicurezza di tutto il nostro ambiente continueremo a dover subire questo genere di situazioni». «La prevenzione - ha proseguito - è fondamentale. Fino a quando non faremo prevenzione seria in campo antisismico e del rischio idrogeologico dovremo continuare a confrontarci con questo genere di tragedie. La Protezione civile può garantire un intervento immediato, ma ci vuole progettazione, visione di lungo respiro in modo da cominciare a fare una serie di opere di prevenzione».
NEL 2006 UN'ALTRA TRAGEDIA SIMILE: QUATTRO MORTI - Nel 2006 ci furono quattro morti sempre per lo smottamento di un costone di montagna. Allora a cedere furono le pareti del monte Vezzi che precipitarono su un casa in cui dormivano sei persone. Solo due furono estratte vive.
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23/08/2009
Precipita l'elicottero del Suem Morte quattro persone
Precipita l'elicottero del Suem Morte quattro persone
Pieve di cadore - A bordo, oltre al pilota, un medico e due tecnici. gia' Recuperate le salme. L'agenzia per la sicurezza del volo ha aperto un'inchiesta. Il mezzo di soccorso è caduto sul Monte Cristallo, durante una missione di soccorso per una frana. Nella zona imperversa il maltempo
PIEVE DI CADORE - Sono state recuperate e portate nella sala mortuaria dell’ospedale Codivilla a Cortina le salme delle quattro persone che erano nell’elicottero del Suem di Pieve di Cadore caduto sul Monte Cristallo. Lo conferma Paolo Belodis, del Soccorso Alpino di Cortina d'Ampezzo. «Il magistrato - ha spiegato Belodis - ci ha dato autorizzazione al recupero delle salme visto che nella zona imperversa il maltempo». A trovare i resti dell'elicottero, ha confermato Belodis, un altro velivolo che era in volo per un intervento legato alla caduta di un masso sulla strada provinciale.
La dinamica L’elicottero stava intervenendo, verso le 14, per una verifica nella zona di Rio Gere, tra il monte Cristallo e il Faloria, dove si era staccata una frana che aveva invaso un tratto stradale. Durante una manovra, sul versante del Cristallo, eseguita forse in seguito anche al maltempo, il mezzo avrebbe toccato i fili della tensione ed è quindi precipitato.
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| Il medico degli Scoiattoli, Fabrizio Spaziani |
Nella sede del 118 a Pieve si è radunata una piccola folla di amici e conoscenti delle vittime e nelle varie salette l’immagine comune è quella del pianto e del dolore.
A bordo dell’eliambulanza, oltre al pilota, c’erano un medico e due tecnici. Fabrizio Spaziani, il medico a bordo dell’elicottero, era in servizio da molti anni al 118 dell’ospedale di Pieve di Cadore. Spaziani aveva partecipato, assieme agli Scoiattoli di Cortina, alla spedizione commemorativa sul K2 per i 50 anni della storica conquista della seconda vetta più alta al mondo. Le altre vittime sono il pilota Dario De Felip e Marco Zago, assistente pilota e membro del soccorso alpino. La quarta vittima è un tecnico del soccorso alpino, Stefano Da Forno. Per Zago, secondo quanto si è appreso, oggi sarebbe stato l’ultimo giorno di lavoro prima di passare ad altro incarico.
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| Il canalone della morte (Foto Bellodis-Gaspari- Cappello) |
I 500 tecnici del Soccorso alpino bellunese hanno espresso tutto il loro dolore e si stringono «alle famiglie dei quattro amici persi oggi nell’incidente aereo di Rio Gere». I tecnici - è detto in una nota - «partecipano al cordoglio per la perdita di Dario De Filip, Marco Zago, Fabrizio Spaziani e Stefano Da Forno».
Inchieste Intanto, l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo (Ansv) ha disposto l’ invio di un team di investigatori per ricostruire la dinamica ed individuare le cause tecniche dell’incidente. E anche la procura di Belluno ha aperto un fascicolo d’inchiesta.
La zona dove è caduto l’elicottero, tra il monte Cristallo e il vicino Faloria, è stata spesso sede di interventi per gli uomini del soccorso alpino e del Suem a favore di alpinisti o escursionisti in difficoltà. Non più tardi di una settimana fa, il giorno di ferragosto, l’elicottero del Suem aveva partecipato ad una operazione di soccorso di una famiglia di Matera, con due bambini di nove e sei anni, che era rimasta bloccata lungo la ferrata Dibona proprio sul gruppo Cristallo.
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| L'area con la frana che aveva determinato l'intervento del Suem (Foto Bellodis-Gaspari- Cappello) |
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18/07/2009
Maltempo, frana in Veneto: 2 morti
Maltempo, frana in Veneto: 2 morti
Coinvolta anche un'abitazione vigili del fuoco al lavoro per le operazioni di recupero. Lo smottamento all'altezze di Borca di Cadore
Sono due le vittime di una frana che si è abbattuta in Veneto. Lo smottamento è avvenuto nelle prime ore di sabato mattina sulla statale 51, all'altezza di Borca di Cadore, in provincia di Belluno. Coinvolte anche alcune abitazioni. Il maltempo si è abbattuto sulla zona venerdì notte con forti temporali. I vigili del fuoco sono al lavoro per recuperare le salme.
IDISAGI- Nella zona si sono verificate però, sempre a causa del maltempo, altre frane, una ad Acquabona di Cortina, a ridosso di Borca di Cadore, ed un'altra che ha lambito la località Chiappuzza di San Vito di Cadore a dieci chilometri circa da Cortina. Un'altra frana si è verificata poi a Passo Tre Croci, nella stessa zona. Il movimento di massi e fango ha invaso anche la statale 51 di Alemagna che solo poco fa è stato possibile riaprire al traffico, anche se restano difficoltà per raggiungere Cortina.
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29/01/2009
Crolla costone, ancora paura in Calabria
Crolla costone, ancora paura in Calabria
Oggi i funerali della seconda vittima dello smottamento di domenica. Frana all'alba nei pressi di Tropea: nessun veicolo coinvolto. Chiuse l'A3 per 60 km e la statale 18
MILANO - Un'enorme frana staccatasi dal costone che sovrasta Tropea, nota cittadina turistica sulla costa del Vibonese, si è abbattuta sulla sottostante provinciale arrivando fino al mare. Il fatto è avvenuto intorno alle 4 del mattino.
NESSUN MEZZO COINVOLTO - In quel momento, dato anche l'orario, non c'erano mezzi in transito. Sul luogo i vigili del fuoco e delle ruspe che stanno cercando di sgomberare i detriti che sono appunto arrivati nei pressi del compresso alberghiero «Rocca Nettuno». Invaso anche il viale che porta al posto fisso della Polizia di Stato, chiuso al traffico. Altre frane minori si segnalano in tutto il Vibonese. Oggi intanto, a Catanzaro, si svolgeranno i funerali della seconda vittima del disastro avvenuto domenica scorsa sull'A3, nel Cosentino.
STRADE CHIUSE - Intanto, il Centro nazionale per la viabilitá è riunito dalle ore 8 di oggi per le criticità sulla rete viaria in Calabria, in particolare sull'autostrada A3 e sulla strada statale 18, determinate dalle abbondanti precipitazioni che hanno colpito l'area di questi giorni. Sono ormai una sessantina i chilometri dell'autostrada Salerno-Reggio Calabria chiusi al traffico per frane o pericolo di frane. In particolare, al momento l'autostrada è chiusa per frane nelle province di Cosenza e Catanzaro nel tratto tra Cosenza Nord (chilometro 253,300) e Falerna (chilometro 304) in entrambe le direzioni. Il traffico diretto a Sud viene deviato a Cosenza Nord sulla SS 107 direzione Paola, prosegue sulla SS 18 e rientra in A/3 a Falerna. Lo stesso percorso viene utilizzato in senso inverso per il traffico diretto a Nord. Chiusura per lo stesso motivo anche nella provincia di Reggio Calabria tra Villa S. Giovanni (chilometro 432) e Scilla (chilometro 423). Il traffico diretto a Sud percorre i seguenti itinerari: i veicoli con massa superiore a 3,5 tonnellate escono a Rosarno (chilometro 382,900) si immettono sulla SS 682, successivamente percorrono la SS 106 Ionica e si immettono sull'A/3 allo svincolo di Reggio Calabria (chilometro 443,300); i veicoli leggeri escono a Scilla (chilometro 423,300), percorrono la SS 18 sino a Villa S. Giovanni dove rientrano in Autostrada (chilometro 433,500). Il traffico diretto a Nord esce a Villa S. Giovanni (chilometro 433,500) si immette sulla SS 18 e prosegue sino a Santa Trada dove rientra in autostrada (chiloemtro 427).
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28/01/2009
Frana travolge 2 operai a Caltanissetta
Frana travolge 2 operai a Caltanissetta
Stavano eseguendo lavori di canalizzazione. A causa delle forti piogge cadute in questi giorni ha distrutto un muro di contenimento
CALTANISSETTA - Una frana a Caltanissetta ha travolto e ucciso due operai che stavano eseguendo lavori di canalizzazione in via Mario Gori, nel quartiere Redentore. Le vittime sono Santo Notarrigo, 37 anni, e Felice Baldi, 32 anni, originario di Sommatino, un centro della provincia.
IL PRECEDENTE - Il corpo di Notarrigo è stato estratto subito dal fango, mentre quello di Baldi è stato individuato dai soccorritori solo dopo quasi un'ora di scavi. Nella stessa zona, già alcuni giorni fa, si era verificata un'altra frana e venti famiglie erano state costrette ad abbandonare le loro abitazioni sulla collina di Sant'Anna. I due operai investiti dalla frana stavano svolgendo lavori per conto di una ditta di Caltanissetta, incaricata da un condominio di via Gori di effettuare opere di canalizzazione. Nel cantiere operavano ruspe e altri mezzi meccanici. Le vibrazioni, secondo una prima ipotesi, potrebbero aver favorito il distacco di un costone collinare, reso già instabile dalle forti piogge cadute in questi giorni. Lo smottamento ha abbattuto il muro di contenimento sotto il quale si trovavano gli operai, che sono rimasti sepolti sotto i detriti. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, la protezione civile, carabinieri e polizia.
IL SINDACO: AVEVO CHIESTO AIUTO - Salvatore Messana, sindaco di Caltanissetta, saputa la notizia denuncia: «Una cosa è sicura: la situazione di dissesto idrogeologico di Caltanissetta è grave. Ho chiesto alla protezione civile nazionale di rimuovere il pericolo ma per ora non è stato fatto nulla perché mancano i fondi». Il sindaco Messana sottolinea che «sono varie le zone delle città interessate da dissesto idrogeologico e per ora sono 60 le famiglie ospitate in alberghi dopo problemi idrogeologici verificatisi nella zona di Sant’Anna, e Santa Barbara a causa dei Vulcanelli».
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26/01/2009
Frana sull'A3, due morti e 3 feriti
Frana sull'A3, due morti e 3 feriti
Una collina, nei pressi dello svincolo autostradale di Rogliano Grimaldi, nel cosentino, cede per il maltempo e travolge un furgone con sette persone. Due illesi
COSENZA - È di due morti e tre feriti il bilancio delle persone rimaste coinvolte nella frana nei pressi dello svincolo autostradale di Rogliano Grimaldi, nel cosentino che si è verificata intorno alle 21.00 di domenica sera. Una delle tre persone rimaste ferite, un uomo ricoverato nel reparto di neurochirurgia dell'ospedale di Catanzaro, sarebbe grave.
IL BILANCIO - Si chiamavano Nicola Paliano, 59 anni, nato a Cotronei (Crotone) e residente a Catanzaro, e Danilo Orlando, 27 anni, di Catanzaro, le due persone morte. Le salme si trovano nell'obitorio dell'ospedale di Lamezia Terme per le autopsie. Le sette persone, che si trovavano a bordo del furgone, tutte di Catanzaro e dipendenti di una società di impianti elettrici, erano componenti di una squadra di calcetto amatoriale, impegnata in un torneo nazionale. Paliano era il presidente della squadra, mentre Danilo Orlando un giocatore. Con loro c'era anche il padre di Orlando, ora ricoverato in ospedale a Catanzaro.
SI SCAVA - Intanto i vigili del fuoco stanno proseguendo i lavori per rimuovere l'enorme quantità di fango che ha invaso l'autostrada causata dal forte maltempo che imperversa nella zona. La frana, secondo quanto si è appreso, sarebbe avvenuta in due tempi e ha interessato una collina nei pressi dell'A3 con un fronte alto circa sessanta metri.
LA DINAMICA - L'Anas ha ricostruito quanto avvenuto in occasione della frana: «Intorno alle 21 in prossimità del km 283 dell'autostrada Salerno-Reggio Calabria si è verificato un movimento franoso esteso oltre 50 metri che ha interessato l'intera sezione autostradale. La colata di fango, detriti e vegetazione, innescatasi da una altezza di circa sessanta metri sul versante prospiciente la carreggiata sud, ha invaso entrambe le carreggiate per una estesa di circa 80 metri ed ha travolto e divelto un muro di sostegno investendo il furgone con sette persone a bordo che transitava nell'istante in direzione sud. Il tempestivo intervento delle squadre coordinate dalla sala operativa Anas, 'immediata chiusura al transito veicolare dell'autostrada, la pronta attivazione dei soccorsi e la collaborazione e l'impegno congiunto di Anas, Polizia Stradale, Vigili del Fuoco e Protezione Civile regionale, hanno reso possibile di scongiurare un bilancio ancor più grave. Intanto continuano ininterrottamente da nove ore le operazioni di rimozione del fango dalla sede autostradale. È stata liberata la carreggiata nord e le operazioni sono ancora in corso per liberare la carreggiata sud. L'autostradaè chiusa tra gli svincoli di Cosenza Nord e Falerna, con percorso alternativo sulla SS 107 e sulla SS 18.
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